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Blogging: Perchè La Frequenza Dei Post Non E’ Più Un Fattore Rilevante

Scrivere un post al giorno è un principio fondamentale di blogging. La croce di ogni blogger emergente o principiante infatti è costituita dal peso che si accumula per ogni giorno che passa senza aver aggiornato il proprio blog.  

Tale peso diventa quasi insostenibile se ci si osa confrontare con blogstar che con frequenza micidiale postano una volta al giorno come Robin Good as esempio, per non parlare delle blogstar che sovente scrivono più post nello stesso giorno vedi Napolux, Beggi, Mantellini, Pandemia e chi più ne ha più ne metta.

Sembra impossibile conquistare col proprio blog un pò di spazio non si rispetta questa semplice regola, vero? Invece è sbagliato.

Controcorrente
Photo Credit: Rade

I post giornalieri costituiscono un approccio mentale 1.0. La pressione emotiva causata da questo stress da blog può diventare una vera e propria barriera insormontabile per il raggiungimento della maturità del blogger.

Un bell’articolo di Eric Kintz intitolato Why Blog Post Frequency Does Not Matter Anymore (che ho tradotto ed in parte rielaborato) ne elenca in maniera efficace e convincente i motivi.

► Il traffico è generato dalle community e dal social networking, non dal post quotidiano

Le dimensioni della blogosfera raddoppiano ogni 6 mesi generando un caos informativo paragonabile ad un rumore di fondo che andremo ad alimentare, invece che bucare, se iniziassimo a scrivere un post al giorno senza aver ancora appassionato i nostri amici lettori.

Benche la strategia del post giornaliero sia ancora estremamente importante per i bloggers più rilevanti e popolari tale importanza diminuisce man mano che nascono nuovi blog. Un blog emergente, comunque non rilevante per quanto riguarda numeri e traffico, non deve alimentare il rumore; lo deve bucare.

L’arma ottimale è costituito da social networking e community come MyBloglog che collega tra loro autori di blogger di genere affine, o come  Citreo che offre un widget in grado di generare al volo un blogroll di siti rilevanti, oppure  il servizio di social news OkNotizie.

Su The Viral Garden ci sono ottimi spunti.

► Il traffico, in ogni caso, non è un indicatore di successo

Dipende da chi vuoi raggiungere. A volte un blog raggiunge il successo quando riesce ad arrivare ad uno stretto bacino di utenti: quelli strettamente rilevanti per lo scopo prefissato. Che sia vendere un libro, trovare contatti di lavoro, scambiare opinioni o informazioni in merito ad un determinato argomento. Impegnarsi per raggiungere coloro che ti interessano è una strategia migliore di quanto non lo sia attirare folle sterminate.

► L’idea del lettore che ritorna sul blog per controllare gli aggiornamenti è un cliche del web 1.0

Certo, qualcuno farà anche così ma per antonomasia un lettore abituale di blogs utilizza i feed aggregators per controllare gli aggiornamenti. Sono proprio coloro che, se attratti e appassionati dai tuoi contenuti, ti seguiranno nel tempo sia sottoscrivendo il feed che seguento le tue segnalazioni nei siti di social news. Chi controlla la presenza di nuovi articoli direttamente sui siti ha due possibili strade: o inizierà ad utilizzare i feeds o smetterà di controllare gli aggiornamenti a causa  dello stress.

► Troppi post nuocciono alla fidelizzazione

Seth Godin ha ipotizzato una interessante teoria in base alla quale la consultazione dei feeds RSS costituirà presto una delle principali cause di information overload stancando e stressando i lettori. Troppi post possono generare disordine allontanando i lettori. La quantità di informazioni in epoca di informaton overload allontana, non fidelizza.

La frequenza può essere inversamente proporzionale alla rilevanza ed alla  originalità del contenuto

I contenuti generati dagli utenti sono soggetti alla regola dell’1%: solo un utente su 100 genera contenuti. Gli altri 99 ruotano attorno a quel contenuto in maniera più o meno rilevante e costruttiva. Sono decisamente pochi i post originali.

La pressione mentale che si soffre quando si è presi dalla frenesia del post frequente induce a generare commenti ad altri post travestiti da articoli, e quindi poco rilevanti ed originali. In tal modo si aumenta il rumore di fondo.

