Privacy, il caos nelle imprese
Sono passati quasi tre anni da quando il decreto 196 del 30 giugno 2003 è stato emanato. Per chi ha la memoria corta diciamo che si tratta del famoso "Codice sulla privacy"; ovvero quella normativa che avrebbe dovuto regolamentare la detenzione dei database degli utenti da parte delle aziende.
Mi chiamo Stefano e faccio parte di una piccola società d'informatica che, tra le altre cose, ha aiutato chi ha cercato di adeguarsi alla normativa. Nell'ultimo anno mi sono imbattuto nelle situazioni più diverse e ammetto di essere veramente demoralizzato. In particolare vorrei attirare la vostra attenzione su alcune conseguenze che, l'errata o approssimativa lettura della legge, ha creato.
L'informativa-spam
Moltissime aziende hanno iniziato a inviare a tutti i loro clienti e fornitori lettere d'informativa, da restituire firmate per l'accettazione del trattamento dati. In realtà il consenso scritto non è necessario per i normali dati atti a finalità commerciali. Ma poi qualcuno inizia a pensare che se lo fanno anche le banche un motivo c'è, e anche lui inizia. Spedisce altri fax, magari sostituendo l'intestazione della banca con la sua, poi manda le risposte, ma intanto ne arrivano ancora, e ancora, e ancora...
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