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Italia.it Ovvero Come Non Dovrebbe Mai Essere Sviluppato Un Sito Web

Dopo l’uscita del portale Italia.it che ha richiesto anni di sviluppo e ben 45 milioni di euro di investimento si è scatenata una esilarante kermesse di critiche e attacchi, per cui avrei voluto evitare di sparare sulla croce rossa, però mi rendo conto che in fondo ha una certa utilità: d ‘ora in poi per mostrare come un sito web non dovrebbe essere mai fatto basta indicare Italia.it.

Home page di Italia.it

Errori di Web Design

Intro Flash Animata
Tra i peggiori errori di webdesign degli ultimi anni ce n’è uno decisamente fastidioso: il filmatino introduttivo. Si è pensato bene di introdurlo, con tanto di ora corrente italiana.

Testatina in movimento
Su ogni pagina quasi tutto il monitor è occupato da un filmato flash in movimento che distoglie completamente l’attenzione dai contenuti rilevanti dell’area. E dà anche un notevole senso di vertigini. Consiglio: distribuire un sacchettino per il mal d’aria.

Aree Above the Fold e Above the Scroll completamente irrilevanti
Queste aree sono la parte di pagina visibile senza scrollare. Hanno una importanza fondamentale per la fidelizzazione poichè in questa parte i visitatori dovrebbero avere subito una idea del contenuto e dell’aggiornamento delle informazioni. In italia.it la zona above-the-fscroll è occupata dai menu e da quelle splendide animazioni in stile "volo d’uccello" che fanno così anni 90.

Errori di Marketing

Logo orripilante e slogan adatto per un formaggio
Il logo, costato centinaia di migliaia di Euro lascia un pò perplessi. La "t" di Italia invece di perplesso ha ben poco: è uguale al cavatappi Groggy in vendita da  Ikea. Che dire poi de "Italia il paese di qualità"? Sembra lo slogan di un gorgonzola o di una groviera.

Immagine fresca e vivace
Il design e la grafica di un sito dovrebbero immediatamente trasmettere la qualità dei contenuti rappresentati, in questo caso il nostro paese. Ecco qui:

Grafica Italia.it
L’immagine fresca, giovane e moderna che Italia.it da del nostro paese (siamo solidali con i simpatici vecchietti coinvolti loro malgrado in tutto questo)

Errori di web engineering

Layout con tabelle
Le tabelle!!!! Il layout delle pagine è stato sviluppato con le tabelle annidate! Oramai anche i bambini sanno che è di fondamentale importanza strutturare i layout con gli standard CSS per una maggiore accessibilità e per una ottimizzazione SEO.

URL incredibilmente lunghi
Portali di una certa complessità a  volte non possono accorciare più di tanto la lunghezza degli URL delle pagine, ma qui abbiamo decisamente esagerato! neanche Amazon ha URL così lunghi. Della serie: dei motori di ricerca non ci importa nulla.

Accessibilità
In Italia.it è stato completamente ignorato il principio dell’accessibilità, ovvero sviluppare un portale accessibile con tutti i sistemi operativi, risoluzioni e connessioni più o meno veloci. Non ho neanche provato ad eseguire una validazione W3C perchè mi è bastata una occhiata veloce al sorgente per rendermi contro che l’accessibilità non è stata presa neanche in considerazione.

Inoltre per legge l’accessibilità non dovrebbe essere richiesta per legge nei siti istituzionali?

… e mi limito a qualche critica tecnica. Per gli strafalcioni sui contenuti ti rimando al divertentissimo post su Aghost.

Perchè è cosi divertente dare addosso a Italia.it

Spezzando una piccola lancia a favore di Italia.it posso dire che le parti dinamiche di prenotazione online sembrano funzionare bene, e c’è da dire anche che non è facile sviluppare un progetto come questo. Fatta questa doverosa osservazione concludo che è divertente dare addosso a questo portale perchè:

  1. Ci sono milioni di ottimi professionisti che si dannano l’anima per tirare a campare
  2. E’ costato 45 milioni di Euro.
  3. Questi soldi sono pubblici, quindi nostri.

Italia.it è la prova che in questo paese ad un buon professionista conviene rimanere fuori dal mercato

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Information Design: Come Viene Letta Una Pagina Web?

L’ Information Design cura l’organizzazione ottimale di informazioni e contenuti all’interno di una pagina per renderne semplice ed accessibile il contenuto.