► La quantità di post mina la credibilità della blogosfera

Il tempo impiegato per scrivere molti post ci toglie tempo per verificare e valutare le informazioni. A causa di questo la blogosfera a volte si trasforma in uno strumento di veicolazione incontrollabile di  diffusione di informazioni errate o imprecise.

► Lo stress da blog può determinarne la fine

Secondo Technorati soltanto il 55% dei blog che vengono aperti superano i 3 mesi di vita. La sindrome da post giornaliero che affligge i blogges principianti induce tanto stress da costringere il blogger ad abbandonare il progetto entro i tre mesi dalla sua apertura.

Eric conclude ammettendo che se si vuol scalare la classifica di Technorati ed entrare nella Top50 ad esempio è ovvio che la frequenza dei post sia determinante, ma deve costituire solo un valore aggiunto che nulla toglie alla rilevanza delle informazioni.

Nella blogosfera italiana a mio avviso il concetto di rumore di fondo è quanto mai attuale in quanto mi capita spesso di navigare a lungo in siti e blog più o meno famosi, oppure di scorrere i miei feeds senza tuttavia trovare post originali o informazioni rilevanti. Al contrario, abbondano riferimenti, richiami e commenti a quei pochissimi post originali che di tanto in tanto saltano fuori. Questo avviene molto sovente anche tra le blogstar.

Per i blogger emergenti o i newbie la regola dell’1% costituisce di per sè la strategia vincente: non seguire l’onda ma iniziare da subito a generare informazioni originali. Che siano recensioni, riflessioni, manuali, guide o quant’altro con calma e senza frenesia.

Eric Kintz è il vicepresidente del settore marketing di HP e dirige il blog The Digital Mindset Blog su marketing, web 2.0, fotografia ed intrattenimento digitale.

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Modifiche All’Art.7 Del DDL Levi-Prodi: Dalla Padella Alla Brace

A seguito dell’ondata di protesta levatasi in rete Levi ha modificato l’articolo 7 del DDL Levi-Prodi aggiungendo il seguente testo:

"Sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un’organizzazione imprenditoriale del lavoro"

C’è un proverbio che opportunamente modificato calza perfettamente: meglio stare zitti e dare l’impressione di voler censurare e controllare piuttosto che aprire bocca e darne la conferma.

Politici
Photo Credit: Partytime

Ma c’è un punto dal quale la mia mente non riesce a divincolarsi:

Qual’è la distinzione tra un sito personale o ad uso collettivo ed un altro che costituisce organizzazione imprenditoriale del lavoro?

Semplice: non c’è una distinzione chiara e definita. E’ soggettiva. Quando si cade nella seconda definizione?

  • Usando adsense?
  • Facendosi aiutare da un amico?
  • Avendo un blog scritto a più mani?
  • Quando si raggiunge un traffico elevato e si aggiunge pubblicità?

Quando?

Chi aveva solo dubbi che questo decreto aveva l’intenzione di colpire i blog ora ne ha la conferma. La precendente legge inquandrava in prodotto editoriale solo le testate che usufruiscono dei finanziamenti pubblici. La necessità di modificarla dimostrano le reali intenzioni di questi signori.

Internet come mezzo di comunicazione è una risorsa enorme per moltissimi, una risorsa che abbiamo costruito tutti noi dal basso, senza l’aiuto o l’intervento della classe politica a causa della mancanza di pari opportunità in ambito professionale e formativo nella società che avrebbe dovuto essere garantita proprio da loro.

Ecco cosa abbiamo fatto in vostra assenza. Sarebbe opportuno che la classe politica ricrei le stesse condizioni che hanno permesso lo sviluppo della rete come opportunità per molti: la propria assenza.

IL DDL Levi-Prodi va cancellato

 Approfondisci:

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Abbassamento Del PageRank e Links Testuali: Penalizzazione o Acuta Strategia?

Solo questa mattina leggevo l’articolo Google vuole la guerra? E che guerra sia di napolux  in merito alla penalizzazione operata da Google che ha ridotto il PageRank del suo blog in maniera drastica, come sta succedendo ad altri autorevoli blogs.

Arrabbiata
Photo Credit: logos

Commentando su OkNotizie ho manifestato la mia perplessità in merito al fatto che questo poteva essere dovuto alla manipolazione del PageRank attraverso i links testuali poichè anche un mio sito  sta passando da PR4 a PR2, ma non vende nè acquista links.

