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Minus thirty, la nuova penalizzazione per i siti ben indicizzati

Il terrore di ogni SEO è quello di alzarsi una mattina e vedere i propri siti relegati agli ultimi posti delle serp. Questo terrore ha finalmente un nome; Minus Thirty Penalty (penalizzazione -30). Sebbene ancora non ufficialmente riconosciuta da GG non ci sono dubbi sul fatto che la Minus Thirty esista e venga applicata.

Lens
Photo Credit: Gracey Stinson

Minus Thirty è una penalizzazione che viene assegnata da Google ad un sito relegandone tutte le pagine, con tutte le ricerche (compreso il nome di dominio), al trentunesimo posto della serp (Search Engine Result Page, in poche parole i risultati). In Italia ancora se ne parla poco, se non in qualche forum di addetti ai lavori, come il GTForum, dal cui thread  Google Penalty -30  ho estratto e sintetizzato le informazioni più essenziali.

Ancora non ne è stata ufficializzata l’esistenza, per cui è improbabile conoscerne i motivi scatenanti, ma andando per logica dovrebbero essere;

  • Cloacking (eccesso di keywords nel testo)
  • Sovraottimizzazione
  • Spam
  • Teso nascosto
  • Link nascosti
  • ecc

Per sapere se un sito è stato penalizzato basta cercarlo in GG con il suo stesso nome di dominio. Se appare al 31 posto ha subito la Minus Thirty. Ancora non è chiaro se la penalizzazione sia automatica o umana, esistono diverse opinioni in merito. Molti pensano che si tratti di un meccanismo automatico, altri ritengono che ci sia lo zampino dei Quality Rater, operatori assunti da GG per valutare la pertinenza dei siti nei risultati.

L’introduzione di occhi umani che educano gli algoritmi di ricerca di GG era già stata ipotizzata nell’aggiornamento Jagger dello scorso anno, ma ora è una certezza al punto che è possibile addirittura trovare gli annunci di offerta lavoro piazzati da GG per tali lavori. Si conoscono modalità di lavoro, retribuzione ma non quale sia, e sopratutto, se ci sia, una influenza dei Quality Rater nella Minus Thirty Penalty.

E’ opinioni di molti SEO che non sia logico pensare che i Quality Rater abbiano tale potere ma a mio avviso, visto che comunque la corrispondenza dei contenuti della pagina deve essere fatta in maniera diretta e visuale, è saggio pensare che possano comunque assegnare una sorta di valutazione sul possibile utilizzo di tecniche illecite. Quando tali segnalazioni aumentano in maniera consistente potrebbe scattare la valutazione umana per decidere se penalizzare o meno il sito.

Il fattore più inquietante è che per incappare nella penalizzazione sembra non sia necessario adottare tecniche illecite, ma basta una  ottimizzazione del sito per il motore di ricerca un pò troppo… ottimale. Tale ipotesi sarebbe confermata anche dal caso di alcuni noti siti che si sono visti relegare al trentesimo posto senza aver utilizzato tecniche dichiaratamente contro i Termini di utilizzo di GG.

Un’altra ipotesi un pò allarmante è quella della penalizzazione verso siti che contengono links ad altri programmi di affiliazione.

In ogni caso l’argomento è ancora vago ed ambiguo. Basti pensare una cosa; per definizione la Minus Thirty Penalty relega al trentunesimo posto un sito con tutte le chiavi possibili di ricerca, ed in tutte le pagine. Ma che succede se esiste più di un sito penalizzato con la stessa chiave di ricerca visto che di trentunesimo posto ce c’è solo uno? Per cui suppongo che le uniche due certezze che si hanno al momento sono;

  • La Minus Thirty Penalty esiste
  • Si individua se, cercando un sito con il suo stesso dominio, si trova  al trentunesimo posto

Linux day 2006, impressioni a caldo dalla blogosfera

Il Linux Day 2006 è terminato da poco più di un giorno e la blogosfera già pullula di impressioni e commenti provenienti da tutte le città italiane. Eccone alcune.

Libera comunicazione o libero software?
da Biblog

.. c ’è una domanda che sarebbe stato interessante porre a Marco Fioretti in occasione del suo lodevole intervento al Linux Day: se è vero che la libertà di comunicare è prioritaria rispetto al tipo di software utilizzato (al punto che dovrebbe essere possibile comunicare “ignorando” la specifica applicazione utilizzata dal nostro interlocutore), come ci si deve comportare nel caso in cui un software proprietario, utilizzato dalla maggior parte degli utenti di un dato servizio, non adotti protocolli di comunicazione e formati aperti?

