Archivi categoria: Posizionamento, Motori Di Ricerca e Traffico

Strategie, guide e informazioni su posizionamento e indicizzazione nei motori di ricerca.

Penguin

Dopo Panda Arriva Penguin: Come Sopravvivere allo Zoo di Google

Io avevo ipotizzato ironicamente un bradipo update nel mio articolo su Google Panda, ma non siamo andati molto lontano.

Lo scorso 24 aprrile è stato lanciato ufficialmente Google Penguin, l’ennesimo ritocco agli algoritmi di ricerca che sta già suonando il requiem per moltissimi blog, esattamente come aveva fatto Panda in precedenza.

Due righe di riepilogo.

Novità introdotte da Google Panda

In realtà Google Panda è costituito da moltissimi cambiamenti effettuati nel corso dell’ultimo anno con lo scopo di:

  • Ridimensionare nelle SERP le content farm
  • Penalizzare i siti con eccessiva pubblicità
  • Favorire contenuti utili e originali

In realtà non andò esattamente così: moltissimi blog autorevoli che avevano adottato AdSense come modello di business proprio perchè la loro strategia era stata premiata da Google furono annientati da un giorno all’altro, con conseguente chiusura delle attività imprenditoriali correlate.

Le serp però erano ancora spesso capeggiate da veri e propri siti spazzatura che operavano tramite strategie Black Hat SEO. Allora scherzandoci su dissi:

inutile impazzire per risalire la china, perchè ci si potrebbe di nuovo ritrovare nel ruolo di danno collaterale quando un eventuale Bradipo Update verrà introdotto da Google.

Non è stato un bradipo ma….

L’aggiormamento Google Penguin

Annunciato lo scorso 24 aprile si prefigge il nobile scopo di eliminare dalla faccia delle SERP proprio i troppi siti-spazzatura che avevano approfittato dei buchi aperti da Panda.

In particolare si prefigge lo scopo di individuare e penalizzare quei siti che con operazioni massicce di link building sono in cima ai motori (ma… un momento… non era anche questo lo scopo annunciato di Panda??) Continua a leggere

Not Approved

Ikaro Abbattuto da Google Panda Update 2.4

Lo scorso 12 Agosto 2011 Panda Update è stato esteso anche ai siti in lingue differenti dall’inglese, ed Ikaro è stato severamente penalizzato.

Me ne sono accorto il 13 Agosto, mentre ero a San Paolo. Ho notato immediatamente un crollo delle visite troppo vistoso in quel giorno per essere giustificato dal periodo estivo accompagnato da un calo ancor più pesante nelle entrate, più pesante ancora di quello registrato in Marzo 2011.

L’intento dichiarato di Google Panda è quello di combattere lo spam e le content farm a favore dei blog con articoli originali e di qualità: purtroppo l’aver scritto più di 600 articoli di qualità ed aver prodotto guide utili che hanno portato ad avere migliaia di lettori al giorno su questo sito non è bastato per Google.

Non sono bastati neanche gli accorgimenti presi prima dell’estate, ossia:

  • Pulizia link in uscita rotti
  • Eliminazione di tutti i contenuti irrilevanti
  • Pulizia di pagine non significative dalle serp
  • Eliminazione di quei pochissimi articoli ripubblicati da altre fonti (seppur con regolare citazione e link alla fonte).

Per Google questo è un blog di scarsa qualità.

Il livello della penalizzazione

Ti do una idea precisa della botta che Google ha dato ad Ikaro confrontando visite ed entrate dei primi dieci giorni di Settembre 2010 con quelli del 2011;

  • Traffico: – 48%
  • Entrate AdSense: – 86%

Tradotto in un concetto molto semplice: anni di lavoro e tempo speso per creare contenuti di qualità andati letteralmente in fumo in un istante.

La mia reazione iniziale

Ho sempre ribattutto a chi considerava un rischio scellerato affidarsi solo ad AdSense per vivere che produrre buoni contenuti, lavorare e non giocare sporco era sufficiente per considerare Google un partner affidabile.

Mi sbagliavo.

La delusione più grande è stata su questo punto, non tanto sul veder calare le visite o le entrate.

Come rimediare a Panda

Ritengo del tutto inutile rivoltare il sito come un pedalino, cercare dettagli  da modificare o passare notti insonni a cambiare gli abstract per fare il prefezionista.

Google Panda mi ha insegnato che per quanto io possa migliorare ed ottimizzare un blog in base ai motori potrebbe sempre arrivare in futuro un Bradipo Update che mi riazzera di nuovo.

E di correre in tondo non mi va.

