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La Rivoluzione Dei Nuovi Media: Su Marte Con Phoenix Grazie A Un Cellulare

La missione Phoenix su Marte  rappresenta un caso esemplare di come i nuovi media abbiano già rivoluzionato definitivamente l’informazione e le sue dinamiche. I media tradizionali stanno diventando lenti, meno accurati, più costosi e obsoleti.

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Photo Credit: Sumners

Ti ho già parlato di QIK, il programma per dispositivi mobili  che permette di trasmettere live col cellulare in internet con una attrezzatura ed un costo oramai irrisori.

Ieri (26 Maggio 2008) è successo qualcosa di singolare: in tarda mattinata sui giornali online è stato pubblicato un trafiletto che annunciava l’atterraggio della sonda Phoenix sul suolo di marte, e dell’invio di quest’ultima di foto a dir poco sensazionali. Le foto sarebbero state mostrate sui siti dei giornali qualche ora dopo (io ho avuto modo di vederle verso le 15.00 circa).

Ma ben 10 ore prima John Culberson (un politico americano) si è armato di un cellulare con QIK ed ha trasmesso in streaming la ricezione delle immagini in tempo reale direttamente dal Jet Propulsion Lab (JBL) della NASA.

Chi ha assistito allo streaming live si è goduto dal vivo le immagini che arrivavano tra lo stupore degli scienziati ascoltando i loro commenti, partecipando all’euforia e all’attesa per le nuove foto. In poche parole non ha visto solo le foto ma ha vissuto l’evento.

Ti ripropongo i primi 20 minuti;

Qui puoi trovare gli altri filmati della missione.

E’ doveroso specificare che  si tratta di una  iniziativa propagandistica in quanto il lo streaming (oltre che su QIK) è stato trasmesso sul sito politico di Culberson, ma ciò non toglie che quanto accaduto rappresenta un eclatante esempio di come l’informazione abbia perso quel carattere di flusso primario predominante  (mainstream) ed abbia assunto un carattere virale e caotico nel quale chiunque  può assumere il ruolo di fonte, fruitore o veicolatore di informazioni (sempre che si riesca ad entrare al JPL della NASA ovviamente…).

Mi piacerebbe tanto immaginare qualche nostro politico fare qualcosa di analogo ma proprio…. non ci riesco.

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Commenti

    1. Ora che mi viene in mente c’è Di Pietro che prova a far qualcosa con YouTube, non è che gli venga un gran che ma va incoraggiato almeno per lo sforzo