Un recente articolo di Jacob Nielsen, il guru del Web Usability, ha focalizzato su un aspetto molto interessante arrivando ad una conclusione altrettanto interessante.

Pagina web
Photo Credit: Scyza

Come gli occhi umani leggono una pagina web? Semplice, non la leggono!

Ebbene, secondo il buon Nielsen prima ancora di leggere qualcosa gli occhi dei visitatori eseguono uno scan preliminare della pagina individuando blocchi di informazioni predominanti. Per ogni blocco individuano delle chiavi semantiche (ovvero tentano di carpirne l’argomento), successivamente se questo scan preliminare ha avuto successo procedono alla lettura di quanto ritenuto interessante.

Quali sono le parti della pagina web più importanti?

Sebbene questo approccio cognitivo somigli molto a quello di una macchina, macchine non siamo ed esistono per il nostro cervello delle aree della pagina web che assumono più importanza di altre.

  1. Gli occhi iniziano ad analizzare prima il blocco in alto a sinistra della pagina web.
  2. Successivamente passano al secondo paragrafo dedicando ad esso meno attenzione
  3. Saltano la parte centrale
  4. … e cercano in basso a sinistra rimandi o riferimenti interessanti

Questo processo cognitivo può essere rappresentato da una F, con la prima stanghetta orizzontale che rappresenta il primo scan in alto a sinistra, la seconda, più piccola, l’analisi del secondo paragrafo, e la stanghetta verticale che rappresenta il salto della parte centrale alla ricerca delle informazioni in basso a sinistra.

Singolari analogie con i motori di ricerca

Ho trovato tutto questo curiosamente simile con le dinamiche dei motori di ricerca, e di Google in particolare, per l’indicizzazione ed i meccanismi di rilevanza dei contenuti. Gli spiders infatti esaminano tutta la pagina dando la preponderanza a due o tre parti principali; il titolo, il primo 25% del testo ed altri fattori. Da questi blocchi informativi vengono estratte le chiavi più rappresentative per il contenuto (semantiche) che vengono poi usate per restituire il sito nelle ricerche.

Che a Mountain View si siano ispirati a questo per determinare i meccanismi semantici del motore di ricerca? In fondo non sarebbe una novità; nello studio dei materiali compositi non si fa altro che tentare di ricostruire  ciò che già esiste in natura, come il legno o gli steli dei fiori.

Questo è il motivo per cui su Ikaro i titoli nelle pagine degli articoli ed in home page sono così predominanti: perchè voglio che il lettore capisca di cosa stiamo parlando in meno di un secondo, e se stai leggendo evidentemente funziona.

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GizmoCall Telefona Gratis Verso Fissi e Cellulari di Tutto il Mondo

GizmoCall permette di telefonare via internet gratis verso numeri fissi e cellulari di tutto il mondo per 5 minuti al giorno senza alcuna registrazione. Un ottimo concorrente per Jajah che già da tempo offre telefonate VoIP via Web. Ecco le particolarità di questo nuovo programma VoIP;

  • Funziona direttamente dal browser con il Plugin Flash 9 di Macromedia e il Plugin GizmoCall
  • Nessun bisogno di software aggiuntivo o programmi particolari
  • 5 minuti gratis di conversazioni verso numeri fissi e numeri mobili in tutto il mondo senza registrazione
  •  10 minuti gratis se ci si registra e si acquista un credito
  • Funziona sia su PC che su Mac

GizmoCall
La home page di GzimoCall salla quale effettuare le telefonate VoIP

Telefonare con il Web VoIP di GizmoCall

E’ semplice ed immediato, ci si collega alla home page e dopo qualche istante di caricamento apparirà l’interfaccia per digitare il numero da chiamare. Bisogna ovviamente essere dotati di cuffia e microfono.

Qualora non si disponga del Plugin Macromedia Flash 9.0 il sistema ne richiederà l’installazione, dopodichè verrà installato il plugin per telefonare.

Telefonata di test per impostare cuffia e microfono

Scrivendo Test al posto del numero telefonico risponderà un bot automatico (in inglese) che ci permetterà di configurare con due semplici indicatori di livello il volume audio e la sensibilità del microfono. Basterà parlare dopo il segnale acustico, e sentiremo la nostra voce come la sentirebbe il nostro interlocutore. A configurazione eseguita, basterà riattaccare.

