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Heliodisplay, videoproiettore via etere. Il futuro è qui.

Immagina di sederti comodamente a casa, premere un pulsante e goderti un film proiettato… nel bel mezzo della stanza. Heliodisplay è la nuova tecnologia che utilizza un piano d’aria per generare immagini non-olografiche (l’immagine rimane comunque su un piano).

Ancor più interessante è il fatto che le immagini sono veri e propri touch screen interattivi, aprendo nuove prospettive all’interattività multimediale.

Una foto dimostrativo dell'Heliodisplay collocato in un appartamento
Una foto dimostrativo dell’Heliodisplay collocato in un appartamento

IO2 Technology

Heliodisplay è una tecnologia brevettata da IO2 Technology, una società americana con sede in San Francisco che ha recentemente annunciato il rilascio di due modelli; l’ Heliodisplay M2 e l’ Heliodisplay M2i, dispositivi in grado di generare immagini non olografiche fluttuanti.

Il primo modello è sostanzialmente un monitor con presa USB grazie alla quale è possibile collegare un qualsiasi apparato video già a disposizione nelle nostre case (DVD, Decoders, computers ecc). L’ Heliodisplay M2i integra anche un dispositivo in grado di captare i movimenti delle mani e aggiunge quindi una componente di interattività molto interessante, come puoi vedere in questo video.

Tipologia di utilizzo

Il meccanismo utilizza un piano di aria riscaldato generato da um marchingegno alquanto ingombrante e pesante 16 Kg circa. Nelle immagini dimostrative appare chiuso un in mobile che funge anche da tavolino avente una fessura dalla quale viene generata l’immagine in verticale verso l’alto.

Il contrasto dichiarato è di 2000:1, ma ovviamente dipende dalle condizioni di luce della stanza.

Il costo

La IO2 Technology è molto reticente sui prezzi e le quotazioni vengono stabilite on-demand facendone opportuna richiesta. Ad ogni modo il prezzo orientativo del prototipo lo scorso anno si aggirava intorno ai 22.000 dollari americani, ma è presumibile un calo visto l’annuncio sui rilascio dei due modelli.

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AIIP, ricorso al TAR contro Telecom Alice ADSL 20 mb

Aiip (Associazione Italiana Internet Provider), ha inoltrato un ricorso al TAR contro Alice ADSL 20 Mb, in quanto l’offerta all’ingrosso di Telecom Italia violerebbe la delibera Agcom 34/06.

Photo Credit: Philippe Ramakers
Photo Credit: Philippe Ramakers

Anti Digital Divide appoggia il ricorso, molte delle motivazioni addotte da Aiip coincidono con quelle avanzate da ADD e comunicate all’Agcom nel documento inviato all’autorità garante, per chiedere un suo intervento, che purtroppo è mancato.

  1. Violazione della delibera 34/06
  2. Introduzione dell’offerta bitstream e dell’orientamento al costo per le tariffe
  3. Mancanza di garanzie per gli utenti sull’effettiva qualità di alice 20 mega
  4. Velocità minima garantita di soli 40 Kbps
  5. Neutralità della rete
  6. Trasparenza dell’offerta
  7. limitata concorrenza dovuta al fatto che gli operatori saranno dei meri rivenditori e non potranno modificare le caratteristiche dell’offerta Telecom

sono i punti su cui ADD ha chiesto chiarimenti all’Agcom.

Confidiamo nel Tar affinché blocchi la commercializzazione di alice 20 Mb, finché questa non rispetti norme e diritti degli utenti. ADD sta anche valutando l’organizzazione di una protesta attiva, da parte degli utenti.

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11 Settembre: divulgate le immagini della telecamera di sorveglianza al Pentagono

Il filmato reso disponibile dal Pentagono ha una durata di 3 minuti circa e non è di qualità eccelsa. La telecamera in questione riprende una immagine al secondo e come apparirà chiaro in effetti non si vede l’aereo del volo 77, ma solo lo schianto preceduto da una scia bianca che a parere degli esperti rappresenta la scia dell’aereo stesso.

L’unico particolare in un solo frame

Ci siamo spulciati per bene il filmato frame per frame ed abbiamo individuato un particolare interessante, esattamente al fotogramma corrispondente al minuto 1:26.

