Salesforce sulla strada dell’innovazione con ApexConnect

Comunicato Stampa

Salesforce.com [NYSE: CRM], il leader tecnologico e di mercato dei servizi business on demand, annuncia oggi ApexConnect, rivoluzionando e semplificando l’integrazione a vantaggio dei CIO e delle divisioni IT in aziende di ogni dimensione. ApexConnect fornirà ai clienti una famiglia completa di soluzioni on demand per un’integrazione di successo, tra cui la nuova funzionalità ConnectOut della piattaforma on-demand Apex, consentendo per la prima volta l’invio on-demand di messaggi API outbound, il nuovo ConnectOracle per l’integrazione di Salesforce con Oracle 11i e una nuova categoria ApexConnect di partner integrativi su AppExchange.

ApexConnect è reso possibile dall’architettura multi-tenant della piattaforma Apex, che riduce in maniera consistente la complessità dell’integrazione.

ApexConnect è un’aspirina multi-tenant per il mal di testa procurato dall’integrazione di applicazioni che i CIO hanno ereditato dai predecessori”, dichiara Marc Benioff, chairman e CEO di salesforce.com. “I vendor single-tenant sono la principale causa del dolore provocato dall’integrazione, continuando a costringere ad upgrade che danneggiano velocemente le integrazioni esistenti dei clienti. L’integrazione multi-tenant con ApexConnect è progettata per garantire il successo dei clienti nel Business Web

Il cuore di ApexConnect è costituito dalla piattaforma multi-tenant Apex, una delle chiavi di innovazione di salesforce.com. Contrariamente al single-tenant, le piattaforme multi-tenant condividono un’unica infrastruttura e un codice di base gestito centralmente. Le implementazioni dei singoli clienti sono tenute separate e sono protette all’interno di questa piattaforma multi-tenant condivisa, invece di separare fisicamente la parte hardware e quella software. La strada del multi-tenancy è stata aperta da applicazioni Web rivolte all’utenza consumer come Yahoo, Amazon, ed eBay, che eseguono un singolo codice di base condiviso da tutti gli utenti e aggiornabile simultaneamente, fornendo tutti i benefici di release innovative, senza nessun inconveniente legato agli aggiornamenti. La stessa potenza del multi-tenancy assicura che i clienti Salesforce non debbano  ricostruire le proprie personalizzazioni o integrazioni ogni volta che il servizio è aggiornato alla versione successiva.

ApexConnect: la famiglia completa di servizi integrati Multi-Tenant.

Dal momento che le personalizzazioni sono mantenute anche dopo gli aggiornamenti alle nuove versioni del servizio salesforce.com, con ApexConnect tutte le applicazioni dei clienti manterranno le connessioni con le vecchie applicazioni, i servizi web e altre applicazioni on demand. ApexConnect fornirà un insieme completo di servizi progettato per soddisfare tutte le principali necessità di integrazione di CIO e divisioni IT, consentendo ad ognuna delle applicazioni AppExchange pre-integrate di personalizzare l’integrazione con Apex API.

Le transazioni salesforce.com Apex superano per la prima volta il traffico di pagine viste.

ApexConnect viene lanciato in un momento in cui clienti e partner stanno integrando le applicazioni on demand di salesforce.com molto più profondamente di quanto non sia mai accaduto prima. Durante il terzo trimestre fiscale di salesforce.com, le transazioni Apex API hanno sorpassato per la prima volta le pagine CRM visitate sul servizio. Oltre il 50% dei 3.7 miliardi di transazioni (pagine viste o chiamate API attraverso Salesforce o applicazioni AppExchange) relative a Salesforce, il servizio principale della società, passa attraverso l’API di Apex, confermandone l’uso esteso e l’integrazione con servizi web esterni, mash-up, processi aziendali sofisticati e applicazioni workflow.

I nostri team di vendita a livello globale hanno necessità di accedere alle informazioni di prodotto nei nostri sistemi SAP ERP. Con la piattaforma Apex, l’integrazione tra Salesforce e SAP è stata semplicissima", dichiara Cheryl O’Connor, Worldwide CRM Strategy Manager, Analog Devices. "Ora i nostri team hanno una visione unificata, spaziando dalle attività del cliente alle informazioni sul prodotto".