Torno a casa stasera e trovo ikaro.net con un PageRank crollato da  5 a 3. Ma neanche ikaro.net vende links testuali, o meglio ho disattivato lo script di Text Links Ads da circa un mese dopo un periodo di prova senza averne venduto neanche uno, e l’unico che avevo comprato è stato disdetto due mesi fa. I pochi links presenti sono links spontanei, alcuni reciproci ed altri no.

Se effettivamente fossi stati penalizzato per i links testuali vuol dire che Google penalizza l’intenzione, oppure il passato. Mi sembra eccessivo.

Dando solo una idea del livello di penalizzazione che Google sta mettendo in atto:

  • Napolux.com: da PR 5 a PR 3
  • Pandemia.info: da PR 6 a PR 4
  • Ikaro.net: da PR 5 a PR 3
  • Masternewmedia.org: da PR 7 a PR 4
  • Sw4n: da 6 a 4

e non è nulla. Dando uno sguardo all’estero:

  • Washingtonpost.com: da PR 7 a PR 5
  • Statcounter.com: da PR 10 a PR 8
  • Problogger.net : da PR 7 a PR 4
  • Blogherald.com: da PR 6 a PR 4

Un vero terremoto. Ma la perdita diPage Rank che comporta? Ho voluto verificare se effettivamente alla diminuzione del PR corrisponda una penalizzazione nelle SERP (senza dubbio molto più importante): ho verificato su quali Data Center è già attiva la penalizzazione (PR 3) e mi sono segnato i relativi IP. Successivamente ho usato Google Data Center Watch Tool per controllare il mio ranking con le keywords abituali su quei Data Centers.

Risultato: PageRank penalizzato, ranking nelle SERP invariato.

Di fatto, anche verificando con LLOOGG mi sembra di capire che al momento il decremento non influisca affatto sul ranking. Considerando quindi che:

  • La penalizzazione non sembra influire sul posizionamento
  • Molti siti che non vendono nè comprano links sono anch’essi penalizzati
  • Le penalizzazioni sembrano riguardare per la maggior parte siti rilevanti

è possibile che Google stia simulando un taglio del PR dei siti rilevanti allo scopo di dissuadere a monte gli utenti dall’uso di tecniche artificiose per l’alterazione del proprio PR e far cessare il mercato dei links testuali.

Se ciò Google sta mettendo in atto sia giusto o meno è una opinione: c’è chi recita mea culpa, chi si incazza. Io mi limito a sperare che questa penalizzazione effettivamente non abbia influenza sul ranking altrimenti sarebbero dolori veri, sottolineando ancora il problema vero di fondo: la mancanza di una valida alternativa a Google.


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DDL Levi-Prodi: Al Via Il Secondo Tentativo Di Schedare I Blog Italiani

Lo scorso Agosto è stato sviluppato da Ricardo Franco Levi un disegno di legge (Levi-Prodi) approvato dal Cdm lo scorso 12 Ottobre 2007 che se dovese percorrere tutto l’iter senza intoppi costringerà chiunque abbia un blog a:

  • registrarsi presso il registro degli operatori di comunicazione (ROC)
  • produrre certificati e pagare bolli (tasse)
  • creare una redazione (registrare presso l’apposito albo un giornalista responsabile)
  • assumersi la responsabilità penale (leggi galera) per diffamazioni effettuate sul proprio blog

Il testo del disegno di legge è visibile in maniera integrale qui.

Censura
Photo Credit: Drx

Punto 1: La libertà di parola non ammette autorizzazioni di sorta

Il testo del DDL Levi-Prodi inizia in questo modo:

La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati

Molto nobile, non fosse altro per il fatto che il citato Art. 21 della costituzione afferma:

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.". Ed ancora "Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso ….. o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili…"

Non ci si deve sforzare molto per capire che:

  1. La legge costringerebbe i blog a registrarsi
  2. Un eventuale mancato rispetto di tale legge renderebbe i blog in questione illegali
  3. Pertanto, la legge creata con la pretesa di tutelare l’articolo 21 introdurrebbe di fatto una autorizzazione del libero esercizio di parola contravvenendo a tale articolo, non tutelandolo.

Come dire: violiamo la costituzione per poterla difendere. Tutto ciò è incostituzionale.

Punto 2: esiste già una normativa in merito a diffamazioni via web

Il DDL Levi-Prodi non si limita a quanto affermato sino ad ora ma va ben oltre: introduce il reato penale (omesso controllo, art 57 e 57 bis) a carico del responsabile del blog in caso di diffamazione operata per mezzo dello stesso.