Più che il sito, Panda mi ha spinto a cambiare atteggiamento eliminando gli script per le metriche sincrone (lloogg, woopra ecc) dalle pagine del blog per non andare in paranoia durante la giornata ed a non utilizzare più AdSense come sistema di monetizzazione principale per gli altri progeti che ho in piedi perchè quel -86% di entrate dopo aver scritto 600 articoli utili ed originali non è un dato che lascia adito ad interpretazioni di sorta: AdSense non è un partner affidabile.

Cosa penso di Panda

Al di la del caso personale, basta leggere le domande stilate dal team di Google stesso per Webmasters al fine di aiutarli a capire se il loro è un sito di qualità, e fare poi qualche ricerca in Google per notare che nei primi posti c’è quasi sempre un sito di bassa qualità in base ai loro stessi criteri.

Altro punto critico è quello della pubblicità; se Google Panda sembra non gradisca i piazzamenti aggressivi degli ads poi AdSense stesso ti suggerisce di posizionarli in maniera aggressiva.

Per non parlare del fatto che dopo avermi praticamente annullato dal punto di vista della monetizzazione, Google mi sta contattando via email per spingermi a  piazzare anche il terzo blocco di ads sui miei siti altrimenti perdo delle entrare.

Un altro dato interessante che ti posso fornire è che uno dei miei siti di Article Marketing, composto da articoli duplicati e di bassa qualità, dopo Panda Update ha registrato un aumento di traffico dell 80% circa.

Tutte considerazioni che mi suggeriscono di non passar notti insonni per riparare l’inaggiustabile, ad andare oltre.

In realtà penso che queste modifiche abbia più a che fare con i click sugli ads che sulla qualità in se, in particolare ritengo che siano i siti che registra(va)no molti click che ne abbiano risentino maggiormenete. Il perchè l’ho spiegato in maniera più esaustiva agli iscritti della mia newsletter (se vuoi iscriverti utilizza la form in altro a destra).

Post-panda

Continuerà ad esserci Ikaro ovviamente (ci mancherebbe) e mi concentrerò su quei progetti in portoghese che, lentamente e senza rendermene conto, hanno inziato a girar bene ed a dare molte soddisfazioni aprendo al strada anche ad altre forme di monetizzazione diretta: pubblicità, vendita App per cellulari, contratti diretti con advertiser per remunerazioni pay-per-sale.

Per il resto, conto di non dover più guardare con preoccupazione ad un eventuale futuro Bradipo Update spostando i miei progetti ed i miei interessi per quanto possibile su piattaforme mobili.

 

Google Panda

Google Panda: Consigli Preziosi Per Non Affondare Nei Motori Di Ricerca

Google Panda è l’ultimo aggiornamento degli algoritmi di ricerca usati da Google per determinare le SERP.

Già arrivato per siti di lingua inglese nella prima decade di Aprile, si sta attendendo con un certo timore anche sui blog di lingua italiana.

Mi sono fatto una chiacchierata con Robin Good, che da qualche mese sta studiando e sperimentando tecniche e modifiche su Masternewmedia per immunizzarlo da Panda, il quale mi ha fornito delle indicazioni terribilmente utili che riassumo in questo post, e che probabilmente non troverai da altre parti.

Seguimi ed avrai qualche sorpresa.

Chi sarà affetto da Panda?

La prima: le aspettative inducono a supporre che Panda punirà senza pietà le Content Farm, ovvero quei siti che riportano notizie e blog di altri siti.

Non è esattamente così: Panda punirà tutti quei siti che non offrono contenuti utili agli utenti, e tra questi potrebbero essercene molti anche sul tuo blog, anche se fatto di contenuti originali ed approfondimenti, senza che tu ne sia consapevole. Scopriamo perché.

Il problema è costituito da post ripubblicati e non originali?

Qui arriviamo al secondo punto: non si tratta di duplicazione in se, ma dell’utilità che la ripubblicazione di un altro articolo sul proprio blog ha per i lettori.

Afferma Robin:

Se Panda facesse scattare un trigger che punisce automaticamente i contenuti duplicati Rand Fishkin non mi avrebbe chiesto il permesso di ripubblicare un mio post su Seomoz.

e non fa una piega in effetti, visto che Panda è già attivo sui siti di lingua inglese. Questo episodio quindi ci induce a credere che la ripubblicazione di articoli, se fatta con criterio e rilevanza, non sia pericolosa.

Contenuti duplicati e poco utili, qualcosa di già noto

O forse no. Panda potrebbe non voler più tollerare le centinaia, migliaia di pagine di archivio (categorie, tags ecc) che ormai invadono i blog gestiti con i più comuni CMS (WordPress, Movable Type ecc.)

“Ma come..” ti chiederai “.. non basta semplicemente deindicizzarle col meta tag noindex come da prassi?”

