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Adsl su Cavo Dati: Governo Contro il Canone Addizionale

Anti Digital Divide  esprime soddisfazione per l’ordine del giorno presentato dal presidente della Commissione cultura della Camera, Pietro Folena, accolto dal Governo, in merito alle adsl su cavo solo dati.

L’ordine impone di varare un provvedimento che porti all’azzeramento o alla riduzione del canone di 10 euro(+ IVA) che grava sulle offerte degli operatori che vendono le adsl naked e, di conseguenza, sui portafogli dei consumatori che le sottoscrivono.

Questo è ciò che chiede ADD nella petizione lanciata alcune settimane fa, per l’abolizione del canone Telecom e del canone addizionale sulle linee solo dati. ADD sin da quando Telecom aveva introdotto il canone addizionale sulle linee solo dati aveva scritto ad AGCOM e AGCM per impedire questo nuovo tentativo di Telecom di congelare la liberalizzazione del mercato e mantenere il monopolio sulla telefonia voce-dati.

Tuttavia non bisogna limitarsi ad una diminuzione, ma,  il canone addizionale deve essere eliminato. Viola la normativa europea sulla neutralità tecnologica. Esiste l’obbligo per gli Stati membri di garantire che le autorità nazionali di regolamentazione tengano nel massimo conto l’opportunità di una regolamentazione tecnologicamente neutrale, ossia che non imponga l’uso di un particolare tipo di tecnologia né che operi discriminazioni tra particolari tecnologie.

Nel caso dell’adsl solo dati se non si ha una linea voce, Telecom impone di pagare un canone addizionale, questo comporta una discriminazione della tecnologia adsl e indirettamente della tecnologia Voip e stabilisce una sorta di dipendenza dell’adsl dalla linea voce, favorendo il mantenimento del monopolio da parte di Telecom Italia.

Bisogna poi considerare anche i canoni adsl elevati, rispetto a quelli che la stessa Telecom Italia offre in Francia, nel canone adsl quindi è già ampiamente compresa la parte dei costi per cui Telecom richiede un canone addizionale e cioè i costi relativi alla manutenzione e ammodernamento della linea.

Andando ad analizzare proprio la condizione della rete e la qualità dei servizi offerti da Telecom Italia, si può notare come gli investimenti fatti dall’azienda italiana, per l’ammodernamento e la manutenzione delle linee, siano a dir poco insufficienti, questo è dimostrato anche da alcune inchieste televisive condotte dalle trasmissioni Report e le Iene, nonché dai 10 milioni di utenti ancora non raggiunti dalla banda larga.

Dalla puntata di Report  trasmessa la scorsa domenica:  "Telecom: Debiti e Spie", si capisce, oltre ai grandi interessi in gioco, come molti soldi derivati dai canoni e dalle tariffe Telecom siano sperperati in attività che con l’azienda telefonica hanno poco a che fare. Per questo, nella petizione, chiediamo di verificare se sia ancora necessario pagare il canone telefonico e, nel caso non sia così, di abolirlo.

La news completa è visionabile qui

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La Guida Galattica Ikaro Per Bloggers

Parafrasando il titolo di un film basato su un libro cult di Douglas Adams (Guida Galattica per autostoppisti), tra il serio ed il faceto ho deciso in maniera azzardata e sfrontata di scrivere… la "Guida Galattica Ikaro per Bloggers"! La prima regola è la più importante e chiuderà l’elenco. Partiamo dalla seconda.

Guida

2. Non sei tu a scegliere l’argomento, è l’argomento che sceglie te!

L’argomento del blog è il fondamentale mattone da cui iniziare, e non sei tu che scegli l’argomento. Anche se non lo sai, l’argomento ha già scelto te! Chiudi gli occhi, rilassati su un divano e pensando alle serate trascorse con amici e famiglia e fatti queste domande:

  • Di cosa parli quando gli amici iniziano a fuggire terrorizzati?
  • Quali sono gli argomenti che riproponi di continuo e che provocano claustrofobia, irritazione all’epidermide e discioglimento degli organi interni nelle persone che hai vicino?
  • Quando è che durante una discussione qualcuno si ricorda imporvvisamente di aver lasciato il gas aperto, o di aver dimenticato di dar da mangiare al gatto?
  • Di cosa parlavi l’ultima volta che un amico si è impiccato con la cravatta nel bagno del pub nel quale eravate?

La risposta a queste tre domande ti fornirà l’argomento per cui sei stato destinato a scrivere!

3. Viviseziona l’argomento

Bene, il primo passo era il più difficile, ma se sei qui lo hai superato. Ora, prendi alcuni fogli di carta, e scrivi, una per ogni riga, le parole che meglio rappresentano gli argomenti con i quali assilli il genere umano. In poche parole elenca quelle chiavi che rappresentano strumenti, concetti, persone o altro collegate all’argomento identificato. So che è difficile, ma cerca di scriverne almento 30.

4. Stilare il manoscritto sacro da custodire gelosamente ed aggiornare nel corso degli anni

Ora riscrivi le chiavi raggruppandole per correlazione. Usa un foglio diverso per ogni gruppo di correlazione, ed in ognuno di esso dovrai scrivere le chiavi più attinenti tra loro. Avrai così X fogli che suddividono in X gruppi le Y chiavi totali scritte precedentemente. Non chiederti perchè, ci arriviamo dopo (al punto 5) . Aggiungine nel corso del tempo se necessario. Questa operazione è fondamentale.

5. E adesso che faccio, che scrivo, come scrivo? No Panic!

In internet troverai una miriade di strumenti pronti, gratuiti ed efficaci per fare quasi tutto. Iniziamo con un CMS (Content Management System), ovvero il software che ti darà voce nel cyberspazio. Le piattaforme blog sono numerosissime, ma per iniziare orientati su una di queste:

Sono tutti gratuiti e non richiedono alcuna conoscenza tecnica. Io mi orienterei sul primo. Ha una efficacia terribile sui motori di ricerca ed ha una innumerevole quantità di plug in per aumentarne le funzionalità.