Si commenta da solo per un motivo molto semplice: esiste già una regolamentazione in merito ai reati di diffamazione che viene applicata (anche in maniera discutibile a volte).

Introdurre una legge che spedisca in galera possessori di blog per reati di omesso controllo è una operazione squallida che si commenta da sola e non merita alcuna riflessione.

Punto 3: è già successo, ma hanno aggiustato la mira

Ancora una volta si è giocato con il significato di Prodotto Editoriale.

La proposta di legge di Levi infatti estende il concetto di prodotto editoriale chiaramente anche ai blog. Ma il primo tentativo di controllare la rete italiana risale al 2001 con la legge sull’editoria n. 62/7.03.2001 di Giuseppe Giulietti (il sottosegretario di allora era Vannino Chiti) che obbligava i blog a registrarsi presso i Tribunali come testate giornalistiche. Confrontiamo un tratto saliente delle due proposte di legge, in particolare la definizione che viene data di Prodotto Editoriale:

DDL Giulietti-Chiti (2001)

…realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico

DDL Levi-Prodi (2007)

…qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso

Nel primo caso (leggi tutta la storia) i blog furono dichiarati esenti dall’obbligo di iscrizione come testate giornalistiche (con oneri e doveri che ne sarebbro conseguiti) perchè a seguito del putiferio scatenatosi, fu lo stesso Vannino Chiti a chiarire:

 "…(il ddl nda) non impone alcun vincolo aggiuntivo (e in particolare, alcun vincolo di iscrizione al registro dei comunicatori previsto dalla legge cosiddetta Maccanico del 1997) per i siti Internet; neppure per i siti Internet che fanno esclusivamente o professionalmente informazione"

In quella occasione quindi non solo i blog, ma tutti i mezzi informativi che non godevano dei contributi statali, non potevano essere considerati prodotti editoriali.

Se leggi attentamente però la definizione di prodotto editoriale che viene data nel 2007, appare chiara la volontà di ovviare alla svista del 2001 definendo anche i blog (amatoriali e non) come prodotti editoriali: quella definizione dimostra la volontà di comprendere i blog nel DDL (ovviando alla svista del 2001), e quindi schedare la rete.

Per approfondire

Ecco il Dott. Spataro (civile.it) che parla del DDL Levi-Prodi:

Succederà davvero? O no?

Francamente non ne ho idea. Il buonsenso sembra suggerire che si tratti dell’ennesimo tentativo destinato a fallire ma la perseveranza con cui si tenta di controllare la rete è a di poco preoccupante.

Mi sento esausto e avvilito nel constatare di essere rappresentato da una classe politica che reputo lontana dai problemi reali, disposta a distruggere ciò che potrebbe costituire una risorsa pur di assecondare logiche di parte.

Questi signori li sento lontano e distanti, il fatto di essere italiano mi crea disagio, non orgoglio. Non mi piacciono.

Non parlo con malafede (perchè li ho votati), ma a mio avviso non ci si può fidare di persone che con tutti i problemi che esistono sprecano anche solo mezza ora ad introdurre un reato penale per ragazzi cha mantengono siti per passione, e che potrebbero diventare il loro lavoro, il loro futuro. Internet è una risorsa, non un pericolo! Potrebbe dare a moltissimi ciò che il paese non è stato in grado di garantire!

Come ci si può fidari di chi, invece di favorire con tutti i mezzi possibili l’accesso alla banda larga ed alle possibilità di lavoro, crea consapevolmente ostacoli a tutto questo? Parlando con tutta la mia buonafede purtroppo devo riconoscere che questa gente non mi piace, non mi rappresenta più.

Questa gente mi fa paura.

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50 Consigli Per Ottimizzare i Fogli Di Stile CSS

Ecco una ottima guida di Reinhold Weber per uno sviluppo dei fogli di stile (Cascading Style Sheet, o più comunemente CSS) corretto ed ottimale. L’ho trovata girovagando in rete con StumbleUpon, l’ho tradotta e riproposta.