Nuovo ConnectOut – la prima messaggistica outbound on demand del settore

La nuova funzione ConnectOut contenuta nella piattaforma Apex consentirà il primo invio di messaggistica outbound on demand mai avvenuto. Questa nuova caratteristica permetterà ad altre applicazioni, compresi un sistema di middleware, un messaggio bus o un’applicazione software, di ricevere notifica immediata relativamente a un evento commerciale all’interno di Salesforce, come l’ingresso di un nuovo cliente o la chiusura di opportunità di vendita. Con questa funzionalità, i processi commerciali che attraversano più sistemi possono essere eseguiti liberamente, senza alcuna latenza o ritardo. La funzione ConnectOut sarà disponibile insieme alla release Winter ’07.

Nuovo ConnectOracle per l’integrazione di Salesforce con Oracle 11i

Con ApexConnect, Salesforce.com offre anche connettori nativi per applicazioni comuni. Oltre all’integrazione con Office, Outlook, Lotus Notes, e la recente release ConnectSAP per l’integrazione di Salesforce con SAP R3, la società  annuncia ora ConnectOracle per l’integrazione di Salesforce con Oracle 11i. ConnectOracle permetterà ai clienti di integrare liberamente Salesforce con il database back-office Oracle 11i per ottenere una visualizzazione completamente integrata di tutti i dati dei relativi clienti in un unico luogo. Il nuovo connettore fornirà un supporto facile da implementare e da usare per sincronizzare le informazioni degli account tra Salesforce e Oracle 11i e una significativa riduzione di tempo, spese, e sforzi richiesti per integrare i due sistemi. ConnectOracle porterà numerosi vantaggi ai clienti business, tra cui:

  • Facile e veloce integrazione dei dati dei clienti, utilizzando una maschera pre-impostata dal cliente per indirizzare l’integrazione end-to-end tra Salesforce e Oracle 11i e per accelerare il processo di integrazione dei dati del cliente.
  • Sincronizzazione bidirezionale delle informazioni dell’account tra Salesforce e Oracle 11i per tenere i dati del cliente in sincronia in entrambi i sistemi.
  • Accesso ai dati front e back-office delle imprese clienti all’interno di  Salesforce, permettendo di prendere decisioni migliori e più velocemente, e con una maggiore trasparenza nelle informazioni.

ConnectOracle sarà disponibile su richiesta all’inizio del 2007, al prezzo di 12.000 US dollari all’anno per i clienti Salesforce Enterprise Edition e Unlimited Edition.

Nuova categoria ApexConnect di partner integrativi su AppExchange

La nuova categoria di funzioni ApexConnect permette che oltre 25 soluzioni partner possano essere integrate tra Salesforce e le comuni applicazioni di back-office, vecchi sistemi ERP e applicazioni dei clienti. Molti leader di settore offrono oggi soluzioni integrative, tra cui: AboveAll, Business Objects, Bluewolf Group, Bridgewerx, Cast Iron, Composite Software, Data Backbone, Dynamic Ventures, forceAMP.com, ilink, Informatica, Integration Technologies Inc., InvisibleCRM, Ipedo, Jitterbit, OpenAccess Software, OKERE, Pervasive, Tibco, Salescentrix, Scribe, Sesame Software, SGC Software, Synergex e TwoConnect.

Più di 230 partner offrono oggi oltre 430 applicazioni su AppExchange. Realizzate utilizzando la piattaforma on demand Apex, queste applicazioni dei partner sono integrate da una progettazione con la suite salesforce.com di applicazioni aziendali on demand e possono essere implementate solo con pochi click. Oltre 7,400 clienti salesforce.com hanno realizzato applicazioni tramite AppExchange, a riprova di un elevato grado di utilizzo all’interno della base clienti di salesforce.com, reso possibile solamente in virtù un’architettura multi-tenant.

La piattaforma Apex, già nota come la piattaforma AppExchange, è già disponibile. Come precedentemente annunciato, la prossima release della piattaforma Apex sarà disponibile insieme alla release Winter ‘07, mentre il linguaggio di programmazione Apex sarà disponibile intorno alla prima metà del 2007.

A proposito di salesforce.com

Salesforce.com è il leader tecnologico e di mercato nei servizi on demand per le aziende. La suite di applicazioni CRM on demand, Salesforce, permette ai clienti di gestire e condividere interamente e on demand tutte le informazioni relative a vendite, supporto, marketing e partner.

Apex, la prima piattaforma on demand nel mondo, permette a clienti, sviluppatori e partner di creare nuove potenti applicazioni on demand che vanno oltre il CRM al fine di trarre vantaggio dai benefici di una piattaforma condivisa e da The Business Web all’interno di un’azienda. Tutti i componenti e le applicazioni Apex possono facilmente essere condivise, scambiate e installate attraverso la directory AppExchange di salesforce.com, disponibile all’indirizzo: http://www.salesforce.com/appexchange. I clienti possono inoltre sfruttare Successforce, l’offerta di salesforce.com per il training, il supporto, la consulenza e le best practice.