6. Assumere postura riflessiva ed espressione misteriosa

Complimenti! Sei passato allo stadio successivo!
Da questo momento non sei più un rompiballe, ma sei diventato un blogger! Un wired! Un Citizen Journalist!

Si, lo so, non ti chiedere perchè mai quando assillavi gli amici eri solo un rompiballe ed ora che stai assillando il mondo con le stesse cose sei un blogger. Una risposta l’ho cercata anche io ed ancora non l’ho trovata. Sappi però che da questo momento in poi gli amici non fuggiranno più, ma parleranno di te come dell’amico che ci capisce di internet. Sono soddisfazioni sai…?!

Ora riprendi quei fogli in cui hai raggruppato le chiavi dell’argomento del tuo blog, ed inizia a scrivere un articolo per ogni chiave.

Scrivi almeno due articoli a settimana (minimo) avendo cura di linkare tra loro tramite parole all’interno del testo i post sulle chiavi dello stesso foglio (quando puoi, e senza eccedere).

Dimenticavo. Quei fogli sono le sezioni del tuo blog. Raggruppa i post in quel modo.

7. Monetizzare il traffico

Eccoci alla parte più sensibile. Trarre il frutto dai propri sforzi. Dopo aver pubblicato almeno una trentina di articoli scegli un programma di affiliazione che ti permette di guadagnare dal traffico del tuo blog.
Assolutamente da evitare:

  • Banner
  • Blocchi grafici
  • Annunci non contestuali
  • Circuiti di scambio links e banner

L’unico tipo di programma su cui focalizzare è quello di annunci di testo contestuali, ovvero che richiamano automaticamente sponsor correlati all’argomento di cui stai parlango. Ecco i migliori:

  • AdSense
    Mostra annunci contestuali. Usa solo testo, non usare immagini.
  • Miva
    Può mostrare sia annunci di testo contestuali che sottolineare parole del tuo articolo e collegarle agli sponsor

8. Assillare il mondo, ma con giudizio

Ogni volta che scrivi un nuovo articolo, fallo sapere al mondo. Esistono innumerevoli siti di social-networking che permettono di diffondere i propri contenuti in rete. Fallo però con coscienza e giudizio, evita di postare news o info là dove non siano ritenute interessanti. Evita inoltre di svegliarti un giorno e postare decine di link tutte insieme perchè non avevi voglia di farlo man mano che scrivevi; pena un possibile ban (è successo a me con Digg).

9. La legge della relatività applicata ai blog

Se io ti dicessi di aprire un giornale perchè dopo un mese avresti miliardi di visitatori mi crederesti? Ovviamente no. Perchè dovrebbe essere diverso con un blog? Per avere un valido riscontro su tutto il lavoro fatto devi avere online almento 100/150 articoli, che approssimativamente corrispondono ad un anno di lavoro.  Dipende da te. Quanti articoli scrivi a settimana?

Evita inoltre tutte le psicopatologie da blogger qui elencate.

10. Dalla fuga degli amici alla fuga DAGLI amici

Adesso è ora di toglierti una soddisfazione. Un altro misterioso risvolto del blogger è quello di essere improvvisamente considerati, non si sa bene perchè, un esperto di informatica. Sorvola; non ti chiedere perchè, sappi solo che sarà così. Dopo anni di angherie e umiliazioni subite dagli amici sarai subissato di domande su rumorini che escono da stampanti o computer che perdono misteriosamente tutte le email.

E’ il momento di vendicarsi; ogni volta che esci con loro indossa questa maglietta!

11. Il livello di influenza che l’avidità avrà su azioni e decisioni sarà inversamente proporzionale ai tuoi futuri guadagni

Il riscontro economico di qualsiasi attività, professionale e non, è solo una conseguenza della qualità del lavoro e della passione in esso profuso.

Chi apre un blog o un sito per fare soldi, molto probabilmente non ne farà. Chi lavora per passione su qualcosa di proprio interesse ha enormi possibilità di rimanere piacevolmente sorpreso. A meno che la fortuna non decida proprio di baciarti in preda ad un delirio erotico, caso in cui potresti diventare uno di loro.

Ed ora, per ultimo la regola numero 1 della "Guida Galattica Ikaro per Bloggers"

1. Cosa fare qualora la Terra esplodesse

Postare la notizia sul blog.

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Scribd: Condividi Online Slides Fogli Di Calcolo e Documenti

Scribd è per la collaborazione online ciò che per YouTube rappresenta per i video; permette di pubblicare e condividere  in linea documenti PDF, slides PowerPoint o OpenOffice, fogli di calcolo in formato .xls  e semplici file di testo. I documenti sono poi visualizzabili ed integrabili in ogni pagina web (tramite un player integrato) attraverso un semplice codice HTML, esattamente come succede nei video per YouTube.

Scribd

Scribd può essere considerato uno strumento di mashup per l’Office Automation.

Iscrizione e condivisione documenti su Scribd

Iscriversi è davvero semplice. Basta scegliere una username ed una password (la email è facoltativa) e si è già operativi. La condivisione dei documenti è veloce ed altrettanto semplice: basterà selezionare il documento (o i documenti) che si desidera condividere ed inviarlo. Vengono accettati i seguenti formati;

  • .doc 
  • .pdf 
  • .txt 
  • .ppt 
  • .xls 
  • .ps
  • .lit 

o, in alternativa, sarà sufficiente digitare direttamente il testo del documento  in un modulo apposito. Se si pensa che esistono strumenti online come Google Doc che permettono di creare documenti Word ed Excel, non si ha più neanche bisogno del software Microsoft.

