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Sviluppo siti web: il famigerato Fattore Fenomeno

Ricordo ancora un libro piccolino ma estremamente interessante scritto da David Siegel intitolato "Futurizza la tua impresa". Allora erano altre circostanze perchè si viveva una fase di transizione tra l’euforia del primo boom della rete ed i primi scottanti fallimenti (sto parlando del 2000/2001), e quel libro conteneva pochi ma semplici concetti che illustravano i punti essenziali per affrontare un progetto web.

Quello che ricordo maggiormente era il tono scherzoso che l’autore usava in alcuni passi, specialmente nei brani in cui illustrava al lettore quali erano i pericoli principali da rifuggere quando si prendeva in gestione un progetto web per una azienda cliente.

Mai più un libro descrisse così bene lo svolgimento dei miei anni a venire, e li descrisse con una precisione ed una accuratezza tali da indurmi il sospetto che ci sia una sorta di formula matematica determinante le dinamiche di causa/effetto di chi fa il mio mestiere.

In particolare, il libro descriveva non tanto situazioni di tipo tecnico che un progettista web deve affrontare nel suo lavoro, quanto quel turbinio di relazioni umane e correlazioni personali che di fatto erano è nodo da sciogliere in fase di implementazione di un progetto web per un cliente.

Parlare di lavoro informatico, di sviluppo di sistemi informativi o di prodotto IT in genere non ha senso se non si correlano con i rapporti umani che vanno gestiti per portare a termine il progetto. Chiunque faccia il mio lavoro sa bene che di fatto il cuore di un progetto non è il codice sorgente né il mantenimento, ma è quell’idea di base e di concetto frutto solo di fantasia ed intuizione che attraverso gli strumenti informatici viene tradotta in materia visibile, sottoforma di prodotto finito. Ma in questo percorso ideale c’è la croce, la chimera di ogni buon progettista; Il Fenomeno.

Photo Credit: David Schauer
Photo Credit: David Schauer

Descrivere cosa sia Il Fenomeno non è semplice, poichè non esistono tempi e modalità precisi nei quali Il Fenomeno può apparire. Non sono neanche certe le spoglie sotto le quali si può svelare, perchè Il Fenomeno può apparire praticamente nei panni di chiunque; uomo, donna, responsabile tecnico del cliente, figlio o conoscente del committente, ma inesorabilmente, prima o poi, appare. E’ inevitabile.

Condizioni necessarie e sufficienti per essere definiti "fenomeni" sono;

  • Essere "bravi-col-compiuter" (non è un errore)
  • Poter comunicare con il commitente

Ma andiamo per gradi, e analizziamo i presupposti e i decorsi necessari per la sua apparizione.

Un campo aperto

Internet, o meglio l’informatica, sono campi molto inflazionati in quanto esiste una sorta di desiderio maniacali di essere protagonisti (non si sa bene perchè) senza poi avere le necessarie competenze.

In questo campo esistono specializzazioni molto vaste e aree di settore che sono impossibil da far comprendere a chi non è del settore stesso. Ma per qualche sorta di motivo misterioso praticamente chiunque sia "bravo con il computer" si getta a capofitto in competizione.

Le mie perplessità nascono dal fatto che la stessa cosa non avviene in altri settori. Non ho mai visto per esempio, persone brave a costruire castelli di sabbia far concorrenza alle aziende edilizie, oppure non ho mai visto ragioneri competere con i certificatori di bilancio. Ma in informatica, ormai si sa, è guerra selvaggia.

Ad onor del vero tengo a precisare che questo mi va bene, nel senso che sono gli stessi meccanismi naturali del mercato a determinare il mercato stesso, e preferisco di gran lunga questa libertà ad una condizione elitaria in cui a priori si stabilisce chi è professionista e chi non lo è, semplicemente perchè allo stato dei fatti gli organismi che già operano questo tipo di controllo non mi risulta brillino di professionalità, anzi (con i dovuti distinguo ovviamente).

La tentazione del committente

Quando riceviamo una commessa o l’incarico di sviluppare un progetto, è chiaro che il committente ci paga perchè noi siamo in grado di operare con competenze che lui o la sua azienda non hanno, oppure hanno deciso di dare il progetto in outsourcing delegando pertanto competenze e responsabilità

All’inzio ci facciamo carico di una responsabilità che ci viene data di buon grado da colui/colei che ci commissiona il lavoro. Ma attezione; questa sorta di "indispensabilità" che all’inizio viene considerata un sollievo per il committente…piano piano con il concretizzarsi del progetto e delle prime entrate, diventa nel committente un desiderio di autonomia.

Con il progetto in piedi, visibile e funzionante il fatto di essere indispensabili si trasforma nel cliente in una irrequietudine derivante da una errata sensazione di eccesso di dipendenza dall’autore del progetto. I tempi sono maturi per l’apparizione del Fenomeno!.

Arriva il Fenomeno

Improvvisamente, proprio nel momento in cui il progetto inizia a girare, carpite dal cliente una certa insofferenza verso le vostre soluzioni o verso i vostri punti di vista sul progetto. I tempi nelle comunicazioni si allungano e le risposte divengono più evasive e insofferenti. Questo è il sintomo che il Fenomen è arrivato.

Anche se ancora non lo avete conosciuto o visto, sappiate che è già al lavoro e, ignaro dell’analisi dei flussi, delle logiche di progettazione e delle semplici problematiche che hanno determinato alcune soluzioni anzichè altre, è lì a illuminare il committente tentando di analizzare il progetto probabilmente con punti di vista differenti.