La prima telefonata VoIP gratis

A questo punto scegli un numero di telefono e digitalo preceduto dal prefisso internazionale (puoi usare il menu con le bandiere per questo). Il sistema a questo punto propone l’acquisto di un credito, basterà rifiutare e sentiremo il telefono squillare.

Registrarsi in GizmoCall

La registrazione e l’acquisto di un credito offre le seguenti opportunità;

  • Telefonate gratis via web verso tutti i numeri nel mondo per 10 minuti al giorno
  • Telefonate gratis illimitate verso numeri associati ad utenti GizmoProject
  • Oltre i 10 minuti, per numeri non appartenenti ad utenti GizmoProject si applicano tariffe molto convenienti
  • Personalizzazione dell’identificativo di chiamata
  • Chiamate gratuite verso utenti GTalk

Qualità delle chiamate VoIP

Ho subito testato il sistema telefonando verso un paio di cellulari. La voce dell’interlocutore è chiara e cristallina anche se si soffre un leggero ritardo, ma si sa; a caval donato….

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No! Google Non Sarebbe Mai Potuto Nascere in Italia

E’ la risposta allo stimolante post Google poteva nascere in Italia? di Giorgio Soffiato postato su marketingarena.it. Giorgio ha focalizzato a mio avviso due aspetti fondamentali del panorama imprenditoriale italiano;

  • Nessuno in italia avrebbe il coraggio di finanziare una idea in embrione, seppur vincente
  • Se ciò accadesse, i finanziatori si accaparrerebbero il 50% del progetto facendo venir meno la linfa vitale dello stesso (entusiasmo, energia ecc.)

Business man
Photo Credit: Wayne Roddy

Ed a questo aggiungo che Google non sarebbe mai potuto nascere in Italia perchè;

  1. Affittare un garage costa quanto affittare un bilocale
  2. Per reperire i fondi necessari di start-up bisogna essere già ricchi e non si avrebbe la necessità dei finanziamenti 
  3. Nessuno dei due fondatori ha l’aspetto di una cariatide, e in italia per avere autorevolezza ed essere presi sul serio bisogna perennemente sembrare in preda al Parkinson 
  4. Alla vista di due strani individui sempre indaffarati in un garage con PC e Internet, i vicini avrebbero fatto a gara per denunciare loschi individui intenti in pratiche oscure e pedofile rinchiusi in un buio garage. 
  5. Qualche magistrato avrebbe spezzato le gambe al progetto a seguito di una denuncia fatta da qualche grande compagnia per qualche strampalato motivo 
  6. La depressione montante a seguito di queste condizioni avrebbe minato alla base la creatività e l’energia di Brinni e Pagina… 
  7. … che sarebbero scappati in USA, dove avrebbero in ogni caso chiuso il progetto Gugol in America e avrebbero cambiato anche nome diventando Brin e Page

In realtà Google non sarebbe mai potuto nascere in Italia anche per un altro motivo ben preciso; la mancanza di una cultura imprenditoriale vera. Mi spiego meglio. Fare impresa in italia vuol dire:

  1. Trovare clienti per prodotti o servizi tramite una rete di referenze
  2. Sottopagare chi sviluppi tali prodotti e servizi, o meglio, fare in modo che la produzione costi molto molto meno della vendita
  3. Accumulare l’utile, o utilizzarlo per ampliare questo meccanismo

Questa è impresa? Mi spiace ma a mio avviso qui siamo rimasti al mesozoico.  Trovo tutto questo deprimente, limitato e decisamente, assolutamente, incontrovertibilmente antico.  Senza pensare che l’impresa si basa ancora sul diritto d’autore o d’ingegno, che viene spacciato dai politici come il motore dell’economia, ma che invece ne è il freno.  E considerando anche che a volte ci si trova a combattere contro i nostri stessi clienti, legati a questo arcaico concetto di economia.

I progetti più recenti e di successo come Google, YouTube, Skype e molti molti altri non avevano assolutamente nulla a che vedere con questo meccanismo nato durante la rivoluzione industriale ed illustrato perfettamente da Marx con il concetto di plusvalore. Erano progetti ideati e sviluppati da singoli, che non dovevano essere venduti a nessuno: questa è stata l’idea vincente. Le idee vincenti non devono vendere, devono servire a qualcuno.

La storia di YouTube in particolare è illuminante da questo punto di vista. YouTube è esploso perchè non è stata usata neanche la pubblicità. Ed ha generato un reddito spaventoso.

