Lettera Aperta Di Quintarelli A Bruno Vespa: Perchè Non La Firmo

Ho letto con attenzione la lettera aperta a Bruno Vespa promossa da Quintarelli a seguito delle affermazioni contro i bloggers nel programma Porta a Porta. Se non sai di cosa si parla guarda questo video:

La lettera aperta a Vespa è stata firmata solo da pochi e selezionati bloggers per il seguente motivo, che riporto dal post di Quintarelli:

"In questo caso l’idea e’ stata di scrivere una lettera firmata da persone in qualche modo rappresentative dell’industria, perche’, rispetto al suo sistema di riferimento, Bruno Vespa gli dia piu’ peso.

E’ importante che gli sia chiaro (e non possa ritenere e sostenere) che non sono ’500 ragazzini adirati perche’ dipinti come depravati’, ma manager e professionisti del mondo delle telecomunicazioni e del mondo delle "sue" comunicazioni, che "have a say" anche nel suo mondo di mass media."

Ora è stata data la possibilità a chiunque di firmarla ma mi è passata la voglia.

Concordo ovviamente con il contenuto della lettera aperta, ma non concordo con il chiarimento perchè in Porta a Porta  sono stati fatti commenti poco edificanti e poco rispettosi non verso manager e professionisti del mondo delle telecomunicazioni e del mondo delle "sue" comunicazioni, ma proprio verso gli adolescenti che in internet hanno trovato una forma di espressione attiva e partecipativa  e che a causa della loro età si esprime naturalmente con esuberanza e a volte con eccessi.

Sono proprio loro che avrebbero dovuto essere difesi chiaramente e con forza, affermando magari che il fatto di passare più tempo davanti internet e meno davanti la TV è semmai un segnale positivo e non un segno di depravazione, ma nella lettera mi spiace affermare di aver notato al contrario la volontà di creare un distinguo tra blogger ok e fancazzisti proprio nella scelta dei firmatari anche se nelle intenzioni questa scelta ha un senso ben preciso.

No, bisogna far capire a questi signori della TV che non si devono permettere di offendere neanche l’adolescente che esagera, perchè è il manager o il professionista di domani e fa parte della blogosfera tanto quanto il professionista.

Nella mia personalissima immagine della blogosfera questa distinzione non c’è, e crearla per ribattere a Vespa (a prescindere dalle ragioni) vuol dire dargli ragione.

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Divx Online: Perchè Stage 6 Chiude

Stage 6, il celeberrimo servizio di video sharing per video e film Divx in alta risoluzione ha annunciato la chiusura lasciando nella desolazione più totale milioni di utenti (me compreso). L’upload è già disattivato e il 28 febbraio 2008 uno dei più bei progetti degli ultimi tempi verrà semplicemente….spento.

stage 6

Ufficialmente si parla di una chiusura prevista in quanto il messaggio di cordoglio lascia intendere che si tratta del tramonto previsto di quello che doveva essere solo un esperimento ottimamente riuscito, ma Mike Arrington di TechCrunch ha pubblicato una analisi interessante e ben lontana dalla motivazione ufficiale, che potrebbe spiegare più efficacemente perchè un progetto letteralmente esploso sta per essere spento.

Tento di sintetizzare la sua analisi riassumendola nei punti essenziali:

  • Nella metà del 2007 Stage 6 va in beta e conta già mensilmente milioni di utenti, decine di milioni di pagine visitate ed una qualità di streaming senza pari in rete
  • Jordan Greenhall lascia la carica di CEO in Divx Inc e ne fa un progetto indipendente guidandolo assieme a più di 20 altri colleghi, molto dei quali provenienti sempre da Divx, dando incarico alla Montgomery & Co di cercare finanziatori o partners per lo spin-off
  • Quasi alla fine del 2007 il bivio; 27 milioni di dollari da diversi investitori con il 20% della proprietà nelle mani di Divx che avrebbe incassato le entrate del 2008 di Stage 6 provenienti dalla pubblicità di Yahoo! che appare sulla toolbar installabile assieme al Divx player (si parla di 10 mln di $)
  • Al momento della formalizzazione, nel novembre 2007, inspiegabilmente il management della Divx rifiuta lo spin off e decide di mantenere la proprietà assoluta su Stage 6
  • Greenhall (fondatore di Stage 6) si dimette, assieme a lui una parte vitale del team del progetto
  • A gennaio 2008 la Divx contatta di nuovo Greenhall per riproporgli l’accordo originale, ma Grenhall rifiuta
  • 28 Febbraio 2008: Stage 6, senza più il team originario,  verrà terminato

La Divx Inc ha rifiutato di commentare il post di Mike. A noi non resta che firmare la petizione online.

