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Affiliazioni Pay Per Action: Linkare Automaticamente I Termini Rilevanti Dei Tuoi Post

Le affiliazioni di natura pay-per-lead o pay-per-sell pagano quando il click si converte in una registrazione/azione/vendita, ed in genere sono snobbate dalla maggior parte dei blogger che tendono ad utilizzare solo gli annunci contestuali di AdSense.

Potrebbero però costituire una valida alternativa e creare una seconda gamba su cui poggiarsi per non dipendere da una sola fonte.

Ma parliamoci chiaro: i banners e le pubblicità grafiche non possono competere con gli ads contestuali  per blog di natura informativa, a meno che….

… a  meno che non si riesca a trovare un sistema per generare in tutti i propri post, istantaneamente e on-the-fly (al volo), links di affiliazione a keywords rilevanti

links
Image Credit: cre8tiv88

Allora sì che la cosa diventerebbe interessante perchè in un colpo solo hai la possibilità di inserire una notevole quantità di link. Ecco come fare per ognuno dei seguenti casi;

Generare links on-the-fly con WordPress: il plugin Cross-linker

Cross Linker  è un ottimo plugin per WordPress che genera links a determinate keyword quando il post viene visualizzato senza modificarne il sorgente (scarica qui la versione 1.3.2). Oltre a specificare le chiavi con relativi URL per il link ti permette di;

  • ignorare le keywords incluse in determinati tags
  • inserire l’opzione nofollow per l’anchor
  • cercare le chiavi da linkare anche nei commenti

e molto altro.

Geek Auto linker Lite 4.5.0 per vBullettin

E’ il plugin analogo per la popolare piattaforma forum. E’ molto più semplice di Cross-linker per WordPress ma svolge egregiamente il suo lavoro. Per scaricarlo devi registrarti nel forum.

Generare dinamicamente links in un CMS generico sviluppato in PHP

Se non hai né WordPress né vBullettin, ma hai un CMS in PHP ecco un sorgente che puoi utilizzare come base da perfezionare e adattare alle tue esigenze;

$anchor_keys["anchor1"] = "http://www.site.com/path/to/affiliation1";
$anchor_keys["anchor2"] = "http://www.site.com/path/to/affiliation2";
$anchor_keys["anchor3"] = "http://www.site.com/path/to/affiliation3";
while (list($anchor,$link) = each($anchor_keys)) {

    $key_linked="<a href=\"$link\" rel=\"nofollow\" style=\" … \">".$anchor."</a>";
    $post = preg_replace(‘{\b’.$key.’\b}’, $key_linked, $post,3);
    $post = preg_replace(‘{(<A[^<]*)’.$key_linked.’([^<]*>)}i’, ‘$1′.$key.’$2′, $post);
    $post = preg_replace(‘{(<A[^<]*)’.$key_linked.’([^<]*</A>)}i’, ‘$1′.$key.’$2′, $post);
}

Questo codice svolge il lavoro seguente;

  1. prima di visualizzare il post cerca all’interno del testo le parole da utilizzare come anchor text  indicate nell’array $anchor_keys
  2. quando le trova le linka alla URL corrispondente
  3. verifica che non siano già parte di un link (come anchor text o come URI), caso in cui rimuove il link appena creato
  4. visualizza il post

Precauzioni

E’ saggio non abusare di questa possibilità ed evitare di forzare links non rilevanti che mandano gli utenti dove non si aspettano. Se ad esempio linki spontaneamente a Skype nei tuoi post potresti farlo in alcuni casi tramite una affiliazione che ti risconosce una commissione. L’utente comunque arriverà su skype.com a prescindere dal fatto si tratti di un link diretto o meno.

E’ inoltre saggio utilizzare l’opzione nofollow per i links di affiliazione visto che sebbene indirizzino l’utente verso un contenuto rilevante lo fanno tramite un passaggio intermedio che rilevante non è, e potrebbe causare brutti scherzi in ottica SEO.