Negli ultimi 10 anni di lavoro il fenomeno mi è apparso più volte e in genere sotto queste spoglie;

  1. Un responsabile informatico dell’azienda
  2. Un parente/amico del committente bravo col computer
  3. Un concorrente a cui siete stati preferiti voi

Il committente vacilla

Di fatto il problema non sta nell’avere da parte del committente un punto di vista diverso, poichè ritengo che questo sia una condizione salutare per un buon livello di collaborazione committente/prestatore d’opera, ma consiste nel fatto che il committente non ha le conoscenze necessarie per dare una valutazione di correttenza alle opinioni del fenomeno. Queste opinioni diverse, quindi, accomunate con una certa irrequietudine dovuta al fatto che oramai siete indispensabili, determinano il momento più critico di tutto il progetto. Il Fattore Fenomeno.

Sono molti i punti che possono diventare critici in seguito all’opera del Fenomeno, ma per esperienza uno su tutti è il punto più debole che si presta a divenire il punto di rottura: il budget di mantenimento.

Come risolvere la situazione

Non esiste una formula certa in quanto esistono differenti tipologie di clienti e diverse tipologie di fenomeni, ma cerchiamo di dare un breviario semiserio;

  1. Se avete capito che il committente da credito al fenomeno perchè lo ha convinto che si possa risparmiare il budget di mantenimeno
    • Cari miei, questa è la situazione peggiore; VI HANNO SCOPERTI. Qualsiasi cosa diciate o facciate, verrà interpretata solo come scusa per "fare soldi". SCAPPATE! Consegnate il sorgente e fuggite ..non fatevi più trovare. Ma lasciate il CD nelle mani del fenomeno e non fatevi più vedere, perchè altrimenti dovrete istruire il fenomeno in cose che probabilmente non è in grado di capire!

  2. Se avete capito che il fenomeno è un parente del committente..
    • Anche qui sono dolori… fondamentalmente perchè si innesca il meccanismo del "teniamo tutto in famiglia". Sacrosanto, per carità, infatti dite che avete aperto una panetteria con vostra sorella e avete cambiato lavoro

Cosa comunicare al cliente, sempre, assolutamente e chiaramente all’inizio di ogni progetto

L’esperienza aiuta ed è proprio grazie a questa che ritengo di aver individuato alcuni punti salienti che il cliente deve digerire prima ancora che iniziate a scrivere una sola riga di codice al fine di togliere terreno da sotto i piedi del fenomento, che prima o poi arriverà;

  1. Il rischio non consiste nel fatto che il progetto web non funzioni, ma esattamente il contrario. Se il progetto web funzionerà, saranno dolori.
  2. La spesa per lo sviluppo inziale (il cosidetto start-up) è nulla in confronto al budget di mantenimento per un progetto funzionante. I clienti in genere (almeno quelli meno esperti, o quelli furbetti) si aspettano di spendere inizialmente per qualcosa che poi porterà automaticamente soldi vita natural durante. Toglieteglielo dalla testa, assolutamente (vedi punto 1).
  3. Fate capire che la riuscita completa di un progetto web è tale quando l’autore del progetto non è più indispensabile. Questo però comporta una spesa notevole di formazione. Se il cliente vorrà essere indipendente, è bene che consideri questo come una parte del progetto ben precisa chie richiede pianificazione, tempo e costi.

Se il committente non comprende questi tre semplici punti, è bene che non si inizi il lavoro, perchè inizio decisamente a pensare che per i piccoli professionisti nel campo dell’IT il successo non è determinato dai lavori che si prendono, ma da quelli che si lasciano!

In poche parole l’obiettivo di un professionista in gamba in questo settore non dovrebbe essere la gratificazione di un cliente, ma lavorare per sè tramite progetti proprietari.

Alla prossima con un altro fattore importante quanto pericoloso: il Fattore Babbo Natale.

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Telecom Alice 20 Mb viola la libera concorrenza? Comunicato congiunto di ADD, AIIP e Assoprovider

Nei giorni scorsi è stata presentata la "nuova" offerta all’ingrosso di Telecom Italia per Alice adsl 20 Mega. Sia gli utenti, sia i provider, hanno purtroppo constatato l’esistenza di nuove e palesi violazioni delle normative che regolano il mercato della banda larga: questa offerta all’ingrosso, pur avendo un nome evocativo dell’offerta al dettaglio Alice 20Mbps, non vi corrisponde assolutamente da un punto di vista tecnologico.

Photo Credit: Miguel Ugalde
Photo Credit: Miguel Ugalde

Solo per citare due effetti delle profonde differenze tecnologiche, basti considerare che, con questa offerta all’ingrosso, un operatore concorrente non può replicare le architetture di Telecom che consentono di avvicinare i contenuti agli utenti (Network Caches) ne’ erogare servizi video (la tecnologia relativa si chiama Multicast). Anche se fosse una offerta wholesale corrispondente all’offerta Alice 20Mbps, vi sarebbero altre violazioni:

  1. viene usato il metodo retail minus invece di adottare l’orientamento al costo, come prevede la normativa 34/06
  2. l’offerta all’ingrosso, invece di precedere quella al dettaglio, si avrà solo dopo alcuni mesi (sarà disponibile dal 15 settembre)
  3. gli operatori sono relegati ad essere dei meri rivenditori, non potendo in alcun modo personalizzare le offerte, inoltre questi saranno costretti ad utilizzare la vecchia rete ATM, mentre Telecom utilizzerà la nuova rete full ip, che garantisce performance più elevate e minori costi.

