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Ricarica Cellulari Senza Fili: Test e Recensione di myGrid Duracell

Duracell mi ha inviato in anteprima per un test (via Digital PR) un nuovo dispositivo per ricaricare senza fili iPhone, cellulari, iPod ed altri dispositivi mobili (non l’ iPad, di altro formato). Sono molto interessato a questi prodotti perchè sono ormai affetto da tempo da wire-overload, ovvero sovraccarico di cavi acuto e cronico.

Si chiama myGrid e permette di caricare contemporaneamente sino a quattro dispositivi senza più dover combattere con cavi  o prese. Ecco l’unpacking della confezione.

myGrid Unpacking

Il prodotto è costituito da una base chiamata pad, riconoscibile dalle strisce argentate, che va collegata alla presa elettrica e sulla quale vanno poggiati i dispositivi equipaggiati con appositi supporti. La ricarica avviene per induzione elettromagnetica (a contatto appunto).

Attenzione però, la confezione che ho ricevuto non è uguale a quella che troverai in commercio. I supporti per i telefoni infatti saranno venduti a parte e saranno di due tipi;

  • Cover in gomma, quelle che vedi poggiate sul bordo inferiore della confezione, adatti per iPhone, iPod e Blackberry. Vengono chiamate Power Sleeves.
  • Clips USB (standard e micro),  servono per gli altri smartphones in generale.

Questa è una macro che mostra nel dettaglio le clips USB.

myGrid_clips

Per i telefoni dotati di guscio in gomma (Power sleeve) la cosa è molto semplice; basta inserire la Sleeve esattamente come fosse una cover protettiva ed il gioco è fatto. Per gli altri invece è necessario inserire l’apposita clip nella presa USB del telefonino e collegarla ad un ulteriore base molto sottile che andrà a finire dietro il telefono e che serve per il contatto con il pad .

Bene, arriviamo al dunque.

Ho ricaricato due telefoni contemporaneamente e funziona bene.

myGrid

In particolare ho apprezzato le seguenti caratteristiche;

  • Il supporto (pad) si accende solo se vengono poggiati sopra dei cellulari da ricaricare
  • La ricarica di un telefono si interrompe automaticamente quando è completata, mentre gli altri continuano a ricaricarsi
  • Non scalda e non da scosse.
  • L’ho toccato con le mani bagnate e non succede nulla

Altra cosa molto apprezzata; in fase di stand-by non ci sono led o lucine accese che rompono i marroni di notte. L’unico led acceso è quello blu alla sinistra del supporto che indica una ricarica in corso e che si spegne se non si ricarica nulla.

Cosa si può migliorare

I telefoni dotati di sleeves in gomma sono molto più comodi perchè una volta inseriti i gusci non c’è più bisogno di toglierli: basta lasciarli su ed il gioco è fatto. Per quanto riguarda le clips ritengo che qualcosa sia  da migliorare.

Ho penato un pò per adattare le clips al mio Omnia 2 e ad un vecchio Motorola PEBL a causa del fatto che i supporti su cui poggiano i jack USB sono a 90° (guarda la foto sopra) mentre i telefoni hanno bordi smussati.

Il jack ha un certo margine di scorrevolezza sul piccolo supporto per ovviare agli spessori di diversa misura dei telefoni che determinano una distanza variabile della presa USB dal bordo del cellulare, ma il problema nasce quando il bordo è smussato.

Guarda l’immagine che ho scattato della clip USB sul mio Omnia 2.

Clip mygrid

La smussatura del bordo allontana la presa dal jack USB e ci vuole un pò di pazienza (e qualche forzatura) per farla entrare a dovere e farla funzionare. Con bordi più spessi o smussature più accentuate il problema potrebbe essere più rilevante in quanto potrebbe essere difficile fissare il supporto dietro il telefono col risultato di dover ogni volta inserire e togliere la clip per ricaricare il telefono.

Conclusioni

Alla fine comunque è funzionato tutto, ed è una bella comodità arrivare a casa e poggiare il telefono sulla scrivania per farlo ricaricare.

