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SkypeIn, arriva il numero telefonico italiano VoIP

Lo scorso Marzo l’AGCOM ha finalmente regolamentato in Italia le numerazioni telefoniche per servizi VoIP mettendo fine ad una carenza che si stava facendo sempre più pesante per le TLC in italia.

Le nuove numerazioni telefoniche VoIP

Riassumendo le delibere nei punti essenziali e più interessanti, verranno adottati per il VoIP due differenti modalità di numerazione;

  • numerazione geografica (con lo 0 iniziale)
  • numerazione nomadica (che inizia con il 5, svincolata dal luogo)

Le chiamate verso numeri VoIP di carattere geografico avranno ovviamente le stesse tariffe di quelle verso numerazioni fisse con lo stesso prefisso, mentre per quelle nomadiche si dovrà prevedere una tariffa apposita che in ogni caso non potrà essere superiore al doppio di quella geografica.

Le numerazioni nomadiche inoltre dovranno consentire le chiamate ai numeri di emergenza nonchè garantire la number portability, anche se ci chiediamo in che modo si possa pretendere ciò se sino ad ora non si è stati in grado di garantirla per la telefonia convenzionale.

Il numero telefonico nomadico per il VoIP

Il formato del nuovo numero telefonico riservato per la telefonia VoIP ha il seguente formato: 5XUUUUUUUU dove U è un numero compreso tra 0 e 9 e la X rappresenta un numero ancora da stabilire, anche se sembra certo che il prefisso iniziale sarà 55.

Skype sbarca in Italia

Non sembra affatto un caso che, a seguito di questa grande novità, il colosso del VoIP Skype abbia deciso di aprire il suo primo ufficio in Italia, e precisamente a Milano.

Dapprima semplice rumor, per poi divenire una certezza, sembra sia noto persino il nome del manager che guiderà Skype Italia: Enrico Noseda, ex direttore marketing di Parla.it.

La presenza territoriale di Skype in Italia sembra rafforzare l’opinione che presto gli utenti potranno acquistare numerazioni telefoniche per SkypeIn al fine di associare il proprio computer ad un numero telefonico vero e proprio, cosa che sino ad ora è mancato agli utenti Skype italiani.

Inoltre negli ultimi tempi le tariffe di Skype verso numerazioni italiane (specie cellulari) non erano molto convenienti rispetto ad altri competitors come Eutelia e Parla.it. Pertanto un’altro motivo della presenza di Skype nel nostro territorio sembra sia quella di contrattare nuove tariffe direttamente con i gestori telefonici e migliorare la qualità delle telefonate.

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Netgear SPH101, arriva il cellulare VoIP integrato con Skype

Sin dalla sua primissima apparizione al Consumer Electronic Show di Las Vegas dello scorso Gennaio 2006 lo avevamo considerato una delle novità più interessanti dell’anno.

Il display del nuovo Netgear SPH101

Il display del nuovo Netgear SPH101

Come funziona lo Skype wi-fi phone

L’SPH101 della NetGear è un telefono VoIP wi-fi che permette di telefonare e ricevere telefonate via internet con Skype senza dover utilizzare un computer.

Per funzionare ha bisogno di:

  • Una connessione wireless (wi-fi)
  • Un account Skype (il programma è preinstallato nel telefono)

Una volta acceso ricerca un hot-spot (una connessione internet wi-fi) e dopo la connessione alla rete offre tutte le funzionalità della normale versione per computers di Skype .

Inserite la username e la password ed il gioco è fatto. Viene visualizzato l’elenco dei contatti ed è possibile effettuare chiamate sia verso computers che verso numeri telefonici tradizionali con le normali tariffe di Skype.

L’enorme convenienza consiste nel fatto che si può essere chiamati anche senza disporre di un numero fisso: per gli altri infatti appariremo come un normale contatto Skype, con la differenza che utilizzeremo il telefono per comunicare.