In questo frame si intravede la punta del presunto aereo che si sta per abbattere sul pentagono ad una velocità superiore ai 500 Km/h sulla destra. Nel fotogramma successivo (un secondo dopo), la terribile esplosione. Questa è il fotogramma in questione che abbiamo estratto con il particolare ingrandito:

Il particolare ingrandito dell'unico frame in cui si intravede l'oggetto arrivare<BR>da destra rispetto la telecamera (1:26)

Il particolare ingrandito dell’unico frame in cui si intravede l’oggetto arrivare
da destra rispetto la telecamera (1:26)

Come già riportato da altre fonti l’oggetto è indentificato come il "muso" dell’aereo, ma non può essere cosi.

Ipotesi 1: L’aereo che causa l’esplosione

Se si osserva il punto d’impatto infatti considerando che l’oggetto è in aria, si dovrebbe allontanare dalla telecamera e non avere una traiettoria perpendicolare ad essa. Se così fosse, il muso non si dovrebbe vedere (e dalle immagini tutto sembra tranne che il muso del velivolo), ma dovrebbe apparire prima l’ala sinistra del velivolo. Ma l’oggetto non sembrerebbe un ala.

Ipotesi 2: Veicolo che causa l’esplosione

A meno che l’oggetto non sia in aria ma in terra, caso in cui la traiettoria perpendicolare alla telecamera sarebbe combatibile con il punto d’impatto. Ma in questo caso non avremmo a che fare con un aereo, ma un normale autoveicolo di qualche tipo, ipotesi non esclusa dalle immagini ma comunque improbabile perchè troppo veloce.

Ipotesi 3: L’oggetto è un semplice camion sull’autostrada

Non potrebbe neanche essere un camion che transitava sulla vicina autostrada erroneamente scambiato per la causa dell’esplosione, per il semplice motivo che nel fotogramma successivo scompare, qundi avrebbe dovuto avere una velocità di circa 500Km/h.

A meno che esattamente nel secondo che separa i due fotogrammi, l’aereo si sia abbattuto sul pentagono senza che la telecamera avesse potuto inquadrarlo.

Il video originale

Questo è il video originale (premy Play per avviare il filmato). Lo schianto avviene al minuto 1:27.

La mia opinione (del tutto personale) è che se l’intento della divulgazione delle immagini fosse confermare la verità sull’aereo…mi sembra che abbiano ottenuto l’effetto contrario.

Ad ogni modo osserva il video, il punto d’impatto, il fotogramma, l’ingrandimento del particolare e come al solito che ognuno si faccia la propria opinione.

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ClaimID, assicura la tua identità online

Quante volte hai curiosato nei motori di ricerca utilizzando il tuo nome o quello di amici e parenti come chiave? Andiamo, chi non lo ha fatto almeno una volta… E i risultati sono stati soddisfacenti? Hai osservato cambiamenti nei risultati nel corso del tempo?

Il tuo prossimo impiego forse potrebbe dipendere proprio da questo. Può darsi che saranno solo un ricordo lontano i tempi in cui le famigerate referenze decidevano la nostra sorte nel bene e nel male.

Sempre più aziende (più all’estero che in Italia effettivamente) utilizzano Internet per reperire informazioni su candidati di lavoro, e strumenti come i motori di ricerca, i gruppi di discussione e applicazioni di social networking come Orkut e simili possono rivelare l’identikit di una persona che utilizza la rete come parte integrante della propria vita.

Identità e social networking

Non ci hai mai pensato (e neanche io in effetti) ma questo potrebbe essere un vero e proprio punto critico per la nostra reputazione. Infatti, che immagine si avrebbe di te se;

  1. ci fosse un tuo omonimo non esattamente… rispettabile?
  2. le informazioni più facilmente reperibili in un contesto più generale non siano esattamente quelle che vorreste venissero conosciute?
  3. qualcuno si divertisse a diffondere falsità sul tuo conto?

Assicura la tua identità con ClaimID

Fred Stutzma e Terrell Russell sono gli ideatori del progetto che al momento è una beta application, e decisero di metterlo in opera dopo che uno dei due passò durante un colloquio di lavoro ben 3 ore a confutare ciò che il potenziale capo aveva trovato sul suo conto in rete prima del colloquio, e che non rispondeva a verità.

Come funziona ClaimID

Il concetto è molto semplice, una volta registrati al servizio e verificata l’identità si avrà la possibilità di segnalare quali siano le pagine web ed altre fonti in generale che contengono informazioni corrette sul proprio conto. Il progetto è collegato a del.icio.us e sostanzialmente si tratta proprio di una sorta di auto-tagging dei contenuti in rete.