In Italia siamo pronti per questo approccio nuovo al lavoro e all’impresa? Esisterebbe qualcuno con il coraggio di finanziare una idea che non rientri nel basilare concetto  io do questo a te e tu dai soldi a me? No, siamo assolutamente indietro e basta accendere la TV per renderci conto che dobbiamo evolvere. I personaggi principali delle fiction sono:

  • Il dottore
  • Il carabinere
  • Il prete

e non a caso sono le figure più rappresentative della società nell’italia del dopoguerra.

Il cambiamento non spetta nè alla classe politica, finta e antica, tanto meno agli industriali molto puliti e profumati fuori, ma vecchi e marci dentro. Spetta a noi. La classe politica ed imprenditoriale è lo specchio del paese, è la nostra immagine riflessa. Sinchè saremo in fila alla posta reclamando per le attese solo mezz’ora dopo aver chiesto una raccomandazione per nostro figlio all’immancabile Generale o Monsignore amico di famiglia non cambierà mai nulla e vivremo nel paese che ci meritiamo.

Facciamoci venire nuove idee. Mettiamole in pratica, proviamoci, spezziamo questo modo arcaico di pensare all’economia.

Bisogna mangiare, vero, ma non rinunciamo alle idee e ritagliamoci sempre un pò di tempo per fare ciò che ci piace e su cui poter puntare in futuro, e se questo non coincide con il concetto classico di impresa poco importa. Potrebbe essere questo il punto vincente.

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Neutralità della Rete, Bitstream e IPTV di Telecom

Alice 20 MB viola la neutralità della rete, ha bassi standard di qualità e si basa su walled garden, recinti che danneggiano gli operatori alternativi e gli utenti, così come Anti Digital Divide  aveva previsto fin dalla presentazione dell’offerta. Telecom Italia non rispetta la sentenza del TAR che stabiliva il blocco della commercializzazione di Alice 20 MB.

AGCOM sembra ignorare tutto questo. Nei prossimi giorni governo e AGCOM si riuniranno per decidere sull’introduzioni dell’offerta bitstream. Telecom dal 2004 si era impegnata a presentare un’offerta all’ingrosso che si basasse sul metodo cost plus, cioè la tariffa all’ingrosso doveva basarsi sui costi effettivi sostenuti da Telecom per fornire il servizio, questo avrebbe evitato che Telecom continuasse a percepire extraprofitti, e comportato una diminuzione delle tariffe per i consumatori. Ora con "soli" 3 anni di ritardo, e dopo diverse sollecitazioni di ADD ad AGCOM per accelerare il processo, sembra che Telecom si sia decisa a presentare tale offerta e che l’autorità garante stia per approvarla.

Anti Digital Divide, oltre che velocizzare il più possibile l’adozione dell’offerta bitstream, chiede al governo e ad AGCOM di prendere un forte impegno per garantire la neutralità della rete, di dare spiegazioni del perchè nonostante la sentenza del TAR, Telecom continui a commercializzare alice 20 Mb, sul perchè si permette a Telecom, che è un operatore con significativo potere di mercato, di creare dei recinti e svantaggiare utenti e operatori, rete ip chiusa, servizi che funzionano solo con apparati forniti da Telecom (modem, router, videotelefono ecc), telefonate gratis solo verso i clienti Telecom.

Dall’indagine sulle intercettazioni Telecom emerge, che oltre a politici, giudici e migliaia di cittadini, anche le autorità garanti sono state intercettate, ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a sospettare qualcosa, visto che le autorità sembrano più impegnate a proteggere il monopolio Telecom, che a difendere i diritti degli utenti, rallentando il processo di liberalizzazione invece di velocizzarlo.

Torniamo inoltre a chiedere lo scorporo della rete Telecom, a cui il ministro Gentiloni sembra favorevole. Ora anche Fini afferma che il piano Rovati per far tornare la rete di Telecom pubblica non era poi così sbagliato. Molti si chiedevano come il piano Rovati sulla rinazionalizzazione della rete Telecom fosse finito nelle mani di Tronchetti Provera, che poi lo ha passato ai giornali provocando grande scandalo, e se centrassero qualcosa le intercettazioni?

L’importante è che ora governo e AGCOM diano spiegazioni sugli interrogativi posti in questo documento.