Cosa infatti che ho chiesto a Robin, il quale ha risposto:

Se bastasse questo John Mueller non avrebbe dato la chiara indicazione nel Google Webmaster Forum di sparar fuori un bel 404 ad ogni pagina di archivio, incluse quelle della cronologia specie se non differenziate per argomento

Si, l’indicazione di JohnMu è quella di cancellarle proprio… ma la soluzione mi sembra un po drastica, ed anche a Robin che ha sistemato in questo modo:

Ho riorganizzato tutte le pagine delle categorie per aumentarne l’usabilità ed ho modificando i titoli in maniera da differenziarli rispetto a quelli dei post. La stessa cosa inoltre può essere applicata alle pagine di cronologia, specie se non differenziate per argomento.

Sarà meglio differenziare anche gli abstract quindi, e non limitarsi a fare un copia e incolla della prima parte del testo. Ed a pensarci bene un abstract serve proprio a questo, è una sorta di pitch elevator applicato agli articoli: racchiude il contenuto in una nutshell (il guscio di una nocciola) come dicono gli amici d’otreoceano.

Per capire inoltre quali siano i contenuti poco utili, e quindi da eliminare dall’indicizzazione, basta che

  • cerchi site:tuosito.com in Google
  • scorri sino alla fine e clicchi su “includi risultati omessi”
  • scorri tutte le pagine iniziando dalla fine, dove si trovano quelle che per Google sono meno utili

… e potresti avere delle sorprese.

Notizie e micropost

Per anni ne abbiamo abusato tutti, e molto siti ne hanno fatto proprio in contenuti principale: quei piccoli rimandi ad altre pagine che fanno tanto agenzie di stampa…

Anche qui Robin ha delle info utilissime frutto dei mesi di esperienza fatta cercando informazioni affidabili su Pana e testandole su Masternewmedia;

Google ha già deciso da anni quali sono i siti che pubblicano news, ce li ha dentro GNews. Se non è in GNews vuol dire che non è considerato un sito di informazione tradizionale. Io ho deciso di cancellare tutti quei micropost che come scopo avevano quello di introdurre e reindirizzare  ad altri articoli.

E su questo discorso sono particolarmente sensibile perché Ikaro è stato per lungo tempo una fonte ufficiale di Google News, avventura terminata quando fu introdotto l’obbligo di avere una vera e redazione. Cosa che ho preferito non fare perchè non vi trovavo alcun interesse.

Come procedere con i test

Altra informazione utilissima: Panda è costituito da meccanismi che scattano automaticamente al verificarsi di certe circostanza (trigger).

Se avrai il sospetto che Panda penalizzerà il tuo sito procedi come segue:

  1. Cerca di indentificare le possibili cause
  2. Mettile in una lista
  3. Sistemale una sola alla volta
  4. Attendi che Google reindicizzi tutto
  5. Se il problema permane, passa al punto successivo

Concludendo, questo post non è  la guida definitiva a Panda, ma è  un sunto di informazioni affidabili frutto della ricerca e degli esperimenti fatti da Robin negli ultimi mesi. Qualcosa da tenere in considerazione quindi.

Un bonus per te

Già le informazioni riportate sono preziose, ma non è finita qui; sono riuscito  ad ottenere da Robin delle condizioni davvero speciali per ogni lettore di Ikaro che si iscriverà il POP Campus entro domenica 22 Maggio, un vero e proprio corso per publishers online professionali che fornisce capacità e competenze per mettere in atto progetti redditizi in rete, nel quale sarà tra l’altro ospite speciale e docente.

Il POP Campus ti aiuterà a trasformare quella che è una passione (Internet) in un lavoro vero grazie al quale essere autosufficiente e poterti riprendere il controllo della tua vita. Nella pagina ufficiale troverai le testimonianze di chi lo ha già frequentato ed anche Ikaro è una testimonianza di quanto si può imparare grazie a Robin: molte delle tecniche e le strategie più determinanti che mi hanno permesso di realizzare i miei progetti infatti le ho apprese da lui.

Contattami per email all’indirizzo ikaro [at] ikaro [punto] net entro domenica prossima per avere la possibilità di entrare nel POP Campus alle condizioni privilegiate riservate ad Ikaro.
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SEO: Perchè un Indirizzo URL Corto è Meglio Per I Motori Di Ricerca

Tra gli step di ottimizzazione SEO di un blog o di un sito c’è anche la struttura dei permalink, ovvero l’indirizzo permanente delle pagine. Il quesito è: per fare in modo che ai motori di ricerca piacciano i nostri permalink li dobbiamo fare corti oppure allungarli un pò con chiavi rilevanti?

Il buon senso suggerirebbe di creare degli indirizzi con un percorso  che contenga chiavi rilevanti al fine di sfruttare i meccanismi semantici dei motori e aumentare l’autorevolezza dei nostri contenuti, in questo modo:

http:www.sito.com/tecnologia-mobile/cellulari/recensione-nokia.html
piuttosto che
http:www.sito.com/recensione-nokia.html

ma sempre avendo cura di non eccedere le 4/5 parole. Matt Cutts stesso infatti afferma che dopo 5 parole il motore ignora eventuali keyword presenti nelle URI (ricorda anche che il peso delle chiavi cala man mano che ci si sposta sulla destra).