L’intento del progetto è quello di creare un meccanismo che aiuta i motori a rivelare l’immagine più corretta possibile delle persone e l’argomento è quanto mai sentito anche in Italia.

Recentemente infatti il Garante della Privacy ha esortato Google a mantenere, per quanto possibile, aggiornate le informazioni personali degli utenti dopo la denuncia di una donna che aveva constatato la presenza in rete di moltissime informazioni su un procedimento penale a suo carico per reati per i quali fu poi assolta con formula piena.

Ovviamente chi lavora in rete ed i wireds in generale sanno che annunci ed esortazioni come queste sono voci nel deserto poichè è inimmaginabile per un motore di ricerca mantenere aggiornate le informazioni personali di ogni utente.

Un sistema come ClaimID potrebbe essere la soluzione.

Links utili

- Fonte: marfisa.org
- Recensione di Pandemia
- Recensione di Luca Togni
- Home page di ClaimID
- Il Blog ufficiale del progetto

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RSS Feed Submit, 60 motori per diffondere contenuti

Abbiamo raccolto, provato e verificato un centinaio di blog directories e motori di ricerca per feeds e selezionato 60 link pienamente funzionanti e semplici da utilizzare per diffondere il tuo feed in formato RSS, incrementare la visibilità ed aumentare i lettori del tuo sito. Questo è il primo blocco di 30 indirizzi.

I criteri di selezione

Inserire il proprio feed in motori di ricerca specifici e blog directories può essere una impresa ardua poichè molti non funzionano, altri richiedono la registrazione al portale ed altri ancora vanno in errore dopo una lunga e laboriosa opera di inserimento.

Ognuno di questi link è pienamente funzionante ed è stato selezionato secondo i seguenti criteri; supporto RSS (eventualmente anche altro formato), inserimento assolutamente gratuito e senza alcun obbligo, servizio funzionante (al momento della recensione), procedura di inserimento semplice.

Sono quasi tutti senza obbligo di iscrizione al portale, a parte pochissimi che abbiamo segnalato ugualmente perchè decisamente interessanti.

Top60 RSS submission sites, i primi 30

1. RSS Locator
Email e ULR del feed richiesti. Senza iscrizione, inserimento dichiarato in 48 ore.

2. Syndic8
Richiede iscrizione. Inserimento del feed immediato.

3. Postami
Inserimento RSS istantaneo senza alcun altra informazione richiesta.

4. 2RSS
Inserimento non istantaneo ma semplice segnalazione. Vengono richiesti l’URL del file RSS o Atom, una categoria e una breve descrizione.

5. CompleteRSS
Inserimento veloce di RSS multipli. I feeds vengono controllati e convalidati manualmente dalla redazione. Nessuna altra informazione richiesta a parte gli indirizzi dei feeds.

6. Genecast
Inserimento del feed in formato RDF, RSS e OPML con filtro manuale antispam. Non richiede registrazione.

7. Memigo
Inserimento feed RSS previa iscrizione al servizio.

8. PubSub
Inserimento del feed in formato RSS. Richiede il ping manuale ad ogni aggiornamento dei contenuti. E’ possibile inserire feeds multipli in formato OPML.

9. Bulkfeeds
Inserimento istantaneo di feeds RSS, anche multipli in formato OPML. Nessun altro dato richiesto.

10. FeedSee
Inserimento veloce di feeds in formato RSS o Atom. Non da alcuna conferma.

11. newsXS
Contenitore di news feeds organizzati per categoria e nazionalità. La form di inserimento richiede oltre all’indirizzo del feed diversi dati quali l’indirizzo del sito, la lingua, il formato del feed ed altro. Non richiede comunque alcuna iscrizione. La redazione convalida i feeds manualmente. Nessuna iscrizione richiesta.

12. FeedsFarm
Inserimento veloce di files RSS, anche in formato OMPL (multipli). Gli inserimenti sono approvati manualmente.

13. RSSfeeds
Inserimento semplice dell’indirizzo del Feed in formato RSS, con sistema antispam. I feed sembrano inseriti direttamente nella base dati delle fonti utilizzate poi dagli spiders del sistema.

14. DeskFeeds
Vengono richiesti titolo del feed, l’indirizzo del file RSS ed una descrizione. E’ necessario cliccare sul bottone Add blog all’interno della categoria appropriata per il proprio feed. La revisione del feed proposto è manuale.