Linux Day a Palermo: i due volti del pinguino
da Fuzzyblog

Uno degli indubbi pregi di GNU/Linux e del connesso modello di sviluppo free software è quello di aver posto le basi per una nuova socialità non già della cultura informatica, ma dello stesso uso quotidiano del computer: il cosiddetto home computing. La nascita della Italian Linux Society e dei Linux User Group è stata il primo passo verso una catena di manifestazioni e di incontri che da anni infittiscono l’agenda delle città italiane.”

Mezzo Linux Day a Udine
dal blog di Matteo Moro

…ottima invece la seconda conferenza, tenuta da Giacomo Strangolino, su IPFIRE-wall, un packet filter sviluppato da lui alternativo a iptables. Al di là del progetto in sè, molto buono, è stata utile la panoramica sul funzionamento del routing nel kernel Linux e sulle principali problematiche della programmazione in kernel-space.”

Linux Day: l’open source cresce sempre più
da Lavinia Blog

La differenza che sta alla base del sistema ‘GNU/Linux’ (che spesso viene indicato, seppur erroneamente, con il semplice nome di Linux) è che il suo sviluppo e quello delle relative applicazioni (come il browser Firefox o la suite per ufficio Open Office), si basano sulla licenza ‘GPL’ che regolamenta il cosiddetto ‘open source’ liberandolo da ogni copyright commerciale: chiunque, se ne ha le conoscenze, può mettere mano al codice sorgente, modificarlo o migliorarlo, con l’obbligo di rendere liberamente disponibili tali modifiche.”

Ce l’ho fatta!
dal Blog di MoUsE

Ce l’ho fatta! Ho finito oggi l’ultima giornata del Linux Day 2006, e questa giornata è stata anche coronata da un mio intervento che ho presentato oggi. Panico! Quando sono arrivato davanti al proiettore, vedo di fronte a me un branco di gente, che di linux ne mangia molto più di me…

Soleggiato Linux Day
da Wallynius

Sorprendente novità è stata la presenza di ragazze (almeno una) all’interno dell’organizzazione del Linux Day (e quindi del Lugob, immagino). Ciò dimostra quanto l’ambiente del gruppo di Cologne sia decisamente più innovativo rispetto ad altri, anche locali, in cui si pontifica su quale sia la distro migliore (punto fra l’altro sbeffeggiato, giustamente, da un relatore in una conferenza) e sul fatto che certe risposte su Linux non andrebbero date…”

Per chi non c’era
da R’Lieh 1.9.7

Seminari sicuramente interessanti ma dal carattere forse troppo accademico.

La prima parte della mattinata è stata dedicata al Intrusion Detection System e a vari sistemi su come gestire, sfociando anche nella bioinformatica. Nota sul Coffe Break, il caffè era già finito, e questo per me è peggio di un insulto. Oltre a ciò sono stato attaccato da una brioscina kamikaze.

Verrà un Linux Day in cui….
dalla Tana del Leprecano

Ieri si è svolto il Linux Day anche a Portogruaro, organizzato dal 0421UG di San Donà e, incredibilmente, dal Comune. Le conferenze a cui ho assistito, tenute da tre ditte d’informatica della zona, e su questa scelta si potrebbe discutere ampiamente, più che su linux si sono incentrate sul discorso più generale di software libero e di open source e della sua applicabilità in ambito professionale.

Linuxday a Torino, Openday a Milano
da Fridrik Blog

“Weekend dedicato al Linux Day! Finalmente!

Quest’anno, su invito di un amico, sono andato a Torino, e i ragazzi del Gnug meritano davvero un applauso! Per due motivi:

  1. la location: mi ha fatto un po’ strano trovarmi sotto ad una chiesa, ma scoprire che in pratica è un centro conferenze (quei posti splendidi, con lunghe file di sedie, proiettori, impianto audio, reception, eccetera) è stata un’ancor più piacevole sorpresa!
  2. gli speaker: due fantastici Massimo Tonon e Emiliano Grilli (mi spiace non citare gli altri, ma la verità è che ho partecipato solo a metà evento…).

E la natura degli speaker merita una riflessione: non erano dei tecnici, o meglio, non esattamente degli informatici.”

Aggiungi le tue impressioni con la form dei commenti.