Come si possono effettuare le verifiche di replicabilità in queste condizioni? Come possono competere gli altri operatori se l’offerta sembra studiata per danneggiarli?

La mancanza di un reale concorrenza penalizzerà gli utenti, sia per la qualità dei servizi, sia per le tariffe. Questa "legge del più forte", non può più essere tollerata.

L’AGCOM proprio nei giorni scorsi ha dichiarato che in Italia le norme che regolano il mercato delle comunicazioni sono tra le più avanzate del mondo, forse è vero ma, il problema è che l’Italia occupa gli ultimi posti quando si tratta di far rispettare tali regole.

Anti Digital Divide, AIIP e Assoprovider hanno deciso di diramare questo comunicato congiunto, per esortare l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ad intervenire in modo deciso ed in tempi rapidi per porre fine a questa situazione, divenuta ormai intollerabile, e ripristinare la concorrenza nel mercato TLC di rete fissa, con regole chiare e sanzioni incisive, come quelle del primo periodo di liberalizzazione della telefonia vocale. Clicca qui per il comunicato ufficiale

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Inserimento e indicizzazione nei motori di ricerca: 4 step per ottimizzare il posizionamento

Per ottimizzare l’inserimento nei motori di ricerca e raggiungere una buona indicizzazione in particolare in Google, è più importante una buona strategia che la conoscenza complessi teoremi sugli algoritmi di ricerca utilizzati.

Quella che segue è una guida essenziale per l’indicizzazione nei motori orientata al raggiungimento dei seguenti obiettivi;

  1. Trends; Individuare l’argomento più ricercato al momento nei motori di ricerca
  2. Analisi keywords: In merito all’agomento, individuare le keyword più usate dagli utenti nei motori
  3. Livello di remunerazione: Tra le parole più utilizzate, individuare quelle più remunerative per gli annunci contestuali
  4. Verifica: Controllare se il proprio articolo viene associato da Google alle keyword desiderate

Photo Credit: Jason Boutsayaphat
Photo Credit: Jason Boutsayaphat

Trends; gli argomenti più ricercati nei motori di ricerca ed in Google

Il problema di una buona indicizzazione nei motori di ricerca è anche il più banale, tanto banale da essere molto spesso sottovalutato; non è importante quanto sia scritto bene il nostro articolo (attitudine introversa alla creazioni di contenuti), è importante quanto l’argomento interessi ai cybernauti (attitudine estroversa, rivolta all’esterno). Ottimi articoli che interessano poco difficilmente raggiungono buoni livelli di indicizzazione.

Per questa operazione ci aiuta Google Trends. GTrends è una recente applicazione sperimentale della grande G che ci permette di valutare o comparare il livello di interesse di uno o più determinati argomenti attraverso l’inserimento di keywords separate da virgole. Verrà visualizzato un grafico comparativo che mostra il numero di ricerche effettuate dagli utenti nell’ultimo periodonei motori di ricerca e in Google in particolare,(e di presumibilmente negli altri motori di ricerca) utilizzando le chiavi inserite.

Un blog di ICT può cosi identificare cosa interessa di più, se articoli su Adsl, VoIP o TV internet. Clicca qui e scoprirai che (al momento della stesura dell’articolo) i cybernauti sono più interessati a problematiche di connettività piuttosto che agli altri due argomenti.

I risultati hanno valore esclusivamente comparativo in quanto le scale dei risultati non sono valorizzate.

Analisi delle keywords utilizzate nei motori di ricerca

Una volta individuato l’argomento più interessante abbiamo già un valido aiuto per una buona indicizzazione del nostro contenuti. Ma quali keyword vengono maggiormente usate?

Per questo utilizziamo Google Suggest, un ottimo servizio sperimentale in tecnologia Ajax che, a partire da una nostra chiave, ci suggerisce i sinonimi più utilizzati per le ricerche.

Per rimanere in tema con il precedente esempio rimaniamo in ambito di connettività e cerchiamo qualcosa di interessante.

Inseriamo per esempio "adsl senza telefono" e mentre digitiamo GSuggest ci mostrerà quante volte è stato cercato un termine simile nei motori di ricerca, dandoci così una idea affidabile sulle parole su cui puntare per una indicizzazione ottimale

Grazie a questo, verticalizziamo i contenuti e nel contempo individuiamo un argomento preciso che è di sicuro interesse per i navigatori. Nel mio esempio e sempre nel momento in cui scrivo, GSuggest mi suggerisce, appunto, che in merito alla connettività gli utenti cercano maggiormente "adsl senza telefono". Buono a sapersi. Utilizzeremo questo come nome del file e nella parte alta del testo per tentare di ottenere un posizionamento nei motori di ricerca che ci garantirà un buon riscontro.

Livello di remunerazione delle chiavi utilizzare nei motori

La pubblicità contestuale è la nuova frontiera del del marketing. Google ci da uno strumento efficace per indicarci quanto un inserzionista è disposto a pagare per apparire in un articolo con una determinata chiave.