15. 4GuysFromRolla
Inserimento veloce con convalida manuale della redazione. Richiesto il feed RSS e il nome.

16. Feed-directory
Una directory di feeds organizzata per categorie. L’inserimento è veloce, e richiede anche la scelta della categoria appropriata tramite un menu. La convalida è manuale entro (come riportato nella conferma) 24-48 ore.

17.FeedBeagle
L’inserimento in realtà viene fatto tramite l’invio di una email alla redazione con il feed segnalato.

18. FyberSearch
Unico parametro necessario il feed XML. Non è un inserimento diretto ma una segnalazione. Nella pagina di conferma si propone una inclusione a pagamento (poco in effetti…) con inserimento garantito. Mah…

19. Feeds4All
Inserimento veloce, convalida della redazione richiesta. Accettati solo feeds in inglese, italiano, francese, tedesco e olandese. Non vengono accettati inoltre contenuti non originali.

20. Plazoo
Vengono richiesti anche email e categoria (scelta da un menu preimpostato). L’inclusione sembra immediata ed automatica.

21. NewzFire
Inserimento semplicissimo e immediato.

22. Feed24
L’inserimento è veloce ed avviene in tempo reale. Abbiamo provato a postare più volte lo stesso feed e non lo accetta in quanto già inserito. Viene poi monitorato regolarmente dallo spider.

23. Shas3
Si parte entrando nella categoria desiderata e cliccando su “Submit RSS feed”. L’inserimento avviene in 4 fasi; prima si insrisce il feed, poi si verificano nome e descrizione e si decide o meno di essere avvisati via email ad inserimento avvenuto.

24. FeedCat
Anche in FeedCat è necessario entrare in una categoria e cliccare su “submit feed” in alto per selezionarla. L’inserimento in due semplici step avviene nella base dati in tempo reale.

25. FeedMiner
Un solo click per l’inserimento. Semplice ed immediato.

26. Feeds2Read
Inserimento di feed, descrizione, categoria e classici numerini anti-spam… che ci hanno fatto impazzire. Gli inserimenti vengono convalidati manualmente.

27. JordoMedia
L’inserimento richiede la categoria, i tags identificativi, il nome ed una email. Il sistema prima della conferma mostra una anteprima del feed, che a conferma avvenuta viene inserito definitivamente.

28. RSS Mad
Inserimento moderato di feeds. Vanno selezionate opportunamente al momento dell’inserimento categoria e sottocategoria. La maschera di inserimento si trova inglobata nel layout del sito, in basso a destra.

29 NFeeds
La maschera di inserimento è un pò lunga, e gli inserimenti sono moderati. Oltre al sistema antispam con in numeri grafici bisogna inserire il titolo, descrizione, il feed, categoria, nome ed email.

30. Wordum
Richiede categoria, sottocategoria e lingua. L’inserimento sembra istantaneo.

Consigli e strategie

Se hai un feed gestito da sistemi come Feedburner che consente di ‘industrializzare’ il proprio canale RSS fornendo le statistiche di lettura e sottoscrizione ti consiglio caldamente di inserire quello, poichè avresti a disposizione gli strumenti per misurare l’efficacia dell’operazione e monitorarne i risultati.

A presto con l’altro blocco di 30 blog directories.

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Adsl Alice 20 Mb, posizione predominante e pubblicità ingannevole nel mirino di ADD

Anti Digital Divide ha scritto all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per chiedere di introdurre al più presto l’offerta bitstream e che Alice 20mb si basi su questa offerta, in modo da produrre una diminuzione delle tariffe adsl, portandole a livello degli altri stati europei.

Photo credit: Philippe Ramakers
Photo credit: Philippe Ramakers

Inoltre ADD non condivide il canone supplementare sul cavo solo dati e il metodo con cui viene calcolato, cioè non utilizzando il metodo cost plus (orientato al costo effettivo) ma il retail minus che avvantaggia Telecom Italia e danneggia consumatori e operatori alternativi.

La posizione di Anti Digital Divide è quella di ritardare l’approvazione dell’offerta Alice 20Mbps fin quando Telecom Italia non commercializzi l’offerta bitstream (che si era impegnata a presentare entro la fine del 2004). Il calcolo del prezzo all’ingrosso di Alice 20Mbps dovrà basarsi sul metodo cost plus e non retail minus.