Funzionalità web2.0

Una volta pubblicato, il documento viene visualizzato grazie un player integrato che permette di sfogliarlo per pagina. Ogni utente può;

  • Ripubblicarlo utilizzando il codice HTML associato
  • Votare
  • Commentare

I tools di Scribd

oppure può addirittura scaricarlo nei formati: Word, PDF, ASCII oppure MP3 nel caso in cui esista una traccia audio associata. E’ possibile inoltre ordinare una copia stampata del documento, parte dei proventi andranno all’autore.

Scribd è online solo dall’inizio di Marzo 2007 e dopo l’ovvio picco di visite a seguito della nascita del servizio, il traffico non tende a diminuire mantenendosi in costante screscita, e nell’ordine di centinaia di migialia di visitatori giornalieri, il chè fa pensare che ci troviamo di fronte ad un serio rivale per il più noto e rodato SlideShare, molto simile ma che permette di condividere solo presentazioni su slides.

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AdBrite Vs AdSense: Guadagnare Con Il Tuo Blog

AdBrite è un programma di affiliazione che permette ad Advertisers di pubblicizzare il proprio sito e ai Publishers di monetizzare il traffico dei propri siti offrendo spazi pubblicitari per annunci testuali e grafici. Sono alla perenne ricerca di una valida alternativa ad AdSense non perchè non lo ritenga valido ma per non affidarmi ad una sola teconologia e diventarne dipendente, per cui l’ho testato su un sito in inglese con un centinaio di articoli in tema di VoIP, Tv Internet, seo, marketing e blogging.

Logo AdBrite

Come funziona AdBrite

AdBrite ha un funzionamento differente da AdSense anche se sembra molto simile. In particolare:

  1. Raccoglie per tuo conto links a pagamento che gli Advertisers vogliono pubblicare sul tuo sito
  2. Ti dà la possibilità, nello stesso spazio, di includere anche link e banners del newtork AdBrite
  3. Può abilitare gli interstitials (annunci che si interpongono tra un contenuto e l’utente)
  4. Offre il servizio di annunci inlines (linka parole chiave del tuo contenuto ad annunci pop-up con una doppia sottolineatura)
  5. E’ ottimale per contenuti in inglese

Sostanzialmente sarebbe bene focalizzare su un punto: gli annunci di AdBrite non sono contestuali. Il core di Adbrite è il primo punto, gli altri 3 sono opzionali, ovvero puoi decidere se attivarli o meno.

Come si guadagna su AdBrite

Esistono diversi modelli di guadagno:

  • Sugli annunci che gli advertisers decidono di pubblicare direttamente sul tuo sito (ti viene riconosciuta una grossa percentuale sul prezzo)
  • Con i click (CPC) sugli annunci provenienti dal network
  • Sul numero di visualizzazioni degli interstitial (CPM)
  • Sui click degli ads inline, le parole del tuo contenuto sottolineate due volte che vengono linkate alle pop-up degli sponsor.

Iscrizione e impostazione

Uno dei vantaggi di AdBrite è che non viene richiesto un minimo di traffico. L’iscrizione è immediata e si è subito operativi. La prima fase è la creazione delle zone di advertising, ovvero le aree ove raccogliere e visualizzare i links.

Ogni zona è caratterizzata dalle seguenti impostazioni:

  • Formato (oltre alle dimensioni standard è possibile specificae formati ad-hoc in pixels)
  • Tipo di advertising tra:
    • Link e banners
    • Interstitials
    • Inline ads
  • Colori e formato grafico
  • Filtro adulti
  • Visualizzazione annunci del network
  • Tags identificativi e descrizione dell’area (usati per richiamare gli Advertisers del network)

Opzioni AdBrite
La fase di impostazione delle zone di advertising

 Una volta terminata la fase di impostazione viene rilasciato un codice Javascript da includere nel sorgente e dopo aver pubblicato la pagina il gioco è fatto.

Quanto si guadagna con AdBrite?

Se in una parola dovessi esprimere le mie impressioni su questo programma di affiliazione, ce ne sarebbe solo una: delusione. Delusione per il valore dei click, per la varietà degli annunci e per la percentuale di click.

Ovviamente non è un giudizio su AdBrite nel complesso ma è riferito alla mia esperienza personale in quanto un solo mese di testing non è sufficiente per dare un parere definitivo viste quante variabili in gioco ci sono in un sistema di affiliazione (il CPC che può essere notevolmente altalenante o la tipologia di blog che può adattarsi più o meno bene a determinati programmo di affiliazione piuttosto che altri).

Quello che posso condividere però con te sono le mie impressioni;

Varietà annunci: scarsa

E’ la nota dolente. Un blog ICT con un centinaio di articoli riguardanti il marketing online, il web developement, e VoIP e Tv via internet è l’ideale per l’advertising online. Sebbene abbia impostato in fase iniziale tutti i tags nella maniera più opportuna in un mese ho visto solo 4 o 5 volte annunci del network invece della scritta "Advertise here". Decisamente pochino.

Inline ads: efficacia praticamente nulla

Altra nota dolente. Su migliaia, centinaia di migliaia di potenziali parole chiave la sola parola  che mi sia capitato di vedere linkata alle pop-up degli sponsor (inline ads) è stata  technology.

Percentuale e valore dei click

Purtroppo è impossibile dare un giudizio affidabile. Qualche click c’è stato e la percentuale è  stata inferiore all’1% su un sito che fisioligicamente ha un CTR 5/6 volte superiore, ma è anche ovvio visto che non c’è mai stato un numero affidabile di annunci sponsorizzati.

Conclusioni

L’unico punto veramente efficace di Adbrite è la funzione di dealer tra te e i tuoi sponsor. Se hai bisogno di vendere links sul tuo sito e non vuoi gestire direttamente le problematiche legate a pagamenti, contatti con i clienti ecc allora AdBrite è il programma di affiliazione che fa per te. AdBrite è consigliabile anche se vuoi monetizzare i tuoi contenuti video poichè ha introdotto recentemente una forma di monetizzazione legata all’inserimento di annunci nei video online.