Il ragionamento fila, ma alla prova dei fatti non funziona. Ho fatto qualche approfondimento ed ho scoperto anche io con una certa sorpresa perchè è meglio usare indirizzi corti anche se con meno chiavi utili ai fini della rilevanza e del ranking.

Perchè è meglio averlo…corto

Una analisi di eyetraking fatta da Marketingsherpa nel lontano 2008 ha verificato che gli utenti tendono a snobbare URL lunghi all’interno delle SERP a favore di quelli corti. Questi ultimi vengono cliccati 2,5 volte in più di quelli lunghi anche se sono più in basso.

Dai una occhiata alla heatmap (mappa termica) che evidenzia col rosso le zone della pagina cliccate maggiormente dagli utent: sembra effettivamente che le URL lunghe vengano addirittura saltate.

Eyetracking

Immagine presa da un abstract pubblico di Benchmark Guide 2008, scaricabile in formato PDF

Non possiamo che arrivare alla seguente conclusione; sebbene sia vero che più chiavi rilevanti all’interno della URL ottimizzino maggiormente le pagine per contro determinano un minore numero di click all’interno delle SERP da parte degli utenti, e a lungo andare più click ti spingono più in alto.

Interessante, che ne pensi?

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SEO, L’Autorevolezza Del Blog Può Sostituire La Link Popularity: Un Caso Reale

Non sono ossessionato dal SEO e dalle varie formule per migliorare il posizionamento, ma qualche tempo fa osservando il proliferare delle offerte per iPhone e l’interesse sempe più acceso degli utenti ho deciso di mettermi alla prova tentando  di conquistare la prima pagina su Google per aclune chiavi hot quali;

  • offerte iPhone
  • prezzi iPhone

e affini.

Ho iniziato a lavorarci da Dicembre del 2009. In poco più di tre mesi Ikaro è costantemente nelle prime 5 posizioni per le chiavi elencate sopra.

Avanti

Ho deciso di condividere questo test, svolto per puro divertimento, perchè a mio avviso lascia trasparire alcune indicazioni estremamente interessanti in ottica SEO e di posizionamento.

Conquistare la vetta in tre passi

Passo uno

Attraverso Google Insight  ho verificato che le ricerche più popolari su iPhone riguardano prezzi ed offerte con i vari operatori. Ho pianificato pertanto  la creazione di tre nuovi post di approfondimento sulle tariffe per iPhone proposte da  Vodafone, Tim e Tre.

Volutamento ho pubblicato i post ad intervalli abbastanza regolari. Ogni post contiene il link diretto alla home page ufficiale dell’offerta iPhone del rispettivo operatore ed i link ad vari piani specifici.

I post sono i seguenti;

Qualcuno si è accorto che battevo insistentemente su questo argomento tanto da lasciarmi questo commento;

Madonna come ti piace sto iPhone!! Non è la prima volta che leggo un articolo del genere sull’iPhone vero?….

infatti ero nel pieno del mio piccolo ma interessante… esperimento :)

Passo due

Ho linkato i tre post tra loro usando i titoli come anchor key per accertarmi che contenessero chiavi e sinonimi rilevanti dei termini “prezzi”, “tariffe”, “abbonamento” che rappresentano le chiavi con cui volevo conquistare la cima di Google.

Ho inoltre diffuso nei social media (Facebook, Friendfeed ecc) i link a questi articoli.

Passo tre

Una volta che i tre post sono stati indicizzati e digeriti dai motori ho creato un ulteriore articolo per la comparazione delle tariffe linkando come approfondimento i tre post sopra. Il post si chiama;

Risultato

Dapprima i tre post  avevano posizioni comprese nelle prime tre pagina. Quando Google ha indicizzato l’ultimo post ha iniziato a farlo oscillare tra la terza e la prima pagina sino a collocarlo stabilmente nei primi cinque risultati con le chiavi offerte iphone (più di 3.000.000 di risultati) e prezzi iphone (circa 700.000). Obiettivo raggiunto, e con chiavi che fanno gola a molti :)

Conclusioni ed osservazioni

Ti segnalo alcune osservazioni degne di nota;

  1. Non ho chiesto alcun link esterno
  2. Non avevo molti altri post sull’iPhone, ma li avevo sull’argomento in generale: tecnologia mobile
  3. Ikaro gode di una ottima reputazione su questo argomento

Facendola breve; il fattore SEO più rilevante ed efficace per raggiungere grandi risultati nei motori è la credibilità ed il trust rank, che possono sopperire in maniera egregia a calcoli, formule ed ossessioni varie in ambito SEO.