E’ altresì possibile essere raggiunti tramite un numero telefonico normale da utenti che non hanno un computer, ma per far ciò dovremmo necessariamente associare al nostro account un numero telefonico (Skype-in). Purtroppo ancora non è possibile utilizzare numerazioni italiane.

I vantaggi dello wi-fi Skype phone

E’ innegabile il vantaggio di un simile apparecchio per chi già dispone di una connessione wireless a casa o in ufficio, in quanto non si avrà più bisogno del telefono di rete fissa.

Infatti tutte le chiamate verso da e verso i contatti Skype saranno completamente gratuite! Le telefonate verso numerazioni geografiche avverranno a tariffe molto convenienti.

Svantaggi

L’unico ovvio problema di un apparecchio del genere è ovvio: funziona solo con una connessione internet wi-fi disponibile. Per cui al di fuori del raggio di copertura di una connessione internet è totalmente inutilizzabile.

A fronte di questo il prezzo costituisce un ulteriore deterrente; 300,00 dollari. Non sono assolutamente pochi anche se su Amazon.com è già possibile prenotarlo ad un prezzo scontato di 250,00 dollari. Il telefono sarà disponibile a partire dal 30 Giugno 2006.

Link utili

Lo Skype phone NetGear nella blogosfera

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Ricontiamo: new media e persuasione, un caso esemplare di manipolazione dell’opinione

Abbiamo già avuto modo di esaminare come la Propaganda viene utilizzata in politica e nella ricerca scientifica per la manipolazione delle opinioni e la creazione dei bisogni dei popoli, ma proprio in questo momento è in atto su Ikaro una massiccia operazione di propaganda ben orchestrata tramite l’utilizzo di militanti politici.

L’occasione era troppo ghiotta pr non prendere la palla al balzo ed approfondire l’argomento utilizzando come esempio reale quello che sta succedendo sul nostro sito.

Ricontiamo, ricontiamo, ricontiamo, ricontiamo....
Ricontiamo, ricontiamo, ricontiamo, ricontiamo….

Propaganda, cos’è?

Come illustrato meglio in un recente articolo, la Propaganda non è affatto un termine generico che indica la diffusione di notizie non corrispondenti al vero, ma è un vero e proprio manuale operativo stilato quasi un secolo fa da Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud. Più nel dettaglio, Bernays utilizzo le scoperte del più celebre zio applicandole al campo della creazione delle opinioni dando vita alla scienza della persuasione.

Uno dei cardini della manipolazione delle opinioni è costituito dal bombardamento di informazioni e dalla scelta opulata dei termini da utilizzare. Generalizzando;

  • Bombardamento
    A prescindere dal fatto che se cio che si afferma sia vero o no, il fatto di ripeterlo all’ossesso farà in modo che per l’ascoltatore diventi realta.
  • Scelta dei termini
    Per affermare una idea in termini positivi o negativi, è fondamentale la terminologia utilizzata. Pertanto la presenza di parole ben precise all’interno dell’idea con cui bombardare la massa è di fondamentale importanza per la riuscita della creazione dell’opinione (persuasione).
  • Discredito e cancellazione delle idee discordi
    Qualsiasi idea o concetto discorde dall’opinione da creare va cancellata o ridicolizzata

Cosa succede su Ikaro?

Lo scorso 3 di Aprile è stato pubblicato un articolo sul nuovo sistema sperimentale di scrutinio elettronico. L’articolo non aveva una valenza politica, quanto considerazioni sull’opportunità di introdurre un sistema insicuro in un momento delicato come questo.

Dalla data di pubblicazione (03.04.2006) a questa mattina (12.04.2006) ha avuto 3100 visite, equivale a dire circa 345 visite al giorno.

Il numero di commenti all’articolo sino a questa mattina è stato di 8. Ciò vuol dire che è stato postato quasi un commento al giorno. Per cui il traffico sull’articolo è stato di;

Traffico dell’articolo negli ultimi 9 giorni

– Visite giornaliere: 345
- Commenti giornalieri: 1

Propaganda in atto

Con mia grande sorpresa, questa mattina sono iniziati a piovere un numero impressionante di commenti. Per fare qualche numero in sole tre ore sono stati postati 30 commenti dal tono violento e intollerante tesi a imporre l’idea che il risultato elettorale non sia valido.