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Mercato ADSL, l’associazione italiana providers si appella al garante

AIIP torna ad un anno di distanza sulle pagine dei giornali, per lanciare ai Commissari AGCOM un nuovo appello urgente, condiviso anche con gli utenti italiani di Internet, per chiedere che il provvedimento in fase di approvazione, che governerà per i prossimi 18 mesi il mercato della larga banda all’ingrosso, tenga conto che:

1. La quota di mercato di Telecom Italia nella larga banda al dettaglio, resta ancora la più alta tra quelle detenute da un singolo operatore nei principali Paesi dell’Europa a 25 (con l’eccezione di Lussemburgo, Slovenia, Portogallo e Cipro, dati CoCom2006). Inoltre, i prezzi della larga banda in Italia sono rimasti più alti degli altri paesi europei. Ad esempio in Francia un’offerta comprendente accesso ad Internet e traffico telefonico (verso numeri fissi nazionali), e più di cento canali televisivi, si aggira intorno ai 30 euro al mese. Invece in Italia per un’offerta analoga si spendono circa 60 euro al mese in aggiunta al canone telefonico di 14,75 euro che Telecom Italia ha chiesto di farsi riconoscere, quasi per intero, anche dai clienti larga banda dei propri concorrenti che intendano comunque distaccarsi la linea telefonica.

2. Gli alti prezzi scoraggiano i consumatori e l’Italia rimane agli ultimi posti per diffusione della larga banda, come dimostrato dall’ultimo rapporto OCSE. Allo stesso tempo, molti consumatori continuano a non avere alcun accesso a larga banda, in quanto la copertura resta limitata come ha evidenziato Viviane Reding, Commissario dell’Unione Europea per l’Informazione ed i media, in un suo recente intervento al Senato Italiano: “una percentuale molto più bassa della media dell’Unione Europea, inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate”.

3. A distanza di un anno dalla sua introduzione, il provvedimento dell’AGCOM sulla fornitura del servizio di connettività bitstream (che costituisce una ‘materia prima’ essenziale per i concorrenti di Telecom Italia) rimane, per il Paese, una grande opportunità ancora da sfruttare.

Tuttavia, come ribadito nel corso del tavolo tecnico presso l’AGCOM, AIIP ritiene che per una piena attuazione della lettera e dello spirito della delibera 34/06/CONS, il provvedimento di attuazione che sta per essere finalmente approvato, debba raccogliere le osservazioni degli operatori concorrenti di Telecom Italia. Si rischierebbe, altrimenti, una situazione di mercato ancora peggiore dell’attuale a danno degli operatori e degli utenti italiani di Internet.

IN PARTICOLARE AIIP CHIEDE:

1. CRITERI OGGETTIVI PER DETERMINARE PREZZI ALL’INGROSSO ORIENTATI AI COSTI

L’attuale proposta di AGCOM determina i valori dell’offerta all’ingrosso bitstream attraverso un’apposita ‘contabilità regolatoria’. Tuttavia, per il bitstream su protocollo IP, tale contabilità non esiste ancora, mentre per l’offerta bitstream basata su protocollo ATM, la contabilità regolatoria lascia a Telecom Italia ampie discrezionalità; col risultato pratico che i costi del servizio bitstream proposti da Telecom Italia sono addirittura più alti degli attuali e diverse volte maggiori di quelli che risultano dall’analisi economica effettuata da AIIP.

Si chiede quindi ad AGCOM di ricorrere, per la determinazione dei prezzi all’ingrosso dell’offerta bitstream, all’utilizzo dei seguenti criteri, condivisi nel corso del tavolo tecnico anche da altri operatori non associati ad AIIP, per i quali sono già stati redatti schemi di contabilità sia per la componente IP che per la componente ATM:

  • analisi bottom-up sulla base dei costi delle singole componenti, ottenuti da listini già approvati da AGCOM (OIR), o se non disponibili, da prezzi già applicati da Telecom Italia per le singole componenti;
  • analisi di replicabilità di tutte le offerte al pubblico di Telecom Italia;
  • analisi bottom-up sulla base dei prezzi di mercato delle singole componenti residuali costitutive del bitstream, non presenti in OIR o in altri listini di Telecom Italia.

2. MODIFICA DELLE CONDIZIONI TECNICHE DI SERVIZIO E DI SLA SECONDO QUANTO EMERSO DAL TAVOLO AGCOM

Durante le riunioni del tavolo AGCOM gli operatori alternativi hanno segnalato numerose criticità anche sui dettagli tecnici dell’offerta predisposta da Telecom Italia, alcune delle quali la renderebbero inutilizzabile a prescindere dai prezzi. Si chiede che AGCOM operi con la massima vigilanza e fornisca indicazioni precise e dettagliate al riguardo.