A tutto questo aggiungerei una curiosità: tutta la vicenda ruota attorno allo spin-off andato a monte (ovvero la nascita e l’indipendenza di Stage 6 da Divx). A dare la notizia della fine di Stage 6 è stato l’utente (nonchè membro dello staff) spinner.

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Traffico Internet: Come Bloccare Connessioni Indesiderate Nel Tuo PC

Quando sei collegato ad internet molti programmi del tuo computer utilizzaNo la connessione senza che tu te ne renda minimamente conto.

E’ importante sapere come visualizzarle in tempo reale e conoscere i programmi che le stanno utilizzando sia per curiosità, per sicurezza ma sopratutto per precauzione in caso di connessioni mobili 3G o HSDPA che prevedono un forfait mensile di traffico o tempo, e quindi costi extra in caso di traffico in eccesso.

Come visualizzare le connessioni attive

TCPView è un piccolo programma (meno di 100 Kb) per Windows scritto da Mark Russinovich (ex Sysinternal, inglobata da Microsoft) che puoi scaricare da qui, e che visualizza l’elenco di tutte le connessioni ad internet attive sul tuo PC. E’ gratuito e non richiede installazione.

Una volta avviato mostra l’elenco delle connessioni visualizzando le icone dei programmi che le stanno utilizzando, nonchè host locale (il tuo PC), host remoto (il server al quali si è collegati), il protocollo (TCP o UDP) e lo stato della connessione.

L’elenco delle connessioni in TCPView

  1. Le icone dei programmi – riconosci il programma dall’icona che identifica il processo (se presente).
  2. svchost.exe - Probabilmente noterai molte connessioni aperte da questo programma; sono connessioni che vengono utilizzate da librerie DLL del sistema (semplificando al massimo si tratta del tuo sistema operativo che si collega per motivi di servizio)
  3. connessioni multiple – noterai anche che una stessa applicazione ha molte connessioni aperte. Il motivo è semplice: se il browser ad esempio ha delle toolbar installate, ognuna di queste utilizzerà una connessione sua dedicata per dialogare con il server remoto.
  4. come chiudere un collegamento – clicca due volte su un collegamento della lista per aprire la maschera di dettaglio e seleziona End Process

Attenzione, se non sai bene ciò che stai facendo potresti compromettere il corretto funzionamento di qualche applicazione o del sistema ed essere costretto a riavviare il computer.

Perchè visualizzare le connessioni ad internet sul PC è importante

Più volte ho notato all’avvio del mio PC uno strano traffico in uscita di un certo rilievo, della durata di alcuni minuti. Col TCPView ho capito che un programma di Tv Internet P2P installato in precendeza (PPStream) mi lanciava in avvio un processo per il P2P audio/video, attivo anche senza avviare lo stesso PPStream!

tcpview

Se ti capita quindi di utilizzare connessioni mobili UMTS con limiti di tempo o traffico e costi extra installa sempre

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ADSL Mobile E Internet Key: Evitare I Costi Extra Per Traffico Aggiuntivo

Le nuove chiavette USB per navigare in internet ad alta velocità con connessioni mobili  si stanno diffondendo rapidamente, ma alcuni utenti stanno già denunciando bollette esorbitanti per superamento del traffico mensile.

Questi modem USB permettono di navigare in GPRS, UMTS, 3G e HSDPA sino alla velocità di circa 7 Mbps ed i costi extra dovuti al superamento del limite di traffico mensile, quando previsto, sono un rischio reale (ecco un interessante articolo dell’ADUC in merito). 

Bolletta notebook
Photo credit: elenaphoto

Per evitare sorprese (alle quali nella maggior parte dei casi sarebbe difficile appellarsi) devi essere in grado di:

  1. Conoscere quali programmi possono utilizzare  la connessione internet sul tuo notebook senza che tu te ne renda conto
  2. Controllare il traffico per evitare di eccedere il limite previsto dal tuo operatore
  3. Conoscere perfettamente a quanto ammontra il traffico, per sapere se e quanto pagare come somme extra.

premettendo un concetto fondamentale: l’ammontare di traffico mensile compreso in una offerta è quasi sempre costituito dalla somma del traffico in entrata con quello in uscita.