Alla data del 31 ottobre 2006, salesforce.com gestisce le informazioni sui clienti per oltre 27.100 clienti e 556.000 utenti, tra cui Advanced Micro Devices (AMD), America Online (AOL), Avis Budget Group, Dow Jones Newswires, Nokia, Polycom e SunTrust Banks. Nessun servizio o prodotto non ancora sul mercato, ancorché citato in questo o in altri comunicati stampa, come pure in annunci pubblici, è attualmente disponibile e potrebbe non esserlo alla data prevista. I clienti possono effettuare le proprie decisioni d’acquisto sulla base delle attuali linee di prodotti e servizi disponibili.

Salesforce.com ha sede a San Francisco, con uffici in Europa e Asia, ed è quotata al New York Stock Exchange sotto il simbolo “CRM”. Per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.salesforce.com oppure chiamare il numero verde 800 782 619.

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Diffondi notizie, comunicati stampa ed eventi con puntoICT

Update: Il progetto PuntoICT è stato chiuso


PuntoICT ha poco più di un anno ed è un portale UGC (User Generated Content) ove è possibile pubblicare notizie ed informazioni inerenti l’opensource o l’ICT in generale. E’ stato completamente ristrutturato ed è una ottima risorsa per la diffusione dei propri contenuti.

 

PuntoICT logo

Da poco rinnovato anche nella grafica, il portale è organizzato in canali tematici;

  • Eventi
  • Formazione
  • News
  • Comunicati stampa
  • Corsi di formazione

ognuno dotato di un proprio feed e di un modulo che permette di inserire i propri contenuti in maniera assolutamente gratuita e senza iscrizione, previa acettazione della redazione. Inserire i contenuti è veramente semplice, non richiede più di 2 minuti. II contenuti poi, oltre che apparire nel sito, vengono diffusi attraverso il feed distribuito in rete con Feedburner.

shot

Sia il feed che la maschera di inserimento sono sempre accessibili dalle aree di contenuto

Tutte le notizie gli articoli e le informazioni inoltre vengono inoltre organizzati per Tag ed accessibili con la tag cloud sempre presente a sinista dello schermo.

Il canale dei Comunicati Stampa ha registrato un buon successo tra le  agenzie di comunicazione che lo utilizzano regolarmente per diffondere comunicai stampa ed è da sottolineare anche l’area Lavoro che visualizza in tempo reale le numerose offerte a tema provenienti dai  siti di Job Recruitement.

Tutti i contentuti di puntoICT sono riutilizzabili con licenza Creative Commons. Interessante inoltre il blog di Melvin ove è possibile reperire utili informazioni su programmi freeware e dove segnalo in particolare un post che permette di scoprire tramite uno stratagemma, chi cede il tuo indirizzo di posta GMail a terzi a scopo di spam.

Arriva l’offerta flat di Tre per navigare in internet col cellulare a 3,6 Mbps

L’operatore di telefonia mobile Tre, controllata da  Hutchison Whampoa, ha messo a punto a Parigi una offerta per navigare in UMTS veloce con il cellulare. Sarà inizialmente disponibile per il Regno Unito a partire da Dicembre 2006, e dovrebbe sbarcare in Italia nel primo trimestre del 2007.

L’offerta è stata messa a punto anche grazie all’accordo con Skype, eBay, Google, Yahoo! e Microsoft. In particolare è destinata agli utenti di due dispositivi mobili; il Nokia N73 e SonyEricsson W950i che possono collegarsi con il protocollo Hsdpa, una versione ultraveloce dell’UMTS che permette agli smartphones di collegarsi alla notevole velocità di download di 3,6 Mbps.

E’ previsto un canone Flat di 20 euro mensili e la possibilità di telefonare con il cellulare usando Skype preinstallato sui dispositivi mobili, oltre che accedere ai servizi degli altri sponsor, ad esempio i servizi di comparazione prezzi di eBay.

L’offerta va a colmare una lacuna molto grave; la mancanza di connessioni internet su dispositivi mobili a prezzi accessibili. Sino ad ora infatti il costo delle connessioni GPRS o UMTS era altissima e non consentiva un uso del telefonino per connettersi alla rete in maniera continuativa, ma solo per leggere le email o più che altro ludica a causa di veri e propri cartelli di prezzi più o meno voluti tra i vari operatori mobili.