Per quanto riguarda i programmi di affiliazione più popolari te ne consiglio due su tutti;

  • Per siti in italiano: Tradedoubler
    Ha centinaia di advertisers italiani (e non) di ogni genere.
  • Per siti in inglese: Commission Junction
    Oserei dire il programma di affiliazione numero uno al mondo
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Come Aggiornare WordPress Automaticamente Ed In Pochi Istanti

WordPress Automatic Upgrade è un utilissimo plugin sviluppato da Keit Dsouza (Techie Buzz) che ti permette di aggiornare Worpress all’ultima versione disponibile con pochi click direttamente dal pannello di controllo. La versione 2.7 ha già la funzionalità di aggiornamento automatico, per le versioni precedenti questo plugin costituisce una soluzione ottimale.

Wordpress
Image Credit: Matt Thomas

Ogni volta che eseguirai il login il plugin verificherà la presenza di nuove versioni ed in caso positivo mostrerà il link di upgrade che ti guiderà nel processo di aggiornamento attraverso i seguenti step:

  • Backup dei files della versione corrente
  • Backup del database
  • Download della nuova versione
  • Disabilitazione di tutti i plugin attivi
  • Aggiornamento di WordPress
  • Riattivazione dei plugin

L’installazione del plugin è semplicissima; basta scaricare il file zip, decompattare la cartella, caricarla in wp-content/plugins ed attivarlo tramite il pannello di controllo.

Ecco lo screencast dell’upgrade di WordPress su cui gira Ikaro Brasil che ti mostra esattamente il processo di upgrade;

Esistono alcune controindicazioni nell’utilizzo del plugin per l’upgrade automatico di WP; se hai personalizzato i files php del core di WordPress un aggiornamento potrebbe sovrascriverle, oppure potresti incontrare problemi nel caso in cui il tuo blog sia ospitato su un server sul quale non hai privilegi di scrittura ad esempio.

Per gli altri casi direi che è uno strumento eccellente per tenere il proprio blog costantemente aggiornato all’ultima versione. Puoi scaricarlo qui

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Zeitgeist: Le Parole Più Ricercate In Google Nel 2008

Google ha rilasciato la Zeitgeist 2008, ovvero l’elenco dei termini di ricerca più utilizzati nel corso del 2008. Ecco un sunto delle chiavi italiane più popolari divise per genere.

Zeitgeist

Ricerche più popolari

  1. youtube
  2. roma
  3. lavoro
  4. casa
  5. sardegna
  6. uomini e donne
  7. iphone
  8. istruzione
  9. elezioni
  10. dieta

Ricerche in ascesa

  1. pechino 2008
  2. facebook
  3. obama
  4. ecopass
  5. la talpa
  6. finanziaria 2008
  7. saviano
  8. wiki
  9. mutui
  10. cinquecento

Musica

  1. vasco
  2. ligabue
  3. madonna
  4. jovanotti
  5. negramaro
  6. primo maggio
  7. tokio hotel
  8. venditti
  9. pino daniele
  10. baglioni

Cucina

  1. pane
  2. pizza
  3. crostata
  4. tiramisù
  5. pesto
  6. risotto
  7. carbonara
  8. paella
  9. lasagne
  10. cous cous

TV

  1. forum
  2. amici
  3. uomini e donne
  4. grande fratello
  5. la talpa
  6. isola dei famosi
  7. report
  8. x factor
  9. le iene
  10. zelig
mysyn

Newsmastering: Come Aggirare Il Limite Di 5 Feeds Nei Feedbots Di MySyndicaat

MySyndicaat è un ottimo strumento per aggregare feeds, selezionare e ripubblicare automaticamente news sul tuo blog.

Il servizio è gratuito per scopi non commerciali ma con i seguenti limiti;

  1. non è possibile creare più di 5 canali di aggregazione (feedbots)
  2. per ogni feedbot non è possibile aggregare più di 5 singole fonti (RSS/Atom ecc)

E’ ovviamente un pò troppo limitato per un servizio di newsmastering soddisfacente ma non è possibile attivare un account pro direttamente dal sito in quanto KipCast lo offre gratuitamente a blogger che diano visibilità al servizio. E’ necessario pertanto contattarli per email.