Keyword Tool all’interno del nostro account AdWords ci da un elenco di chiavi e sinonimi per cui gli insersionisti sono disposti a pagare (la versione linkata è pubblica e limitata, non mostra tutte le info). Collegati e inserisci:

  1. Linguaggio e territorio di interesse dell’insersionista
  2. Nella tab "Keyword variation" inserisci la chiave che vuoi analizzare lasciando selezionato "Use synonyms"
  3. Nella stessa tab alla voce "Choose data to display" scegli: Cost and position estimates inserendo un valore di riferimento (es. 5 euro)

Clicca su Get more keyword ed eccola li, la lista di chiavi ordinabili per valore per le quali gli insersionisti sono disposti a pagare. Memorizza quelle più remunerative ed avrai finalmente tutte le informazioni per scrivere l’ articolo.

Verifica risultati

Ovviamente i programmi di affiliazione quali AdWords per determinare l’argomento di una pagina utilizzano algoritmi automatici che sono ben più semplici e inaffidabili della mente umana, per cui sempre il nostro pannello di controllo di AdWords ci dà uno strumento che ci consente di inviare un URL (oppure incollare un testo) e ci mostra quali sono per lui le chiavi rilevanti di quel testo dallo spider del motore di ricerca.

Lo strumento è sempre il Keyword Tool presente nel pannello di controllo di AdWords, solo che dovremo selezionare la tab Site-Related Keywords, inserire l’URL oppure un testo e cliccare su Get Keywords. Ed eccole la, le chiavi che AdSense utilizzerà per visualizzare annunci nella nostra pagina, e presumibilmente l’argomento che secondo motore di ricerca è maggiormente attinente al nostro articolo.

Etica e precauzioni

I suggerimenti descritti sono una semplice guida essenziale per indicare la strada migliore per una buona indicizzazione e remunerazione del blog o del sito, il risultato finale ovviamente dipende da molteplici fattori quali la saturazione delle chiavi usate, il rank del sito e molto molto altro, pertanto non è un sistema sicuro ma solo una buona indicazione

Ricorda semplicemente:

  • Mai, dico mai, alterare o scrivere contenuti insensati per richiamare annunci remunerativi, è contro la policy di Google. Semplicemente individua nell’area di interesse dei tuoi lettori e nei contenuti di cui ti occupi gli argomenti specifici più ricercati e le chiavi più utilizzate per cercarli. Tutto qui.
  • Una pagina aumenta il suo rank quando un utente ci clicca su dopo aver effettuato una ricerca. Questo è molto importante. Fare in modo di restituire una pagina in maniera artificiosa non attinente alla ricerca effettuata non solo non aiuta, ma rischia una forte penalizzazione in eventuali futuri aggiornamenti dagli algoritmi di ricerca, così come fu per l’eccessivo numero di link in entrata fortemente penalizzato con l’aggiornamento Jagger di Google delo scorso anno.
  • Non esistono sistemi sicuri. Capita che ottimizzando il lavoro al meglio poi escano fuori annunci contestuali che nulla hanno a che fare con l’argomento della pagina. Misteri della grande G…
  • I nuovi contenuti vengono digeriti lentamente da AdSense, per cui inizialmente gli annunci contestuali potrebbero non essere molto attinenti. una buona indicazione la si ha dopo qualche giorno

Alcuni esempi

Ecco qualche esempio su Ikaro:

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Cassandra Crossing – Chi si straccia le vesti?

Stracciarsi le vesti usava già nell’antichità, ed era considerato un gesto estremo, sia di disperazione che di protesta. Ai nostri giorni questa frase ha assunto un significato di “protesta spettacolare”, ma in qualche modo anche superficiale. Ed è questa la sensazione che si prova dando un’occhiata ai rari interventi del dopo-elezioni sui problemi della privacy in Rete circolati in tv, radio e quotidiani. Nel frattempo continuano a succedersi attacchi sempre più pesanti alla privacy in Rete.

Photo Credit: Nick Winchester
Photo Credit: Nick Winchester

In queste ultime ore l’AAMS ha avuto l’ok da un tribunale all’oscuramento dei siti esteri di scommesse; la manipolazione censoria delle strutture primarie della Rete viene quindi riconosciuta cosa buona e giusta, in barba a qualunque bilanciamento sociale costi/benefici e senza che sia attribuita una qualsiasi importanza al valore sovranazionale ormai consolidato della Rete.

Un pezzetto di Cina si è ormai installato a Roma, mentre le nostre autorità continuano evidentemente a non capire, o non voler capire come, perché e per chi funziona la Rete, che evidentemente viene considerata, non una struttura ormai indispensabile e vitale per la società moderna, ma uno spettacolo equivalente alle televendite di Wanna Marchi.

È invece notizia di pochi giorni or sono che un altro tribunale, questa volta americano, ha considerato legali le intercettazioni internet di massa attuate dalla National Security Agency ai danni dei cittadini statunitensi, ordinate dalla Casa Bianca senza aver ottenuto l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

Il prossimo passo è il via libera ad una nuova legge americana, la normativa CALEA, che obbliga gli ISP a far installare apparecchiature e backdoor in tutti gli strumenti di comunicazione telematica, al fine di consentire l’intercettazione di qualunque comunicazione in Rete, e sanziona pesantemente comportamenti difformi.

Se il recente passato insegna qualcosa, sarà questione solo di uno o due anni prima che l’Unione Europea emani una raccomandazione simile, come ha già fatto inseguendo altre leggi americane nel recente passato; già alcune voci che chiedevano le stesse cose si erano in passato levate a Bruxelles.

