Router wifi

Come Scegliere Un Router Wifi per Sfruttare le Adsl Veloci

Chiara mi scrive;

Ciao! Ho letto un tuo articolo sulla velocità di connessione e apparati wi-fi. mi scuso se ti disturbo, ma volevo chiederti, se possibile, un aiuto nella scelta degli apparati.

Sono passata ad una connessione 20MB di infostrada, ora ho un router 802.11b/g e un adattatore wi-fi max 54mb. secondo quanto ho letto, questa strumentazione non sfrutterebbe a pieno la velocità che ho a disposizione.

Mi chiedevo quindi se poetevi darmi indicazioni utili per cambiare l’apparecchiatura, eventualmente indicandomi alcuni modelli precisi. Ho guardato sul sito mediaworld on line, se magari scegliessi da li
qualche modello…..

Verificare la velocità effettiva della linea ADSL

Innanzitutto bisogna capire a che velocità va effettivamente la linea internet, perchè è bene ricordare che in Italia tra la velocità scritta sul contratto e quella effettiva ce ne passa….

Per conoscere le performance della tua linea puoi;

  • Verificare a che tipo di centrale Telecom sei collegata, e se supporta l’UUL
  • Verificare la portata della linea in download ed upload segnalata nel pannello di controllo del modem-router (se accessibile). In poche parole quanto è aperto il rubinetto dall’altra parte e se i tubi sono ostruiti o meno…

Se ti viene fuori una linea ad 1Mb/s (a prescindere da quanto scritto sul contratto) bé, inutile dannarsi l’anima per trovare apparati wifi adatti perchè più di la non ci si può spingere.

Se il valore invece é di 10Mb/s o più allora val la pena dotarsi di dispositivi adatti.

Tipo di modem

Devi verificare che supporti il protocollo ADSL2+ in grado di gestire una velocità di download sino a 24MB. I modem con protocollo ADSL2 arrivano infatti sino a 12MB facendo scadere la performance di una linea più veloce.

A questo punto collegandoti via cavo al modem-router sei già pronta a navigare alla velocità della luce. Se invece vuoi diffondere il segnale in wifi bisogna fare attenzione a..

Lo standard di trasmissione wifi

Il tuo router ha lo standard 802.11b/g che in teoria arriva a 54Mb/s ma in pratica non supera i 24Mb/s, che possono scendere ulteriormente in caso di interferenze o ostacoli alla trasmissione del segnale.

Una linea potente ti permette di godere di streaming in alta definizione, per cui ti consiglierei di dotarti di un router o di un access point wifi con standard 802.11N che arriva sino a 100Mb/s e di sceglierne uno con doppia antenna.

Come controllare le caratteristiche dei prodotti

Sul retro delle confezioni in genere trovi le caratteristiche indicate. Ovvero il protocollo supportato dal modem (ADSL2, ADSL2+) e lo standard del router wifi (802.11b/g/n).

Fai attenzione ad un particolare: se trasmetti il segnale wifi con standard 802.11n anche le schede wifi che ricevono il segnale sui vari pc/tablet/notebook/cellulari dovranno supportarlo. Avere infatti un access point 802.11n quando in casa si ha almeno un dispositivo in ricezione con standard inferiore (802.11a/b/g) comporta un decremento delle performance.

Ricapitolando;

  1. Non considerare la velocità del contratto ADSL, verifica la performance effettiva della tua linea internet per evitare di sprecare soldi ed energie tentando di farla andare ad una velocità maggiore di quella che supporta in realtà
  2. Il modem deve supportare il protocollo ADSL2+
  3. Il router wifi o l’access point lo standard 802.11n
  4. Attenzione alle interferenze in casa.

Riguardo cosa acquistare francamente preferisco lasciare la scelta a te con le info che ti ho dato, ma ho visto nel sito un bel NETGEAR DGN2200 con queste caratteristiche ad un buon prezzo :)

 

Wordpress

Guida per Trasferire Velocemente WordPress su un Nuovo Server

In questo post ti indico una tecnica per operare velocemente un cambio di hosting evitando di utilizzare phpMyAdmin per il backup del DB e di scaricare l’intera cartella di installazione sul PC, operazione che può essere decisamente laboriosa in caso di un numero elevato di files.