L’ho fatto ma ho riscontrato una certa difficoltà nella comunicazione, quasi disinteresse.

Forse li ho contattati mentre erano un pò troppo indaffarati  oppure non ritengono il mio blog un mezzo di promozione interessante per il loro ottimo servizio, fatto sta che non ho voluto disturbarli più di tanto e mi sono ingegnato per risolvere il problema in questo modo;

  • aggregare i feeds con un servizio esterno
  • usare questa unico canale aggregato come fonte per il feedbot di MySyndicaat

Ho provato molti aggregatori e quasi tutti hanno presentato lo stesso problema: sostituivano il campo  autore  della news con il loro nome rendendomi poi problematico citare la fonte.

L’unico che ho trovato adatto allo scopo è stato Grazr, perchè sostituisce solo il campo Source URL, che comunque mi ritrovo in GUID.

Mysyndicaat detail

L’account free di Grazr permette di creare un solo canale con 50 fonti, ma basta aprire un piano personal per avere canali illimitati con 100 fonti aggregate;

Grazr plans

Che dire… dura la vita del blog(poco)star :)

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Come Presentare La Tua Startup In Usa: 10 Consigli Per Ottenere Finanziamenti

Ravit Lichtenberg ci fa un gran bel regalo con What Every European Startup Should Know: 10 Keys to Presenting Your Startup in the US. Ci espone in maniera chiara e sintetica le 10 regole fondamentali che una startup europea deve rispettare per avere la possibilità di raccogliere finanziamenti in USA, e lo fa partendo da 3 presupposti:

  1. In Europa i capitalisti di ventura sono quasi inesistenti
  2. In Europa  il bacino di utenza è inferiore
  3. In Europa l’innovazione generalmente viene accolta con scetticismo

Audience
Image Credit: mblain

1. La prima impressione è (quasi) tutto

Perchè sei diverso? Perchè un angel investor avrebbe interesse nell’incontrarti di nuovo? Perchè dovresti lasciare un imprinting nella mente di chi ascolta? Hai solo i primi 60 secondi della presentazione per dare una risposta a queste domande

2. Focalizza sui benefici degli utenti

In Europa ci si pavoneggia troppo sulla tecnologia (visione introversa). Negli USA l’unica cosa che ha valore è la risposta ad una semplice domanda: perchè un utente dovrebbe usare il tuo  servizio?

3. Parti dalla fine

Oltreoceano è quasi prassi arrivare subito al sodo per procedere a rovescio (lo fanno anche con i film a volte)

4. Usa i numeri

Concretezza nel modello di business: devi sapere quanto si spenderà e quanto entrerà nei primi tre anni.

5. Focalizza

Anche se il progetto offre mille interesanti possibilità e potenzialità individua i due obiettivi più realistici e tralascia gli altri

6.  Gli investitori non sono tuoi amici

Anche se sono simpatici o gentili ti ascoltano perchè vedono in te una buona fonte di investimento, e quindi guadagno.

7. Il Networking è la chiave

Forse in Europa passare tempo fuori dall’ufficio vuol dire perder tempo. Nella Silicon Valley a volte è il contrario. Incontra altri CEO, parla con i bloggers, con gli investitori. Esci dalle quattro mura del tuo ufficio e fai networking.

8. Falla breve

La presentazione deve essere breve ed efficace. Elenca nelle slides alcuni termini chiave su cui sviluppare la conversazione e basta. Sono gli interlocutori che poi ti devono chiedere: possiamo parlare di più?

9. Limita, se non elimina del tutto, la discussione

Parla e recepisci il feedback degli interlocutori per sviluppare la presentazione sulle loro osservazioni, evitando se puoi risposte secche che possano farti sembrare permaloso o in linea difensiva. Agli americani proprio non piace.