Applicazioni che potrebbero consumare banda a tua insaputa

1. Aggiornamenti automatici del sistema operativo

Nel caso di Windows, se hai attivata la funzionalità di download automatico degli aggiornamenti, il notebook potrebbe iniziare a scaricare anche decine e decine di Mb senza che tu te ne renda minimamente conto.

Rimedio: Apri il Centro di sicurezza del PC nel pannello di controllo, e nelle preferenze di Aggiornamenti automatici seleziona la voce Avvisa ma non scaricarli. Cosi sarai tu a decidere quando.

2. Antivirus

Anche il tuo antivirus potrebbe scaricare aggiornamenti quotidianamente, in maniera più o meno evidente.

Rimedio: se ne puoi fare a meno, disattiva gli aggiornamenti automatici quando navighi con il modem USB di un operatore mobile

3. Applicazioni P2P in background

Alcune applicazioni P2P per la condivisione di files o tv via internet potrebbero lanciare processi in avvio a tua insaputa e inviare grandi quantità di dati all’esterno. E’ successo a me con PPStream, quando ho notato che senza aver lanciato alcuna applicazione il mio PC stava inviando una mole di dati notevole.

Rimedio: eliminare il processo dal registro di configurazione (sconsigliatissimo per i non esperti!) oppure utilizzare il TCP viewer per chiudere il flusso

4. Toolbars installate nel browser

Le toolbar di servizio sono quelle utility che aggiungono funzionalità al tuo browser. Tra le più note ci sono la Google Toolbar, la Yahoo! Toolbar, poi quella di Stumbleupon, di del.icio.us e anche noi ne abbiamo una per i nostri lettori. Sicuramente ne avra qualcuna anche tu. Ogni volta che ne installi una  è come se creassi una piccola applicazione indipendente capace di inviare e ricevere dati da e per qualche server in rete.

Rimedio: Tra le altre, questo forse è il punto meno incidente sul traffico nascosto, ma per star tranquilli puoi disabilitarle temporaneamente quando navighi con le chiavette USB. Basta cliccare col tasto destro del mouse sul menu del browser per visualizzare, e quindi abilitare/disabilitare, le toolbars intallate.

Controllare il traffico mensile ed essere avvisati al raggiungimento del limite compreso nel tuo piano

Esistono programmini che controllano sia la velocità di navigazione che il traffico di navigazione. Io uso NetMeter, costa 20 dollari e puoi provarlo gratuitamente per trenta giorni.

Può essere impostato in maniera tale da emettere un avviso al superamento di una determinata quantità di traffico effettuata su un determinato dispositivo (puoi controllare il traffico in generale, o solo quello effettuato con la tua chiavetta USB ad esempio). Mantiene inoltre in memoria il totale del traffico effettuato per giorni, settimane e mesi dandoti la possibilità di sapere con certezza se devi pagare traffico extra e quanto. Oppure ti da la possibilità di fermarti prima.

netmeter

Ecco la schermata di configurazione di Netmeter per impostare l’avviso.

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Brevetti Diritto D’Autore E Progresso: Le Idee Che Irritano E Infastidiscono

Non riesco a capire perchè un punto di vista differente spesso causa nell’interlocutore irritazione e offesa al punto di sfociare in un attacco personale come nel commento scritto  da un utente che si firma fabrizio all’ articolo No al brevetto e al diritto d’autore  (puoi leggere il commento integrale qui).

Diverso
Photo Credit: andresr

Stavo per cancellarlo a causa del tono sgradevolmente provocatorio e offensivo (anche sul piano personale), e perchè non ho molta pazienza con chi si nasconde dietro l’anonimato, ma poi ho deciso di lasciarlo in versione integrale per mostrare il livello di simpatia ed educazione del nostro amico che comunque ha il merito di sollevare una discussione molto interessante.