Come conquistarli? Bè dipende :)

Nel caso di blog online da anni (come questo) la produzione costante  di contenuti rilevanti è determinante a costruire quella fiducia che poi viene premiata nelle serp.

Se devi iniziare  o ha iniziato da poco il consiglio è semplice; concentrati su un argomento ben preciso, batti costantemente solo su quello al fine di raggiungere una certa autorevolezza nel più breve tempo possibile.

Altri approfindimenti

Per rimanere in ottica SEO ti consiglio di leggerti questi post;

ma ce ne sono molti altri nell’area Posizionamento, Motori Di Ricerca e Traffico di questo blog. Buona lettura :)


Photo credit
Start: ayzek

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Seo: I Nuovi Fattori Che Influenzeranno Indicizzazione e Posizionamento

DailySeoblog ha pubblicato il post 4 SEO Factors Search Engines Might Talk About More in 2010 sulle novità SEO introdotte dal prossimo anno che condizioneranno il posizionamento di siti e blog nei motori di ricerca.

SEO

Ne riassumo i punti salienti.

1.Velocità di caricamento

Già si parla molto della velocità di caricamento di un sito come fattore importante per il tempo di permanenza dei lettori e la fidelizzazione. Se ne parla meno come fattore per l’indicizzazione.

Secondo il posto sopraindicato il tempo di caricamento della pagina influenzerà il ranking nelle serp perchè Google potrà ignorare qquegli elementi di pagina che impiegano più tempo per caricarsi.

Per molti non fa differenza, ma per coloro i quali costruiscono la pagina per far caricare banners, annunci e pubblicità e solo dopo il testo rilevante questo cambiamento può rivelarsi devastante.

2. Risultati rilevanti con le keyphrases

Altro meccanismo visto di buon occhio da Google è la rilevanza delle pagine linkate con l’anchor usato per il link. Questo concetto verrà introdotto nei risultati dei motori: se un utente arriva al tuo blog passando da una ricerca effettuara su Google, non verrà più reindirizzato all’inizio della pagina ma  in quella porzione di testo maggiormente rilevante per la key phrase.

Per gli utenti sarà una meraviglia, un pò meno per chi monetizza con AdSense.

3. Popolarità nei social media

Ancora non è dato di sapere come e quanto i social media influiscano  o meno con le SERP dei motori, ma influiscono con certezza.

Secondo me sarà una delle novità più rilevanti del 2010, e lo dico in base alla mia esperienza.

4. Contenuti dinamici SEO

I contenuti dinamici sono ottimizzabili in ambito SEO con più difficoltà rispetto a semplici pagine HTML. La bella notizia è che dal 2010 Google potrebbe aiutare chi gestisce siti dinamici cercando di identificarli al fine di comprenderne meglio l’organizzazione dei contenuti ed evitare problemi dovuti alla dinamicità del portale (uno su tutti, il contenuto duplicato).

Aricolo pubblicato per la prima volta da Tico Esteves su Ikaro Brasil il  23 Dicembre 2009 col titolo 4 Dicas Importantes Sobre SEO Para 2010

Photo credit
Seo: Kheng Guan Toh

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Velocizzazione Caricamento Sito: Verifica Se Il Tuo Hosting E’ Correttamente Configurato

Google ha introdotto alcune ottime funzionalità in Webmaster Tool, lo strumento per monitorare lo stato di salute del tuo blog in ottica SEO. La più importante a mio avviso è site performance, che da ottime indicazioni sulla velocità di caricamento delle pagine.

Il tempo di caricamento infatti sarà presto determinante per il rank.

Tempo

I fattori che determinano la velocità di caricamento delle pagine sono decisamente numerosi, ma esistono un paio di accorgimenti generali che permettono di accellerare la visualizzazione dal lato server, lasciando poi al blogger l’ingrato compito dell’ottimizzazione on-page (immagini, chiamate http, ottimizzazione css ecc).

Sono;

  • compressione Gzip dei files
  • caching delle immagini

Per verificare se il tuo hosting supporta questi metodi installa innanziutto il plugin per Firefox Web deleloper.

Fatto? Ok, allora dovrebbe essere apparso il menu Strumenti>Web developer. Procedi oltre.

Verificare se è attiva la compressione Gzip

Apache supporta un modulo chiamato mod_deflate, che esegue la compressione dei files prima che vengano inviati al browser. Per verificare se è attivo sul tuo hosting fai come segue;

  1. Apri una pagina del tuo blog
  2. Apri la voce di menu Strumenti>Web developer>Informazioni>Visualizza dimensioni documento

Questo è il risultato in una delle mie pagine;

Come vedi i documenti vengono inviati in modalità compressa. Piccolo inciso; le immagini jpg sono già compresse per cui non hanno nulla a che vedere col mod_deflate.