Se vuoi invece monetizzare il traffico tramite annunci testuali nella maniera più tradizionale ti consiglio di guardare altrove.

Questa sensazione è stata supportata anche dai primi giorni di test che sto facendo sullo stesso sito con un altro programma di affiliazione: Miva MC. E sebbene sia solo all’inizio sembra tutta un’altra musica (a presto per la recensione).

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Web 2.0 Links Collection N.2

Segnalo alcuni ottimi strumenti per newsmastering, blogging e video blogging.

Lego
Photo Credit: Jens Körte

1. Yahoo Pipes
NewsMastering – Yahoo Pipes è un potentissimo strumento di mashup che va oltre il semplice concetto di aggregazione e ridistribuzione. Un vero e proprio strumento di mash-up che con una interfaccia visuale permette di automatizzare la selezione di notizie e contenuti aggregando anche media di diverso tipo come audio, video e blogging. L’unico problema nasce dal fatto che non è di semplicissimo uso. Qui una ottima recensione di Yahoo pipes

2. Technotizie
Citizen Journalism
. Un nuovo servizio di Social News segnalatomi da uno degli autori, Antonio, che oltre alla segnalazione ed alla votazione delle news permette, grazie alla funzionalità Your Network, di creare un proprio network informativo.

3. AuctionAds
Contextual bids. Nuovo ed interessante servizio di monetizzazione che coniuga le aste online con gli annunci contestuali. AuctioAds mostra ai tuoi lettori oggetti correlati all’argomento della pagina messi all’asta su E-Bay. Per ogni puntata ti verrà riconosciuto un compenso

4. 30Boxed
Blogging. Organizza cronologicamente tutti i tuoi post, i tuoi bookmarks e le tue foto condivide sotto forma di calendario. E’ possibile includerlo nel proprio blog e fare in modo che i visitatori, cliccando su un giorno, accedano ai contenuti di quella data.

5. Blip
Podcasting. Servizio di hosting gratuito per video e podcast, anche in formato MP3. Offre persino le statistiche d’accesso ai contenuti ed è permesso il download dei podcast direttamente dal tuo sito, senza passare per Blip.

6. Vlip
Video Blogging. Vlip è un nuovo semplicissimo servizio di Video Bloggin che ti permette con la tua stessa Webcam di postare i tuoi video, ed organizza le repliche video degli altri utenti come i thread dei blog tradizionali.

7. MyToons
Video Sharing. Il primo servizio di Video Sharing interamente dedicato ai cartoni animati.

8. Google Talk Gadget
Audio. Google ha rilasciato un web-plugin che ti consente di vedere quali contatti di GTalk siano online, ed eventualmente parlare con loro.

onda-fluttuazione-sinusoidale

Google: Da Ballerino A Surfista

Dalla frenesia della Google Dance alle onde sinusoidali

La Google Dance, non era altro che il fenomeno mensile nel quale, il motore di ricerca Californiano, aggiornava i propri archivi, ricalcolando il numero dei backlink (link che ogni pagina “riceve” dalle altre pagine) e di conseguenza il PageRank (voto espresso in valore numerico da 0 a 10 utilizzato da Google per attribuire l’importanza di una pagina in funzione del numero di backlink che essa riceve).

Il “ballo”, anche se non sempre costante nella sua manifestazione, durava all’incirca una settimana e condizionava il posizionamento nel mese successivo di tutti i siti. Proprio per questo motivo tutti i webmaster, che ponevano parecchia attenzione al posizionamento nei motori di ricerca, seguivano questo processo con estrema attenzione ed ansie al limite del cardiopalma.

Questo perchè in fase di “Dance” Google restituiva risultati delle ricerche (dette SERP) molto diverse rispetto alle posizioni prima e dopo il fenomeno, anche in funzione dei datacenter interrogati (proprio per questo motivo l’evoluzione è stata denominata GoogleDance, infatti pareva un vero e proprio ballo di tutti i posizionamenti sia in salita sia in discesa negli indici).

Tuttavia, ora il motore di Mountain View ha cambiato metodologia nell’aggiornamento dei propri indici, infatti non avvengono più con cadenze prestabilite ma giornalmente: grazie all’incessante lavoro eseguito dagli spider (programmi – detti anche robots – appositamente creati per ricercare, prelevare ed archiviare ogni dato valido per il calcolo del ranking contenuto all’interno ed all’esterno di ogni pagina web) che evitano la scansione mensile di massa delle pagine (chiamata Deep Crawl) come avveniva appunto nella fase Google Dance.

Ciò nonostante, talvolta, Google attua ancora un fenomeno simile alla GoogleDance, che colpisce la gran parte delle pagine indicizzate, proponendo in questo preciso periodo risultati molto differenti da quelli mostrati in condizioni di normalità. I siti, con le loro pagine, che subiscono questi mutamenti repentini di posizionamenti sono vittima di fluttuazioni sinusoidali volte all’aggiornamento e quindi all’allineamento di tutti i datacenter del famoso motore di ricerca.

Il nuovo processo ha preso il nome dall’onda sinusoidale generata dal grafico dei posizionamenti ottenuti in questa fase in brevi lassi temporali: cioè nello per una medesima query (interrogazione/ricerca) eseguita ad intervalli temporali di breve durata (si parla di qualche ora) la pagina risulta visibile in taluni casi ed invisibile in altri.

Perchè Google effettua queste fluttuazioni alle proprie SERP ?

A questo proposito, mi ricollego ad alcuni spunti citati da Francesco De Francesco (fradefra) in una discussione aperta sul forum GT incentrata allo studio di questo fenomeno.