Inizialmente l’offerta sarà disponibile a Roma e a Milano, per poi essere estesa ad altre città.

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MediaPortal il Media Center Open Source e Gratis

MediaPortal è  gratuito ed Open Source rilasciata con licenza GNU/GPL che permette di trasformale il proprio PC in un Media Center molto avanzato. Nasce da una idea di Erwin Beckers che lasciò appositamente il progetto Xbox Media Center.

E’ possibile ascoltare musica, ascoltare la radio, organizzare i propri video ed i propri DVD e pianificare registrazioni automatiche di programmi TV.

schermata mediaportal

La  TV internet e analogica di MediaPortal

Supporta vari segnali video quali analogico, DVB-C, DVB-T, DVB-S e HDTV. Il Personal Video Recorder pianifica registrazioni video automatiche e disponde di una guida TV basata sul progetto opensource XMLTV . La compatibilità è garantita con moltissime schede TV attualmente in circolazione.

Registrazione TV

Organizzazione Video, DVD e fotografie

Permette di organizzare tutti i video per attori, genere, anno, e molto altro permettendo di scegliere se eseguire i video con il proprio player preferito esterno all’applicazione. Raccoglie le fotografie in album digitali con la possibilità di creare slideshow arricchiti con musica ed effetti speciali.

Album fotografie

Radio e musica

Ricerca ed organizza tutti i tipi di files audio, permette la creazione di Playlist e si integra alla perfezioni con programmi esterni quali ITunes. Le informazioni dei brani come i titoli degli album o le copertine vengono aggiornati online in maniera automatica. Anche le stazioni radio vengono organizzate per categoria e gradimento. Supporta radio FM, DVB e streaming.

Inoltre dispone di un servizio di previsioni del tempo sempre aggiornatissimo con tanto di webcam lives da moltissimi luoghi del pianeta.

Estensioni del MediaPortal

Uno dei punti di forza di questo Media Center gratuito è l’espandibilità. Sono numerosissime infatti i plugin del MediaPortal che ampliano le funzionalità audio/video di questo gioiello; accesso ai Podcast, videogiochi vari, funzionalità di video editing aggiuntive, visualizzazione dei testi delle canzoni in esecuzione e molto altro.

I requisiti per poter utilizzare MediaPortal sono un PC con Windows XP SP2, un processore ad almeno 2 Ghz e mezzo Gb di RAM, MediaPlayer 9 o successivo, DirectX 9 oltre, naturalmente, ad una scheda TV integrata nel sistema. L’ultima versione stabile è la 0.2.1.0 ed il file di installazione pesa circa 30 Mb. L’applicazione viene costantemente aggiornata e migliorata e le patch vengono messe a disposizione sul sito internet ed è possibile scegliere la lingua.

- Home page MediaPortal
- Download

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Customer care: italiani stanchi di attese telefoniche e risponditori automatici

Gli Italiani non sopportano code e lunghe attese al telefono: essere tenuti in attesa è un problema, ma trovarsi in balia di una voce automatica è la cosa peggiore. Una ricerca condotta da YouGov per Easynet, fornitore internazionale di soluzioni gestite di rete e hosting, ha rilevato che per il 46% degli intervistati in Italia la cosa peggiore per classificare in modo negativo un servizio ricevuto è l’essere abbandonato a un risponditore automatico, mentre essere ignorati o tenuti in attesa sono problemi, per così dire, più lievi (rispettivamente per il 39% e il 46% degli intervistati).

 

Attesa al telefono
Photo Credit: Jane M Sawyer (Morguefile)

 

Lo studio compiuto su 1.666 grandi aziende in sette Paesi Europei1 rivela che gli Italiani di fronte a un disservizio sono pronti a contestarlo (51%) e a cambiare immediatamente fornitore (30%). Questo può costituire un ostacolo per le aziende fornitrici. Secondo la ricerca, il 60% degli Italiani intervistati è pronto a contattare il responsabile di un servizio non corrispondente alle proprie aspettative, il 4% può anche non lamentarsi affatto, mentre il 28% sfoga con i propri colleghi il malcontento per un’esperienza negativa con il supporto clienti.

Nel resto d’Europa, i Tedeschi sono i più portati a occuparsi direttamente delle proprie riserve in merito al servizio clienti, mentre gli inglesi sono i più riluttanti, preferendo lamentarsi con i propri colleghi e non direttamente con i fornitori. Più di un terzo degli intervistati parlerebbe chiaro con i propri fornitori prima di arrivare a rivolgersi a un’altra società se il problema non viene risolto.