Se non ti viene mostrata la differenza tra file compressi e non probabilmente hai il modulo mod_deflate disabilitato, o non configurato.

Per abilitarlo devi inserire opportune direttive in httpd.conf, o più semplicemente in .htacces presente nella webroot del tuo sito come descritto in Ottimizzazione: Accellera Drasticamente Il Caricamento Di Tutto Il Sito In 2 Minuti. Attenzione però, le istruzioni nel link riportato valgono solo se il modulo Apache mod_deflate è correttamente installato.

Verificare il caching delle immagini

La cache delle immagini fa in modo di memorizzare le immagini per un tempo prestabilito per evitare l’accesso continuo file d’origine. Per verificare se è abilitala procedi come segue;

  1. Apri una pagina del tuo blog contenente una immagine
  2. Cliccaci sopra col destro e seleziona Visualizza immagine
  3. Accertati tramite l’estensione del documento nella barra degli indirizzi che il broswer stia visualizzando una immagine e non un documento html
  4. Apri la voce di menu Strumenti>Web developer>Informazioni>Visualizza header di risposta

Questo è il risultato su una mia immagine;

La voce Cache-control mostra che l’immagine ha una durata della cache di 4 settimane (max-age=2418200 sec.) e che poù essere cachata anche al di fuori del mio sito (public).

Se non hai la caching delle immagini abilitata puoi abilitarlo inserendo le opportune direttive nel file .htaccess, come descritto in: Speed Up Sites with htaccess Caching.

Certo, non finisce qui…. ma almeno con questi due consigli puoi verificare se il server ti da una mano per abbassare i tempi di caricamento delle pagine oppure no. Buon lavoro :)

Photo Credit: McKenna P

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SEO, Come Trovare Le Chiavi Di Ricerca Più Usate: Insight

E’ importante conoscere le chavi di ricerca più popolari dagli utenti nei motori di ricerca. Diventa fondamentale in ottica SEO e SEM se consideriamo che per molti argomenti esistono più sinonimi di parole chiave rilevanti.

Quali saranno, tra tutte quelle possibili, le parole chiave che la maggior parte degli utenti utilizzerà per effettuare ricerche su un determinato argomento in rete?

Searching

Te lo dice Google Insight, che sta prendendo il posto del celebre (e datato)  WordTracker. Con questo potentissimo tool di Google potrai;

  • trovare le chiavi più usate per area geografica e per arco di tempo
  • visualizzare le keywords più usate per argomento
  • comparare la popolarità di keywords differenti in un arco di tempo
  • restringere tali informazioni a determinati settori
  • trovare i termini più popolare in base al paese (e quindi lingua)
  • visualizzare le nuove chiavi di ricerca emergenti

Per fare un esempio pratico: ti sei mai chiesto se la maggior parte degli italiani quando cerca in google info sulla telefonia VoIP usa "Telefonare"  o "Chiamare"?

Probabilmente rimarrai sorpreso dal fatto che gli italiani, quando cercano info sul VoIP, usano il verbo "chiamare" tanto quanto il più corretto "telefonare". E questo l’ho appurato io stesso (con grande sorpresa) grazie alle funzionalità di Insight.

Perchè dovresti preoccupartene? Bè, se hai un blog e scrivi post sugli argomenti oggetto delle tue passioni basterà usare i termini più popolari su quell’argomento: saprai a priori che moltissime persone cercheranno informazioni proprio utilizzando quei termini.

O meglio, sarai tu a mettere i tuoi contenuti sotto lo sguardo di migliaia di occhi che stanno già cercando.

Efficace no? Ecco qualche dato interessante che puoi tirar fuori da Insight.

Trovare le keywords più popolari in un settore specifico

E’ l’esigenza più classica.

Il tuo blog tratta un argomento ben preciso (per rimanere in tema supponiamo connettività internet) e vorresti capire quali sono le chiavi più popolari per poterle utilizzare al fine di aumentare i contatti.

E’ semplice, entra in Insight e;

  1. Seleziona Confronta per località
  2. Specifica Italia
  3. Come filtri imposta Ricerca Web, Tutti i termini di ricerca e restringi agli ultimi 12 mesi
  4. Apri il menu delle categorie e scegli Telecomunicazioni > Provider > ISP

insight settings

Keys

Ecco le parole chiave più usate negli ultimi 12 mesi in Italia in materia di Internet Providers. Di sicuro quelli  La classifica delle ricerche emergenti a destra invece può offrire ottimi spunti per capire i trend più caldi del momento.

Comparazione tra chiavi di ricerca simili

Dando già per scontato l’argomento del tuo post, la comparazione di keywords puà suggerirti quelle più popolari da usare nel titolo e nel testo. Fai così;

  1. Seleziona Confronta per termini di ricerca
  2. In chiavi di ricerca digita Keywords poi clicca su Aggiungi e digita Parole chiave (ripeti tante volte quanti sono i termini da comparare)
  3. Come filtri imposta Ricerca Web, Italia e restringi agli ultimi 12 mesi
  4. Apri il menu delle categorie e scegli Internet

Noterai che gli italiani che cercano info sulle keywords più popolari usano per lo più il termine italiano. 