L’ho utilizzata molto spesso negli ultimi mesi a causa di trasferimenti dei miei progetti su altri server ed esperimenti vari.

Doverosa avvertenza: qui si parla di trasferire un sito WordPress da un server all’altro mantenendo però lo stesso nome di dominio. Se stai cercando informazioni su come operare un cambio di dominio allora ti invito a consultare la doumentazione ufficiale.

Informazioni preliminari

Percorso ed installazione

Non preoccuparti se le webroot su server di origine e di destinazione sono differenti: a WordPress in genere non importa.

Accesso al DB

Lo so, usi phpMyAdmin e sai che può importare ed esportare le tabelle di WordPress che contengono articoli, utenti, commenti ecc.

Tuttavia ti sconsiglio caldamente di utilizzare le funzionalità di import/export di phpMyAdmin in quanto esiste un limite preciso per la dimensione del file da importare (molto limitato nel caso di hosting condivisi).

Inoltre differenti versioni di phpMyAdmin potrebbero creare problemi di compatibilità nel file di interscambio.

Plugin di backup

I plugin per il backup di WP sono utili ma solo quando devi ripristinare il contenuto del blog. Quando devi trasferire WordPress su un altro server non te li consiglio perchè devi spostare tutta la piattaforma, e non solo il contenuto. Incluse eventuali modifiche e personalizzazioni sui templates e sui files che andrebbero persi.

Cosa ti serve

Prima di continuare devi accertarti di possedere;

  • Una username ed una password per l’accesso SSH al tuo spazio web (sia di origine che di destinazione).
  • Un software per connessioni SSH se operi su Windows (PuttY è il più utilizzato, su mac e linux puoi utilizzare il terminal dei comandi)
  • Dati di accesso FTP di entrambi gli spazi web
  • Nome host, username e password dei db di origine e di destinazione (quelli che inserisci nel file wp-config.php).

Alcune precauzioni

  • Sul nuovo spazio crea un DB con lo stesso nome, la stessa username e la stessa password di accesso di quello di origine.

Come fare

E’ semplice. Dovrai;

  1. creare una copia del db ed una dello spazio web
  2. trasferirli sul nuovo server
  3. ripristinarli sul nuovo server
  4. testare il blog per verificare che sia tutto ok
  5. cambiare i DNS
1. Creazione copia DB e WordPress

Collegati in ssh al sito che vuoi trasferire. Questo video mostra come si fa;

Con Mac o Linux sarà sufficiente digitare nel terminal dei comandi

ssh [email protected]

Una volta dentro entra nella cartella che contiene di documenti del sito (webroot) digitando;

cd /path/to/webroot

Ora due archivi, uno per il DB e l’altro per i files.

Per i files di WP sarà digitare ed inviare il seguente comando;

tar -gzvf files.tar.gz .

Per il DB il comando sarà il seguente, sostituendo ovviamente alle stringhe in corsivo i dati del tuo DB;

mysqldump -h host.db.origine -u username -p password nome_db_origine > db.tar

Ora avrai due files;

  • files.tar.gz: contiene l’installazione WP
  • db.tar: contiene la fotocopia del DB
2. Trasferimenti dei files sul nuovo server

A questo punto dovrai usare il tuo client FTP preferito per prelevare questi due files dal vecchio server e trasferirli nella webroot di quello nuovo (mi raccomando, mettili entrambi nella cartella dei documenti web).

In realtà ci sarebbe il modo di saltare questo passaggio intermedio aprendo in SSH una sessione FTP tra i due server e facendo il trasferimento diretto, ma ho paura di complicare le cose per i neofiti che avranno senza dubbio già la testa che gira abbastanza.

3. Ripristino files sul nuovo server

Ok, ora dobbiamno ripristinare tutto sul nuovo server, che al momento contiene solo gli archivi compressi.

Apri una sessione SSH sul nuovo server (utilizza il video in cima come esempio utilizzando questa volta i dati di connessione del server di destinazione), ed entra nella webroot che contiene i due files;

cd /path/to/webroot

Ora ripristina il DB con il comando seguente;

mysql -h host.db.destinazione -u username -p password nome_db_destinazione > db.tar

Se tutto va bene ora il db deve essere già popolato. Adesso esplodiamo l’archivio del files con il comando;

tar -zxvf files.tar.gz

ed anche il files saranno al loro posto.