Si dovrà chiarire, nel modo più trasparente possibile, che prestazioni ci si dovrà attendere da questa nuova offerta, se la velocità di 20 Mbps sarà raggiunta per tutte le operazione che si fanno in rete o solo nel caso di fruizione di contenuti Video e/o acquisto di contenuti pay per view, violando così il principio di neutralità della rete.

Dovrà essere spiegato per quale motivo si è deciso di adottare una velocità di upload di soli 384kbit/s, che potrebbe compromettere le prestazioni complessive del servizio, e per quale motivo non si è aumentata la banda minima garantita (MCR), rimasta ad una velocità di 20-40kbit/s, scandalosamente bassa rispetto alla velocità nominale di 20Mbps, rischiando il ripetersi dei problemi avuti con le Adsl a 4Mbps (in molti casi più lente delle adsl ad 1Mbps), problematica presa in esame anche nel documento sul "QoS dei servizi di accesso ad internet" già discusso da questa autorità, discussione a cui Anti Digital Divide ha indirettamente partecipato grazie al CNU, che ha riportato le posizioni di ADD.

Per Alice 20 mega ma anche per le altre offerte, nella descrizione ed in tutte le campagne informative/pubblicitarie, dovrà essere indicata la velocità minima garantita e l’eventuale presenza di meccanismi che limitino le caratteristiche dell’offerta, come ad esempio i filtri P2P.

Questo ora non avviene, come dimostra proprio la campagna pubblicitaria di Alice 20 Mega, per cui ADD ha chiesto l’intervento dell’IAP, al fine di bloccare questa pubblicità che oltre ad essere ingannevole è anche offensiva per gli utenti digital divisi, che non possono usufruire del servizio adsl non per loro scelta, ma per colpe imputabili nella maggior parte dei casi a Telecom Italia.

Se non vi sono garanzie minime, si rischia che l’utente paghi di più per ottenere un servizio qualitativamente peggiore, tutto questo non è assolutamente accettabile, considerando che le norme a difesa dei consumatori pongono in primo piano la tutela degli utenti, la loro libertà di scelta tra i servizi ed il rispetto dei principi di obiettività, trasparenza e non discriminazione.

Il testo integrale del documento inviato all’Agcom può essere consultato a questo indirizzo.

Software Microsoft, le peripezie di un povero programmatore

Ecco quello che mi è successo in questa settimana. Sono un programmatore di vecchia data ed ho sviluppato moltissimi progetti anche in ambiente Microsoft (Vb+Access), oramai nel cassetto in quanto da diversi anni mi sono spostato su tecnologie aperte di tipo open-source.

Per motivi di lavoro ho avuto la necessità di riprendere in mano alcuni vecchi progetti e riadattarli per nuove esigenze. Questa è la cronaca dettagliata delle peripezie a cui sono andato incontro, con tanto di morale finale.

VB4 e VB6

Ho riaperto un vecchio progetto sviluppato in VB4 per la gestione automatizzata di calcoli inerenti fondi pensione. Ovviamente non ho più il vecchissimo VB4 ed ho installato il VB6 originale fornitomi dall’azienda.

All’apertura del progetto ho scoperto che manca totalmente la compatibilità tra i controlli che gestiscono griglie dati (DBGRID32.OCX) ed il corrispettivo in VB6, il controllo ADO FlexGrid. In una applicazione dati, quindi, il 90% dell’applicazione non funziona.

Riadattamento controlli

Una per una mi sono aperto le form che utilizzavano il controllo DBGrid collegato al menu DBList con il quale mi sceglievo la tabella da editare (sufficiente nel vecchio VB4) e ho dovuto interfacciarli con il controlo ADODC, che effettua la connessione, gira i valori della tabella alla FlexGrid ADO dopo aver ricevuto il nome della tabella da DBList.

Error in WHERE statement….

… il laconico messaggio di errore con le connessioni impostate correttamente. Spendo un’oretta per capire perchè non mi apriva le tabelle, provo con altri DB funzionanti e scopro che è necessario impostare gli indici nelle tabelle, altrimenti il controllo ADO non funziona.

Provo ad effettuare le modifiche con l’utility Visual Data Manager ma è troppo macchinoso…

Re-installo il vecchio Office 97…

Oramai uso OpenOffice, ma visto che devo lavorare un pò anche con Access decido di installarlo di nuovo.

Prendo il CD (originale) di Office97 e lo installo su XP Professional (originale).