Osserva le intestazioni sopra il grafico: noterai la riga Sottocategorie. Ebbene, con un semplice click potrai verticalizzare ulteriormente la ricerca di queste chiavi, nel nostro esempio più specificatamente nel settore Marketing e Ottimizzazioni dei motori di ricerca.

A mio avviso questa è una delle caratteristiche più potenti di Google Insight: la possibilità di verticalizzare con un click le ricerche grazie ai suggerimenti dinamici.

Comparazione termini internazionali per blog multilingua

Le opzioni di Google Insight rendono possibile anche la creazione di report particolarmente utili per chi gestisce blog multilingua. Su Ikaro esistono molti articoli su ADSL e connetività, e davo per scontato che anche in Brasile cercassero informazioni sulla connettività internet con la chiave ADSL. Guarda;

  1. Seleziona Confronta per termini di ricerca
  2. In chiavi di ricerca digita ADSL poi clicca su Aggiungi e digita Banda larga
  3. Come filtri imposta Ricerca Web, Brasile e restringi agli ultimi 12 mesi
  4. Apri il menu delle categorie e scegli Telecomunicazioni

In Brasile il termine ADSL nelle ricerche è quasi inutilizzato, se paragonato a Banda Larga.

Ora che ho stimolato la tua curiosità ti lascio ad Insight. Sono sicuro che ci passerai ore, e ti avverto che scoprirai moltissime altre utilissimi funzioni accessibili velocemente grazie all’interfaccia Ajax.

Photo credit
Searching: Andres Rodriguez

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25 Trucchi Per L’Ottimizzazione SEO Dei Tuoi Post

Ecco alcuni consigli pratici per l’ottimizzazione dei tuoi post e del tuo blog per i motori di ricerca. Tralasciamo per un momento strategie e tattiche per rimanere sul pratico, più precisamente sull’ottimizzazione onpage.

Ragazza al pc
Photo Credit: Dashek

  1. Inserisci le keywords più importanti nel titolo 
  2. Inserisci chiavi rilevanti nella URL del post - se usi wordpress installa All in one seo pack
  3. Fai coincidere il titolo di pagina col titolo del post – l’utente che arriva dai motori deve essere certo che non si è sbagliato cliccando sul tuo link nella serp
  4. Usa il meta-tag description – con frasi rilevanti. Sorvolerei sul meta-tag keword ormai obsoleto
  5. Ometti dal titolo il nome della società o del blog - Il lettore collega il contenuto al blog, non il contrario. Nella serp fagli vedere ciò che cerca senza distrarlo
  6. Formatta il titolo del post con l’H1 – e accertati di non usare il titolo di livello uno più di una volta nella stessa pagina
  7. Usa l’attributo nofollow per i link a contenuti non rilevanti o nei link di affiliazione -  I motori li ignoreranno
  8. Sarebbe saggio non inserire più di 100 links nella stessa pagina- la rilevanza di un link è inversamente proporzionale al loro numero
  9. Usa il grassetto per evidenziare termini rilevanti
  10. Punta sulle frasi piuttosto che sulle chiavi singole- a parità di sforzo rende di più investire sulla long tail
  11. Ripeti più volte la keyphrase principale nel primo 25% del post - trucco antico ma sempre efficace
  12. Usa spesso anche i sinonimi delle chiavi o delle frasi – per rafforzare la rilevanza e aiutare gli algoritmi euristici di Google
  13. Potenzia i link con l’attributo title
  14. Usa sempre l’attributo ALT per le immagini
  15. Non sottovalutare le chiavi presenti nel percorso dell’immagine – se puoi controllare questo aspetto inserisci chiavi rilevanti anche qui
  16. Crea una sitemap XML aggiornata per lo spider di Google – trovi maggiori info su Webmaster tools
  17. Identifica le chiavi che vengono più utilizzare nelle ricerche usando Google Trends - puoi ottimizzare un post al 100%, ma ti sei chiesto se gli altri usano le parole che usi tu per indentificare un argomento? Esempio; tua zia cercherebbe Telefonare col computer oppure Telefonare via internet?
  18. Crea spesso post con delle liste numerate (e non) – sono veri acchiappa-link
  19. Usa le tag, e usale in maniera appropriata - generano link a contenuti rilevanti
  20. Valuta bene se far indicizzare le pagine delle tag – sovente assumono maggiore rilevanza dei post. Controlla
  21. Evita le URL dinamiche – del tipo www.sito.it/page.php?id=9, utilizza la tecnica dell’URL rewriting, o appositi plugin
  22. Aggiorna i vecchi post per sfruttarne l’età – se hai informazioni obsolete su un vecchio post riguardo un argomento ancora in voga aggiornalo per non perdere i vantaggi derivanti dall’età della pagina
  23. Usa il reindirizzamento 301 in caso di cambio della URL – serve a far capire al motore che quella pagina è stata spostata su un altro indirizzo, e che deve  trasferire pagerank autorevolezza della vecchia sulla nuova
  24. Usa il file robot.txt prima di cancellare pagine o intere directory – le pagine mancanti sono sintomo di scarsa affidabilità. Se devi cancellare post o intere cartelle prima inibiscine l’indicizzazione tramite il file robot.txt, poi cancellale. In alternativa puoi usare il moduo online di Webmaster tools
  25. Non preoccuparti se Webmaster Tool segnala come non trovate delle pagine che non sono sul blog - se qualcuno tenta di linkarti inserendo il link errato, questo viene segnalato dallo spider e riportato come pagina mancante. Ma non è un problema tuo.
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Come Gli Aggregatori Di Feed Possono Incrementare La Link Popularity: Alcuni Test