Da un punto di vista personale abbiamo oltrepassato quella linea invisibile che separa l’attesa dall’azione. Se le uniche voci che si levano in favore della privacy in Italia e nella UE sono quelle dei Garanti per la protezione dei dati personali, che denunciano situazioni preoccupanti senza poter o volere fare niente di più, è necessario provvedere quotidianamente all’autotutela della propria privacy in Rete, non potendo più sperare in una tutela legale che ormai è ridotta ad un simbolo che fa acqua da tutte le parti.

Quando esistono strumenti per difendere la privacy, anche se complessi da usare e da imparare, essi devono essere usati senza “se” e senza “ma”.

Crittografia di default; crittografare ogni mail che non debba essere strettamente pubblica, esortare i corrispondenti che non usano la crittografia a farlo. Essere insistenti e, dove occorre, anche estremisti in queste richieste.

Navigazione privata; usare Tor sempre e comunque. Installarlo di default su tutti i pc, configurarlo su tutti i browser, mettere come pagina iniziale del browser un controllo che il collegamento aperto sia anonimo. Ci sono set di applicativi che installano tutto da soli e forniscono pure utili strumenti grafici di amministrazione.

Ed è tempo di considerare i signori del:

- “Io non ho niente da nascondere”,
- “Io ho il coraggio delle mie idee”,
- “Troppo complicato per me”,
- “Funziona, ma è troppo lento”,
- “Non ci gira Doom XIV in 3DSensurround”

come quello che sono, persone pericolose che non sanno quello che fanno e che danneggiano se stessi e gli altri. Persone a cui parlare con calma, insistenza ed in termini adatti ai “bambini” che sono (relativamente alla privacy in Rete), a cui spiegare i guai in cui ci stanno cacciando comportandosi come se tutto andasse bene.

Prendiamoci questo faticoso incarico come una necessità ed un dovere.

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo.
Articolo con licenza Creative Commons

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Vedere i mondiali in internet: il tormentone del momento

Vedere i mondiali su internet è una delle frasi più ricercate del momento sui motori di ricerca in italiano.

Forum di discussione, blogs e community sono in fermento cercando disperatamente un sistema per vedere le partite in rete. Moltissimi utenti cercano addirittura il segnale Sky con applicazioni P2P. Tutto questa ricerca è destinata a rimanere senza una risposta perchè la questione è molto semplice: non esiste alcun segnale SKY in internet, e non è mai esistito!

Photo Credit: Jay V
Photo Credit: Jay V

Esisterebbe altresì il sistema per assistere ad alcune partite in quanto trasmesse da televisioni estere in streaming per il pubblico del proprio paese, ma stranamente la visione degli eventi sportivi trasmessi in streaming dall’estero risulta molto spesso impossibile. Riepiloghiami i punti salienti della questione.

Il segnale SKY in internet

Personalmente sono impressionato dall’ondata di richieste degli utenti che cercano SKY tramite applicazioni video P2P poichè il segnale Sky non è assolutamente visibile in rete, non lo è ora come non lo era in passato.

Questo fermento è una conseguenza diretta della disinformazione fatta dal Mainstream (nella migliore delle ipotesi dovuta a incompetenza) all’epoca del sequestro di coolstreaming.it e calciolibero.com, in occasione del quale vennero diffuse bestialità inconcepibili quali deviavano il segnale SKY in internet attraverso server cinesi, oppure vedevano le partite in rete con il logo SKY ed il commento originale.

Tutto ciò era assolutamente falso, ed ora ci sono milioni di utenti convinti di trovare da qualche parte qualcosa che non c’è; il segnale SKY in internet.

Vedere i mondiali in internet

In effetti un modo per assistere alle partite in rete ci sarebbe e sarebbe legale, o meglio, non dichiaratamente illegale, ed è il sistema più semplice; moltissime TV straniere (di stato e non) trasmettono nel loro palinsesto le partite.

Molte di queste inviano il loro segnale in streaming. Sarebbe sufficente pertanto controllare i loro palinsesti (sto parlando di BBC, CCTV, RTL, ZDF ecc. non so bene quali TV abbiano i diritti per ogni paese ma basta farsi un giro in rete e controllare) e collegarsi al loro segnale utilizzando i numerossissimi programmi per la tv via internet, aggregatori (come il Mediacenter di CoolStreming) o P2P (come PPLive o l’italiano Streamerone).

Perchè non sono visualizzabili i segnali

Qui arriviamo al nocciolo della questione. Checchè se ne dica e nonostante tutta la disinformazione che si fà, se utilizzo un programma legale, capto una partita dei mondiali e me la vedo, non contravvengo a nessuna legge, non sono un criminale e non sto commettendo reato.

Poichè però questo in parte ridimensionerebbe in Italia i diritti che SKY ha acquisito in Italia risolve il problema a monte: moltissimi utenti lamentano il fatto che molte applicazioni non funzionano, altri che gli eventi sportivi di TV estere stranamente non sono più visibili, altri comunicando tra loro hanno scoperto che alcuni provider di accesso hanno disabilitato le funzionalità P2P nella loro rete.

In poche parole, senza comunicare nulla agli utenti ed in maniera deliberatamente nascosta (poichè la visione degli eventi come sopra descritto non costituirebbe in alcun modo reato) hanno semplicemente staccato la spina.