Non so dirti nulla riguardo il prezzo perchè non mi è stato comunicato ed il prodotto non è sul mercato, ma Amazon lo vende a 60$ circa scontando un prezzo iniziale di 90$.

L’unico consiglio di verificare bene la conformità delle clips USB col proprio cellulare, per il resto il prodotto è molto utile specie per smartphones con supporti in gomma :)

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Perchè L’Istinto di Sopravvivenza è Il Peggior Nemico Dei Blogger

Quando leggo Set Godhin, (blogger, autore e marketer di fama mondiale) provo quel sottile piacede di veder (de)scritti da qualcun’altro fasi della mia vita ed episodi ben precisi.

In particolare mi ha colpito come descrive  l’influenza di quella parte di cervello più ancestrale (il cervello rettile o amigdala) nella nostra vita moderna.

Dinosauro

Ho immediatamente associato questo tipo di conflitto ad alcuni aspetti del lavoro di un publisher online perchè sono convinto che sia proprio l’istinto di sopravvivenza, e quindi l’influenza del cervello rettile, il peggior nemico di ogni blogger.

Ecco qualche riflessione.

Ricerca del consenso

Nasce dal timore di non essere accettati nel gruppo, di non essere riconosciuti. Causa assiduo presenzialismo in barcamp, aperitivi, cene geek, eventi e chi più ne ha più ne metta.

Il rischio consiste nel perdere di vista i proprio obiettivi e confondere una naturale conseguenza di un buon lavoro (la popolarità) con lo scopo.

Cicli  ossessivo-compulsivi nel quotidiano

Leggi la email, controlli Friendfeed, poi verifichi se hai incassato qualche retweet su Twitter, vedi se i tuoi followers sono aumentati, controlli Facebook, eventuali nuovi links ai tuoi post, poi cerchi su Google il tuo nome.

Fai una piccola pausa… ma poi ricominci… e rileggi la email, ricontrolli se qualcuno ha interagito con i tuo messaggi in friendfeed, guardi i profili dei nuovi followers di Twitter… e così via.

E’ causato dal desiderio avere influenza sul mondo esterno e non rimanere isolati, quindi a rischio di sopravvivenza. Comporta una tragica conseguenza; un crollo della produttività.

Progetti abortiti in partenza

L’attenzione viene considerata dalla parte più antica del nostro cervello come un pericolo. Immagina una tigre con i denti a sciabola che ti fissa mentre sei fuori dalla caverna… non è proprio tranquillizzante.

Milioni di anni dopo la cosa non è cambiata; molti progetti (anche buoni) vengono abortiti già nella testa dei publishers perchè l’amigdala, nel tentativo di rifuggere l’attenzione, ci induce a pensare che non siano validi e non abbiano chance di riuscita.

Esempio: intorno al ’98 pensai… che bello se potessi memorizzare i miei bookmark online per averli a disposizione su altri computer.

Mi convinsi da solo dopo aver perso molto tempo ad imbastire un piccolo progetto che fosse una minchiata pazzesca. Poi venne Delicious.

Paura del fallimenti

Immaginati davanti ad uno di quei bestioni preistorici con la lancia in mano, e di sbagliare l’unica chance di salvezza che hai. Una parte di noi considera il fallimento come la fine definitiva.

Nel nostro lavoro questa fobia ancestrale (quella di fallire) ci impedisce invece di considerare i fallimenti come tappe indispensabili per il successo. Chi dice di non aver mai fallito mente.

I fallimenti sono tentativi per capire come arrivare a destinazione. Per molti un fallimento induce a credere che non si sarà mai in grado di realizzare qualcosa di valido.

Che ne pensi? Hai episodi da raccontare?

Photo credit
Dinosauro: Joe Lena

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5 Dilaganti Menzogne Su Vita, Carriera e Lavoro

C’è chi dice che bisogna lavorare sodo, rispettare i ruoli, saper aspettare ed ubbidire. In realtà molte regole sono appositamente concepite per tenere a bada il gregge.