3. CONDIZIONI ECONOMICHE CONGRUE ED A FAVORE DELL’INNOVAZIONE PER LE LINEE SENZA FONIA (cd. ‘NAKED’)

Da quasi due anni, quando un cliente di accesso a larga banda di un altro operatore non vuole abbonarsi ai servizi telefonici di Telecom Italia, l’incumbent ha iniziato a chiedere ai propri concorrenti un ‘supplemento linee senza fonia’ di importo prossimo al canone del servizio telefonico non usato dal cliente finale. Su questo punto è nata una lunga disputa, e nell’ambito della delibera bitstream, AGCOM ha infine stabilito che, in eccezione al principio di orientamento al costo del bitstream, il cd. ‘supplemento linee senza fonia’ debba essere calcolato come ‘retail minus’, ossia con un opportuno sconto a partire dal canone per il servizio telefonico residenziale, offerto da Telecom Italia al cliente finale.

Per non fermare lo sviluppo e l’innovazione dei servizi basati su IP, come ad esempio la VoIP, AIIP chiede:

  • che il provvedimento AGCOM preveda un prezzo per le linee senza fonia derivante da un minus congruamente definito, e comunque non inferiore al 30%, applicato sulla migliore offerta al pubblico retail di linea telefonica (cfr. offerta ‘Casa Vacanza’);
  • che l’introduzione della tariffazione aggiuntiva per le linee senza fonia entri in vigore contestualmente all’approvazione dell’offerta di riferimento per il mercato 12, applicato solo alle linee di nuova attivazione o al rinnovo di quelle in essere onde consentire agli operatori di ribaltare il costo ai propri clienti, a tutela dei rapporti contrattuali in essere con in consumatori;
  • che il contributo specifico di attivazione per le linee ‘naked’ venga definito applicando un minus congruamente definito, e quindi non inferiore al 30% a partire dall’attuale contributo nuovo impianto ISDN residenziale (pari a 100euro oltre iva), e che tale contributo non sia previsto in caso di doppino ‘solo dati’, già installato;
  • che venga imposto a Telecom Italia di estendere alle linee naked eventuali promozioni applicate alle ADSL con servizio di fonia (ad esempio l’eventuale gratuità dei costi di attivazione).

4. CONTROLLO PREVENTIVO DELLE FUTURE OFFERTE AL PUBBLICO DI TELECOM ITALIA

L’AGCOM ha dichiarato che “lavoriamo per un settore da cui dipende buona parte del destino economico del Paese e che la nostra funzione di regolamentazione ex-ante resta essenziale”. AIIP concorda con tale affermazione e ritiene essenziale che, anche dopo l’entrata in vigore dell’offerta bitstream, l’Autorità imponga a Telecom Italia di comunicare con largo anticipo le nuove offerte al pubblico in modo tale che AGCOM possa verificarne la congruità con il listino bitstream, prima ancora della loro commercializzazione. Questa misura è essenziale per non ridurre il potere sanzionatorio di AGCOM, e si rende ancor più necessaria alla luce dei ripetuti abusi di posizione dominante di Telecom Italia, che sono stati riscontrati e sanzionati nel corso degli ultimi anni dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Si chiede inoltre che, laddove siano riscontrate offerte non compatibili con il listino bitstream, sia previsto espressamente:

  • il blocco dell’offerta retail, anche in via cautelare o su semplice diffida del dipartimento che effettua tale valutazione di replicabilità, con susseguente applicazione di ‘astreintes’ e, se confermata la violazione nel merito, anche di sanzioni esemplari per prevenire il ripetersi di simili azioni anticompetitive;
  • la verifica di quale sia l’origine dell’errore che ha portato ad un’offerta bitstream wholesale a prezzi superiori ad un’offerta retail di Telecom Italia.
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Venice, arriva la TV internet gratis targata Skype e KaZaA

Janus Friis, co-fondatore di Skype, ha dichiarato che è in fase di prossima apertura una nuova TV via internet destinata a tutti gli utenti dotati di banda larga. La tv fornirà contenuti di qualità del tutto gratuiti e sarà interamente sostenuta dalla pubblicità.