In ambiente SEO molti pensano che inserire il proprio blog indiscriminatamente negli aggregatori di feeds o nelle blog directories penalizzi il proprio trust rank. E’ vero solo in parte: alcuni test dimostrano che se la scelta degli aggregatori è opulata e fatta con criterio le blog directories possono addirittura incrementare la link popularity. In questo guest post Dario Scarano ce ne parla meglio.

Costruire la link popularity di un blog non è quasi mai una cosa semplice, puntando alla quantità si rischia di incorrere nello spam, cercando la qualità è difficile ottenere un elevato numero di link. Inoltre nei casi in cui cerchi di aumentare “artificiosamente” i backlink, il più delle volte viene presa in considerazione solo l’home page del sito, dando maggior forza soltanto ad essa e tralasciando invece le pagine interne. 


Photo Credit: Lathspell

Fortunatamente il grande boom dei blog ha permesso la diffusione dell’utilizzo dei feed per permettere agli utenti ed ai visitatori, di rimanere aggiornati sugli articoli pubblicati dai blogger di loro interesse. Questo a sua volta ha consentito la nascita di veri e propri portali che li raccolgono e li pubblicano per dare loro maggiore visibilità. 

Gli aggregatori di feed costituiscono pertanto una ottima risorsa sia per gli utenti che per i webmaster stessi, poiché i vantaggi per questi ultimi non sono di poco conto.

Il primo e forse più importante riguarda il posizionamento, infatti i singoli post vengono quasi sempre linkati direttamente e senza nofollow utilizzando come anchor il titolo dell’articolo. 

Questo aiuta quindi a rafforzare anche le pagine interne poiché ricevono fin da subito un collegamento da un sito esterno. Inoltre iscrivendo il tuo blog a più aggregatori per ogni post che pubblichi riceverai più link, quindi mentre aggiorni i contenuti ottieni automaticamente nuovi backlink, con tutti i vantaggi che questo comporta. 
Ad esempio, supponi di essere iscritto a 5 portali, per ogni tuo articolo ricevi immediatamente 5 link. Quindi pubblicando un post al giorno, dopo soli due mesi ne hai ben 300! Niente male, vero? Ed il bello è che tali siti al 90% sono ben posizionati ed hanno un forte Trustrank

Se non credi a quello che ti dico ti consiglio di leggere questo Aggregatori di Feed: i risultati del SEO Test su Seo Point, ripreso anche da Liquida in SeoPoint: “The Winner is…Liquida!”, il quale dimostra che i link provenienti dagli aggregatori di feed possono dare un concreto aiuto nel posizionamento, e sopratutto un buon aiuto a diffondere i tuoi contenuti. 

Ovviamente non devi iscrivere il tuo blog in ogni dove, ma solo sui migliori portali, altrimenti otterrai effetti anche molto negativi. Una guida su quale scegliere la trovi in questo articolo di iowebmaster.com, che presenta in maniera dettagliata gli aggregatori qualitativamente migliori. 

Oltre a quelli però ti consiglio anche blogitalia e il ben noto ilbloggatore ato che sono entrambi online da molto tempo e quindi ben posizionati. Infine ti segnalo l’aggregatore di seoguru.it che nonostante sia molto giovane, fà parte di un network molto ben visto da Google e ben posizionato per keyword molto competitive quali seo e seo blog. Inoltre vi sono presenti già molti siti di una certa importanza e qualità, pertanto è una occasione da non lasciarsi assolutamente sfuggire. 

Ovviamente resta ben inteso che i tuoi contenuti devono essere utili e di qualità, per garantirti la pubblicazione dei feed, ed inoltre, per attirare sempre nuovi link spontanei.