Premetto una cosa: non sono contro il diritto d’autore ed i brevetti a priori, ma ne detesto l’uso capitalistico sfrenato che ne viene fatto, calpestando la dignità di milioni di persone e danneggiando il nostro pianeta. Questo è l’articolo di cui si parla, riporto alcuni punti chiave del suo commento integrando le mie risposte;

"L’ignoranza dilaga in rete e quindi si possono leggere anche le frescacce di Di Gregorio che si scaglia contro brevetti e diritto d’autore in termini assoluti dimenticando che sono la molla che ha trasformato il mondo"

Non mi scaglio contro il diritto d’autore ma esprimo la mia opinione, degna di rispetto quanto la tua. Sul fatto che i brevetti sono la molla che ha trasformato il mondo permettimi di fare una distinzione: c’è chi ne trae giovamento e chi ne subisce le conseguenze. Dipende da quale parte stai. Vai a chiedere agli agricoltori cosa pensano di società come la Monsanto, che detengono la maggior parte dei brevetti OGM e tenta di convincerli che a loro conviene.

Ti faccio un altro esempio di come  i brevetti a volte vengano usati come armi improprie contro intere popolazioni: in Amazzonia esiste un albero da frutto chiamato Cupuaçu, il cui estratto ha notevoli proprietà curative e viene usato da sempre dalle tribù amazzoniche. Bene, la Asahi Foods Co se n’è andata in Brasile ed ha brevettato sia il nome che il principio attivo ed ora per continuare ad utilizzare sia l’olio che il termine c’è bisogno di chiedere loro il permesso (hanno fatto la stessa cosa con l’Andiroba, l’Ayahuasca, la Copaiba e chi più ne ha più ne metta).

Sai come si chiama questa pratica? Biopirateria (fai un salto anche in Amazzonia a convincere gli indio che la Asahi Foods sta muovendo il mondo,se ci riesci)

"Prima di scrivere scempiaggini ti sei informato sulla sicurezza di un auto di 100 anni fa’ rispetto ad un automobile moderna?"

Io non ho parlato di sicurezza, ho parlato di evoluzione e progresso. Certo che oggi sono più sicure, silenziose e semplici da utilizzare, ma sostanzialmene sono ancora le stesse di cento anni fa: funzionano ancora a benzina, inquinano e la maggior parte del carburante viene disperso in calore. I motori a benzina hanno una resa del 30%, vuol dire che per 80 euro di pieno 24 vengono usati per muoversi, gli altri 56 vengono usati per far scaldare il cofano a vantaggio dei gatti che ci si poggieranno sopra.

Visto e considerato l’effetto devastante di una economia basata ancora sul petrolio non mi pare che ci si possa vantare molto per i risultati ragiunti in 100 anni in fatto di progresso tecnologico.

"Quanto all’esempio dei tre industriali, l’esempio dimostra la sua stoltezza (la mia nda) e null’altro. Proprio perchè sono tre capitalisti (e non tre sciocchi burocrati prodotti da qualche dittatura del proletariato) si darebbero subito da fare per scambiare i prodotti (ognuno tenendo per se le sue conoscenze) e quindi realizzare il prodotto finito, proprio quello che avviene quotidianamente nelle società capitaliste.."

Ti do uno spunto; Eolo, l’ automobile ad aria compressa presentata al MotorShow di Bologna 2001 progettata da Guy Negre che avrebbe dovuto essere commercializzata dal 2003 (ha decine e decine di brevetti, a dimostrazione che non sono contro il brevetto a priori).

Fatti una ricerca se ti interessa, e scoprirai che la tua idea degli imprenditori che usano i brevetti per migliorare le nostre vite è a dir poco puerile. Se così fosse stato questo progetto sarebbe stato concretizzato in un batter baleno. Questo prototipo era già funzionante e Guy Negre sta patendo non poco per cercare imprenditori disposti a industrializzare l’automobile ad aria.

Non crederai mica che nel 69 siamo andati sulla luna e nel 2008 ancora non siamo in grado di risolvere quel probema del ghiaccio nel motore no? Attivissimo ha ricostruito la storia di questo progetto dimostrando che si è bloccato per il disinteresse degli investitori. Aggiungo io: ovvio, perchè investire su un progetto che non da sicurezze sui margini di guadagno quando si può ancora sguazzare alla grande nel petrolio distruggendo il pianeta? Dove sono i tuoi capitalisti che si danno da fare per realizzare il prodotto finito?

"L’unico settore della produzione nel quale si sono distinte le società comuniste è quello della produzione di armi…"

Armsflow.org è un sito che permette di risalire al traffico di armi. Puoi visualizzare, per anno, le importazioni e le esportazioni di quasi tutti i paesi del mondo. I dati sono raccolti da Stockholm International Peace Research Institute.  Riporto da visionpost.it;

Negli ultimi due anni i principali importatori di armi sono stati la Cina, seguita dagli Emirati arabi, l’India e – va a capire il motivo – anche la Grecia, mentre i principali esportatori restano invece Stati Uniti seguiti da Russia e Germania.