In parole povere;

Media commenti giornalieri ultimi 9 giorni; 1
Media commenti giornaliera ultime 3 ore (dalle 11.00 alle 14.00); 240

Media visite sino a questa mattina: 345 al giorno
Media visite giornaliera ultime 3 ore (dalle 11.00 alle 14.00); 8000

Perchè si tratta di propaganda?

Tutti i commenti con i quali il nostro sito viene bombardato sono uniformi. Sebbene riportino firme diverse (ma ognuno può scrivere ciò che vuole) ribadisce lo stesso concetto e la stessa idea, con la stessa terminologia.

Inoltre un incremento del genere nelle visite di una singola pagina e nel numero dei commenti non è normale, e chiunque abbia un sito lo sa. Ho fatto una ricerca ed ho scoperto che per attuare la propaganda è stato utilizzato un algoritmo di Google che calcola il rank di una pagina in base alle ricerche degli utenti e relativi click.

In poche parole in questo momento è in atto su internet una grando operazione centralizzata sulla diffusione di commenti e post contenenti la parola "ricontiamo".

Dopodichè, gli stessi utenti cercano su Google con la parola "ricontiamo" e vanno a cliccare sulla pagina che contiene l’idea da diffondere. Così facendo fanno crescere il rank delle pagine più gradite che avranno la prevalenza anche in altre ricerche (lo stesso sistema utilizzato dall’altra parte politica per far uscire la pagina di Berlusconi con la Keyword "fallimento").

Solo questa mattina nelle statistiche del sito Ikaro è stato raggiunto 1000 volte (!) in poche ore tramite ricerche effettuate in Google con la frase "ricontiamo", e francamente non capisco che ricerca possa essere se non quella spiegata in dettaglio sopra.

Riprendiamo le due regole della propaganda per la persuasione;

  • Bombardamento
    Tutti i post diffondono l’idea che lo scrutinio delle elezioni non sia valido
  • Terminologia
    Nelle tre ore, TUTTI o quasi i commenti riportano nel titolo o nel testo la parola "ricontiamo"
  • Discredito e cancellazione delle idee discordi
    Gli ultimi commenti agli articoli appaiono in home page. Per cui hanno ottima visibilità sul sito. Quando un utente posta un commento che contesta l’idea da diffondere questo o viene sbeffeggato con risposte offensive oppure cancellato dalla home page con l’inserimento a ripetizioni di commenti che lo fanno scivolare via dall’elenco della home, come dimostra il commento "elezioni politiche 2006" postato in maniera duplicata 7 volte in un minuto per far scivolare via dalla home la mia replica "Riconteggio, ma quanti commenti…"

In poche parole è in atto nella rete il tentativo di diffondere una idea falsa (che le elezioni siano state viziate da brogli), tramite il bombardamento di uno slogan (ricontiamo) nonostante nella realtà non vi siano assolutamente prove che facciano sospettare brogli, come evidenzato dall’accettazione dei risultati elettorali da parti della destra stessa (UDC e AN).

Conclusioni

Ovviamente questa operazione in corso sta creando disagio sul sito ed è un pò seccante, ma dopo un primo momento di disorientamento che mi aveva fatto nascere l’idea di sospendere momentaneamente la possibilità di commentare, ho deciso di prendere la palla la balzo e usare questo caso come esempio di propaganda, che è tutt’ora in corso.

Se vuoi seguire l’evoluzione dei commenti e la propaganda in corso d’opera questa è la pagina dei commenti su ikaro. Sino a che sarà possibile e non creerà problemi la lascerò aperta come dimostrazione ‘live’ di propaganda per dimostrare come funziona la persuasione di massa e la manipolazione delle opinioni.

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JAJAH il VoIP a basso costo con il telefono di casa

Prima di JAJAH il VoIP era destinato ad essere utilizzato da utenti esperti o almeno amatori di informatica e nuove tecnologie a causa della necessità di software da scaricare, installare, configurare nonchè cuffie e microfoni da far funzionare.