Infatti i possibili scenari che caratterizzano e motivano l’utilizzo di questo processo di aggiornamento/allineamento dei risultati delle ricerche per Google possono essere così sintetizzati (in ordine sparso):

  • Google è un’azienda, pertanto è sempre alla ricerca di nuovi clienti, che non sono sicuramente i SEO che lavorano sul posizionamento organico/naturale ma gli inserzionisti di Google Adwords. Basta quindi modificare e rimescolare le posizioni di SERP competitive ad alta redditività (per esempio il settore turistico di prenotazioni alberghiere) per “imporre” a realtà di business on-line l’utilizzo dei propri servizi di promozione in PPC per non subire perdite insanabili.
  • Inserimento di nuovi algoritmi di calcolo del ranking, che hanno necessità di alcuni giorni (a volte mesi) per adattarsi a quelli precedenti ed operare in modo efficiente all’unisono con i precedenti
  • Google gestisce decine di miliardi di pagine, e ne deve calcolare in “tempo reale” la posizione negli indici, pare normale che vi siano oscillazioni di questo tipo
  • Eliminazione dello SPAM e sistemazione programmata degli indici, Google come ogni altro motore di ricerca è vittima di forti azioni di Spamming e la presenza di questo fra le SERP è sicuramente pericolosa in quanto potrebbe far perdere a Google la sua risorsa principale: gli utenti che effettuano miliardi di ricerche ogni giorno. In questi termini sarebbe ipotizzabile, una sorta di comando che permetta di far emergere tutte le pagine SPAM o con contenuti non appropriati per ogni settore/keyword, eliminarle e poi far tornare il tutto come era prima (operazioni di pulizia e snellimento mirata per ogni SERP)

Quand’è accaduta l’ultima fluttuazione e quali considerazioni sono state fatte?

L’ultima manifestazione delle onde sinusoidali si è manifestata (e forse ancora tuttora in corso per talune keywords) alla fine del mese scorso (febbraio 2007) ed è durata circa 15 giorni.

Per meglio valutare ed analizzare cosa avviene ad un sito vittima di queste vertiginose fluttuazioni, prenderemo in esame un esempio pratico relativo agli andamenti del sito di un mio cliente, che seguo personalmente.

Caso studio

Caratteristiche del sito

  • Settore: Turistico
  • On-line da: 01/03/2006
  • PageRank (Google Toolbar): 4
  • Difficoltà SERP (keywords): Due termini ad elevata competitività
  • Lingua: Inglese
  • Posizione prima della sinusoide: 3° – 4°
  • Pagina posizionata: Home Page

Fonti e specifiche per le rilevazioni

  • Classi di datacenter monitorati:
    • New = 64.233.161.107 | 64.233.161.147 | 64.233.171.99 | 64.233.171.104 | 64.233.171.107 | 64.233.171.147
    • 64.233.* = 64.233.179.99 | 64.233.179.104 | 64.233.183.99 | 64.233.183.104 | 64.233.185.99 | 64.233.185.104 | 64.233.187.99 | 64.233.187.104 | 64.233.189.104
    • 64.* = 64.233.167.99 | 64.233.161.99 | 64.233.161.104 | 64.233.167.104
    • 72.* = 72.14.203.99 | 72.14.203.104 | 72.14.203.107 | 72.14.207.99 | 72.14.207.104 | 72.14.207.107
    • .99 = 216.239.37.99 | 216.239.39.99 | 216.239.53.99 | 216.239.57.99 | 216.239.59.99 | 66.102.11.99 | 66.102.9.99 | 66.102.7.99.99
    • .104 = 216.239.63.104 | 216.239.39.104 | 216.239.37.104 | 216.239.59.104 | 216.239.53.104 | 66.102.11.104 | 66.102.9.104 | 66.102.7.104 | 216.239.57.104
    • .107 = 64.233.179.107 | 64.233.183.107 | 66.102.9.107 | 72.14.207.107 | 216.239.37.107 | 216.239.39.107 | 216.239.53.107 | 216.239.57.107 | 216.239.59.107
    • .147 = 216.239.57.147 | 216.239.59.147 | 66.102.7.147 | 64.233.167.147
  • Risultati controllati: primi 25 risultati per ogni Datacenter
  • Frequenza: plurigiornaliera
  • Rilevazione della presenza: in termini percentuali (quindi assoluti e paragonabili per ogni classe IP di datacenter)

I dati raccolti

* Conteggio attivo solamente nel caso l’home page era presente fra le prime 25 posizioni

Riportando graficamente questi dati è facile intuire ogni singola onda sinusoidale per classi di datacenter, che rileva un andamento simile ma progressivo e non simultaneo di tutte le classi di datacenter.

Infatti, prolungando le linee in un’ipotetica percentuale negativa è possibile tracciare l’effetto grafico proprio delle fluttuazioni sinusoidali che sono andate sempre più ad appiattirsi fino a stabilizzarsi sulla non presenza dell’homepage nella SERP controllata.

L’andamento generale e totale di questa presenza (sulla stima dei datacenter presi in considerazione) difatti manifesta una frequenza piuttosto costante ma in progressivo appiattimento.

In questi termini non solo la presenza nei datacenter ha una tendenza negativa e costantemente discendente, ma anche il posizionamento della stessa pagina: dapprima in 3° posizione, poi in 4° fino ad arrivare in 8° posizione per poi sparire del tutto.

Tuttavia, il fenomeno sinusoidale ha portato ad emergere un’altra pagina che, almeno all’inizio sembrava attratta da un “effetto calamita” dall’homepage, infatti queste due pagine col passare del tempo hanno continuato ad avvicinarsi sempre più fino a congiungersi in 7° ed 8° posizione (questa operazione è stata ipotizzata anche da Kerouac3001 sul suo forum).

Purtroppo, però la situazione è durata solo alcuni giorni ma ha permesso alla seconda pagina di stabilizzarsi in 18° posizione.