CSS
Photo Credit: urbanangel

Cosa evitare

  • In-line CSS (specificare gli stili direttamente nei tag del testo)
  • Dimensioni dei caratteri assolute
  • Utilizzare singoli apici nei path delle immagini
  • Ridichiarare valori già ereditati
  • Applicare margini di cella o bordi ad elementi di dimensioni assolute
  • Posizionare elementi con coordinate assolute
  • Denominare stili e classi in basse alla loro apparenza

Raccomandazioni da seguire

  • Dichiarazione dello stile CSS su una singola riga
  • Commentare il codice
  • Organizzare il file CSS
  • Indentare il sorgente se necessario
  • Semplificare la lettura del codice
  • Utilizzare un sistema comune di nomi per classi e stili
  • Elencare gli stili in ordine alfabetico
  • Il punto e virgola ";" non è necessario per l’ultima dichiarazione
  • Non è necessario dichiarare grandezze (px/em/%) pari a 0
  • Per i colori utilizza il formato esadecimale abbreviato
  • Definisci le pseudo-classi per i link nell’ordine LoVe/HAte (Link, Visited,Hover,Active)
  • Definisci gli elementi dei margini (padding o border) nell’ordine TRouBLed (Top, Right, Bottom, Left).
  • Basa il nome delle classi o degli ID più sulla loro funzione che sull’apparenza
  • Impara a gestire la caratteristica dell’ereditarietà nelle regole CSS
  • Gestisci maiuscole e minuscole con gli stili
  • Sbircia nel sorgente dei fogli di stile sui siti più autorevoli
  • Cerca ispirazione tra i guru del design

Semplifica la tua vita quando sviluppi i fogli di stile

  • Testa i tuoi stili nel browser più recente ed evoluto e poi sugli altri, non viceversa
  • Quando sei in dubbio, valida il sorgente
  • In fase di sviluppo integra le dichiarazioni in pagina, quando on-line importale da un file esterno
  • Installa la toolbar per web developer per Firefox
  • Tieni a portata di mano una libreria di classi CSS pronte

Sapevi che?

  • E’ possibile assegnare classi multiple a singoli elementi
  • Grazie a questo puoi scomporre un singolo stile in classi aventi una singola variabile o costante, ed assegnarle in sequenza agli elementi di pagina
  • Puoi proteggerti dallo spam con CSS
  • E’ possibile utilizzare il php per rendere gli stili CSS dinamici

L’articolo completo è 50+ CSS Best Practices and Coding Guidelines. Ti consiglio anche Web design, CSS e user interface: il meglio del 2005.
Buona lettura.

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Condividi La Tv Via Internet Col Peer To Peer: TVAnts

TVAnts è un programma per la TV via internet basato sulla tecnologia di BitTorrent: permette di condividere gli streaming audio/video anzichè condividere semplici files, utilizzando l’architettura peer to peer al fine di garantire uno streaming di buona qualità anche senza dispone di una banda eccelsa (come i 512 kbps in upload richiesti da TVKoo ad esempio).

E’ una applicazione gratuita.

Tv p2p
Photo Credit: jangeltun

Installazione di TVAnts

Il sito ufficiale è completamente in giapponese, per cui ti consigli di scaricarlo da qui. L’installer (solo per Windows) pesa circa 2,7 Mb. Una volta installato ed avviato apparirà l’intefaccia principale, che contiene 5 pannelli di gestione:

  • Servers
  • Search
  • Channels
  • Charts
  • Performance
  • Events

Utilizzo di TVAnts

Come già specificato TVAnts è per la TV Internet ciò che BitTorrent è per la condivisione dei files: permette di condividere con tecnologia P2P flussi audio/video. La tabella Servers serve per specificare i servers da usare per:

  1. Gestire gli elenchi dei canali
  2. coordinare i flussi di streaming con altri utenti

Come è semplice immaginare, sebbene sia presente un solo server, è possibile aggiungerne altri. Per default apparirà solo www.tvants.com, ma puoi aggiungere da subito anche tracker.tvants.com e tracker2.tvants.com. Un Tracker è un server che ci fornisce un elenco di canali. Puoi trovarne sempre di nuovi cercando in internet.

Sin qui tutto ok, ma dove li troverò questi canali?

Tutti i canali TV disponibili nei servers scelti saranno elencato nella tabella Search. Basterà un doppio click per avviare lo streaming. Puoi persino visualizzare contemporaneamente più di un canale.

Canali TVAnts

E’ ovviamente possibile cercare tramite chiave determinati canali in quanto l’elenco può essere molto lungo. Per ogni canale vengono indicati: genere, qualità, bitrate, descrizione, copyright delle trasimissioni e, tra le altre, il numero di utenti che stanno guardando quel canale in streaming (audience). Questo dato è importante perchè proprio per la logica del peer-to-peer un maggior numero di utenti che condivide uno streaming video garantisce una migliore qualità del canale stesso.