Ipnosi

Ecco cinque riflessioni consolidatesi grazie alla mia esperienza personale e lavorativa di questi ultimi quindici anni.

Menzogna n. 1: “Senza una laurea non hai chance”

Falso: la conoscenza e la cultura sono due cose ben differenti.

Ho appreso molto più conoscendo persone e culture diverse che sfogliando polverosi libri di testo. Se lo studio è lo strumento per aumentare la conoscenza allora bene, altrimenti meglio valutare altre strade. Purtroppo la formazione ha assunto il compito di omologare, neutralizzare ed appiattire le individualità per la salvaguardia  del sistema.

Menzogna n. 2: “Il bene dell’azienda ed il tuo sono la stessa cosa”

Falso: La tua presenza in seno ad una azienda è giustificata da utili e serenità che questa ne può ricavare.

Venendo a mancare tale presupposto non ci metterebbero un secondo a mandarti a casa, a prescindere da quanto tu abbia fatto per l’azienda sino a quel momento mettendo a rischio la serenità della tua famiglia non dedicandogli il tempo dovuto.

Menzogna n. 3: “I clienti  hanno sempre ragione”

Falso: il lavoro nobilita l’uomo se gli permette di crescere ed evolversi.

Con quanti clienti questo è possibile? Se un cliente non ha ragione cerca di farglielo capire. Se non lo capisce (o non lo vuole capire) ringrazia e passa oltre.

Menzogna n. 4: “Far carriera vuol dire scalare un sistema gerarchico”

Falso: più in alto sarai più stronzo sarà  il tuo responsabile.

L’organizzazione del lavoro all’interno delle nostre imprese si basa sulla competizione, ma lo scopo principale della competizione è creare antagonismo tra le risorse impedendo coesione e collaborazione che ne renderebbe difficile il controllo da parte del management. Senza considerare poi che chi sta all’ultimo piano ha il peggiore dei capi; il direttore di banca.

Menzogna n. 5: “Tieni duro e sopporta, arriverà il tuo momento”

Falso: Sei solo tu a poter determinare quando arriverà il tuo momento.

Se qualcuno di dice questo vuole solo assopirti e metterti nelle condizioni di non rompere troppo i coglioni. La maggior parte delle persone muore aspettando.

 

Photo credit: James Steidl

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CMS: 5 Motivi Per i Quali vBulletin Publishing Suite Non Vale I Soldi Che Costa

I vantaggi della suite li ho già elencati in CMS: Il Nuovo vBulletin Publishing Suite Contro WordPress, la Community Contro il Blog, ora dopo aver lavorato un pò di tempo in parallelo con un CMS composto da WordPress 3.0 ed un forum ti elenco perchè, a mio avviso, vBulletin Suite  non vale i 285 dollari che costa.

vBulletin

 

1. Impossibile impostare il nofollow selettivo nei link dei post

Quando imposti un link su un post l’unica cosa che controlli è l’URL. Nient’altro.

La gestione nofollow è possibile solo attraverso plugin che li gestiscono site wide al momento della visualizzazione dei post (vbSEO ad esempio). E’ possibile impostare o meno il nofollow su specifici domini e non altri, ma se io volessi aggiungere il nofollow solo su determinati link  di un dominio tralasciando gli altri?

Vista l’importanza del link juice in ottica seo e della monetizzazione tramite programmi di affiliazione (notoriamente malvisti da Google) queste limitazioni, che potrebbero essere sistemate semplicemente aggiungendo una checkbox nella maschera di inserimento dei link, sono incomprensibili.

2. Gestione delle immagini nei post

Ancor più incomprensibile: non è possibile gestire direttamente il tag <IMG> nei post. Le immagini vengono trattate come inline attachment ed il tag IMG viene generato on-the-fly in fase di visualizzazione. Non è possibile controllare l’ ALT text ed altri tag sull’immagine specifica.

Altro assurdo difetto: impossibile scegliere la thumbnail del post che viene visualizzata nell’abstract della home page o nelle categorie. Il sistema decide che la thumbnail del post è la prima immagine che inserisci. Il problema nasce quando decidi di cancellare quella immagine, o di sostituirla. A quel punto il post perde la sua thumbnail e non c’è modo di selezionarne un’altra. Assurdo.