A fine procedura riavvio il computer e mi iniziano ad apparire menu da tutte le parti e programmi insopportabili come il FindFast.. vabè, poco male. Non ho scelta…

No valid licence found…

Apro il file Access per aggiungere gli indici alle tabelle e renderle compatibili con i nuovi controlli ADO, ma come per magia mi appare un messaggio di Access97 (originale) installato su XP (originale) che dice… "No valid licence founded on this computer".

Guardo la scritta come un ebete, e ripeto l’installazione. Riavvio, tento di riaprire il file Access…stessa risposta: "No valid licence founded on this computer"

Access 2000

Mi faccio dare Office 2000 (originale), ed installo Access 2000 per lavorare sulle tabelle. In apertura Access mi dice che il formato DB è obsoleto e che per lavorare sulla struttura è obbligatoriamente necessario convertire definitivamente i DB nel nuovo formato.

Li converto tutti, aggiungo gli indici e riapro il VB.

Unknown DB format…

Ora sono i controlli Data che non risconoscono più i database; sono troppo nuovi. Riapro Access 2000 per vedere se almeno me li fa esportare in un formato più retrodatato. Impossibile. Access2000 non prevede il salvataggio dei DB in formati precedenti.

Uso il codice VB per generare le tabelle

Sono esasperato, decido di generarmi le tabelle con il codice VB, sperando che poi sia possibile collegarvisi in modalità JET con i nuovi controlli.

Sviluppo il codice necessario con il VB6, genero le tabelle, le collego ai controlli ADO. Il messaggio è: "Unknown DB format". Il VB6 non riesce a gestire un formato DB creato run-time tramite il proprio codice.

Morale della favola

Dopo tutta questa tiritera, arrivo alla conclusione;

  • sicuro che ci sarà una patch per far funzionare Office 97 su XP…
  • certo che ci sarà il modo di ricostruire la form di gestione dati con i nuovi controlli
  • certamente ci sarà un validissimo motivo per rendere necessario l’uso degli indici nelle tabelle al fine di renderle compatibili con gli oggetti griglia di VB
  • ovvio che anche la mia dimestichezza dopo anni di inattività su questo ambiente sia un po arruginita…

ma il problema è un altro… perchè dovrei spendere ore in ricerche, tentativi e lavoro semplicemente per far rifunzionare ciò che già funzionava egregiamente??

La tecnologia Microsoft è concepita in maniera tale da costringerci a spendere un buon 60% del tempo di produzione per il mantenimento della stessa. E’ un serpente che si morde la coda, come lavorare per poter poi avere i soldi per mantenersi quel lavoro. Questo è il motivo per cui Microsoft è in crisi.

Più precisamente, e secondo il mio modesto parere, oramai gli sforzi di Microsoft sono tesi verso Business Area in cui le aziende possono investire Budget a priori sul mantenimento della tecnologia come voce di bilancio.

Utilizzare Micosoft come tecnologia, per un professionista che deve ottimizzare il tempo a propria disposizione al fine di ideare, produrre e diffondere prodotti e servizi, è decisamente proibitivo. Perchè il tempo e le energie necessarie al mantenimento/aggiornamento di questo tipo di tecnologia taglia fuori una parte fondamentale di tempo e soldi (in poche parole, risorse) che dovrebbero essere impiegati PER PRODURRE, non per questa tiritera. Mi ero dimenticato del perchè avessi abbandonato Microsoft come ambiente di sviluppo; è bastato poco perchè me lo ricordassi bene.

Ed eccomi qui quindi, dopo molto tempo buttato al vento, il mal di stomaco e 5 sigarette fumate in due ore mentre cercavo di smettere, eccomi qui a scrivere un articolo sul mio bel sistema informativo di gestione contenuti sviluppato in php, su DB MySQL installato su un server Red Hat Linux che gestisco in remoto e che funzionerebbe ugualmente spostandolo dove mi pare e quando mi pare….. e sopratutto GRATIS E SENZA LICENZA!

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Skype 2.5 con SMS via internet e Skypecast

La nuova versione di Skype rilasciata in versione beta è più di un semplice upgrade ed introduce, oltre a funzionali miglioramenti dell’interfaccia, molte interessanti novità quali l’invio di SMS multipli via Skype sino ad arrivare a vere e proprie innovazioni come Skypecast che da la possibilità a chiunque di partecipare e/o organizzare teleconferenze con un numero di partecipanti sino a 100, su qualsiasi argomento!