Un’altra considerazione importante potrebbe essere fatta analizzando il numero di pagine indicizzate e il numero delle anchor text (ancore testuali dei backlink) sempre per la stessa parola chiave.

Dati prima della sinusoide:
2.180.000 risultati 15.400 anchor text

Dati durante la sinusoide:
2.050.000 risultati 2.050.000 anchor text

Dati dopo la sinusoide:
1.800.000 risultati 14.700 anchor text

Questi dati fanno riflettere, in quanto è notevole lo sbalzo che subiscono i calcoli delle anchor text nel momento in cui le fluttuazioni sinusoidali sono in atto. Eventuali ipotesi e deduzioni a questo riguardo verranno presentate nel punto successivo.

Inoltre c’è anche da notare il fatto che il sito preso in esame è stato colpito da questo processo sinusoidale solamente per parole chiave inerenti o derivanti da quella presa in esame per la realizzazione di questa analisi.

Invece per altri siti vittime di fluttuazioni similari, dopo circa 15 giorni la situazione è tornata in linea a quella precedente al fenomeno.

Deduzioni e conclusioni

Dall’analisi sopra descritta, a mio avviso, è possibile ipotizzare (soprattutto tenendo presente i dati relativi al conteggio delle anchor text) che:

  1. La possibile causa delle fluttuazioni, è dovuta alla variazione del calcolo delle ancore dei backlink (infatti durante le onde, i numero di risultati delle anchor text risulta esattamente uguale a quello dei risultati delle ricerche, il che è matematicamente impossibile in fase di normalità).
  2. Basandosi sulla prima ipotesi, è plausibile che Google abbia la possibilità di attivare/disattivare questa opzione in qualsiasi momento
  3. La motivazione più probabile che porta a questo fatto, sembrano operazioni di manutenzione e soprattutto nella pulizia delle SERP dallo SPAM (infatti difficilmente le pagine spam hanno una considerevole mole di backlink di qualità) ed è una teoria confermata anche dal ritorno della gran parte delle pagine sparite ai propri posti nelle SERP subito dopo l’evento sinusoidale
  4. Inoltre, Google sembra proprio agire a suo piacimento, colpendo ed analizzando settore per settore, parola chiave per parola chiave. Infatti mentre alcuni siti dello stesso settore sono in fluttuazione, altri di categorie differenti sono statici e presentano SERP regolari
  5. La perdita di posizionamento, invece può essere dovuta alla minor spinta in termini di backlink dovuta alla fuoriuscita di pagine e anchor text (vedi dati inferiori fra prima e dopo la sinusoide) forse per una maggior severità del filtro anti-duplicazione e delle modifiche apportate all’algoritmo di google per delimitare il fenomeno del GoogleBombing)
  6. Per non subire le fluttuazioni, occorre avere un’elevata popolarità in grado di sostenere il sito fra le prime posizioni anche in questa delicata situazione. Ad ogni modo si consiglia di operare una promozione del sito a livello globale, non concentrandosi solo su una precisa keywords o desinenze di parole chiavi

Allora su cosa puntare per un buon posizionamento organico duraturo nel tempo?

Pensare come Google, cioè sviluppare progetti internet rivolti alla soddisfazione dell’utente in modo esaustivo e nel minor tempo possibile, in questo modo i risultati non tarderanno certo ad arrivare.

Prima Posizione Srl – Servizi di web marketing e posizionamento sui motori di ricerca
Prima fonte di pubblicazione: Articoli seo e web marketing

Fonte: Article Marketing Italia

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Decreto Bersani e Disdette ADSL: Possibile Recedere Prima di Un Anno Senza Penali

Abbonarsi con un operatore ADSL o, peggio ancora, cambiare provider internet a volte riserva brutte sorprese. Pubblicità e  comunicazioni con i vari agenti commerciali molte volte si guardano bene dal comunicare quali siano effettivamente le condizioni per godere delle velocità ADSL decantate e la famigerata clausola che impedisce la disdetta entro il primo anno di abbonamento ha favorito una corsa degli operatori al limite della legalità, una vera e propria caccia al consenso, scritto o telefonico, che incastrava il malcapitato anche se l’operatore non era nelle condizioni di erogare il servizio che aveva appena venduto.

Felice
Photo Credit: Emre Danisman

Forse non tutti sanno che nel Decreto Bersani esiste una novità importante quanto, se non più, l’abolizione dei costi di ricarica: è finalmente possibile dare la disdetta al proprio operatore ADSL quando si vuole, anche prima di un anno dalla data di stipula. La nuova norma vale anche per la telefonia e per i contratti TV.

Disdetta anticipata ADSL

Cito letteralemente

TELEFONIA, INTERNET E TV
(decreto legge)
LIBERTA’ DI RECEDERE DAL CONTRATTO
salta l’obbligo per gli utenti di restare fedeli agli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: i contratti di adesione stipulati con tali operatori devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto in qualsiasi momento e senza spese non giustificate da costi dell’operatore (alcuni operatori oggi impongono la fornitura del servizio per 12 mesi). Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni.

Pertanto:

  • E’ possibile disdire un contratto di connessione Internet quando decide l’utente
  • L’operatore non può imporre un preavviso superiore a 30 gg
  • L’operatore non può imporre costi aggiuntivi ingiustificati

La norma riguarda sia contratti stipulati in passato che quelli futuri. Vedremo le reazioni di AGCOM.

Questo il testo del Decreto Bersani (pdf)

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Migrazione a Vista, Problemi Segnalati da Docenti e Insegnanti

Windows Vista è arrivato da poco più di un mese, un po’ più per i beta tester tra cui insegnanti e formatori. L’uscita nel mercato del nuovo sistema operativo Microsoft è stata accompagnata da feroci critiche riguardo i problemi legati alla migrazione da XP a Vista e quelli inerenti i DRM, i controlli antipirateria che possono rendere inutilizzabili periferiche perfettamente funzionanti con XP.

