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Vecchio 12-02-2008, 23.25.19
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Meno male questo forum: credo di essere stato sul punto di cascare anch'io in una trappola.

Comunque io mi sono comportato nel seguente modo:
- già con la lettera di disdetta ho chiesto che mi indicassero l'elenco completo degli apparati da restituire e le modalità per provvedervi.
Poi proprio ad un pelo dallo scadere dei 30 giorni ho inviato per raccomandata a.r., anticipata mediante servizio Certofax di Poste Italiane la lettera che segue (ovvviamente sono stati tolti gli specifici riferimenti)
Se dovessero esserci sviluppi mi rifarò vivo.




Oggetto: risoluzione contratto - codice cliente ..........- numero telefonico ............

Faccio seguito alla pari oggetto che Vi trasmisi con raccomandata A.R. in data ........... (da Voi ricevuta il successivo ........... come da avviso di ricezione), con la quale richiesi la cessazione del contratto. Aggiungo che l’utenza è stata distaccata (comunque, risulta non più funzionante) il...........; inoltre segnalo che l’ultima fattura mi è già stata addebitata, correttamente, in data ............
Debbo però rammentarVi che tuttora sussiste, irrisolto e solo perché nessuna utile indicazione m’è giunta da parte vostra, il problema (già indicato nella citata a seguito, alla quale rimando per i dettagli) della restituzione di attrezzature di Vs. proprietà a suo tempo installate nella mia abitazione.
Vi invito formalmente a darmi in merito risposta scritta con invio raccomandato, a stretto giro di posta, al seguente indirizzo:
- ................................
Vi segnalo che continuerò a conservare gli apparati di cui sopra con “…la diligenza del buon padre di famiglia…” (1176 c.c.) per un periodo di tempo che, a mia esclusiva discrezione, ritengo ragionevole. Esplicitamente individuo tal tempo in trenta giorni dal ricevimento della presente e nel far ciò dichiaro adottato criterio di analogia rispetto all’art. 328 c.p. 2°co.
Resta inteso che, trascorso tal termine nulla più vi dovrò e nulla più potrete richiedermi.

Fede
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