Cambiamenti nell’interfaccia di Skype

Prefisso internazionale
La gestione dei prefissi internazionali non è più manuale ma viene fatta tramite comode icone selezionabili da un menu. Nelle precedenti versioni infatti ogni numero telefonico doveva essere necessariamente preceduto dal prefisso internzionale, ora basta identificare la bandiera del paese nello spazio dove digitare il numero e possiamo evitare di inserire il prefisso internazionale

Emotes
Anche se sembra la novità meno rilevanti chi è che non si aspetta nuove emotes quando si installa una nuova versione di un messenger? Skype 2.5 ne offre alcune nuove.

Invio SMS

E’ finalmente possibile inviare messaggi SMS a tutti i contatti telefonici della propria rubrica. L’invio è possibile verso un singolo utente oppure ad gruppo di utenti.

Come mittente apparirà la tua username, ma è possibile fare in modo che figuri il proprio cellulare per ricevere risposta attivando questa funzionalità tramire le preferenze di Skype. Basterà digitare il numero di cellulare da utilizzare come mittente e Skype invierà un codice di sicurezza via SMS che consentirà di concludere la registrazione del proprio numero.

Per l’invio singolo basterà cliccare con il tasto destro sul contatto e scegliere il comando “Invia un messaggio SMS”. Per invii multipli basterà selezionare la voce di menu “Strumenti>Invia messaggio SMS” e selezionare tutti i destinatari scelti dalla rubrica di numeri SkypeOut e digitare il testo.

Costo SMS con Skype

Il costo ovviamente varia da paese a paese e dipende dalla quantità di testo inviato. Per inviare un SMS in Italia il costo è di 0.1 euro ogni 160 caratteri. L’interfaccia di Skype comunque è molto trasparente in quanto ci mostra il costo reale dell’invio mentre digitiamo il testo dipendentemente dalla destinazione. Niente sorprese quindi.

Skypecast

E’ la vera innovazione di Skype 2.5; un nuovo modo di comunicare con persone di tutto il pianeta condividendo passioni ed interessi, tramite conferenze aventi sino 100 partecipanti contemporaneamente. Qualunque utente Skype potrà creare il proprio Skypecast dal sito di Skype come un vero e proprio appuntamento a cui tutti possono partecipare. Pr creare il proprio Skypecast basterà inserire;

  • il nome
  • l’argomento trattato
  • ora e data di inizio
  • il genere dello Skypecast ed una icona rappresentativa

Tutti ovviamente possono partecipare agli Skypecast altrui che possono essere ricercati per chiave o genere, oltre che ad essere messi a disposizione in formato RSS. Gli Skypecasts sono ovviamente moderati dal creadore, che svolge una vera e propria funzione di moderatore decidendo chi parla e quanto, ed eventualemente mettendo alla porta o togliendo la voce ai più…. vivaci.

Sulla pagina ufficiale di Skypecast, inoltre, è presente l’elenco degli Skypecasts in corso di svolgimento. I propri Skypecast saranno integrabili tramite opportune applet all’interno del proprio sito. Al momento viene fornita tale possibilità solo per TypePad. Per la partecipazione a Skypecast è ovviamente necessario disporre di un account Skype e della versione 2.5.

Condivisione contatti

Altra interessante funzionalità è la condivisione dei gruppi. Cliccando con il tasto destro su un gruppo di contatti appare una nuova voce “Condividi un gruppo”. In tal modo ad ogni appartenente del gruppo verranno inviati i contatti degli altri e si metterà a disposizione il proprio per fare in modi che chiunque possa contattare chiunque all’interno di quel gruppo.

Link utili

- Articolo di blogs4biz.info
- Articolo di speedblog.net
- Home page Skypecast
- Scarica Skype 2.5 beta

Ripple Pay, pagamenti online P2P basati sulla community

Generalmente i sistemi di pagamento online sono orientati verso il sistema di credito tradizionale, ovvero banche e carte di credito.

Sembrava impossibile svincolare le transazioni online dagli intermediari finanziari sino a che Ryan Fugger e Sylvain Poirier hanno ideato e messo in piedi Ripple Pay, un rivoluzionario sistema di pagamento on line orientato non più sul sistema di credito tradizionale ma sulle community e sulla fiducia tra gli utenti; in poche parole un sistema di pagamento peer-to-peer.

