Email col cellulare

Cellulari: Configurazioni Wap e APN Per Tim, Vodafone, Wind E Tre

Ecco le informazioni utili per capire come configurare il tuo cellulare e per orientarsi tra menu e sigle strane.

Configurazioni e connessioni

  • WAP – E’ un tipo di collegamento dati GPRS o GSM ormai obsoleto a causa della velocità limitata. Permette di navigare con appositi browser per cellulari. In genere viene tariffato in base al traffico dati effettuato.
  • UMTS/3G – L’evoluzione  dei protocolli GPRS e GSM. Più veloci dei precedenti permettono di navigare con maggiore velocità a con browser simili a quelli dei normali PC.
  • HSDPA – Praticamente una ADSL mobile, permette utilizzare programmi evoluti sui moderni smartphones (VoIP, streaming audio o video ecc.).
  • APN – E’ il punto di accesso al quale il tuo telefonino deve essere connesso per navigare in internet. Dal punto di accesso dipende solitamente anche la velocità di navigazione; gli APN Wap in genere sono differenti da quelli 3G o HSDPA.

Configurare l’APN

 

L’APN è importante perchè le offerte di internet mobile e la possibilità di utilizzare determinate promozioni dipendono proprio dal punto di accesso utilizzato per la connessione. Sostanzialmente troverai sul tuo cellulare (o dovrai impostare) 2 punti di accesso differenti:

  • Un accesso WAP – serve per navigare sul display del cellulare oppure per aprire sessioni GPRS per ricezione/invio email
  • Un accesso internet 3G – per utilizzare il cellulare come modem oppure per usare terze parti come programmi di VoIP mobile, instant messaging, streaming mobile ecc.

Quanto leggi qualcosa tipo “…offerta riservata per la navigazione sul display del cellulare” probabilmente è una offerta flat solo per navigazione tramite APN Wap.

Quindi verifica quale APN va utilizzato per l’offerta che hai sottoscritto: spesso i costi nascosti hanno origine proprio dalla mancata conoscenza di questa informazione.

Configurazione cellulari per i principali operatori

Di seguito trovi le configurazioni per ogni operatore (le configurazioni potrebbero essere differenti, per cui raccomando in caso di non funzionamento di far sempre riferimento alla configurazione ufficiale fornita dal proprio operatore):

  • Vodafone
    • Tipo Connessione: WAP o 3G
    • Indirizzo APN per 3G : web.omnitel.it
    • Indirizzo APN per WAP: wap.omnitel.it oppure mobile.vodafone.it
    • User ID: -
    • Password: -
    • IP DNS: 0.0.0.0
  • TIM
    • Tipo Connessione: WAP o 3G
    • APN per 3G: ibox.tim.it
    • APN per WAP: wap.tim.it
    • User ID: numero di telefono
    • Password: la stessa usata con UNITIM
    • IP DNS: 0.0.0.0
  • WIND
    • Tipo Connessione: WAP o 3G
    • APN per 3G : internet.wind
    • APN per WAP: wap.wind
    • User ID: -
    • Password: -
    • IP DNS: 212.245.255.2
  • TRE
    • Tipo Connessione: GPRS o UMTS
    • Indirizzo APN sia per 3G  che per Wap: tre.it
    • User ID: -
    • Password: -
    • IP DNS: 0.0.0.0

Fatto ciò il telefonino è pronto per collegarsi ad internet tramite la rete mobile. Se il tuo operatore non è tra questi probabilmente è un operatore mobile virtuale che si poggia comunque su uno di questi appena elencati; leggi Operatori Mobili e Tariffe Cellulari: Alternative a Vodafone, Tim, Tre e Wind per capire qual’è il vero operatore che si cela dietro il tuo operatore virtuale.

Configurazioni iPhone

Gli smartphone più recenti solitamente vengono venduti con piani in abbonamento dati. Può capitare che per tali tipologie gli operatori creino degli APN differenti per vincolare il traffico al solo telefono previsto dal contratto.

Non solo, capita sovente che per impedire di utilizzare quel piano dati l’APN venga addirittura nascosto. In questo caso ci sono tool online in grado di svelare l’APN nascosto in un telefono già configurato.