Se il nome del canale è verde vuol dire che puoi visualizzarlo in streaming, se è di colore rosso vuol dire che TVAnts sta tentando di sintonizzarsi, se è nero vuol dire che sebbene sia in lista, non è visualizzabile.

Tutti i canali che stai visualizzando sono elencati nella tabella channels.

Le rimanenti tabelle (Charts, Performance ed Events) hanno una funzione diagnostica: servono per tenere sotto controllo le condizioni di connettività e quello che accade durante l’esecuzione di TVAnts.

TVAnts ed il router

Come tutti i programmi P2P il problema principale potrebbe essere quello di un eventuale firewall che ne impedisce la corretta esecuzione (molto probabile se sei collegato ad un router). In teoria TVAnts al primo avvio dovrebbe mostrare un avviso nel caso in cui ci siano limitazioni di questo tipo, ad ogni modo le porte utilizzate sono le seguenti: 16600, 16800, 16900.

Per una guida più dettagliata su tutte le funzioni e le potenzialità di questo ottimo programma per la TV via internet ti rimando al manuale TVAnts per l’utente (in inglese). In caso di problemi ti consiglio di dare una occhiata qui.

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Commenti Cancellati Su Ikaro: Lettera Aperta Ad Utenti E Bloggers

Negli ultimi tempi l’area commenti nella categoria ADSL su Ikaro è stata letteralmente presa d’assalto da utenti che lamentano disservizi dai propri ISP.

L’onda di allarme e preoccupazione sembra riguardare in particolare la restituzione del famigerato hug di fastweb al momento della cessazione del contratto, e l’interruzione (o la mancata attivazione) della fornitura da parte di BBip.

Rispondo con una lettera aperta ad Alberto Rubinelli, Daniela e ad altri utenti che si chiedono perchè alcuni commenti vengono cancellati partendo da un concetto molto semplice: alcuni messaggi devono essere cancellati proprio perchè voglio tenere l’area forum aperta a tutti, senza iscrizioni o moderazione. Detto questo, ecco le delucidazioni sulla cancellazione di alcuni commenti.

Pensiero
Photo Credit: lv

Ad inizio del 2006 è stata recepita la direttiva 2004/48 CE in base alla quale per chiudere un sito è sufficiente solo un sospetto di violazioni del copyright o di diffamazione/calunnia nei confronti di persone/cose/società.

La cosa scandalosa è che se  il sito viene chiuso a torto si nega al danneggiato la libertà di rivalersi per danni contro chi ha commesso l’abuso. I risultati di questa direttiva recepita in questo modo volutamente distorto li stiamo vedendo ora, vedi la sentenza di Aosta in cui si equipara il blog a una testata editoriale (contravvenendo alla costituzione e a quanto asserito dalla legge vigente in materia), ai casi Coolstreaming.it e calciolibero.com, e al recente caso Sportstreaming.

Il meccanismo innescato è il seguente:

  1. Una impresa va da un giudice per il sospetto non comprovato di una violazione su un sito o su un forum
  2. L’intermediario (chi fornisce hosting, connettività ecc) viene minacciato/diffidato in quanto intermediario
  3. Questo intermediario, per evitare problemi a priori, spazza via il sito dell’utente sullaa base di un indizio non necessariamente comprovato

Questo vuol dire che in rete sono costantemente presenti una miriade di avvocati con il rivolo di sangue che scende dall’angolo della bocca, pagati dalle grosse società, a caccia di qualcuno da bastonare per dare l’esempio agli altri (ammazzarne uno per educarne cento: quale marketing migliore…).

Ora il punto è questo: un forum aperto  (e inizio a chiedermi se valga la pena continuare a tenerlo aperto o vincolarlo ad una iscrizione opt-in come ha fatto Ziobudda) ha senso solo se gli utenti sono consapevoli del fatto che riportando cose apparentemente superficiali quali:

  • denigrazione di alcuni servizi a favore di altri
  • appellativi quali truffa, ladri, ecc
  • email o telefoni privati

serve solo per dare un appiglio alle grandi imprese per chiudere la nostra bocca utilizzando gli strumenti che sono stati loro forniti con la direttiva sopra elencata. Il problema consiste nel fatto che la giustizia è una questione di forma, non di sostanza  ed essere dalla parte della ragione non mette al riparo da rischi di natura legale se non si bada alla forma.