Sergio Barbonetti, amministratore delegato e direttore generale di Easynet Italia, ha affermato: “Dai risultati del sondaggio emerge chiaramente che di fronte a un cattivo servizio clienti vi è una propensione a contestarlo direttamente con il fornitore o addirittura a rivolgersi ad un fornitore differente. Questo conferma l’importanza di un buon servizio clienti, molto spesso dichiarato ma altrettante volte disatteso. Per noi che ci crediamo davvero è un elemento di distinzione rispetto alla competizione e sicuramente il metodo più efficace per fidelizzare il rapporto con i clienti.

Il gap del servizio clienti in Europa

Un cattivo servizio clienti non è un problema unicamente italiano. Il messaggio che arriva dalle aziende europee si riassume nel distacco che sussiste tra ciò che i clienti si aspettano di ottenere e ciò che ricevono realmente. Un numero significativo di intervistati ha affermato che essere presi in considerazione rapidamente è uno degli aspetti che viene valutato maggiormente per un servizio clienti eccellente, ma in questo caso hanno la stessa probabilità di ricevere un buon servizio tanto quanto uno inadeguato.

Solo il 38% delle aziende intervistate ha affermato di aver trovato facile mettersi in contatto direttamente con il fornitore. Tutti i Paesi hanno riconosciuto che essere lasciati in balia di un risponditore automatico è più fastidioso di un ricarico nei costi.

Quando la ricerca si è addentrata nei livelli più elevati del servizio clienti, il quadro si è fatto anche più fosco. Solo il 35% ha affermato di essere sempre stato trattato con rispetto e solo un quarto ha detto che i propri fornitori avevano compreso il proprio settore, mentre appena il 24% dei fornitori si è impegnato per costruire un buon rapporto con il cliente.

Lynda King Taylor, Director di The Performance Trust, ha commentato, “È emerso chiaramente nei vari Paesi Europei presi in esame che sussiste un divario tra ciò che i clienti dicono di volere e quello che invece ottengono. Questo potrebbe essere dovuto sia a una differente percezione da parte dei clienti che a una reale differenza tra ciò che vogliono e ciò che ricevono. In realtà questa distinzione non incide particolarmente sui risultati, dal momento che sta ai fornitori del servizio assicurare che i clienti abbiano un buon servizio e accertarsi che l’abbiano ricevuto.

Una reputazione basata sul servizio clienti – buona o cattiva – può materialmente influire sul business.” Ha proseguito Lynda King Taylor. “Probabilmente, alla luce di questi risultati, le aziende dovrebbero considerare se realmente stanno soddisfacendo le esigenze dei propri clienti.

Non farlo potrebbe nel migliore dei casi far calare la benevolenza verso il fornitore, e peggio ancora potrebbe incidere sui guadagni se i clienti cominciano ad abituarsi ad altri fornitori o se spargono la voce delle loro lamentele. Ma un’esperienza ben attuata, e che si prenda a cuore Ie preoccupazioni dei clienti e si comporti di conseguenza, potrebbe avere analogamente un dirompente effetto positivo.

Che cosa vogliamo?

In Europa, è stata riscontrata un’ampia preferenza per un servizio clienti personalizzato, con almeno due terzi (62%) degli intervistati maggiormente infastiditi dal rimanere intrappolati da un sistema telefonico automatizzato. Quattro Paesi hanno affermato che essere messi in attesa era il motivo più seccante che aveva contribuito a un cattivo servizio clienti – come riportato qui di seguito:

  • Paese———-%
  • Regno Unito -75
  • Germania —-73
  • Olanda ——-69
  • Italia ———-63

Il 47% degli intervistati ha affermato che essere tenuti in attesa è una notevole seccatura. Questi dati variano a seconda delle Nazioni, laddove gli utenti in Germania sono quelli maggiormente infastiditi dall’essere messi in attesa col 73%, mentre gli utenti in Francia sono i meno infastiditi dall’attesa per poter parlare con un rappresentante del servizio clienti.