In genere questi sono gli APN dper l’iPhone;

  • Vodafone: iPhone.vodafone.it (in genere nascosto, e può cambiare)
  • TIM: ibox.tim.it
  • Wind: internet.wind
  • Tre: iPhone: naviga.tre.it

Dispositivi come il Blackberry invece hanno bisogno di una configurazione guidata attraverso portali dedicati che impedisce in genere l’impostazione manuale e la visualizzazione dell’APN, che solitamente è blackberry.net.

 

Inviare e ricevere email via Wap

Se il tuo  cellulare è un po datato, non può gestire i moderni client mobili di posta  ma supporta connessioni Wap (GPRS o GSM) puoi  comunque gestire le tue email come se fossero SMS.

Ecco le informazioni di cui hai bisogno:

  • Il tuo indirizzo email
  • Username
  • Password
  • POP server, o server in ricezione: il server dal quale scaricare i messaggi
  • Porta di trasmissione: 110

Ecco quelle dei vari operatori;

  • Vodafone
    • Server in uscita: smtp.net.vodafone.it
    • Porta in uscita: 25
  • TIM
    • Server in uscita: mail.posta.tim.it
    • Porta in uscita: 25
  • WIND
    • Server in uscita: 192.168.144.220
    • Porta in uscita: 25
  • TRE
    • Server in uscita: smtp.tre.it
    • Porta in uscita: 25

I costi sono solitamente calcolati in base al proprio piano telefonico e possono dipendere dal tempo di connessione WAP o dal traffico dati WAP.

Tethering, utilizzare il telefonino come modem

I telefonini di ultima generazione possono funzionare da modem e passare la connessione GPRS o 3G  ad un computer tramite USB o Bluetooth (Tethering).

In questo caso c’è bisogno di;

  • Un telefonino 3G o HSDPA con modem integrato
  • un cavetto di collegamento al pc, oppure una connessione Bluetooth tra i due

Occhio però alle brutte sorprese: molte offerte flat di internet mobile infatti escludono esplicitamente la possibilità del tethering, ovvero la possibilità di utilizzare l’APN 3G per passare la connessione al computer.

In genere si tratta di offerte WAP, con costi per traffico 3G addebitati separatamente.

Data di prima stesura dell’articolo: 15/07/2006
Revisioni: 25/06/2008, 26 Aprile 2011

Crollo AdSense

Crollo Storico di AdSense: Migliaia di Publishers con un Pugno di Mosche in Mano

Se il calo di inizio Marzo poteva essere considerato una fluttuazione stagionale il tracollo registrato ad inzio Aprile non lascia adito a dubbi; migliaia di publishers tra i più “rodati” hanno subito di punto in bianco una riduzione drastica del CTR, ovvero la percentuale di click sugli annunci.

 

Ecco qualche testimonianza.

Dalle numerose testimonianze appare chiaro che:

  1. Il crollo è sul numero di click, non sul CPC o sull’eCPM
  2. Non si tratta di cause legate ai vari siti o ai vari publishers, ma a qualche cambiamento fatto su AdSense/AdWords/Google
  3. Il crollo sembra affliggere publishers che generano molti click, ovvero quelli con buone entrate
  4. Tali entrate da un giorno all’altro si sono ridotte drasticamente mettendo in crisi decisamene chi aveva puntato su AdSense per lanciarsi in un business online come attività principale.

Ancora non si capisce se ci si trova in una transizione oppure dobbiamo prendere atto della nuova situazione come definitiva, fatto sta che da AdSense non arriva alcuna comunicazione.

Possibili motivazioni

I publishers stanno tentando di decifrare questa situazione difficile e si avanzano le seguenti ipotesi.

Una conseguenza del Panda Update

Panda Update è modifica dell’algoritmo di ricerca arrivato a marzo/aprile teso a penalizzare le Content Farm nelle serp di Google, ovvero quei siti di micro-publishing che sfornano piccoli post copiati/tradotti da altre fonti.

Questa non sembra una motivazione plausibile in quanto determinerebbe anche un calo di impressions, cosa che non si verifica.

La connessione tra serp di provenienza e ads mostrati

In questo caso cambierebbe il criterio di conteggio dei click validi che dipenderebbe molto dalla correlazione tra l’ad cliccato e la serp di provenienza.

Nutro dubbi anche in questo caso perchè vorrebbe dire che la maggior parte degli utenti sino ad ora cerca tappeti e poi clicca su ads che pubblicizzazion salami. Può essere tutto ma sono scettico.