L’Italia inoltre sembra che esporti armi verso paesi sotto embargo UE, contravvenendo all’articolo 1 della legge 185/90 che vieta espressamente la vendita di armi a tali Paesi. In poche parole, noi occidentali facciamo proclami pubblici contro le guerre e le dittature mentre gli vendiamo di soppiatto  le armi per farli scannare. A  me fa schifo. A te?

"Peccato che il discorso su brevetti e diritto d’autore scada ai livelli del di gregorio, perchè in realtà il tema sarebbe molto interessante…"

Nel cosidetto sud del mondo si continua a morire perchè le case farmaceutiche si rifiutano di abbassare il prezzo dei medicinali anti AIDS e non. Guarda, è inutile che cito caso per caso, fatti un giro nel notiziario della Campagna Accesso ai Farmaci su medicisenzafrontiere.it. Quando leggo queste notizie non so perchè ma mi vengono in mente quelle bellissime iniziative di raccolta fondi che vedono coinvolti giornali e tv, oppure quegli eserciti di ragazzi fuori dai metrò per raccolte fondi per la ricerca.

Il pensiero "al livello del di gregorio" prova un senso di schifo e nausea.

Primo; a che cazzo servono i brevetti se poi lasciano crepare milioni di uomini e donne perchè non hanno i soldi per comprare le medicine.

Due: con quale faccia continuano a chiedere soldi per finanziare ricerche che poi potrebbero sfociare in brevetti privati utili solo a chi ha soldi per pagarli?

Benvengano commenti ed interventi, anche di fabrizio se questa volta ha intenzione di ribattere con rispetto ed educazione, come si usa fare tra persone civili (a buon intenditor…)

PHP: Ridimensionamento Dinamico Di Immagini Jpeg

Ho sviluppato uno script in php che permette il caricamento sul server ed il ridimensionamento dinamico di immagini JPEG. Può essere di aiuto a chi non è in grado di programmarsi questa funzione autonomamente.

Nell’esempio seguente abbiamo 2 files:

  • index.html – il modulo tramite il quale si invia il files
  • upload.php – lo script che riceve i dati del modulo, il file dell’immagine quindi, e che esegue il ridimensionamento

Ecco il codice di index.html

1. <form action="upload.php" method="POST" enctype="multipart/form-data">
2. <input name="immagine" type="file"  />
3. <input type="submit"  />
4. </form>

Di seguito, il codice php del file upload.php che gestisce il ridimensionamento dell’immagine:

0. if ((strstr($_FILES['immagine']['type'],"jpeg") || strstr($_FILES['type']['tmp_name'],"jpg"))) {exit; }
1. $path_to_img=$_FILES['immagine']['tmp_name'];
2. $imagehw = GetImageSize($path_to_img);
3. $final_width=80;
4. $final_height=(80*$imagehw[1])/$imagehw[0];   
5. $dst_img=ImageCreateTrueColor(final_width,$final_height);
6. $src_img=ImageCreateFromJpeg($path_to_img);
7. ImageCopyResampled($dst_img,$src_img,0,0,0,0,$final_width,
   _$final_height,ImageSX($src_img),ImageSY($src_img));
8. ImageJpeg($dst_img,"/path/to/image.jpg",90);

Ecco la spiegazione del codice:

Riga 0. Controllo il mime-type dell’immagine per verificare che sia una Jpeg (altrimenti esco)

Riga 1. Memorizzo in $path_to_img il percorso dell’immagine da ridmensionare, appena caricata

Riga 2. Ne memorizzo le dimensioni iniziali (x e y) nell’array $imagehw 

Riga 3. Fisso la larghezza finale di ridimensionamento

Riga 4. Imposto l’altezza finale in scala

Riga 5. Creo nel buffer di memoria lo spazio per memorizzare l’immagine finale (con la funzione ImageCreateTrueColor)

Riga 6. Mi memorizzo l’immagine JPG da ridimensionare (con la funzione ImageCreateFromJpeg)

Riga 7. Opero il ridimensionamento con la funzione ImageCopyResampled

Riga 8. Salvo l’immagine ridimensionata con percorso e nome specificati nel parameto centrale, con una compressione jpg pari a 90 (ultimo parametro)

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Affiliazioni: I Publishers Registrano Il Tracollo Storico Dei Guadagni AdSense

I publishers AdSense sono in subbuglio: dalla fine del 2007 a tutto Gennaio 2008 le rendite del più popolare tra i programmi di affiliazione stanno crollando.