E che cosa succede se non lo otteniamo

Secondo il sondaggio, alla domanda su come reagiscono quando ricevono un cattivo servizio:

  • gli spagnoli, così come gli Italiani, sono propensi a reclamare immediatamente con il fornitore (51%)
  • gli olandesi sono i meno disposti a lamentarsi in generale (22%)
  • gli inglesi sono i più inclini a sentirsi frustrati e a non fare niente al riguardo (29%) e a non chiedere un rimborso (96%).
  • i tedeschi (35%) e gli italiani (30%), sono i più propensi a cambiare immediatamente fornitore.
  • francesi e spagnoli è probabile che rimangano fedeli ai propri fornitori (95%).

Alla domanda a chi generalmente parleresti di un cattivo servizio:

  • gli inglesi sono i più propensi a parlarne con i colleghi (67%). Tutti gli altri paesi parlerebbero direttamente con il fornitore del cattivo servizio.
  • i tedeschi sono i più inclini a parlarne con parenti e amici (27%), e a mettere al corrente altri clienti del fornitore della propria esperienza negativa (29%)
  • i belgi sono i più disposti a dire di aver ricevuto un buon servizio clienti (71%)
  • i belgi sono anche i più portati a dire di essere soddisfatti del servizio ricevuto (69%).
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Software Java gratis per telefonini e palmari da non perdere

Ecco alcune utili applicazioni Java per dispositivi mobili, rigorosamente gratuite.

Google Map Mobile
Photo Credit: Google

Calcolatrice. Ecco una vera calcolatrice scientifica con tanto di funzioni trigonometriche e statistiche. L’applicazione è sviluppata in ambiente Java (J2ME)   e funziona solo con display 110×110 px.

Microcalc. Se non puoi vivere senza un foglio elettronico a portata di mano eccone uno per il tuo cellulare compatibile con Java. L’ultima release della prima versione funziona molto bene ed è disponibile una  beta per Microcalc 2 con più funzionalità. Puoi anche provarlo prima di installarlo sul telefonino.

Flurry. Email client e RSS reader. Puoi controllare la tua posta con una funzionale interfaccia Java anzichè utilizzare il Wap del tuo provider. Un altro buon client email Java per cellulari è MovaMail ma non è gratuito.

M-Sudoku.  Sudoku per il cellulare. Ce ne sono molti altri a pagamento ma questo, gratuito e con licenza GPL è il migliore.

EQO. EQO porta Skype sul tuo telefonino. Si, puoi fare chiamate SkypeOut dal tuo cellulare! Richiede comunque che il tuo PC sia connesso a Skype con il tuo account durante le telefonate (quindi ottimo per l’ufficio). E’ gratis, ovviamente.

Reporo. Il messagging arriva sul telefonino. Se soffri di astinenza Yahoo! Messenger, MSN, AOL, Google Talk etc. arrivano sul cellulare. Puoi collegarti con account multipli contemporaneamente.

Google Maps. Non è un navigatore satellitare ma ne ha tutte le funzioni. Installalo sul telefonino e ti indicherà la strada per arrivare ovunque tramite mappe vettoriali o satellitari. Indicherà anche ristoranti, hotels e servizi vicino le zone visualizzate con relativi numeri di telefono. Veramente da non perdere.

Widsets. Widsets beta è il Konfabulator per il tuo cellulare. Ti permette di accedere a blogs, foto-blogs, giochi e feeds RSS per essere sempre informatissimo e per svagarsi un pò. Avviso per utenti Windows Mobile Pocket PC: il touch screen non funziona ma è possibile usare la tastera. Nota: Widsets è un prodotto di Nokia.

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Ranking, progettare un sito ottimizzato per i motori

Pubblico opportunamente modificata e sintetizzata una analisi preliminare di ottimizzazione che ho stilato per un progetto internet.

grafico
Photo Credit: Krzysztof Baranski

Ranking, considerazioni iniziali

In merito all’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca è necessario valutare quali siano le caratteristiche dei siti utilizzate dai motori come parametri per determinare l’autorevolezza di un sito e quindi il suo posizionamento. Tali valutazioni potranno dar modo di operare su alcuni aspetti del progetto inziale per ottimizzare i contenuti e genare quindi un traffico ottimale.