L’esposizione dei  soli fatti e dei disservizi che gli utenti soffrono sono il modo migliore per reagire, perchè l’unica cosa che spaventa le imprese è perdere il controllo della comunicazione. E l’hanno persa. C’è solo un modo per chiudere la bocca degli utenti: attendere che questi siano abbastanza ingenui da dar loro un appiglio.

Per questo motivo, premesso che;

  1. sei tu il responsabile legale di ciò che scrivi
  2. tutti i tuoi commenti vengono associati al tuo IP, o all’IP del proxy che utilizzi per l’anonimato, assieme a data e ora della pubblicazione
  3. se libero di scrivere ciò che vuoi

sino a che il forum rimarrà aperto, continuerò ad eliminare commenti con insulti, offese, interventi riportanti informazioni personali e qualsiasi altra cosa che possa essere usata come pretesto per chiudervi la bocca,sperando che gli utenti capiscano qual’è il vero potere che abbiamo in mano e che fa paura: condividere, e non prestare ingenuamente il fianco ad azioni pretestualmente repressive.

Spero di esser riuscito ad esprimere il mio pensiero. Puoi rispondermi con i commenti oppure in pvt utilizzando i contatto nella colonna a sinistra.

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La IPTV Col Calcio Gratis: TVKoo

TVKoo è un semplice Tv Player coreano per la TV via internet con centinaia di canali stranieri che trasmettono i propri programmi in streaming. Rispetto agli altri TVKoo si caratterizza per la propria semplicità; non c’è bisogno di installare nulla. E’ sufficiente avviare un piccolo TV Player (di circa 10Mb) per avere accesso a centinaia di canali di tutti i tipi.

Installazione del TV Player

Basta scaricare il piccolo Viviplayer ed avviarlo. Il programma è al momento compatibile solo con windows, in particolare richiede:

  • Windows XP o Win 2000 (con SP2)
  • processore di almento 300 MHz 
  • 128 MB di RAM
  • 10 MB di spazio libero
  • Connessione internet DSL con almeno 512 kbit/s di up e downstream
  • Windows Media Player 9 o 10

L’interfaccia di TVKoo

L’elenco dei canali si trova nella colonna a destra in basso, organizzati per genere (e non per nazionalità). In particolare troviamo:

  • Cable TV Channels
  • Cartoon
  • Hot Movie
  • Integrative Channels
  • Music
  • Opera
  • Other TV & Movie Channels
  • Test
  • TV Shows

Aprendo i menu delle categorie si avrà accesso ai canali veri e propri:

  • Cliccando una volta si visualizzerà l’anteprima sullo schermo piccolo in alto a destra
  • Con il doppio click si ci si collegherà al canale, che verrà visualizzato nell’area principale al centro.

TVKoo

Per gli utenti europei e americani è disponibile la gestione dei canali in inglese via web ma l’accesso al sito a volte risulta problematico. E’ disponibile anche un sito di supporto interamente in italiano.

Non solo calcio su TVKoo

Cosa si trova sui canali di TVKoo? Moltissimo. Oltre agli ormai celeberrimi CCTV (già presenti su PPLive), i canali cinesi saliti agli onori della cronaca con  il caso coolstreaming e calciolibero.com per aver trasmesso le partite del campionato italiano di calcio in rete, se ne trovano altri che trasmettono le partite dei principali campionati del mondo intero.

Attenzione a…

Sebbene il sito ufficiale riporti messaggi tranquillizzanti in merito alla sicurezza del Player TV, mi sento in dovere di avvertirti che nei test eseguiti con TVKoo abbiamo rilevato diverse volte dei malware (virus) sulle pagine web che vengono utilizzate per visualizzare gli elenchi dei canali. Pertanto, anche se l’applicazione potrebbe essere effettivamente sicura, visto che utilizza come sorgenti dati pagine web affette da virus o malware potrebbe essere rischiosa comunque.

Se questa sia una situazione temporanea o meno non si sa, ma fai attenzione.

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Un Aggregatore News Basato Su Reti Neurali: Ecco DevSapiens

DevSapiens e’ una web application italiana (ancora in public beta) che offre agli sviluppatori, power users e gli amanti dell’Information technology in genere una fonte di links alle migliori news, tutorials ed articoli presenti in rete.