Cosa veramente sta cambiando

La mia ipotesi è la seguente: di tutti gli effettivi click che vengono eseguiti sugli ads ne vengono conteggiati solo alcuni, con criteri che non è dato di sapere.

Nel mio caso alcuni argomenti questo blog registravano da anni un CTR di alcuni punti percentuale, crollati da un giorno all’altro ad un valore decimale più o meno con lo stesso traffico e le stesse impression.

In ogni caso il verò problema è uno: la mancanza di comunicazione da parte di AdSense.

Tra i publishers più rodati che sono stati colpiti dal problema potrebbero essercene molti che in passato hanno deciso di fare della monetizzazion online grazie ad AdSense un vero lavoro. E ora?

Vorrebbe dire che avevano ragione quelli che dicevano che puntare tutto su AdSense è pericoloso perchè potrebbe finire in qualsiasi i stante senza sapere perchè.

Io ho sempre obiettato che non c’era molta differenza con un lavoro tradizionale e che se si opera in maniera chiara e trasparente non c’è nulla da temere.

Mi sono sbagliato?

 

o2droid

Installare e Testare Android su Omnia 2

I progressi di questo progetto li puoi seguire su Samsung I8000 Omnia II Android development con tutti gli aggiornamenti del codice. Android2Omnia invece è la home.

Funzionalità

L’ho installato con successo, ma devi tener presente che è ancora un esperimento e molte cose non funzionano a dovere.

L’ultimo aggiornamento del progetto è recentissimo ed è costituito dal porting di Froyo con le seguenti funzionalità:

  • Telefono (con qualche bug)
  • WiFi
  • GPS
  • GPRS
  • Sensori di movimento (solo in parte)
  • 2D/3D
  • video MP4/3GP (ma i pulsanti del telefono sono ancora inattivi)
  • Foto e video  (non a 480p)

Lo store funziona bene ed è già possibile scaricare le app dall’Android Market.

Installazione

La guida per l’installazione di Android su Omnia in Italiano (che ho seguito anche io) la puoi trovare su HDBlog, ed è stata distribuita su un documento scaricabile.

Tienti presente alcune cose prima di installarlo:

  • Sono richieste modifiche alla configurazione del telefono che potrebbero danneggiarlo se non fatte a dovere.
  • Dovrai lavorare con Windows e Linux
  • La batteria scalda terribilmente anche in stand-by, per cui avrai un telefono funzionante al massimo per 4 ore
  • Di fatto, un Omnia 2 con Adroid non costituisce uno smartphone funzionante. Le chiamate hanno molti problemi.

Come avviare Android su Omnia

Quando avrai terminato l’installazione il telefono continuerà ad avviarsi con Win Mobile. Dovrai semplicemente entrare nella memoria (Memoria Personale nel caso della guida in Italiano linkata in alto) ed avviare un file cha lancerà Linux, successivamente verrà caricato Android.

Ecco un video dimostrativo:

Esperimento interessante, non c’è che dire. In ogni caso utile per testare android su un telefono di classe alta senza dover sborsare tutti gli euro necessari per acquistarne uno.

 

divieti

Come Liberalizzare il Wifi ed Impedirne Implementazione e Utilizzo

Tempo fa ho espresso delle perplessità in merito alla liberalizzazione del wifi in Italia sottolineando il fatto che probabilmente si sarebbe vincolata la navigazione solo a dispositivi dotati di SIM (quindi escludendo laptop o tablet non 3g) collegabili ad una anagrafica.

Ho anche seguito l’altra genialata che rende illegale istallarsi da soli un router o un access point wifi, pena multe da 15.000 a 150.000 euro.