Tv internet
Photo Credit: Mikha S

Il progetto ha il nome in codice Venice ed è figlia delle esperienze di successo quali Skype, la telefonia VoIP gratuita e KaZaa, il famoso sistema di file sharing P2P. Sui tempi Friis è stato chiaro; "Lo presenteremo al pubblico quando sentiremo che funzionerà abbastanza bene e avrà contenuti a sufficienza. E non passerà molto tempo prima che sarà pubblico. Questione di un mese o due".

Il sistema sarà integrato con dinamiche di social networking in quanto sarà possibile per qualsiasi utente inserire i propri contenuti professionali grazie alla collaborazione di numerose compagnie di produzione TV su tutto il pianeta; "E’ un sistema in cui le persone che dispongono di contenuti professionali possono renderli pubblici (su Internet). E può essere chiunque!"

Si arricchisce dunque il panorama dell’offerta dei nuovi media, già abbastanza ricca di TV internet completamente indipendenti quali PenguinTV e Democracy TV .

Fonti: Reuters, CrunchGear

SEO e ranking: webmaster tools per il posizionamento

Rank del sito su tutti i Datacenter Google

Pagerank checker è un utilissimo strumento per controllare il rank del proprio sito su tutti i 96 datacenter di Google contemporaneamente. Eventuali discrepanze del rank sui datacenters potrebbero indicare un aggiornamento di tale valore in corso d’opera.

Posizionamento simultaneo sui datacenter

Visualizza la posizione di un determinato sito in base ad una ricerca 41datacenter di Google. Anche in questo caso se il posizionamento appare molto differente da un server all’altro potrebbe essere il sintomo di un aggiornamento delle SERP di google in corso, la cosidetta Google Dance, che a detta di alcuni non è più in vigore, per altri rappresenta ancora il sintomo dell’aggiornamento dei risultati.

Serp silmultanea

Analogo allo strumento precedente con la differenza di mostrare la posizione di un determinato sito mostra le pagine dei risultati.

Page Rank prediction

Visualizza il rank presunto di una determinata pagina che verrà assegnato al prossimo aggionamento di GG

Gestione sitemap

Google e Yahoo! consentono ai webmaster di inserire direttamente le pagine da indicizzare tramite due strumenti; Webmaster Tools di GG e SiteExplorer di Yahoo!

Spider simulator

Ai fini di una buona indicizzazione non è tanto importante come il sito appare a noi, ma come appare agli spiders dei motori di ricerca. Lo spider simulator ci viene incontro. Mostra, dato un URL, come uno spider vede tale pagina web.

Backlink checker

Per i motori di ricerca più il nostro sito viene linkato dall’esterno, più viene spinto in alto nelle serp. Il backlink checker mostra quanti sono i links verso il nostro sito nei principali motori

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Ricchi con AdSense? Ecco 8 publishers milionari o quasi!

Guadagnare con AdSense è utopico? O meglio, creare un lavoro indipendente è possibile? Sembra di si, non solo.

Dopo aver letto il post Ecco la Top 8 dei migliori Publisher AdSense ho approfondito l’argomento

Soldi e computer

Photo Credit: Eylem Culculoglu

Ti presento gli 8 publishers di AdSense che con progetti proprietari (blog od altro, nati comunque solo per passione) sono diventati decisamente ricchi, o almeno, grazie ad AdSense,  non hanno il problema di sopravvivenza dei comuni mortali;

  1. Markus Frind con PlentyOfFish.com : $300,000 al mese
    • Markus Frind è di Vancouver e con il suo sito di incontri online ha letteralmente sbancato AdSense. Il suo sito, Plentyoffish.com, è il più noto sito al mondo di datingt. Conta 500 millioni di pagine cisitate al mese e $10,000 al giorno. E lavora da casa, ovviamente.
  2. Kevin Rose con Digg.com : $250,000 al mese
    • Con Digg.com, aperto nel 2004, Kevin è proprieratio del più grande sito di news della rete con 400,000 inscritti e più di 200 milioni di page views. month
  3. Jeremy Shoemaker$140,000 al mese
    • Con ShoeMoney Jeremy si può considerare un guru dell’internet marketing. Con la sua conoscenza di Google, AdSense e AdWords ha capitalizzato il valore delle sue informazioni con un reddito incredibile.
  4. Jason Calacanis - Weblogs, Inc. ; $120,000 al mese
    • Prima di vendere la Weblogs inc. ad AOL per 25 milioni di dollari il network di blogs fondato da Jason fruttava $4,000 al giorno! E’ diventato un case-study di AdSense
  5. David Miles Jr. & Kato Leonard ; $100,000 al mese
    • Secondo un  articolo del Washington Post, David Miles Jr. and Kato Leonard, hanno dichiarato di ricevere $100,000 al mese grazie a  Freeweblayouts.net, che fornisce templates gratuiti da usare su MySpace. Anche se non sembra siano tutto frutto di AdSense ma anche di altri programmi di affiliazione.