In cosa consiste la novità di Ripple

Sembra un particolare da poco ma un sistema di pagamento che taglia fuori gli intermediari finanziari è una vera e propria rivoluzione per un semplice motivo; con il sistema tradizionale (carta di credito) ogni pagamento corrisponde ad un indebitamento. Tutto il sistema speculativo e capitalistico si basa sull’indebitamento dei consumatori.

Ripple fa esattamente il contrario; il pagamento elimina il debito, e ciò avviene grazie alla fiducia di conoscenti (community).

Come funziona

Per capire come funziona ripple possiamo usare una paragone che rende bene l’idea del meccanismo basato sulle community e sulla fiducia.

Supponiamo che tu abbia un debito di 10 euro con la tua amica Flavia e che tu possieda un libro che a Flavia piacerebbe molto leggere.

Puoi proporre a Flavia di regalarle il libro in cambio dell’estinzione del debito.

Un passo in più

Ovviamente è un caso molto semplice, ma aggiungiamo un altro scenario. Aggiungiamo un terzo amico, Danilo, e modifichiamo lo scenario in questo modo;

  • Tu hai un debito con Flavia di 10 euro
  • Tu possiedi un libro che piace molto a Danilo

In questo caso se Danilo è daccordo e, sopratutto, se è sufficentemente amico, potresti dire a Danilo; "Ti do il mio libro ed in cambio dai tu i 10 euro a Flavia"

Se Danilo e Flavia accettano, hai estinto il debito senza indebitarti ulteriormente, grazie al fatto che Danilo si è preso l’impegno di ripagare Flavia.

Ripple funziona in questo modo, utilizzando la community (Flavia, Danilo, tu) e la fiducia (la tua amicizia con Danilo e quella di Danilo con Flavia) per eliminare l’intermediario finanziario nei pagamenti, ma, sopratutto, elimina l’indebitamento del consumatore su cui si basa tutta la speculazione con i probolemi che ne derivano.

Ma che succede se Flavia non si fida di Danilo?

Qui entra in gioco Ripple, che cercherà un amico comune di cui si fida Flavia.

Ripple ricostruisce una rete di fiducia tra milioni di utenti

Iscrivendosi a Ripple ogni utente deve segnalare altri iscritti che conosce e di cui si prenderebbe la responsabilità di assumersi il credito (Danilo -> tu).

Questi amici a loro volta fanno lo stesso ed ogni utente sarà collegato con gli altri tramite una rete di relazioni basate sulla fiducia.

Nel momento in cui dovrete effettuare un pagamento, il sistema Ripple tramite algoritmi di ricerca tenterà di costruire un percorso nella rete tra voi e la persona che dovete pagare utilizzando le relazioni di fiducia stabilite da ogni utente. In poche parole Ripple troverà un altro amico al posto di Danilo di cui Flavia si fida, cercando tra conoscenti, conoscenti di conoscenti e così via.

I vantaggi di Ripple Pay

Il sistema di pagamento online Ripple presenta moltissimi vantaggi, tra cui l’eliminazione dell’indebitamento.

Tutto il sistema capitalistico si basa sulla speculazione fatta sull’indebitamento, quando comprate qualcosa in internet o in un negozio convenzionale e paghi con carta di credito in realtà non hai pagato ma ti sei indebitato con una banca, così come avviene per i mutui e per gli incredibili crediti al consumo che tutti noi siamo spinti a fare con la scusa di riavviare l’economia.

In realtà servono per alimentare le casse degli intermediari finanziari che con i nostri soldi fanno speculazioni, lasciando a noi una spada di damocle sulla testa. Certo che l’economia in cui viviamo è di natura capitalista e non si può cambiare in un giorno, ma tutto può essere strutturato con un certo senso etico. Così non è purtroppo ed è questa la spinta che ho avuto per scrivere questo articolo.

Follia?

No, non è follia. Certo è rivoluzionario, ambizioso, e soprattutto da testare e sperimentare, ma come tutto è qualcosa che deve essere considerato molto sul serio poichè potrebbe costituire un primo passo verso l’abbattimento del concetto base del consumismo e del capitalismo sfrenato: l’indebitabento dei consumatori.

Se daccordo con l’idea di base invito tutti all’iscrizione per alimentare questo tipo di iniziative, inoltre è veloce e richiede solo nome ed email. Visto che non cambia mai nulla, proviamo a farlo noi. Non si sa mai…

Links utili

Specifiche progetto Ripple Pay
- Sito ufficiale di Ripple
- Recensione di Robin Good
- Recensione di Sepp Hasslberger