Su molti forum sono iniziati lunghissimi thread sulla questione e forse stavolta potrebbe non trattarsi di una semplice fluttuazione del costo per click (cpc).

WebProNews conferma il crollo  drastico e generalizzato anche se una parte dei publishers dichiara di non subire cali, o addirittura registra un incremento delle remunerazioni.

Disperato
Photo Credit: Millymanz

Sul forum di Webmaster World gli utenti hanno individuato un colpevole: lo smartpricing, ovvero il meccanismo che determina il valore del click in base alla probabilità che si tramutino in una vendita, un contatto oppure una azione a favore dell’advertiser.

Volkman afferma: "Guadagnavo H dal 2005 sino ad inizio 2007. Da Aprile 2007 le entrate hanno inziato a calare sino a raggiungere in novembre-dicembre 2007 i K. A questo punto ho deciso di abbandonare AdSense ed usare altri annunci".

Webspeed rincara la dose: "Il mio account è passato da X$ al mese a Y$ al mese. Così ho deciso di applicare il mio smart pricing ed ho rimosso AdSense. Ho utilizzato Valueclick e cbprosense …. e alla fine i guadagni sono tornati al livello abituale."

Che si tratti di una situazione temporanea o meno difficilmente sino ad ora mi è capitato di vedere publishers abbandonare AdSense. Guarda tu stesso sul forum di Webmaster World.

Alcuni webmasters, al contrario, affermano di aver avuto colloqui con il team di AdSense in cui è stato loro spiegato che gran parte del crollo del CPC dipende da un naturale ribasso delle puntate da parte degli advertisers sui click dopo i grandi investimenti fatti durante le feste. La cosa ha un suo senso e concordo in parte con questa tesi, infatti suppongo che sia saggio spettare un pò prima di trarre conclusioni errate.

Una cosa è certa; questo  per i publishers di AdSense è il peggior periodo che si ricordi e visto e considerato che il fenomeno è generalizzato una spiegazione plausibile potrebbe essere la concomitanza di due eventi: il calo fisiologico del CPC post-festività e lo smartpricing generalizzato in azione.

Di certo però, dal punto di vista dei publishers, la situazione è anomala in quanto ancora manca una vera e propria alternativa ad AdSense e Google  che porta una situazione di disagio notevole, che non aiuta certo la crescita dei progetti autosostenuti. Un consiglio che posso dare è  aspettare un pò, sperando che prima o poi appaia una valida alternativa che faccia dormire anche ai nostri amici di AdSense sonni un pò meno tranquilli, a tutto vantaggio della concorrenza.

Programmi di affiliazione alternativi

Se stai cercando delle valide alternative puoi leggere queste due guide:

e se vuoi provare a migliorare il pay-per-click:

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Persuasione: Auto Euro 4 E Euro 5, Quello Che Devi Sapere

Il tema della persuasione e della manipolazione dei bisogni mi ha sempre appassionato e questa è una occasione troppo ghiotta per non cogliere la palla al balzo.

E’ già iniziato il bombardamento mediatico sui nuovi motori Euro 5 con emissione di CO2 più bassa rispetto ai motori precedenti. Ne sanno qualcosa i proprietari di auto Euro 4 che a breve non potranno più circolare nei giorni di blocco del traffico.

Va bè, ma per quanto scocciante un sacrificio per il nostro pianeta si può sempre sopportare no? Basti pensare che:

  1. La scienza permette di progettare e costruire motori sempre meno nocivi, a bassa emissione di CO2
  2. Per salvaguardare la nostra salute i comuni saltuariamente chiudono al traffico le città, ad eccezione dei veicoli meno inquinanti
  3. Con il passar del tempo la scienza evolve, e nuovi motori sempe meno dannosi vengono commercializzati, rendendo obsoleti i precedenti

O no? Bè, non è esattamente così. Seguimi e rimarrai sorpreso.

Auto
Photo Credit: chuew

Lo strano silenzio sulla storia di Guido Pacetti Bustini

Quella che sto per raccontarti è la storia di un ingegnere romano, Guido Pacetti Bustini, che sin dagli anni 70 si è occupato per conto dell’Eni di inquinamento e di emissioni di gas nocivi nell’atmosfera.