Gli altri sono; Tim Carter con  AsktheBuilder.com  ($30,000 al mese), Joel Comm ($24,000 al mese), Shawn Hogan con DigitalPoint ($10,000 al mese).

Questo è Markus Frind intervistato dalla Tv canadese che racconta la sua storia:

Che devo dire…..impressionante!

Firefox 2.0 disponibile per il download

E’ finalmente disponibile Firefox 2.0, nuova versione del Browser Mozilla che si presenta come l’anti Internet Explorer. Le principali novità;

  • Protezione anti-phishing integrata: La protezione anti-phishing avverte l’utente quando si sta navigando in un sito contenente applet o comportamenti lesivi per la privacy e per i propri dati. L’elenco di tali siti è continuamente aggiornata da un db online quando la funzionalità è attiva.

  • Funzionalità di ricerca migliorate: Firefox 2 sarà capace di suggerire le chiavi di ricerca più utilizzate mentre l’utente le digita nella textbox integrata. Avvertirà inoltre in merito a funzionalità e plug-in aggiuntivi messi a disposizione dai vari motori (Google, Yahoo ecc.)

  • Schede di navigazione migliorate: Firefox aprirà nuove schede all’apertura di nuovi link senza aprire ulteriori finestre. Si potrà navigare tra le schede con una scroolbar.

  • Salvataggio sessioni di navigazione: Il nuovo browser è in grado di ricordare lo stato della navigazione  e riprenderla alle aperture successive. Molto utile in caso di crash, in quanto sia eventuali download, digitazioni di testo nelle form e quant’altro verrà ripristinato cosi com’era al momento dell’interruzione.

  • Anteprima e sottoscrizione web feeds: L’utente può decidere come gestire i Web feeds, ovvero se sottoscriverli via web, in un RSS reader separato, oppure come Live Bookmarks. My Yahoo!, Bloglines and Google Reader sono gli aggregatori pre-impostati ma l’utente può personalizzare tale lista.

  • Controllo ortografia: E’ possibile verificare la correttezza ortografica di tutti i testi digitati.

  • Add-ons manager: Il nuovo  Adds-on manager migliora la gestione delle estensioni offrendo una unica interfaccia per gli adds-on e per i temi grafici.

e molte altre. E’ possibile scaricare Firefox 2.0 da qui.

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ISkoot, chiama i contatti Skype col cellulare

ISkoot ha rilasciato da poco la versione Mobile Java della piattaforma VoIP che collega il proprio cellulare al sistema Skype. Finalmente è possibile effettuare chiamate verso utenti Skype direttamente dal telefonino senza bisogno di alcun computer, e di controllare lo stato dei propri contatti Skype con il cellulare. A breve arriverà anche la chat e le funzionalità di Skype disponibili sul cellulare saranno quasi complete. E’ possibile inoltre essere on-line su Skype utilizzando la connessione del proprio telefonino, ed essere chiamati da un altro utente Skype con un PC utilizzando il nostro credito SkypeOut.

ISkoot

Su ISkoot.com è possibile provare per 15 giorni del tutto gratuitamente il sistema con tre semplici passi;

  1. Registrazione utente
  2. Download ISkoot per cellulari e Palm Java
  3. Installazione

Registrazione ISkoot

E’ gratuita e richiede ovviamente l’inserimento del proprio account Skype oltre che una email di riferimento ed il numero di telefono sul quale ricevere il link per effettuare il download del programma.

Scaricamento ed installazione

Al momento è possibile installare ISkoot sui seguenti dispositivi; Motorola™  (RAZR V3, SLVR L7, PEBL, v557), Palm®  (Treo 650, Treo 700p), Sony Ericsson™  (v600i, w600i), Nokia  (6021, 6102, 6600, 6680, 6682, 6030, E-series). Non è escluso comunque che possa funzionare su altri telefonini compatibili con java.

Per scaricare l’applicazione è possibile collegarsi in wap con il cellulare all’indirizzo specificato in fase di registrazione oppure ricevere un SMS con il link per il download. Il file .jar pesa circa 92Kb.