Vista Screenshot
Photo Credit: Microsoft

Grazie alle segnalazioni di ANITEL (Associazione Nazionale Tutor e-Learning) ecco un elenco di problemi riscontrati da docenti e insegnanti nella migrazione al nuovo sistema operativo.

Problemi Windows Vista Home Edition con la connessone ADSL

Alcuni utenti sembrano avere problemi con l’accesso ADSL ad internet, in particolare con connessioni Telecom;

"…un collega ha pc con vista home edition e adsl alice telecom con wgate wireless, il pc riconosce rete wireless e si connette poi se lancia explorer non si conette al web …"

"…Alice con Vista non funziona dopo i vari tentativi…"

"… capita spesso anche a voi con alice adsl di avere problemi dns, gli indirizzi web vano ridigitati più volte prima di andare sui siti?"

Problemi software, applicazioni non funzionanti

 A quanto pare il problema delle applicazioni non funzionanti potrebbe essere legato anche al rifiuto del sistema di installare software che possa in qualche modo avere a che fare con il Kernel. A volte sembra che venga bollato come non sicuro anche lo stesso software Microsoft (come nel caso clamoroso di Zune, ora a quanto pare risolto con una patch);

"Per motivi di lavoro, sono stato alle prese con Windows Vista dalle prime versioni beta sino alle ultime definitive, caricate un po’ in tutte le salse (home basic, premium, business, ultimate, ecc.).

Facendo riferimento alle sole versioni definitive, debbo dire che ho incontrato meno problemi nel riconoscimento dell’hardware rispetto all’esperienza di Francesco. Il DVD di installazione di Vista, oltre a comprendere tutte le versioni del S.O, include migliaia di driver e raramente ho dovuto ricorrere ad escamotage per fargli accettare componenti interne o periferiche esterne.

 Concordo nei problemi relativi al software. Vista non permette di installare alcunché abbia anche lontanamente a che fare con il kernel della macchina.

Il bello è che questo vale non solo per antivirus, software di partizione o quant’altro potenzialmente potrebbe destabilizzare il sistema operativo, ma anche per programmini freeware tipo quelli per la ricerca del codice fiscale e dei codici di avviamento postale. Addirittura, Vista blocca tra i programmi in start-up persino qualcuno prodotto dalla stessa Microsoft, perché dice che il certificato ‘proviene da fonte non sicura‘”

Vista non si acquista, è solo in licenza

Le vere funzioni Administrator di Vista sono disabilitate  in quanto il sistema è solo in licenza, cosa diversa dalla proprietà. Alquanto irritante visti i costi;

"Francesco si lamenta del fatto che continuamente Vista chieda l’autorizzazione dell’amministratore per installare i programmi (e non solo) ma forse non sa che la vera funzione di Administrator è disabilitata di default in Vista e può essere attivata solo ricorrendo ad alcuni script reperibili in rete (ovviamente a proprio rischio e pericolo: io ne ho sentito solo parlare :) che consentono un maggiore controllo del computer…

anche perché il PC dovrebbe rimanere nostro, mentre Vista – anche dopo averlo regolarmente pagato – rimane in ‘licenza’, che è cosa ben diversa dall’acquisto… ma qui sarebbe una lunga storia. Mi limito a riferire che attivando il vero account ‘Administrator’ si eliminano (ovviamente ‘relata refero’ :) i fastidiosi ‘warning’ che Vista propone agli utenti ‘normali’ (anche se si sono autenticati come amministratori del sistema) all’atto dell’installazione di software o dell’eliminazione di file."

Non ci sono dubbi in merito. E’ riportato nero su bianco da Microsoft nei termini d’uso di Vista:

- Il software è concesso in licenza, non venduto. Questo accordo ti concede alcuni diritti sull’uso del software. Microsoft si riserva tutti gli altri diritti. A meno che le leggi applicabili non concedano maggiori diritti rispetto a questa limitazione, è concesso utilizzare il software soltanto per quanto è espressamente permesso da questo accordo. Facendo questo, si deve accondiscendere a qualsiasi limitazione tecnica presente nel software che permette di essere utilizzato soltanto in certi modi -

Nuovi componenti soddisfacenti

"Vista ha scelto il nome giusto: colpisce molto esteticamente (non a caso i miei studenti dicono a fiducia ‘wow’ come nella pubblicità quando porto a scuola un notebook con caricato Vista), nella sostanza dispone di nuovi componenti soddisfacenti (ad esempio il programma di masterizzazione e quello di montaggio video), mentre sono meno ottimista degli altri riguardo Windows Defender, l’antivirus fornito di serie. E’ piuttosto stabile ma appesantisce il sistema…"

Il problema della migrazione da XP…

"… quale sarà il momento del ‘turning point’; quando cioè Vista supererà XP nelle percentuali di installazione di sistemi operativi, perché in questo momento è difficile scrivere un libro senza sapere se è meglio trattare Vista o XP, Office 2007 oppure Office 2003…"

"… inutile farsi illusioni. Su uno dei portatili ai quali sono più affezionato ho caricato Linux Ubuntu 6.10 ed Open Office e il computer va benissimo, ma – piaccia o non piaccia – siamo nella civiltà dell’immagine e sempre più persone storceranno il naso se gli proporranno di acquistare un PC che non abbia il bel cestino metallizzato, gli sfondi ad alta definizione, la colonnina a destra dei gadget e tutti gli altri ammenicoli di Vista…"

… e dei DRM

"…rottura  perché mi toccherà riscrivere daccapo alcuni libri per adeguarli alle nuove esigenze e continuare a spiegare che è vero che ognuno è libero di scegliere quello che vuole, ma è altrettanto vero che se io devo vedere un filmato e mi accorgo che Windows Media Player 11 non me lo mostra perché mi dice che non dispone dei codec necessari, mentre VideoLan Client (gratuito e “grande” quanto, credo, una centesima parte di WMP11) me lo fa partire e vedere anche se ho un Pentium III, allora è giusto che faccia funzionare un po’ il mio cervello."