Web 2.0 Links Collection N. 1

Questa settimana ho trovato strumenti utili per creare e pubblicare tag clouds, pools, slides e vere e proprie riviste, oltre a un interessante servizio per controllare i plagi sui propri contenuti.

1. BlogWerx
Blog Sentinel. Scopre i blog che utilizzano i tuoi contenuti senza autorizzazione. Il servizio è gratuito e funziona previa registrazione.

2. Authorati
Blog authority
. Sistema che misura l’autorevolezza dei blogs. Elenca in tempo reale i nuovi post dei blog iscritti, sottoponendoli al gradimento degli utenti. La registrazione è gratuita

3. SlideShare
Editor online di presentazioni e slide-show. Puoi creare ogni tipo di presentazione che verrà condivisa, utilizzata e votata nella blogosfera e in rete.

4. Senduit
File sharing. Condividi in rete files sino a 100 Mb. Il servizio è gratuito e non richiede registrazione. Permette di condividere files con altri utenti impostando un tempo limite oltre il quale il file non sarà più disponibile. Ottima alternativa alle email per attachment di grandi dimensioni

5. OnlyWire
Social bookmarking. Permette di gestire molti social bookmarks con un solo account.

6. ZoomClouds
Tag Cloud. Crea la tua tag cloud che fa tanto Web 2.0. Seleziona un feed (il tuo, se vuoi creare la tag cloud dei tuoi contenuti), costruisci la tag cloud con un editor WYSIWYG e pubblicala sul tuo blog.

7. PBWiki
Wiki. Apri il tuo web collaborativo in 30 secondi. Offre una pagina web aperta ed editabile dagli utenti su un dominio di terzo livello.

8. Tiktrac
Piattaforma di Time Management portabile. Memorizza e traccia stati dei progetti e tempi di lavoro. Ottimo per organizzare gruppi di lavoro.

9. formatpixel
Online publishing. Produci online riviste, presentazioni e progetti multimediali in maniera visuale e semplice.

10. dPolls
Sondaggi online. Chiedi qualsiasi cosa ai lettori del tuo blog con questo utilissimo tool che permette di creare e pubblicare sondaggi sul proprio blog.

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Democracy Il Social Network della Tv Internet

Democracy Player è un software free ed open source per PC, Lunix e Mac che permette di:

  • Eseguire  in locale video Quicktime, WMV, MPEG, AVI, XVID ecc
  • Archiviare e organizzare tutti i media del computer
  • Accedere ai video online quali Podcast, Video Blog e canali Tv in streaming
  • Cercare, scaricare ed archiviare contenuti da YouTube
  • Eseguire filmati HD in alta risoluzione
  • Scaricare media da BitTorrent

Democracy Player

Con l’aggiunta di plugin gratuiti sarà possibile inoltre;

  • Votare i media di altri utenti
  • Proporre le tue selezioni
  • Aggregare canali TV a tema e proporli agli altri utenti
  • Creare la tua Internet TV

Non è pertanto un comune WebTV aggregator, neanche un MediaCenter gratuito, nè un software per la Tv P2P ma è tutto questo messo insieme, arricchito da funzionalità web 2.0 per la condivisione e segnalazione di contenuti.

Il Democracy Player

E’ il player base disponibile per Mac OSX, Windows e Linux. Il file di installazione per Windows si aggira intorno ai 20 Mb. Già solo il Democracy Player ha in se tutte le funzionalità elencate sopra a parte le funzionalità web 2.0.

La toolbar di controllo sulla sinistra ti dà modo di accedere istantaneamente alle funzionalità in locale (ricerca-archiviazione video sul computer)  nonchè ai feeds video a cui sei iscritto. Sarano presenti per default gli RSS che mostreranno i contenuti video più votati dagli utenti nonchè la guida TV ai canali streaming disponibili.

Ogni contenuti è scaricabile tramite l’icona azzurra presente su ogni thumbnail. Potrai poi creare le tue selezioni di programmi preferite (playlist) trascinanto semplicemente i video sulla voce della playlist desiderata.

Aggiungere le funzionalità di social networking a Democracy Player

Già sin qui varrebbe la pena scaricare Democracy, ma il vero punto di forza è costituito da terze parti, scaricabili ed installabili gratuitamente che permettono di:

Creare il tuo canale TV in streaming

Broadcast Machine apre un tuo canale e diffonde i tuoi video in rete tramite Democracy. E’ necessario installare Broadcast Machine sul proprio server (è scritto in php4, non richiede ne banda ne spazio, e neanche DB), creare un canale e pubblicare i tuoi video. Chiunque potrà visualizzare i tuoi programmi.