Una ultima precauzione: se i dati dei due db (origine e destinazione) coincidono non c’è bisogno di far nulla, altrimenti andrà modificato il file wp-config con i nuovi dati di autenticazione altrimenti WP non potrà accedere al db.

4. Testare il sito prima del trasferimento

A questo punto è saggio verificare che tutto funzioni prima di cambiare il puntamento dei DNS. Per fare questo faremo in modo di far puntare l’indirizzo al nuovo IP solo al nostro PC modificando il file hosts presente nel computer.

In questo modo noi vedremo a tutti gli effetti il nuovo blog, mentre tutti gli altri continueranno a vedere il vecchio.

Utile no? Per far questo dovremo aggiungere una stringa contenente il nuovo IP ed il nuovo dominio;

x.x.x.x www.nuovoblog.it

al file;

  • <CARTELLA DI SISTEMA>/system32/drivers/etc/hosts (se sei su Windows)
  • /etc/hosts (se sei su Mac o Linux)

Una volta salvato il file, sul tuo computer l’indirizzo del tuo blog punterà al nuovo spazio.

Funziona tutto? Bene, a questo punto puoi modificare tranquillamente i DNS.

 

Photo credit: John Fischer

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Come Vengono Calcolati i Click Validi Sugli Annunci AdSense?

Ecco il commento lasciato su Ikaro Abbattuto da Google Panda Update 2.4;

Ciao, c’è una cosa che non mi quadra, il mio blog fa un traffico abbastanza limitato, anche se sta iniziando a consolidarsi. Ho però alcuni dubbi su come AdSense funzioni, infatti ho chiesto ad un mio amico di fare click su un annuncio per verificare se effettivamente questo veniva conteggiato e, sorpresa, dopo tre giorni nel pannello riassuntivo ancora non c’è. E’ normale o Google conta a modo suo?

Ti premetto  che fare o far fare click è fortemente vietato dalle policy, quindi ti sconsiglio test del genere perchè, anche se fatti in buonafede, possono portare a conseguenze spiacevoli.

Detto questo ovviamente nessuno sa quali criteri vengano utilizzati per la contestualizzazione degli annunci o per il calcolo dei click validi.

Quello che posso dire è che a partire dallo scorso marzo/aprile molti grandi publishers hanno registrato un drastico calo del CTR, ovvero la percentuale dei click sugli annunci piazzato nei loro siti.

Cali nelle percentuali di click in genere possono essere giustificati da;

  • Diminuzione del numero di annunci con relativa decontestualizzazione dei servizi che appaiono in una determinata pagina
  • Diminuzione del rank nelle SERP per le chiavi altamente attinenti alle ricerche
  • Termine di campagne dei publishers con gli ads più accattivanti e performanti

ma al di la di questo ritengo che effettivamente qualcosa sia cambiato anche nel calcolo dei click validi.

Sono arrivato a questa conclusione dopo aver monitorato le statistiche su una mia pagina che generava molti click con una determinata key di entrata. Ebbene, il CTR è diminuito drasticamente con la stessa inbound key.

Daltronde lo stesso Larry Page, tornato alla guida di Google lo scorso Aprile aveva preannunciato cambiamenti nella gestione dell’advertising online per garantire il massimo ritorno agli advertiser (ROI).

Una possibile strategia sarebbe proprio potuta consistere nel non conteggiare click che non sono utili a coloro che li pagano. Quali sono?

Quelli che poi non vengono seguiti da un tempo sufficiente trascorso sul sito dell’advertiser, o che non genera conversioni.

In poche parole;

  1. Click fatti per sbaglio
  2. Click sugli annunci che vengono confusi col contenuto del post
  3. Click fatti apposta per regalare qualche centesimo al publisher
  4. Il click del tuo amico, che poi non ha fatto nulla sul sito dell’advertiser

e la cosa ha un suo senso perchè prima di questo ci fu un altro drastico calo generale del CTR in passato (esattamente nel 2008): quando l’area intorno agli ads fu resa non più cliccabile.