Avvio

ISkoot sarà presente tra le applicazioni Java. Al primo avvio verrà richiesto il proprio account Skype, successivamente verranno mostrati i propri contatti con il relativo stato. E’ un po strano vedere contatti online senza poter chattare, ISKoot infatti serve solo ed esclusivamente per telefonare con il sistema SkypeOut, o per ricevere chiamate. Anche i nostri contatti infatti ci vedranno online e qualora ci chiamassero con Skype la chiamata pc2pc sarebbe deviata verso un numero da noi specificato utilizzando il nostro credito SkypeOut.

Come funziona

  • Si avvia l’applicazione sul cellulare
  • Appariranno tutti i propri contatti con relativo stato. Noi a nostra volta appariremo online, o nello stato da noi desiderato
  • Se un utente ci chiama con il PC…
    • la chiamata verrà deviata verso un numero telefonico da noi preimpostato nell’applicazione utilizzando il nostro credito SkypeOut
  • Se noi chiamiamo un utente che appare online…
    • Effettueremo una chiamata VoIP sul PC dell’utente chiamato, al costo di una normale chiamata con il cellulare

Oltre al credito SkypeOut che viene scalato, quando si utilizza il sistema si è collegati ad internet tramite il cellulare. Il costo di tale collegamento dipenderà ovviamente con il piano telefonico in vigore con il vostro operatore.

E’ chiaro che il punto forte di ISkoot non è l’economia, ma solo ed esclusivamente la possibilità di interagire con i propri contatti Skype utilizzando un cellulare senza la necessità di un computer. Sarà molto più interessante quando verrà aggiunta la funzionalità della chat.

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Tags e Microformats nel tuo blog, entra nel web semantico

La quantità di dati ed informazioni presenti in rete sta causando una evoluzione della struttura di internet. Il problema non consiste più nella presenza o meno di una informazione in rete, ma nel reperirla. Da qualche anno un aspetto del web 2.0 si sta evolvendo proprio per soddisfare una necessità impellente; organizzare, distribuire e rendere reperibili nella maniera più semplice e veloce possibile qualsiasi informazione; persone, notizie, luoghi, prodotti ecc.

In poche parole rendere sempre più accessibili le informazioni per chi ne ha bisogno; il web semantico. I Microformats, ed in particolare i Tags sono gli strumenti per attuare questo tipo di organizzazione. Sui Microformats puoi leggere  Cosa Sono I Microformati E Perché Rendono Le Informazioni Online Più Facili Da Trovare di Masternewmedia, io focalizzerò su un aspetto pratico del Tag come strumento per avvicinare i propri contenuti a potenziali lettori.

Tag
Photo Credit: Hilary Quinn

Ogni blog o sito in generale ha le sue categorie, con le quali vengono suddivisi ed organizzati i contenuti. L’idea di base del web semantico è quello di creare categorie planetarie per tutti i contenuti esistenti.

Facendo un paragone è come se le categorie di ogni blog o ogni sito siano rappresentate da uno schedario dentro una stanza. Se cerco un documento in qualche parte nel mondo non potrò far altro che cercare in tutti gli schedari esistenti sperando di trovare ciò che cerco prima che muoia. A meno che non ci si organizzi in maniera tale da usare tutti un unico schedario planetario, ed inserire il nostro documento non dentro il nostro schedario privato, ma dentro un unico contenitore planetario, non solo. Fare anche tante copie del documento ed inserirlo contemporaneamente in diversi cassetti dove potrebbe essere cercato.

Come si utilizza il Tag

Rendere i propri contenuti accessibili con i Microformats ed in particolare con i Tags è una operazione semplicissima, richiede qualche minuto di lavoro senza cambiare quasi nulla nei nostri post o nelle nostre pagine. Ne sarai sorpreso.

Se già utilizzi i tag per organizzare i tuoi contenuti, basterà che tu aggiunga una piccola istruzione al tuo link per inserire la pagina nello schedario globale. L’istruzione è rel="tag".

Il link;

 <a href="/tag/nometag">nometag</a>

dovrà diventare

 <a href="/tag/nometag" rel="tag">nometag</a>

Questo semplice accorgimento farà in modo di rendere riconoscibile ai motori di ricerca, agli aggregatori e agli spider che le informazioni contenute nella pagine contenente quei links devono essere categorizzate in quel modo.

Ad oggi sono molti i motori o gli aggregatori già sensibili ai Micoformats e ai Tag. Yahoo ad esempio, Technorati ed altri.