3. Impossibile impostare sottotoli nel post

I tag degli headings (H1, H2 ecc) sono importanti in ottica SEO. Il sistema usa automaticamente  l’heading di primo livello (H1) per il titolo, ma non è possibile impostare manualmente nel post gli altri headings (H2, H3, H4) per i sottotitoli.
Io prediligo l’uso dei sottotitoli per paragrafi del post: con vBulletin Publishing Suite mi sento castrato (ed i post sono meno leggibili).

4. Impossibile applicare classi CSS al testo

Se volessi creare delle classi personalizzate o applicarne di già esistenti agli elementi del post non potrei farlo. Le interfacce dell’editor WYSIWUG non supportano la selezione delle classi CSS per gli elementi di pagina.

5. Formattazione del testo con tags deprecati

L’unica opzione a disposizione per formattare il testo dei post è il tag <FONT>, ormai deprecato da HTML 4.0 e destinato a sparire. Non solo, se specifico cambio grandezza e font del carattere viene generato un codice ridondante, in questo modo:

<font size=”5″><font face=”Arial”>Test</font></font>

Ma scherziamo?

Conclusioni

Ti ho elencato 5 difetti apparentemente banali, ma che vanno a minare la qualità di un progetto web in merito a standard importanti in ottica SEO, di accessibilità e di marketing online.  E ce ne sarebbero molti altri.

E tutto questo perchè è stato deciso di usare lo stesso motore del forum anche per il CMS. Il risvolto è semplice: non è possibile intervenire sull’HTML.

Alcune di queste limitazioni infatti sono semplicemente normali precauzioni che si prendono nei forum per evitare rischi di varia natura (come l’adozione di bbCODE al posto di HTML in fase di editing), ma vendere un prodotto come questo a quasi trecento dollari (285 per l’esattezza) senza aver speso un minimo di impegno ad adattare per lo meno la gestione redazionale dei post al fine di allineare poi i contenuti a standard minimi di accessibilità e qualità mi sembra decisamente un azzardo.

Scriverò allo staff di vBulletin perchè sono curioso di conoscere la loro opinione (sempre che mi rispondano).

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VoIP: I Vantaggi Del Multitask nel Nuovo OS 4 per iPhone

Qualcuno storcerà la bocca (gli amanti del droido verde?) ma è ormai diffuse le notizie di tutte le novità del nuovo sistema operativo di casa Apple per iPhone 4.

VoIP su iPhone

Una delle novità più interessanti per gli amanti del VoIP è senz’altro che tra i sette pilastri del multitasking integrato nel nuovo iOS4 figura il supporto per VoIP in background.

MULTITASKING – Voice over IP – Your VoIP apps receive VoIP calls and have conversations while calls when their phones are locked in their pocket. – dal sito di developer.apple.com

Quindi se precedentemente potevamo utilizzare il nostro melafonino per le chiamate VoIP o Skype per poi chiudere l’applicazione e non essere più raggiungibili, ora il client rimane in background e siamo tranquillamente raggiungibili al nostro interno VoIP o al nostro contatto Skype.

La novità consiste probabilmente non tanto nella visione multitask di questo nuovo sistema operativo (tecnologia integrata da tempo su altri dispositivi mobile) ma nel fatto che, nella filosofia di apple, questo nuovo uso delle applicazioni per VoIP non rallenterà affatto o non inciderà eccessivamente sulle prestazioni/autonomia del telefono in quanto pensato e progettato per rendere al meglio.

Informazioni sull’autore

Andrea Zorzetto è un appassionato del mondo dell’informatica e delle telecomunicazioni. Sostiene e orienta il suo lavoro all’uso delle nuove tecnologie VoIP. Certificato DCAP per Asterisk, lavora da anni come consulente nel campo dell’ ICT in progetti di telecomunicazioni e sicurezza informatica. Offre servizi professionali in materia di VoIP tramite il sito Free2Say