Dove sta il marcio

Nonostante non abbia grande simpatia per SKY è vero che pagare molto per i diritti di qualcosa visibile poi in rete sarebbe un danno. E’ vero anche che io non sono tenuto a non guardare una partita che trovo in rete "perchè SKY ne ha acquisito i diritti". Potrei non sapere neanche cosa sia SKY in teoria… la vera, odiosa parte squallida della storia è che il mio provider mi deve comunicare se ciò che sto pagando è utilizzabile al 100% oppure se c’è qualche cosa che mi viene inibito.

Io non accetto nella maniera più assoluta di pagare una connessione internet che mi viene poi limitata senza comunicarmi nulla, oppure non mi si comunica al momento dell’acquisto che ci sono limitazioni per determinati utilizzi come il P2P.

Questo è legale?

Dove è la stampa tanto impegnata a diffondere false informazioni in passato ora? Tutto questo silenzio mi ricorda molto da vicinio il meccanismo Stampa-Moggi-Tv. Non lo ricorda anche a te?

Meditiamo… meditiamo…. e usiamo l’arma più potente che abbiamo per rispondere a tono: la libertà di scelta del libero mercato nel momento di scegliere i propri servizi ed i propri fornitori.

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Blogger condannato per diffamazione: equiparato a direttore responsabile

Ecco l’ennesimo caso di confusione giuridica applicata in internet. Navigando in rete mi sono imbattuto in un interessante/allarmante articolo pubblicato su Punto Informatico dall’Avv. Daniele Minotti su un fatto recente.

Il Tribunale di Aosta ha eseguito la prima condanna per diffamazione a mezzo blog a carico del gestore del blog stesso, equiparandolo a Direttore Responsabile del mezzo informativo ed indirettamente quindi equiparando il blog ad una testata giornalistica.

Photo Credit: Miguel Ugalde
Photo Credit: Miguel Ugalde

Perchè il fatto è allarmante?

Abbiamo avuto modo di approfondire la questione della legge sull’editoria 62/7.03.2001 e relative ripercussioni su siti internet e blog in generale nell’articolo Editoria, i siti internet devono sottostare alla legge 62/7.03.2001?.

Tentando di fare un pò di chiarezza in questa materia ancora non ben definita riteniamo di essere arrivati ad una conclusione abbastanza coerente con la legge in questione. In poche parole:

  1. Un blog non è un giornale
  2. Il proprietario del blog non è un giornalista
  3. Un blog o un sito in generale non sono equiparabili legalmente alle testate editoriali registrate
  4. Un blog esercita semplicemente l’art. 21 della Costituzione Italiana che cita testualmente "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure."

Il problema grave in merito alla denuncia per diffamazione non consiste tanto nella denuncia stessa in quanto può accadere benissimo che si diffami qualcuno per mezzo internet e doverne subire le conseguenze, quanto nelle motivazioni della stessa che si basano su principi che sovvertono completamente i principi elecati sopra, in questo modo:

  1. Un blog è stato equiparato ad un giornale!
  2. Il blogger è stato equiparato al Direttore Responsabile!
  3. La condanna è scattata in merito alle regolamentazioni valide in materia editoriale!

Conseguenze devastanti e nefaste

Un blog è semplicemente libertà di pensiero, sacrosanta ed inviolabile. Può altresi contenere commenti degli utenti e links ad altre notizie esterne correlate di cui il blogger non è assolutamente responsabile, ma la condanna di cui stiamo parlando ha equiparato la libertà di pensiero ad una responsabilità che solo le testate regolarmente registrate possono avere, e cioè che il direttore sia il responsabile di quanto il giornale afferma, seppur utilizzando diverse fonti.

In poche parole, cade la libertà di espressione poichè anche se nell’esercizio della stessa puo capitare in un sito di rendere disponibili attraverso links o commenti di utenti contenuti di cui il blogger non è assolutamente responsabile, la legge, o meglio, una maldestra applicazione della stessa potrebbe fargliene carico.

In poche parole: pagare per opinioni altrui.

Che questo sia voluto o semplicemente una conseguenza di scarsa conoscenza dell’argomento non è importante, ma rimane gravissimo specie in un momento in cui le grandi holding stanno facendo di tutto per abbattele le loro manganellate preventive sui cybernauti per squallidi interessi economici a discapito di un principio sul quale ci riteniamo tanto superiori da andare ad imporlo a suon di bombe altrove: la libertà.

Vorrei veramente pensare che non sia così, ma faccio veramente fatica ad evitarlo perche penso che quando, volontariamente o meno, si creano le condizioni per inculcare paura nell’esercizio del libero pensiero c’è sempre un motivo ben preciso.

Approfondimenti in rete

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MySyndicaat, automatizzare ricerca e selezione di news da più fonti in un unico Feed

Cercare informazioni in rete è diventata una impresa improba a causa delle innumerevoli fonti disponibili, selezionare e scegliere ciò che interessa porta via molto tempo.

Con MySyndicaat possiamo automatizzare completamente le fasi di ricerca e selezione delle news creando un Feed che racchiude notizie da fonti multiple e di ogni categoria.

Photo Credit: Natalie Souprounovich

Photo Credit: Natalie Souprounovich

Ad un primo approccio potrebbe sembrare un aggregatore come ne esistono molti, ma non è cosi. In realtà MySyndicaat è un vero e proprio strumento di NewsMastering.