Fattori che influiscono sul ranking

Il margine di azione sulla scelta delle chiavi di ricerca con le quali apparire nelle SERP è abbastanza limitato (a parte forme di sponsorizzazione a pagamento quali AdWords) e viene determinato in base alle seguenti informazioni che il motore rileva in merito al sito internet;

  1. Età del dominio internet
  2. Primo 30% del testo contenuto nella pagina
  3. Titolo della pagina
  4. Parole nell’indirizzo internet della pagina
  5. Link popularity: numero di link su altri siti (di contenuto attinente) che puntano al sito internet in questione (inbound links), ed il testo che viene utilizzato in tali link (anchor text)
  6. Links in uscita dal sito (outbound links) in questione verso altri siti (di contenuto attinente) ed il testo che viene utilizzato in tali link (anchor text) 
  7. Numero di links interni al sito stesso (che da una pagina interna rimandano ad una ulteriore pagina interna) e livello di rilevanza dei contenuti delle due pagine collegate

Periodicamente i motori di ricerca analizzano le informazioni sopra riportate ed attraverso complessi algoritmi determinano quale sia;

  • L’autorevolezza del sito (punti 1, 5, 6)
  • L’argomento del sito (punti 2, 3, 4, 7)
  • Le chiavi rilevanti più ricorrenti per tali argomenti nei testi e negli anchor text dei links

In base a tali analisi vengono determinati ranking e chiavi di ricerca rilevanti.

Misure da adottare per l’ottimizzazione

Facendo capo ai fattori illustrati precedentemente possiamo schematizzare gli ambiti di azione per l’ottimizzazione in due punti;

  • Fattori esterni
    • inserimento del sito internet all’interno di directories attinenti l’argomento o in siti partner attinenti ove sia possibile richiedere un link eventualmente di scambio
  • Fattori interni
    • determinare per ogni voce del menu di navigazione un testo fortemente attinente al contenuto linkato
    • ogni volta che si fa menzione a servizi, citazioni, prodotti linkare al relativo sito internet (se disponibile) di riferimento
    • collegare tra loro pagine del sito attinenti tra loro anche all’interno dei contenuti, utilizzando parole rilevanti.
    • Utilizzo dei layers per fare il modo di far apparire nel sorgente prima il testo rilevante della pagina

Errori da evitare

Pur rendendomi conto di poter irritare qualche operatore SEO, a mio avviso questi sono gli atteggiamenti più a rischio in ambito di Search Engine Optimization;

  1. Non aver la pretesa di scegliere le chiavi di ricerca, falle scegliere ai motori. Piuttosto lavora sui punti sopraelencati per fare in modo che le key  desiderate coincidano con quelle rilevate dai motori
  2. Limita al minimo lo scambio di link, e quando ciò avviene fai in modo che i siti linkati siano attinenti agli argomenti trattati dal sito internet
  3. Non tentare di ottimizzare l’inottimizzabile. In questi casi proponi l’utilizzo di forme di sponsorizzazione come AdWords o Overture.
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Arriva il firewall per cellulari e smartphone

La F-Secure ha rilasciato un firewall per cellulari e smartphone connessi ad internet tramite connessioni wifi  GPRS, Edge, 3G ecc.

Schermata F-secure firewall

F-Secure Mobile security integra un firewall ed un antivirus in grado di proteggere cellulari e smartphone da virus, malware ed intrusioni non autorizzate che possono infettare dispositivi mobili connessi a  wi-fi e hotspot pubblici.

Il firewall scansiona e controlla in tempo reale tutti i files che vengono scaricati, copiati o modificato sul telefonino e analizza la sim card in tempo reale mettendo in quarantena i files infetti.

Gli aggiornamenti vengono eseguiti con connessioni HTTPS oppure in maniera incrementale tramite SMS. La modalità di funzionamento viene adattata in base alla connessione individuata (GPRS, UMTS, Wi-Fi, WLAN) in maniera trasparente ed invisibile.

Al momento il firewall per mobile è disponibile per i seguenti dispositivi, ed è possibile provarlo sul proprio telefonino o sul proprio smartphone prima dell’eventuale acquisto al prezzo di 35 euro circa per licenza.

L’applicazione richiede 850Kb di memoria libera sullo smartphone e pesa 520 Kb.

Penalizzazione ranking in atto per siti con ads contestuali

I programmi di affiliazione Pay-per-click (PPC) sono una ottima fonte di monetizzazione del traffico per molti webmasters e bloggers ma hanno dato origine ad  un fenomeno negativo; gli spam site. Gli spam site sono siti internet con contenuto testuale automatizzato, di scarsa autorità, costruiti per lo più in maniera dinamica e casuale al  solo scopo di visualizzare annunci pay-per-click.

Negli ultimi tempi sembra che per questo motivo, molti motori di ricerca stiano applicando verso tutti i siti contenenti annunci contestuali PPC una sorta di penalizzazione favorendo il ranking di siti senza alcun programma di affiliazione. Indirettamente quindi vengono puniti anche i siti con contenuto originale ed autorevole che mantengono i costi proprio dalla monetizzazione del traffico con annunci contestuali PPC.