10. Usa le infrastrutture già esistenti

Il fatto che esistano possibilità di finanziamento maggiori non vuol dire che sia facile: le Camere di Commercio del tuo paese possono aiutarti a trovare gli eventi più importanti, enti no-profit come Dow Jones’ Venture Wire collegano le startup europee con giornalisti e venture capitalists, Innovate!Europe cerca talenti in Europa e li aiuta a crescere.

Ti segnalo un paio di ottimi post che integrano e completano questi ottimi consigli;

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Il Governo Italiano Lancia Il Controllo Globale Di Internet. Ma Se Prima Imparassero Ad Usarlo?

L’Italia è l’unico paese in cui avere esperienza in merito alla cosa da amministrare è considerato un optional. Un pò come avere la patente C per inserirla a curriculum.

Spaghetti
Photo Credit: hfng

3.12.2008 – Berlusconi lancia l’Italia come capofila per una regolamentazione globale di Internet

Il governo Italiano si farà portavoce di una nuova inziativa durante il prossimo G8: "Regolamentare Internet in tutto il mondo". Ecco le parole di Berlusconi

"Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo…per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune…prospettiva internazionale, in cui l’Italia possa essere avanguardia"

 

02.12.2008 – Uno studio di Eurostat mostra quanto l’Italia è all’avanguardia

Quasi contemporaneamente al proclama del nostro governo che vuol guidare una regolamentazione comune sulla rete esce uno studio di Eurostat che mostra impietosamente come l’Italia sia l’unico paese europeo in cui l’accesso ad internet  è diminuito passando dal 43% del 2007 al 42% del 2008.

Scarica il PDF tu stesso e guarda come chi ci ha governato negli ultimi anni si è dimostrato all’altezza di gestire le nuove tecnologie nel nostro paese.

 

28.03.2008 – Quando Berlusconi svelò quanto conosce di Internet

Guarda e ascolta bene questo video di un minuto e mezzo.

Un amico mi ha chiesto cosa ci sia di male nel fatto che Berlusconi non sia esperto di internet. Nulla ovviamente. Ma poi con la scusa del "non me ne intendo" o "l’ha fatto un altro" scattano le manganellate sulle gengive degli utenti. Ricordi cosa disse Gentiloni dopo il putiferio in seguito alla Levi-Prodi? Disse che non l’aveva letta, che l’aveva fatta un altro ecc. Questo è inconcepibile.

Nessuno ha obbligato questi signori ad occupare la poltrona che occupano. Se lo fanno se ne devono prendere le responsabilità, che si tratti di Berlusconi, Prodi e chiunque altro. Se non vogliono tali responsabilità si facciano da parte e lasciassero il posto a qualcun altro. Se ne accettano responsabilità e privilegi allora devono accettare anche le critiche che ne derivano.

Considerazioni

Che dire! Come se un bradipo sfidasse Bolt dicendo Viè qua che te faccio la permanente co lo spostamento d’aria, oppure come se Flavia Vento decidesse di proporsi come presidente onorario del Mensa, l’associazione delle persone con il più alto QI del mondo.

Non penso che ci sia bisogno di aggiungere nulla se non constatare che la classe politica di entrambi gli schieramenti  e quella dirigente arreca a noi comuni cittadini un perenne imbarazzo (se non vergogna).

I primi che mettono costantemente in ridicolo il nostro paese con tentativi di censura goffi e divertenti (in questo destra e sinistra sono sempre magicamente in sintonia) , i secondi che proprio non riescono a coniugare i propri interessi con quelli dei consumatori spedendo l’Italia tra i paesi in cui l’uso delle nuove tecnologie arretra invece di avanzare (le lunghezze delle loro barche però aumentano costantemente).

Per il resto nulla da dire, se non che sono lo specchio del popolo che rappresentano. Perchè è bene non dimenticarlo mai; se son  lì vuol dire che ce li meritiamo.

Ce li meritiamo;

  • quando chiediamo una raccomandazione per un lavoro
  • quando chiediamo al "monsignore" una buona parola per nostro nipote
  • quando raggiungiamo il "sottosegretario" grazie al cognato della sorella del vicino  per far passare avanti quella praticuccia
  • quando cerchiamo il "Professore" per avere una mano nel concorso.