Riassumendo in breve, le caratteristiche di questo potente servizio al momento disponibile in versione beta sono:

  • Inclusione in un unico Feed di molte fonti RSS e HTML
  • Selezione di news in base a determinati criteri di ricerca
  • Eliminazione automatica di news duplicate
  • Modifica titoli, testi e links
  • Integrazione di informazioni provenienti da feed, ricerche e pagine HTML

Il risultato finale è un ulteriore Feed chiamato Digest, che sarà anche possibile utilizzare come fonte per il canale news del proprio sito in maniera da offrire ai nostri visitatori le ultime notizie, continuamente aggiornate.

Creare il primo feedbot

Una volta eseguita l’iscrizione gratuita al servizio, sarà possibile creare il primo FeedBot (robot per feed) assegnando un nome, un intervallo di refresh (la frequenza con cui verificherà la presenza di nuove news nei feeds che andremo ad inserire) ed altri meta-data come nome, descrizione, tags ecc.

Nello step successivo andremo ad inserire, uno per uno, i feeds dai quali dovremo attingere dati specificando ovviamente l’indirizzo ed il formato (RSS, HTML ecc), ed in questa fase saranno già presenti numerosissime fonti di giornali online italiani e stranieri, nonchè motori di ricerca per blogs e semplici siti HTML.

Sono preimpostate ad esempio le news ansa cosi come i canali ADNKronos ed altri giornali dai quali attingere per notizie di cronaca, politica e tecnologia in lingua italiana.

Sono preimpostati addirittura i canali RSS che permettono di ricercare in molti motori di ricerca per Blog quali Technorati, Google Blog Search, Feedster e molti altri.

Opzioni di automazione

Una volta aggiunti i feeds che ci interessano, potremo lavorare sulla configurazione del bot ed impostare, tra gli altri, i seguenti parametri;

  • Criteri di inclusione/esclusione tramite apposite keyword inserite.
    Volete le ultime news solo su skype? Inserite Skype come keyword di inclusione ed il Bot selezionerà solo post/news inerenti Skype.
  • Conversione HTML2TEXT
    Per catturare solo il testo visibile escludendo la formattazione HTML
  • Abilitazione modifica post
    ogni news sarà editabile per nostre modifiche
  • Abilitazione Digest
    Questa è l’opzione più importante, poichè se abilitata ci consentirà di creare un feed riassuntivo solo con le news che rispettano i criteri sopraimpostati nonché quelle da noi scelte manualmente cliccando l’apposito pulsante di selezione.

La configurazione del FeedBot termina qui. Dopo qualche istante potremo aprire il nostro Bot con le notizie da vagliare.

Come selezionare le news

Tutti i FeedBots creati sono elencati nell’area FeedBots. Cliccando sul nome si aprirà una nuova finestra che elencherà le news. A questo punto sarà possibile:

  • Selezionare le news che ci interessano
  • Eventualmente modificarne i dati (Titolo, testo, link ecc)
  • Inserirle nel Digest riepilogativo.

Sarà poi proprio il nostro Digest (dall’inglese; sommario) la fonte delle notizie, in formato RSS 2.0.

MySyndicaat per NewsMastering

Più che sul funzionamento del servizio, che si apprende smanettando un pò sulla interfaccia, a mio avviso è importante focalizzare sulle possibilità che un corretto utilizzo di MySyndicaat può aprire a chiunque abbia un sito web.

Oltre infatti ad essere un prezioso mezzo di auto informazione, MySyndicaat è un portentoso strumento di NewsMastering al fine di offrire sempre le notizie più aggiornate ed in tempo reale con il minimo sforzo .

In poche parole, molte volte conviene più selezionare le notizie in merito ad un argomento ed offrirle ai propri visitatori tramite il proprio sito, piuttosto che tentare di essere una fonte di informazione diretta, impresa ormai ardua o quasi impensabile.

L’utilizzo ottimale di MySyndicaat quindi è proprio questo: automatizzare la selezione di notizie per siti informativi verticali al fine di diventare un punto di riferimento per la propria utenza, che utilizzerà il vostro canale anzichè girovagare per la rete cercando manualmente le news che voi avrete già filtrato automaticamente.

Come gestire le notizie sul proprio sito

Esistono due metodi differenti per integrare le notizie nel proprio sito, entrambi con vantaggi e svantaggi:

  • Copiare ed incollare le news nel proprio sistema informativo al fine di creare una pagina web per ogni news
  • Includere dinamicamente il Feed del Digest nelle proprie pagine con appositi programmi (php per esempio)

La prima opzione comporta il notevole vantaggio di aumentare in maniera consistente le pagine del sito web, con tutti i vantaggi in fatto di marketing e SEO facilmente immaginabili, per contro comporta un pò di lavoro manuale.

La seconda opzione invece riduce drasticamente il tempo di gestione ma avremmo a quel punto un semplice elenco di notizie in continuo aggiornamento anzichè vere e proprie pagine dedicate a ogni notizia, con link ovviamente sempre alla fonte.

Come includere il Digest nelle pagine web?

Esistono molti programmi Opensource e di libero utilizzo per includere un feed nelle proprie pagine web. Questi programmi sono chiamati RSS Parsers e sono sviluppati in molti linguaggi di programmazione.