JAJAH abbatte questa ultima barriera tecnologica ed apre le porte del VoIP anche agli utenti meno esperti o più pigri, connettendo il telefono fisso al sistema VoIP.

Come funziona JAJAH

L’idea di JAJAH Web è estremamente semplice; invece di utilizzare cuffie e microfoni attraverso programmi speciali, il sistema metterà in collegamento tramite VoIP il telefono fisso (o cellulare) del chiamate con quello della persona chiamata. La conversazione avverrà si con protocollo VoIP ed a tariffe vantaggiose, ma tramite due normali apparecchi telefonici come una normale chiamata.

  1. Si inserisce il proprio numero di telefono
  2. Si inserisce il numero della persona a cui si vuol telefonare
  3. Il proprio telefono squillerà
  4. Basta alzare il telefono ed attendere che la persona risponda

5 minuti gratis per tutti

Come ogni buon programma VoIP, anche Jajah web ha lanciato la sua offensiva ai concorrenti, e mette a disposizione una telefonata di 5 minuti tra numeri di rete fissa del tutto gratuitamente. Si può utilizzare la promozione anche senza essere iscritti, ma non si potrà telefonare da/per numeri cellulari.

Iscrizione, modalità del sistema e prezzi

Una volta registrati sarà possibile aprire un credito da utilizzare con il proprio telefono fisso paganto con le carte di credito più comunemente utilizzate. Si potranno collegare al proprio account 3 numeri telefonici; casa, ufficio e cellulare. Potremo altresì gestire una rubrica di contatti che semplificherà le telefonate verso numeri chie chiamiamo più spesso.

I prezzi sono molto interessanti se consideriamo che utilizziamo il nostro telefono di casa come se fossero delle chiamate normali. Ecco qualche esempio (senza scatto alla risposta e iva inclusa);

  • Italia (rete fissa) -> Italia (rete fissa): 0.0239 euro
  • Italia (rete fissa) -> Italia (Omnitel): 0.1650 euro
  • Italia (rete fissa) -> Italia (TIM): 0.1886 euro
  • Italia (rete fissa) -> Italia (Wind): 0.1931 euro
  • Italia (rete fissa) -> Italia (Tre): 0.2041 euro
  • Italia (rete fissa) -> USA (Rete fissa): 0.0476 euro
  • Italia (rete fissa) -> UK (Rete fissa): da 0.0209 euro

La qualità delle telefonate

La qualità è decisamente ottima. Sarà anche per il fatto che viene utilizzato il normale apparecchio telefonico ma si farebbe fatica a capire che si sta chiamando tramite VoIP se non ne fossimo a conoscenza.

L’obiettivo di JAJAH web

Come affermato dallo stesso cofondatore di JAJAH Roman Scharf, lobiettivo del progetto è quello di diffondere il VoIP abbattendo ogni barriera di tipo tecnologico, come quelle che si trovano davanti persone poco esperte quando hanno a che fare con microfoni, cuffie e schede audio.

E’ tutavia prevista la possibilità di installare una applicazione desktop per la gestione integrata dei servizi JAJAH quali VoIP, chat e videoconferenza con tecnologia p2p.

Indirizzi utili

- JAJAH, home page
- Il calcolatore di tariffe
- Le FAQ

JAJAH nella blogosfera italiana

- ICTBlog.it
- SpeedBlog.it
- Mac Blog
- TecnoCino
- Masternewmedia.org

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Elezioni politiche 2006, lo scrutinio dei piccioni viaggiatori

Se sostituiamo una chiavetta USB al rotolino di carta otteniamo lo sconcertante sistema di scrutinio semi-elettronico introdotto nelle prossime elezioni politiche in Italia. Il ritorno dei piccioni viaggiatori.