Ora il cerchio si è chiuso, come  ho avuto modo di capire leggendo l’articolo Wi-fi libero? Ma no, abbiamo scherzato… pubblicato su Linkiesta e dal quale estrapolo qualche parte;

Neanche il tempo di godersi i frutti della sofferta liberalizzazione che il wifi italiano ritorna blindato. Scade infatti oggi la consultazione pubblica indetta dal ministero dello Sviluppo Economico sul regolamento attuativo del decreto legislativo 198 dello scorso ottobre, che riguarda l’installazione, allacciamento e collaudo di «apparati di rete»….i quali dovranno essere, d’ora in avanti, installati soltanto da «imprese titolari di autorizzazione….

e ancora;

Spulciando i requisiti di cui, a norma di legge, deve essere in possesso il personale deputato all’installazione della nostra wifi casalinga, non compare nessun riferimento alle competenze informatiche. Al contrario, l’esperienza nel settore

Ti riassumo in breve lo scenario che si prospetta;

  1. Per installarsi un router o un modem bisogna avere esperienza nel settore lavorativo di qualche anno. E bisogna essere iscritti in appositi albi. La capacità di farlo non conta nulla.
  2. Ovviamente aprire le reti wifi al pubblico comporta operazioni di networking, che con questa norma vengono vietate ai privati.

Ma il problema non è solo dei privati: ha anche risvolti decisamente divertenti.

Mi spiego meglio: oltre la  mia attività di blogger e sviluppatore sono un sys admin e gestisco la rete di una azienda che ha diverse sedi dislocate in europa e la struttura di comunicazione basata su tecnologia VoIP (Asterisk in particolare). In poche parole svolgo la  manutenzione di  sistemi informatici complessi e costosi.

Da domani se devo collegare un nuovo swtich nel CED devo chiamare una azienda specializzata? E non posso montare da solo in modem in casa?

Mi chiedo se siano consapevoli di quello che stanno facendo. E qualunque sia la risposta siamo messi male.

Spaventato

Bannato da AdSense e Riammesso: Ecco Perché

Inizio dalla fine: posso vantarmi (se vanto si può chiamare) di rientrare in quella strettissima cerchia di blogger bannati da AdSense e poi riammessi.

Ecco cosa è successo, ma sopratutto perché è successo (può essere utile ad altri);

  1. Il 1 Aprile 2011, come puoi notare, Ikaro passa a WordPress dopo un attento lavoro di migrazione  operato su un dominio di terzo livello.
  2. Il 3 Aprile mi sono accorto di un drastico calo di visite che ho adebitato inizialmente al cambio del CMS, ma controllando appurai  di aver lasciato nel file robots.txt una direttiva che inibiva l’accesso degli spider a tutti i contenuti. Era stata inserita nell’ambiente di sviluppo per evitare che Google indicizzasse gli stessi articoli su altro dominio.
  3. Ho inserito i codici Adsense, ma gli annunci non apparivano
  4. Ho tolto l’istruzione incriminata da robots.txt e mi sono messo in attesa…

Inizialmente pensavo fosse tutto legato alla migrazione (sparizione di AdSense compresa) ma  quando gli spider hanno iniziato di nuovo ad analizzare i contenuti ho visto che gli annunci continuavano a non apparire.

Ho fatto quindi le seguenti verifiche:

  • Ho installato AdSense Preview Tool ed ho verificato che sul blog veniva restituito l’errore e:-2146697208. Errore che viene restituito in caso di ban.
  • Ho provato a visualizzare un articolo del blog tramite la cache di Google e ho notato che gli annunci venivano visualizzati
  • Ho aperto il blog con l’IP  e… idemcome sopra: gli annunci apparivano regolarmente.

A questo punto era chiaro che ero stato bannato da AdSense e che il ban riguardava il dominio, non l’account.

Purtroppo non avendo ricevuto alcuna comunicazione da Google ero decisamente disorientato. Mi trovavo nella situazione tanto temuta e senza sapere perché.

Bannato da AdSense. Ed ora?

In La chiave di svolta di Seth Godin mi colpì un passaggio in cui il grande marketer spiegava l’approccio sano ad ogni tipo di problema che si può frapporre tra noi e la strada che abbiamo davanti. Ne faccio un riferimento e mi dico:

“Interessante, vediamo di capire perché è successo, se lo posso risolvere e cosa farò se non si risolve”.

Ho cercato eventuali  ragioni che giustificassero il ban analizzando tutte e tre le versioni del blog (italiano, inglese e portoghese).

Ho aperto un tread presso l’assistenza AdSense in cui ho spiegato quanto successo.

Ho contattato un noto blogger, Robin Good, a cui successe la stessa cosa per vedere se aveva qualche dritta da darmi visto che ci era passato.