Eccone un elenco da Google

Informazioni e approfondimenti sul Newsmastering

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Scindere la Rete di Telecom per la libera concorrenza nel mercato della banda larga

Le illecite intercettazioni di dati attuate da Telecom Italia ai danni degli operatori alternativi e di migliaia di utenti, sono la conferma di un mercato delle Telecomunicazioni in cui non sono presenti ne’ una concorrenza effettiva ne’ regole efficaci per difendere utenti e operatori alternativi da possibili abusi. Anti Digital Divide chiede un intervento immediato del governo e delle autorità garanti per risolvere tale situazione, non più sostenibile.

Quello che è chiaro è che siamo di fronte a questioni gravissime, sia per quanto riguarda l’aspetto della violazioni delle norme sulla concorrenza sia per le questioni delle intercettazioni. Pare quindi evidente che le politiche fin ora attuate per garantire un mercato delle Telecomunicazioni che rispetti i principi di correttezza, concorrenza e trasparenza siano state errate o comunque non sufficientemente idonee.

La decisione di una mera divisione contabile della società Telecom Italia, al fine di garantire il rispetto della concorrenza, si è rivelata del tutto inadatta ed anche le procedure sanzionatorie non sono servite a far cessare le condotte scorrette dell’incumbent. Tattiche di concorrenza scorretta che

 

 

 

 

 

 

 

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Voipstunt, arriva VoIP gratis Con Il Telefono Di Casa

Riportiamo l’utilissima segnalazione del nostro amico leonardo 56 che ci ha comunicato una interessantissima novità che ci consentirà di telefonare gratis (o quasi) con voip in italia e in numerosissimi altri paesi utilizzando il nostro telefono fisso. Altra grande novità, la possibilità di effettuare chiamate con il protocollo SIP a prezzi ultra leggeri

Durante un collegamento con VoipStunt il sito mi ha segnalato un paio di aggiornamenti che ho subito effettuato.

Ebbene, non ci crederete, ma c’è la traduzione di tutto in italiano (scaricatela subito) ed è possibile adesso telefonare con il normale telefono di casa, urbane e interurbane FREE con solo 0,03 centesimi di connessione.

Mi spiego: Con VOIPSTUNT un’interurbana fatta dal Computer verso un Fisso in Italia (e altri paesi a Tariffa FREE) costa 0 (Zero) Cent. Dirottata al nostro Telefono di Casa costa solo la connessione di 3 centesimi (0,03 euro) e poi tutto gratis come prima.

Bisogna attivare l’opzione Direct Call, spuntare la casella e digitare il numero (urbano, interurbano, internazionale, o cellulare preceduto dal +39, come sempre) sulla tastiera del video del computer; cliccare sul pulsante verde a lato del numero trascritto, e se "Direct Call" è attivato con la spunta (v) (con inserito il vostro n. di casa) squillerà il vostro telefono come una chiamata prenotata da voi con il 5 (richiama su occupato di Telecom). Appena alzerete la cornetta (o attivate la linea con il cordless di casa se lo avete) sentirete squillare il numero che avete chiamato via computer.

Se avete attivato il servizio CHI E’ apparirà anche il numero del Chiamante come se fosse lui che sta chiamando voi.

Provate !!!!

Abbiamo verificato ed è effettivamente così. Pertanto con il telefono di casa è possibile, grazie a voipstunt, telefonare gratis o quasi in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda, Germania, Francia ad altre decine di paesi ed a prezzi decisamente bassi nel resto del mondo. Un’altra grande novità è l’invio di SMS tramite l’interfaccia dell’applicazione. La nostra recensione di VoipStunt è qui.

[OT] Quanti siete là dentro?

La percezione di un assetto della realtà completamente diverso da quello socialmente accettato ed imposto con scienza e religione porta ad un conflitto interiore devastante.

Il punto fermo della psiche causa/effetto crolla di schianto e porta a dinamiche dei propri processi cognitivi completamente differenti dai meccanismi socialmente accettati.

Diventano improvvisamente motore della propria crescita interiore tesa all’acquisizione di una maggiore consapevolezza, e nello stesso tempo motivo di alienazione sociale con gli altri.

Non è più possibile a questo punto adeguarsi e la vita si snoda su una lama di rasoio, da un lato tentando di non perdere la visione netta, chiara del fatto che ciò che vediamo non è necessariamente ciò chè sembra essere, e dall’altra tentando di non far fuoriuscire eccessivamente questa parte fondamentale nel nostro io per non suscitare in chi ci sta vicino reazioni irrazionali di rabbia o fastidio, o nella peggiore delle ipotesi ritrovarsi inevitabilmente soli.

Quello che vedo non è cio che è. Non sono le azioni materiali a determinare delle conseguenze. Il tempo è una illusione. E tutto sembra un carosello con parti assegnate e ruoli da copione.

E internet diventa una ricerca, una piazza piena di persone affannate e frettolose tra le quali cercare con lo sguardo qualcuno che cerca come te.

Il limite sottile che delimita la follia dalla normalità a volte non ha senso, e secondo la morale comune potrei benissimo essere rinchiuso dentro un manicomio. Soltanto che se vedessi qualcuno passare fuori mentre sono vicino al cancello gli chiederei "Quanti siete la dentro?"

Ma tutti hanno bisogno dei propri simboli, alienazione visiva e materiale della nostra parte più profonda. Uno dei miei simboli è un film: Donnie Darko.

E’ stato un flop. Non si capisce, hanno detto. Secondo me non va capito. Racconta esattamente quello che molti provano e che ho appena descritto. E, non fa mai male, una grande canzone di Gary Jules come colonna sonora, originariamente scritta dai Tears For Fears dal titolo emblematico: Mad World.