Il motore di DevSapiens naviga il web alla ricerca di news, tutorials ed altro, colleziona i dati e li analizza. Come risultato i link alle migliori news, tutorials e ed articoli vengono raggruppati in canali tematici.

DevSapiens

La classificazione dei contenuti e’ operata attualmente da reti neurali supervisionate, il che implica la supervisione di operatori.

Il target di DevSapiens e’ quello di divenire un motore di classificazione dei contenuti completamente automatizzato basato su reti SBNN (Synthetic Biological Neural Network).

Ciascun canale è divisto in sottocanali per ulteriori specializzazioni della navigazione tematica.

Il tutto è disponibile in inglese ed in italiano. Il servizio è da poco disponibile, e la strada da percorrere è molta e sostanzialmente inesplorata. All’orizzonte?

Ad affiancarsi allo spider potrebbe esserci una piattaforma collaborativaintelligenza artificiale permettendo.

Update: il progetto Websapiens è stato chiuso

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Advertising Online: Mostra Gli Ads Col Miglior Pay-Per-Click Con PubMatic

PubMatic è un nuovo servizio che promette di aumentare i guadagni del tuo blog sino al 90%. L’obiettivo dei publishers online che guadagnano col proprio blog tramite affiliazioni e programmi pay-per-click è sempre stato quello di individuare il programma di affiliazione che garantisse il massimo valore di PPC (pay-per-click).

PubMatic

L’idea di PubMatic

PubMatic risolve il problema: ti permette di utilizzare contemporanemente i seguenti programmi di affiliazione:

Aumentare le remunerazioni: il meccanismo di PubMatic

Una volta iscritti al servizio si inserisce l’account per ogni programma di affiliazione elencato in precedenza. Fatto questo si utilizzeranno i tags di PubMatic al posto di quelli forniti dai singoli programmi di pay-per-click. Il meccanismo è il seguente:

  1. Il visitatore apre la pagina del tuo blog contenente il tag di PubMatic
  2. PubMatic verifica quale, tra i programmi di affiliazione disponibili, garantisce  la remunerazione maggiore in quel contesto
  3. Una volta capito quale circuito ci fornisce gli annunci meglio pagati (maggior CPC), ne vengono visualizzati gli ads.

Oltre a questo, il pannello di controllo aggrega sia le statistiche che le remunerazioni, che continueranno ad essere gestite dai singoli circuiti (per intenderci, si continuerà a venir pagati da AdSense). Il servizio, in versione beta, al momento è del tutto gratuito.

Per una descrizione dettagliata delle procedure di iscrizione, implementazione e gestione ti rimando all’ottimo articolo di Michael Pick. Io vorrei soffermarmi su altri aspetti.

PubMatic: quali i rischi e quali i vantaggi?

Parliamoci chiaro, la stragrande maggioranza dei publisher ha un enorme interesse ad aumentare le revenue del proprio blog aumentando le remunerazioni di AdSense che durante gli anni e sul campo si è rivelato il più performante ed il più stabile in assoluto. Non ho ben capito se PubMatic possa asservire allo scopo oppure se faccia solo una comparazione tra le remunerazioni degli ads provenienti da diversi programmi di affiliazione (come sembra essere).

Per contro, potrebbe essere un ottimo strumento per iniziare a valutare strategie atte a rendersi un poco più indipendenti da AdSense a causa di sgradevoli disavventure che molti hanno sperimentato sulla propria pelle (vedi il caso Master New Media, oppure il sottoscritto dal novembre 2006 a gennaio 2007).

Ho pertanto cercato qualche feedback in rete. Cris Adams riporta attraverso un commento su Webware.com di essere stato deluso dallo scarso livello di assistenza e dal disallineamento sia del numero di impressions che di click tra il report di PubMatic e quello di AdSense.

ItaliaSW.com è ben più categorico: “E’ consigliato per Google Adsense ? NO, ecco le motivazioni.” e riporta tra i vari problemi;

  • Impressions perse a causa dei server intasati
  • problemi con wordpress
  • impossibile cancellare il proprio account

Utilizzarlo o no?

La scelta è soggettiva e personale, anche se ritengo incauto affidare il proprio account di affiliazione, se ben rodato e performante, ad un servizio che non garantisce al momento stabilità e sicurezza. Detto questo l’idea di poter comparare on-the-fly le performance tra ads di diverse affiliazioni pay-per-click nei vari contesti ha un valore enorme  in ambito di marketing e advertising online. Io lo proverò e pubblicherò un feedback dettagliato.