Sembra un controsenso ma non lo è. I vantaggi di una mossa del genere da parte di motori di ricerca che offrono questo tipo di affiliazioni sono sostanzialmente due;

  • Contenimento dei danni apportati all qualità delle ricerche causati dagli spam-site
  • Maggiori introiti pubblicitari aumentando il numero di click degli utenti negli annunci contestuali presenti nelle pagine delle ricerche, e non sugli annunci presenti nei siti publisher

Programmi come AdSense, infatti, funzionano pechè il guadagno sul click effettuato su un sito publisher è maggiore per il publisher che per il motore che offre gli ads contestuali, per cui ai motori conviene che gli utenti clicchino sugli ads presenti nelle SERP piuttosto che sulle pagine dei siti dei publisher, guadagnando il 100% del costo del click pagato dall’advertiser.

Questa conclusione, oltre che logica, è supportata da uno studio effettuato da RankingMeasures.com su oltre un milione di SERP con più di 15.000 chiavi di ricerca popolari, e sembra non lasciar adito a dubbi; oltre il 75% dei siti contenenti annunci PPC (AdSense, YPN, Microsoft AdCenter , ecc) hanno registrato un drastico calo nel ranking rispetto a siti concorrenti che non contengono ads.

In particolare, su uno dei principali motori di ricerca è stato appurato che rispetto ad una ricerca con keys molto popolari  816 siti contenenti ads sono risultati nella prima pagina, mentre 1.356 sono stati relegati oltre la ventesima posizione.

La cosa vale anche per Google, che sembra stia prendendo le distanze dal suo stesso programma di annunci contestuali (AdSense). I webmasters faranno lo stesso?  Di certo la situazione non è piacevole in quanto moltissimi siti di contenuto autorevole ed originale che sono costati tempo e fatica sono caduti loro malgrado in questa penalizzazione.

In questo ultimo mese il mondo dei webmasters e dei SEO in particolare è scosso da mutamenti e sconvolgimenti delle SERP senza precendenti ed apparentemente senza motivi individuabili, quindi gestibili. L’ipotesi che tali mutamenti nel ranking siano divuti a queste problematiche è tutt’altro che irreale.

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Webdesign, carica in 4 secondi o muori!

Stai perdendo visitatori a causa di un webdesign scarso? Una recente ricerca di mercato ha stabilito che se i visitatori non vedono apparire la pagina web che vogliono leggere in almeno 4 secondi smettono di aspettare e se ne vanno.

Mouse e carta di credito
Photo Credit: Andrea Khale (MorgueFile)

La ricerca commissionata da Akamai alla Jupiter Research ha evidenziato la sempre maggiore impazienza degli utenti nei confronti dei siti lenti.

E’ stato appurato che il 75% dei 1.058 utenti campione neanche ritornerà nel sito che li ha fatti aspettare più di 4 secondi.

La ricerca ha rivelato inoltre che il tempo di caricamento è il terzo fattore più importante che determina  il successo dei siti di e-commerce, dopo i prezzi e le spese di spedizione.

Il campione di Akamai è costituito da utenti che comprano online abitualmente ed il tempo di caricamento diventa addirittura il parametro più importante se si restringe il campione ad utenti che acquistano online da più di due anni, oppure che spendono più di 1.500$ online in un anno.

Altri fattori che determinano l’abbandono del sito oltre alla soglia dei 4 secondi sono; una struttura di navigazione poco chiara e tempi per la transazione di pagamento troppo lunghi.

La soglia dei 4 secondi è drasticamente aumentata rispetto alla ricerca precedente condotta durante il boom dell’ecommerce, nel quale la maggioranza del campione si diceva disposto ad attendere il caricamento per intero del sito. A rendere le cose ancora più… complicate ci pensa anche una certa maturazione degli acquirenti online che tentano sempre più spesso di conoscere la società che si cela dietro il negozio di shopping online, e qualora quest’ultimo non dia una buona impressione il giudizio si rifletterebbe anche nei confronti della società a cui fa capo, e gli utenti dichiarano di condividere molto spesso queste pessime opinioni anche con amici e parenti.

La ricerca ha interessato 1.058 compratori online che sono stati osservati per tutti i primi sei mesi del 2006 .

L’autore dell’articolo

Shaun Anderson è  SEO presso la  Hobo, nonchè titolare di  Accessibility101, e dei sito  InternetMarketing101.