L’ing. Bustini ha acquistato una Fiat 600 nel 2003, una Euro 3 per l’esattezza. Proprio in quel periodo i comuni iniziarono a chiudere al traffico i veicoli più inquinanti, tra cui le auto Euro 3, lasciando circolare solo le auto Euro 4.

Se fosse successo a me, oppure a te, non sarebbe successo nulla ma l’inquinamento è pane quotidiano per l’ing. Bustini che dopo attente ricerche scopre un particolare molto importante: la combustione del motore è regolata da una centralina elettronica. Come riportato da lui stesso su un articolo di Kataweb:

La vera novità della normativa euro 3  è stata la centralina Obd che gestisce il motore ottimizzando la combustione e quindi la riduzione degli agenti inquinanti nell’aria. Il passaggio all’euro 4 ha semplicemente ristretto ulteriormente i limiti previsti per questa centralina. Quindi ho capito che la mia auto, come tutte le vetture euro 3 teoricamente, poteva essere adeguata riprogrammando il software della centralina"

Questa operazione però non può essere fatta autonomamente ma deve essere gestita necessariamente dalla casa madre, la Fiat nella nostra storia.

Trasformare la Euro 3 in Euro 4

Bustini è fermamente deciso e sicuro delle proprie scoperte: inizia a bombardare la Fiat con missive per chiedere la riprogrammazione della centralina e la omologazione del motore da Euro 3 a Euro 4.

La Fiat inizialmente fa orecchie da mercante, ma il nostro caro ingegnere e ancor più tenace e bombarda senza tegua la casa madre che cede per spossatezza:

  • dopo due anni ritira la Fiat 500
  • ne riprogramma la centralina diminuendo le emissioni di CO2
  • apporta le dovute modifiche all’auto
  • la omologa a Euro 4 (!!!)
  • la restituisce al suo cliente.

Ancora da Kataweb:

"Io scrivevo, anche al centro prove di Orbassano, ma ottenevo poche risposte. Alla fine, a febbraio scorso, dopo due anni, mi hanno dato ragione. Ho portato la mia 600 in una concessionaria indicata da Fiat (per la cronaca, era la Romana auto, ndr) e in due giorni me l’hanno riconsegnata con tanto di carta di circolazione aggiornata. Sono stati cortesi: hanno portato loro la mia macchina in quei due giorni alla motorizzazione civile di Roma per completare l’iter… non mi hanno chiesto soldi

Altri hanno tentato la strada della conversione a Euro 4 ma con fortune alterne. Ecco quanto afferma un funzionario della Motorizzazione Civile di Roma (che chiede di rimanere anonimo) in una intervista su Repubblica:

"Ma si è mai chiesto perché sulla carta di circolazione dei veicoli non c’è l’indicazione esatta delle emissioni delle singole vetture che pure vengono verificate quando un modello viene omologato? Se vi fosse, macchine già ora circolanti sarebbero in regola quando, presto, arriverà l’euro 5. Ma si venderebbero meno auto nuove”"

Persuasione, creazione dei bisogni e percezione della realtà

Se  è possibile modificare una auto per  adeguarla ai nuovi livelli massimi di emissione di CO2, perchè siamo continuamente bombardati dai media che ci spingono ad acquistare una auto nuova ogni 3 anni per non arrecar danno al clima del nostro pianeta? Perchè i governi di destra o sinistra sono conniventi con questa propaganda finanziando iniziative di rottamazione per favorire questo tipo di commercio invece di costringere le case automobilistiche a valutare politiche di conversione delle automobili?

  • La prossima volta che vedi la pubblicità di un’auto che corre silenziona tra petali di rosa e uccellini cinguettanti ricordati bene la marca.
  • La prossima volta che un governo finanzia rottamazioni di auto per incentivare la vendita dei nuovi motori, ricordati bene quelle facce.
  • La prossima volta che vedi il talk show del giornalista di turno sull’ennesimo delitto in famiglia, chiediti perchè non ha mai parlato di storie come questa

Ci vuole memoria per cambiare il mondo e non comprare più i loro prodotti, non votare più quelle facce, non assistere più ai loro programmi idioti.

Chiudo con un dubbio lecito, che suppongo abbia anche tu: se una Euro 3 può diventare una Euro 4, quest’ultima potrà essere adeguata alla normativa Euro 5?