In questo modo per fare click l’utente doveva cliccare esattamente sul titolo dell’annuncio, col risultato che tutti i click fatti per sbagli furono eliminati ed i CTR a due cifre di molte pagine performanti passarono drasticamente ad una cifra soltanto.

Cellulare carico

8 Consigli per Far Durare Più a Lungo la Batteria del Tuo Smartphone

Telefonini e smartphone ormai sono veri e propri computer portatili, dei quali non si può fare più a meno. E questo può essere un problema, perchè l’efficienza delle batterie non ha seguito la stessa evoluzione dei telefoni.

Io stesso ho utilizzato in maniera massiccia molti telefoni, tra i più evoluti il Nokia N95 ed il successore N96, l’INQ1, iPhone e Omnia 2, l’HTC Desire HD ed altri. Ebbene, ad eccezione di un paio di loro (l’INQ1 e l’Omnia 2 di Samsung) tutti gli altri hanno rivelato un clamoroso tallone d’achille: una capacità della batteria inadeguata che porta allo scaricamento completo con qualche ora di utilizzo delle funzionalità di rete.

Ci sono alcuni accorgimenti che possono essere adottati per aumentare l’efficienza della batteria, e sono da poco disponibili dei caricabatteria esterni che possono essere molto utili in caso di scaricamento imprevisto.

Calcolare la durata di una batteria (Capacità nominale)

E’ semplice: parti dal presupposto che la batteria puà sparar fuori una determinata carica ogni ora e che il telefono ne consuma TOT ed ottieni il tempo di funzionamento del telefono dividendo la carica della batteria per il consumo del telefono.

  • La carica della batteria è espressa in mAh (milliampere che può fornire ogni ora)
  • Il consumo del telefono in mA (milliampere), ed ovviamente può variare in base all’utilizzo

Se hai pertanto una batteria da 900mAh ed il telefono a regime ti consuma 300 mA si spegnerà tra;

900mAh/300mA= 3 ore

Per la mia esperienza una buona batteria non dovrebbe avere una capaità inferiore a 1400 mAh.

Come aumentare la durata della batteria

Bè, semplice: o aumentando la sua capacità ed evitare che si degradi oppure diminuendo il consumo del telefono. Ecco alcuni utilissimi consigli in questa ottica.

  1. Tieni lontano il cellulare da fonti di calore, degradano la batteria.
  2. Non lasciare tutta la notte il caricabatterie attaccato al cellulare. A carica completa inizia a scaldare e rovina la batteria.
  3. Spegni il telefono quando non serve. Banale, lo so ma è efficace :)
  4. Imposta la modalità di rete a GSM se non hai bisogno di connessioni dati. Rimarrai sorpreso dall’aumento della durata della carica.
  5. Se la batteria è nuova caricala completamente prima dell’utilizzo.
  6. Nei primi 10 cicli di ricarica non aspettare che si scarichi del tutto per ricaricarla, ma fallo quando hai una tacca sola di energia
  7. Se possibile carica il cellulare da spento
  8. Evita l’uso degli scaricabatteria

Caricatori esterni

Sono disponibili anche dei caricabatteria portatili USB di emergenza che, se portati con se, possono essere utilizzati per resuscitare un telefonino scarico in caso di emergenza.

Duracell, via Digital PR, mi ha fornito gratuitamente un kit con il caricabatterie USB di viaggio che serve proprio come a questo scopo.

Non è la confezione che troverai in commercio, questa è stata confezionata specificatamente per bloggers vipps superstar, ma il caricatore è quello indicato nel cerchio.

I caricatore USB di emergenza di Duracell ha una capaicità di 1800 mAh (quindi bello capiente) e garantisce circa 5 ore di conversazione a batteria scarica.

E’ piccolino ed estremamente leggero e va comodamente in una tasca.

  • Si collega il caricabatterie alla spina estrabile
  • Si collega alla rete elettrica per caricarlo
  • Si stacca la spina dal caricabatterie e si porta con se

 

Al momento non ho trovato riferimenti sul sito in italiano in merito a questo caricabatterie in particolare, e sta per essere distribuito nelle catene di negozi hitech ad un prezzo suggerito di 29,90 euro circa proprio in questo giorni.

Ti lascio qualche bel post che ho utilizzato come fonte per approfondire;