Dopo aver incassato con piacere la disponibilità di Robin nel diffondere la mia storia ho appurato che  nella versione portoghese del blog era presente uno slider che appariva dal basso e che avrebbe potuto oscurare gli annunci AdSense in particolari posizioni della scrollbar. E questo, per quanto involontario,  è contro la TOS.

Compilo il modulo del ricorso

A questo punto ho deciso di impormi  un proposito ben preciso: non iniziare a stracciarmi le vesti ed a cercare soluzioni a destra e a manca ma cercare di individuare la cosa più ragionevole da fare per tentare una riammissione. Cosa da fare una volta sola, se fosse andata bene, altrimenti .. amen.

Nel gruppo di supporto AdSense si sviluppò una interessante discussione grazie alla quale capisco qual’era l’unica cosa da fare: compilare il modulo di ricorso contro il ban per violazione della TOS (anche se non sapevo esattamente cosa avessi violato).

E questo è il modulo compilato Venerdì 8 Aprile verso l’ora di pranzo:

Ho trasferito il mio blog su WordPress la notte del 1 Aprile,
e da quel giorno gli annunci AdSense non vengono più visualizzati.
Alcune premesse;
  • Il sito è http://www.ikaro.net ed è online da circa 14 anni
    e conta 3500/4000 unici al giorno
  • L'account AdSense è attivo da 7 anni e non ho mai ricevuto
    alcuna email di avvertimento da AdSense
  • Il tool Adsense Preview restituisce il codice 2xxxx
    (quello del ban)
  • Al momento della migrazione a wordpress ho inavvertitamente
    lasciato nel file robots.txt la direttiva "Disallow /"
    presente nell'area di sviluppo, e che ha inibito gli spider
    per i primi 2 gg dopo il cambio causando un drastico calo di
    visite ora in lenta ripresa
  • Se visualizzo il blog con l'IP o tramite la cache di Google
    gli annunci si vedono 
  • Tutti i permalink sono rimasti immutati
 Non ho idea sui motivi del possibile ban. Ovviamente da parte
mia non c'è stato mai alcun click fraudolento, ed analizzando
il sito alla ricerca di possibili spiegazioni mi sono accorto che
nella versione portoghese (http://www.ikaro.net/br/) era presente
uno slider che avrebbe potuto occultare gli annunci se lo scroll
di pagina si trovata in determinate posizioni. Ho tolto lo slider.
 Spero un vostro riscontro.

Convinto di ricevere una risposta automatica senza utilità con mia grandissima sorpresa, nel pomeriggio dello stesso giorno, ricevo una loro risposta… “umana”;

Gentile Daniele ,

La ringraziamo per il messaggio.

La ringraziamo per aver apportato al suo sito le modifiche
suggerite al fine di adeguarsi al nostro regolamento. In questo
modo contribuirà ad accrescere ulteriormente i risultati
già ottenuti con AdSense.

Abbiamo riattivato la pubblicazione degli annunci sul sito [URL].

Dal momento che la pubblicazione degli annunci sul suo sito è
stata temporaneamente disabilitata, potrebbe verificarsi un
ritardo di 48 ore o più prima che gli annunci vengano nuovamente
visualizzati. Le siamo grati per la sua pazienza.

I motivi del ban

Contento per la riammissione decisamente  insperata ho tentato di interpretare il testo della email per cercare di capire cosa fosse stato effettivamente a causare il ban.

La frase “La ringraziamo per aver apportato al suo sito le modifiche suggerite al fine di adeguarsi al nostro regolamento.” autorizza a pensare che effettivamente il motivo sia da individuare in uno dei due problemi ove ho messo effettivamente le mani, e cioè;

  • L’inibizione degli spider per l’intero sito
  • Lo slider che può occultare gli annunci se la pagina viene fatta scorrere

Io penso che sia successo quanto segue, ma prendila solo come una mia supposizione anche se abbastanza logica;

  1. Nel momento in cui ad uno spider viene inibito l’accesso ad un sito scatta un ban a livello di dominio, perchè non viene data la possibilità a Google di leggere i contenuti da utilizzare negli algoritmi euristici per selezionare gli ads più pertinenti
  2. Questo ban dovrebbe essere automatico, vista la velocità con il quale è stato messo in atto (subito dopo l’accesso dell spider bloccato dalla direttiva “Disallow /”)
  3. La riammissione non è automatica, ma richiede un intervento umano.