Immagina le potenzialità anche solo divertendosi a re-mixare e riproporre contenuti video già presenti in rete. Tutto sarà possibile: reportage, video artistici, ricerche e quant’altro.

Proporre contenuti e votare quelli altrui

VideoBomb è per i Video online quello che Digg, oppure OkNotizie è per le news. E’ la Social TV! A differenza di YouTube gli utenti possono segnalare qualsiasi video trovato in rete che viene poi votato. I più votati conquistano la home page e qundi vengono messi in maggior rilievo. Se non è democrazia questa.

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TrueCrypt Come Criptare i Propri Dati

TrueCrypt, un software opensource e multipiattaforma permette di creare dei dischi virtuali cifrati su file e partizioni preesistenti senza che qualcuno possa, guardando dall’esterno, poter anche solo lontanamente immaginare che si tratti di un file cifrato. 

TrueCrypt

Sabato 27 Gennaio 2007, all’interno della skypecast dell’Associazione Informatici Professionisti e’ stato presentato questo software e il resoconto di questa presentazione è presente in questa pagina dove troverete informazioni riguardo al software, un video che presenta, dal vivo, come si usa il programma oltre ad alcune informazioni statistiche sui partecipanti alla screencast da cui e’ tratto il video.

E’ vero, nessuno di noi ha indubbiamente nulla di cosi importante da nascondere. Ma non fa’ sicuramente piacere pensare che, ad esempio, nel caso di smarrimento o di furto di un portatile o di un personal computer, i nostri documenti, le nostre foto e quelle dei nostri figli, le nostre mail, la musica, i film e tutto l’intero contenuto del nostro computer sia facilmente accessibile a chi ritrova o a chi ha commesso il furto.

Truecrypt può essere una valida soluzione a questo ed ad altri problemi simili.

http://www.ebruni.it/docs/truecrypt/

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Quando Il Web 2.0 La Da A Tutti Tranne Che A Te

  • Hai la sensazione che pur postando la soluzione del complotto contro John Kennedy in un portale di Social news, le previsioni del tempo otterrebbero più voti?
  • Pensi che qualora il tuo blog esplodesse ed AdSense iniziasse a correre, il denaro diventerebbe illegale?
  • Quando sei in un forum ed intervieni nel bel mezzo di una discussione animata hai come l’impressione che tutti improvvisamente si dileguino con sommessa discrezione?
  • Hai sentito di un portale che genera miliardi di contatti ma anche quell’unica news che avevi inserito ti è stata cancellata dalla redazione?
  • Hai come l’impressione che la CIA abbia assoldato un tizio che ti segue nei siti di social news votandoti sempre contro, nei forum per criticarti, nelle community per contraddirti?

Il web 2.0 non è molto differente dalla vita reale, anzi, oserei dire che le dinamiche umane che ne determinano il funzionamento sono in tutto e per tutto uguali alla vita di tutti i giorni.

Donna
Photo Credit: MaxFX

Ci sei o ci fai?

Per quanto ci sforziamo di innescare dinamiche di azione e reazione nel social network, il fattore determinante non è ciò che pensiamo di essere, ma come sembriamo ad altri utenti o blogger. E non necessariamente le due cose coincidono.

Dipende da come ci poniamo. I mattoni con cui gli altri utenti cercano di costruire una immagine di noi stessi sono costituiti da;

ed tutte le nostre tracce lasciate in rete. Pertanto il dilemma non è perchè il web 2.0 la da a tutti ma non a me, ma piuttosto appaio come sono?

Sembra paradossale ma la prima cosa che appare evidente nel social network è  se un utente ci è  o ci fa. E’ molto più semplice imbrogliare nel mondo reale di quanto non lo sia in rete.

Il grande tutto

C’è poi un altro approccio, un pò Zen per la verità. Una filosofia che può essere considerata il punto di unione tra la Teoria delle Superstringhe ed il Buddismo: il Grande Tutto. Lungi da me l’idea di voler anche solo tentare di spiegare in due righe concetti  tanto elevati, non ne sarei in grado e non è mia intenzione, ma diciamo che mi diverto ad avvicinarmi a questo concetto immaginando  tutto che accade sempre.