Ecco un esempio, ogni articolo su Ikaro viene taggato con questo sistema. Questo articolo contiene i seguenti tags alla fine;

Ikaro

Ecco come Technorati e MySyndicaat catturano l’articolo;

Tecnorati
Technorati

Mysyndicaat
MySyndicaat

Come vedi vengono riconosciuti i tag da noi opportunamente configurati e categorizzano di conseguenza il nostro contenuto, che potrebbe essere restituito da qualche parte del web a qualsiasi utente che cerchi questo tipo di informazione.

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No al brevetto e al diritto d’autore

Molte volte ho riflettuto sulla mia posizione in merito al brevetto e al diritto d’autore in genere, mai come ora l’argomento è di attualità in un mondo in cui le comunicazioni sono globali ed istantanee e l’accesso alle stesse viene osteggiato e combattuto.

E’ semplice valutare se il brevetto sia un concetto positivo o negativo? No, non lo è. Dipende molto dal punto di vista soggettivo.

Se avessi una idea, o creassi una opera di ingegno accetterei che qualcun altro la utilizzasse per i propri scopi, eventualmente traendone beneficio economico? Superficialmente risponderei di no in quanto non accetterei che il mio lavoro vada a vantaggio altrui. Ma riflettendo meglio mi accorgerei che così come un altro può utilizzare una mia opera, io potrei utilizzarne altre mille altrui, per il mio lavoro e per i miei progetti, accellerando la mia creatività e produttività. Favorendo in poche parole, la mia evoluzione come individuo e come professionista.

Da dove nasce quindi quel primo istintivo rifiuto a cedere al mondo le proprie creazioni? Per quanto mi riguarda ho capito che nasce dal timore che ho della mia stessa mediocrità. O meglio, dalla paura di non essere più in grado di crescere e maturare altre opere, altri lavoro, partorire in poche parole altre idee. In base a questo nasce in me un primo istintivo tentativo di capitalizzare quella idea e trarre un beneficio vita natural durante.

In base a queste riflessioni puramente personali, arrivo all’opinione che il brevetto e il diritto di autore così come sono intesi nella nostra società siano male.

Capitalismo
Photo Credit: Tijmen Van Dobbenburgh

  • Il diritto d’autore è un freno della nostra economia, non un fattore positivo come vogliono farci credere i nostri politici e i nostri industriali.
  • Il diritto d’autore è una zavorra che impedisce l’evoluzione della società, costretta a spendere risorse (tempo-denaro-energie) per poter iniziare il lavoro la dove è stato lasciato qualcun altro
  • Il diritto d’autore uccide sul nascere geni e creativi che potrebbero dare molto al mondo

Soffermiamoci su un fatto che mi ha sempre colpito. Negli ultimi 50 annio il genere umano si è evoluto? Ad inizio secolo andavamo a cavallo, dopo sessanta anni siamo andati sulla luna (anche se su questo ci sarebbe da scrivere una enciclopedia).

Oggi, dopo 50 anni dallo sbarco sulla luna l’accellerazione della nostra evoluzione si è mantenuta? No, ci siamo fermati. Siamo portati a considerare "progresso";

  • automobili sempre più grandi, che fanno solo più rumore (ma le auto esistono da più di 100 anni)
  • cellulari più piccoli (ma il primo non lo ha inventato Guglielmo Marconi?)
  • la tv digitale, quella via cavo (ma la tv è la stessa di 50 anni fa)

La realtà è che con l’introduzione del brevetto abbiamo smesso di evolverci, presi come siamo a raspare preventivamente denaro e robba qualora qualcun’altro osasse solo pensare a qualcosa di nostro. Il risultato è il seguente; Armstrong andò sulla luna, noi dopo quaranta anni ancora muoriamo sulle autostrade. Ma con politici ed industriali che ci inculcano il concetto  che stiamo progredendo.

Visto che siamo in epoca di reality, mi piacerebbe farne uno. Tre persone su una isola, magari tre industriali, con le loro regole. Uno inventa un amo, il secondo una canna, il terzo la lenza. Ma non possono cooperare perchè l’isola è deserta e non c’è denaro ne tantomento merce di scambio.

E la nostra società così sopravvalutata sarebbe sintetizzata nell’immagine dei tre dotati di cotanta autostima e supponenza che mangiano sterpi e bacche, con le loro invenzioni inutili mentre il mare trabocca di pesci saltellanti.

Il brevetto è lo specchio della nostra stessa mediocrità.
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