Lettera Aperta Di Quintarelli A Bruno Vespa: Perchè Non La Firmo

Distinguere i blogger seri dagli altri vuol dire dar ragione alle discutibili esternazioni di Porta a Porta

Ho letto con attenzione la lettera aperta a Bruno Vespa promossa da Quintarelli a seguito delle affermazioni contro i bloggers nel programma Porta a Porta. Se non sai di cosa si parla guarda questo video:

La lettera aperta a Vespa è stata firmata solo da pochi e selezionati bloggers per il seguente motivo, che riporto dal post di Quintarelli:
"In questo caso l'idea e' stata di scrivere una lettera firmata da persone in qualche modo rappresentative dell'industria, perche', rispetto al suo sistema di riferimento, Bruno Vespa gli dia piu' peso.

E' importante che gli sia chiaro (e non possa ritenere e sostenere) che non sono '500 ragazzini adirati perche' dipinti come depravati', ma manager e professionisti del mondo delle telecomunicazioni e del mondo delle "sue" comunicazioni, che "have a say" anche nel suo mondo di mass media."

Ora è stata data la possibilità a chiunque di firmarla ma mi è passata la voglia.

Concordo ovviamente con il contenuto della lettera aperta, ma non concordo con il chiarimento perchè in Porta a Porta  sono stati fatti commenti poco edificanti e poco rispettosi non verso manager e professionisti del mondo delle telecomunicazioni e del mondo delle "sue" comunicazioni, ma proprio verso gli adolescenti che in internet hanno trovato una forma di espressione attiva e partecipativa  e che a causa della loro età si esprime naturalmente con esuberanza e a volte con eccessi.

Sono proprio loro che avrebbero dovuto essere difesi chiaramente e con forza, affermando magari che il fatto di passare più tempo davanti internet e meno davanti la TV è semmai un segnale positivo e non un segno di depravazione, ma nella lettera mi spiace affermare di aver notato al contrario la volontà di creare un distinguo tra blogger ok e fancazzisti proprio nella scelta dei firmatari anche se nelle intenzioni questa scelta ha un senso ben preciso.

No, bisogna far capire a questi signori della TV che non si devono permettere di offendere neanche l'adolescente che esagera, perchè è il manager o il professionista di domani e fa parte della blogosfera tanto quanto il professionista.

Nella mia personalissima immagine della blogosfera questa distinzione non c'è, e crearla per ribattere a Vespa (a prescindere dalle ragioni) vuol dire dargli ragione.


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Daniele Di Gregorio


28.02.2008 Libertà digitale e privacy


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