E mi appaiono chiari alcuni concetti quali:

  • Non esistono successi senza fallimenti
  • Non esistono amici senza nemici
  • La mancanza di insuccessi è solo una superstizione

Piuttosto è importante la gestione degli insuccessi, che diventa un parametro essenziale per capire le proprie capacità di iterazione con il social network. Questo diventa automatico se ci poniamo come siamo, in quanto metabolizziamo naturalmente insuccessi, critiche e provocazioni. Ma è devastante se tentiamo di apparire diversamente da come siamo in realtà in quanto tutto sarà considerato da un punto di vista difensivo.

Da qui l’errata interpretazione che il web 2.0 la da a tutti tranne che a noi.

In realtà tutti devono fare i conti con i propri insuccessi, progetti falliti e delusioni cocenti. Anche il più eminente guru o il più autorevole blogger ha la sua nuvoletta personale che  lo segue. La differenza consiste nel fatto che tutto ciò viene considerato come parte fisiologica della crescita individuale e professionale. Un insuccesso indica una strada migliore, un fallimento da maggior consapevolezza delle proprie attitudini e capacità.

Ci serve per capire chi siamo, a prescindere da chi ci piacerebbe essere e nel contempo accettare l’immagine che gli altri hanno di noi. Questo è il vero punto d’arrivo.

Il primo, grande esperto di Web 2.0

Tra moltissimi libri autorevoli e interessanti sul social network ce n’è uno che descrive perfettamente e lucidamente le dinamiche umane che sono alla base del web 2.0. Si intitola Uno, nessuno e centomila. E fu scritto agli inizi del 1900 da quello che mi diverte considerare il massimo esperto di Web 2.0; Luigi Pirandello.

ps. Chiedo venia alle lettrici sia per il titolo che per la foto, ma non ho proprio resistito :)

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Alice 20Mb e IPTV Telecom, Lo Scandalo Continua

Fin dall’annuncio di Alice 20 mb, Anti Digital Divide  aveva fatto notare le violazioni ed i rischi che tale offerta comportava scrivendo ad AGCOM.

Riassumendo:

  • non vi era una offerta all’ingrosso per gli operatori concorrenti basata sul cost plus, che avrebbe consentito un abbattimento delle tariffe per gli utenti, nonostante la delibera 34/06 AGCOM imponesse questa a Telecom Italia;
  • non vi era garanzia della qualità effettiva di alice 20 MB;
  • l’offerta non rispettava i principi di neutralità della rete.

Agcom purtroppo ha ignorato sia la nostra lettera sia le osservazioni dei provider. AIIP ha quindi inoltrato un ricorso al TAR.

In seguito il TAR ha emesso la sentenza che ha annullato l’autorizzazione alla TV via cavo IP di Telecom Italia.

Sembra assurdo ma la sentenza del TAR è stata ignorata e l’IPTV, così come è accaduto per la telefonia e l’adsl, sarà monopolizzata da Telecom Italia con grave danno per la concorrenza e per la neutralità della rete.

Telecom Italia infatti può produrre sulla rete i contenuti delle sue TV, LA7 quindi digitale terrestre, di MTV, ha raggiunto un accordo con Mediaset prima per i diritti del campionato di calcio italiano poi per diversi contenuti ed è notizia di queste ore che ha stretto un accordo anche con SKY, accordo che consentirà la visione dei canali dell’offerta Premium di Sky su Alice Home Tv. L’intesa riguarda 8 nuovi canali dedicati allo sport, 15 sul calcio e altri sei canali opzionali. Dopo questo accordo, la programmazione della tv via Internet di Telecom Italia sale complessivamente a 53 canali.

Va da se che nessun altro potrà competere su questo mercato con TI e quindi non potrà svilupparsi alcuna concorrenza.

Questo è solo l’ultimo esempio di come le autorità di controllo non svolgano le funzioni di garanzia del mercato per gli utenti, è quindi ormai inevitabile cambiare la legge sull’elezione delle autorità in modo che siano i consumatori a scegliere e non i politici.

L’Italia è l’unico paese in cui nell’autorità sono presenti politici invece di tecnici e questi sono i risultati del desolante primato.

La news completa è visionabile qui


Ikaro: a completamento del comunicato di ADD invito caldamente alla lettura di un interessante post di Robin Good su una installazione di Alice Adsl 20 Mb e IpTV