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Basta Con Il Canone Telecom Sulle ADSL Senza Telefono

Telecom giustifica la richiesta del canone del canone telefonico,  come quella del canone addizionale sulla linea solo dati, con la necessità di manutenere ed ammodernare la rete Telefonica. Bisogna però ricordare che la rete è stata costruita dallo stato, attraverso i contributi dei cittadini e che il costo di questa è stato ammortizzato da anni.

Purtroppo all’atto della privatizzazione, si è venduta in blocco tutta la rete, mentre la struttura portante sarebbe dovuta rimanere statale, inoltre prima Colaninno poi Tronchetti Provera, hanno acquistato Telecom-TIM attraverso offerte pubbliche d’acquisto(OPA), cioè senza sborsare una lira/euro e indebitando pesantemente la società.

Gli alti canoni, sia quelli telefonici che quelli adsl, sono serviti e servono sopratutto a ripagare i loro debiti e non a manutenere o ammodernare la rete, infatti circa il 15-20% delle centrali non possono erogare i servizi adsl per la presenza di apparecchiature limitanti, come mux e ucr  targati Sip, vecchi di decenni che rendono “incerto” anche l’utilizzo del telefono,  inoltre i doppini (quelli che Telecom dice di voler manutenere) in molti casi non riescono a raggiungere la velocità di 1mbit, sintomo non proprio di una frequente manutenzione e ammodernamento della rete. In una intervista televisiva l’AD di Telecom Riccardo Ruggiero, ha affermato che il canone telefonico è necessario, facendo l’esempio che se una persona chiede una linea sul Monte Rosa, anche se poi da quella linea fa solo una telefonata l’anno, Telecom è costretta a portargliela ugualmente.

Bisogna ricordare che Telecom percepisce dallo stato un rimborso per la fornitura del servizio universale, inoltre i clienti pagano 150 euro di allaccio nel caso la linea da attivare si trovi nella zona urbana, in prossimità della centrale telefonica, altrimenti la cifra sale di molti euro.

Oltre a questo vi è una recente sentenza di un giudice di pace che ha dichiarato il canone telefonico di Telecom Italia illegittimo e la clausola contrattuale che ne stabilisce il pagamento vessatoria. Questo perché al pagamento del canone non corrisponderebbe alcuna prestazione per l’utente.

Per questo e altri motivi, Anti Digital Divide ha lanciato una petizione per l’abolizione del canone Telefonico e del canone addizionale per le adsl su cavo solo dati (naked).

Indirizzo ADD: http://www.antidigitaldivide.org

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Web Mobile Vodafone: Addebiti 10 Volte Più Cari Del Lecito?

Ho acquistato quale settimana fa il mio primo smartphone nokia un N70 e mi sono iniziato ad interessare al mobile internet: le esperienze precedenti erano state così limitate da risultare quasi nulle e tutte legate alla navigazione Wap (interfacce a righe di caratteri).

Provando le funzionalità avanzate di questo terminale UMTS, mi sono trovato presto a voler provare la connettività diretta alla rete, quella del web vero.

Smartphone
Photo Credit: Andre Veron

Il cellulare non aveva configurati i "Punti di Accesso" di Vodafone ma quelli di Tim (essendo brand Tim), quindi mi sono subito recato sul sito 190.it, dove sono registrato, per scaricare le configurazioni della mamma Vodafone.

Lì ho trovato molto facilmente il sistema per ricevere via sms la configurazione ed in pochi minuti ero in internet con il browser del mio cellulare. Avevo sentito parlare di tariffe da capogiro, così per non rischiare mi sono limitato a caricare la prima pagina di google e vedere se caricava il primo risultato di una ricerca: pochi kb scambiati.

Soddisfatto che tutto funzionava al primo colpo ho disconnesso da internet il mio cellulare. Il giorno dopo ho controllato la spesa e, con sorpresa, ho notato che quel piccolo giro sul web mi era costato quasi 11€ e che era stato tariffato come traffico WAP.

Conosco bene, perché ci lavoro, la differenza fra traffico wap e traffico www, così ho ricominciato a controllare sul cellulare per vedere di non aver sbagliato la configurazione. No, l’unica impostazione scaricata ed impostata come default via sms dal sito 190.it era quella Wap. Eppure io avevo specificato che il modello da me richiesto era proprio l’N70, quello che supporta il "vero" web e non quello a misura di cellulare.

Ho controllato di nuovo il sito Vodafone, scoprendo che il traffico Wap viene tariffato 6eurocent il kb, mentre quello www 0,6 eurocent. Insomma, stavo pagando dieci volte tanto per avere lo stesso servizio.

Pensando che il problema fosse dovuto al fatto che nel sms della vodafone ci stava una sola configurazione ho deciso di scaricare tutte le configuarazioni del mio cellulare dal sito 190.it tramite la funzionalità email. L’email arrivatami conteneva un pdf, dove avrebbero potuto mettere anche 1000 punti di accesso diversi, ma questa mail conteneva solo quello wap… congiura?

Ho fatto qualche ricerca in internet e mi sono accorto che non sono stato il primo ad accorgermene, anzi!!! http://paolo.evectors.it/italian/2005/05/05.html#a2515

Inquietante… hanno 2 tariffe ma mi permettono di conoscere solo quella che costa di più! Abbastanza sconvolto da questa scoperta, ho scaricato dal sito nokia le impostazioni ed in queste ho trovato anche quelle internet(www).

Vi consiglio di stare molto attenti perché di fatto si può rischiare di spendere 10 volte tanto per la connessione, senza saperlo.

Fonte: Il Wap costa 10 volte di più del www pubblicato il 27/02/2007 da GoldMund in Blog Entropoli