E’ lì che comincia tutto. Prenderne atto vuol dire creare le basi  per iniziare la risalita. Il resto è fuffa.

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VoIP: Finalmente Disponibili I Numeri Italiani Per Skype

Se hai un account su Skype puoi finalmente associare un numero telefonico italiano al tuo account (SkypeIn). In questo modo potrai ricevere chiamate in entrata su Skype da amici e parenti con normali telefonate sul numero da te acquistato.

SkypeIn

La possibilità di acquistare un numero telefonico VoIP per il tuo account Skype è già stata attivata.

E’ possibile acquistare numeri di 14 città differenti ad un prezzo di 15 € per tre mesi o 50 € per un anno. Attenzione perchè si tratta del canone per il solo numero: le chiamate SkypeOut saranno comunque a pagamento secondo le tariffe in vigore.

Numeri skype

Per quanto riguarda i numeri italiani è possibile acquistare solo numerazioni del distretto in cui si risiede (se abiti a Milano non puoi acquistare un numero di Roma).

Diventa interessante utilizzare i numeri VoIP con software di VoIP mobile, come GizmoCall per esempio. In questo modo avendo Skype attivo sul telefonino possiamo essere raggiunti telefonicamente in tutto il mondo con una semplice telefonata urbana (se chi chiama ovviamente si trova nella stessa città).

Occhio anche alle offerte  di Skype per le chiamate senza limiti verso tutti i fissi in Italia, Europa o in tutto il mondo (rispettivamente 2,95 – 3,95 e 8,95 euro).

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Perchè Sbagli Quando Pensi Che Non Esiste Il Problema Della Censura In Rete

Il commento acido di un lettore di Ikaro Brasil mi ha fatto capire che molti non ritengono una  emergenza il problema della censura in rete poichè pensano onestamente che la rete abbia bisogno di una regolamentazione e che non ci sia nessuno scandalo nel dare la responsabilità ai blogger di quello che dicono.

Ecco tre concetti ricorrenti con i quali solitamente i tranquillisti confutano in assoluta buonafede l’allarme censura, con le mie osservazioni.

urla
Photo Credit: Presmaster

Tutti devono assumersi la responsabilità di quello che dicono, non vedo perchè i blogger debbano essere diversi

Giustissimo. Infatti i blogger, come tutti gli altri cittadini, sono già soggetti alle leggi sulla tutela della dignità di persone/società/organizzazioni.

La legge sulla diffamazione già esiste e vale anche per i blogger. Per quale motivo ci si ostina a voler considerare differente la diffamazione di un blogger da quella di un altro citttadino?

La blogosfera ha bisogno di una regolamentazione per garantire la libertà di espressione in rete

La libertà di espressione in rete esiste già adesso, così come esistono le leggi sulla diffamazione che tutelano coloro che vengono ingiustamente danneggiati dall’esercizio di questa libertà.

I tentativi di controllo sino ad ora introdotti non hanno avuto come scopo la tutela di un diritto infranto dall’esercizio della libertà di parola, al contrario hanno introdotto strumenti per l’impedimento di tale esercizio con il pretesto dell’indizio di dolo.

Esemplare in tal senso la figura ed il ruolo dell’intermediario introdotto dalla Direttiva Frattini;

  1. I provider sono responsabili dei comportamenti dei propri utenti in qualità di intermediari
  2. Le aziende possono rivalersi sugli intermediari in caso di comportamenti sospetti degli utenti
  3. Conseguenza: i provider chiudono i blog e tagliano linee di utenti preventivamente, ovvero per evitare problemi a monte a prescindere dal fatto se stiano commettendo effettivamente un reato o stiano avendo comportamente assolutamente leciti, ma che possono infastitidire qualcuno.

Anche io sono un blogger ma non contravvengo a nessuna legge, quindi la cosa non mi tange

  • Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano
  • Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici
  • Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista
  • Un giorno vennero a prendere me, ma non c’era rimasto più nessuno a protestare

Bertold Brecht