Photo Credit: Paul Lozba
Photo Credit: Paul Lozba

Il passato

La scatola era davanti a me. L’involucro di cartone racchiudeva due imballaggi di polistirolo sagomati con la forma del prezioso contentuto. Il tesoro dentro celato era rigorosamente grigio, che allora era sinonimo di serietà e sobrietà nello stesso tempo.

Aperto lo scrigno presi tra le mani il prezioso oggetto dentro un involucro di plastica trasparente dalla quale, una volta aperta, si sprigionò un estasiante profumo di plastica nuova. Lo poggiai sul tavolo ammirando quella forma quasi goffa e quei toni di grigio composti dal corpo macchina e i tasti.

Nell’imballaggio di polistirolo, perfettamente incastrati, vidi i manuali e la mia attenzione fu catturata da un libro a copertina bianca, estremamente sobrio nella sua veste grafica. Il titolo di quel volume era scritto in nero in caratteri Helvetica: C-Basic.

La parola "Basic" oggi fa quasi tenerezza e sta alla tecnologia attuale come penna e calamaio stanno alle email, ma allora…

Allora la consapevolezza di avere a portata di mano quel tipo di tecnologia era esaltante, era come essere entrati nella sala di controllo di Huston, come se Star Trek avesse smesso improvvisamente di essere una serie di fantascienza.

Attaccai la mia nuova meraviglia alla presa della corrente e al televisore, ed accesi. Dopo qualche istante avevo davanti a me un cursore lampeggiante come a voler simboleggiare una attesa per un gesto che avrebbe costituito la chiusura del cerchio.

Presi il volume intitolato C-Basic ed iniziai in quel momento a dar da mangiare alla creatura affamata, dal nome visionario e futuristico: Commodore 64.

Il presente

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, e quelli come me che per passione, caso o semplice coincidenza storica sono cresciuti in sinergia con la tecnologia dell’informazione essendone parte simbiotica, hanno un modo di vedere le cose un pò particolare. Una valutazione dei fatti ed una attenzione che prescinde dalle nozioni e dalla formazione culturale. I 35enni, 40enni della Commodore-generation e affini sanno per istinto cosa è innovazione e cosa non lo è.

Ed è proprio questo istinto innato che porta quelli come me a rimanere sbigottiti di fronte alla decisione di introdurre un astruso ed assurdo sistema di scrutinio semi-elettronico nelle prossime elezioni politiche, quanto mai delicate ed importanti sia per lo stato del paese sia per le tensioni politiche quanto mai accese ed esacerbate.

Non è tanto la mia ragione, nè la mia fede politica (sebbene ben definita) ad innescare preplessità e preoccupazione, quanto proprio quell’istinto nato e consolidato con la crescita individuale e professionale avvenuta in simbiosi con il progredire dell’information technology, che è anche il mio lavoro.

Il futuro?

Nelle prossime elezioni lo scrutinio avverrà così (in ogni seggio);

  1. Conteggio manuale dei voti
  2. Salvataggio del conteggio su chiavetta USB da un PC presente nel seggio
  3. Consegna delle chiavette USB ad un addetto selezionato del Ministero dell’Innovazione tecnologica
  4. Riversamento dei risultati dalla chiavetta USB nella base dati del Viminale per via telematica

In ogni caso, qualora vengano effettute contestazioni, sarà necessario ricontare manualmente tutte le schede, conteggio manuale che comunque avrà la prevalenza giuridica sul conteggio elettronico.

Bè, lavoro in questo campo da 15 anni e ne sono coinvolto ancora da più tempo, ed un sistema del genere si puà prestare ad alterazione/perdita/scorrettezza dei dati oltre che a presentare seri ed oggettivi dubbi in merito ad altre questioni.

Una su tutte; ufficialmente i "coordinatori di plesso" non dovrebbero avere la possibilità di modificare i voti. A quanto pare ciò non corrisponde a verità. I coordinatori hanno eccome la possibilità di intervento sui dati elettronici, e questo viene affermato proprio da uno dei coordinatori che ha partecipato ai corsi di formazione del ministero, il quale per diradare dubbi su possibili brogli afferma che si possono modificare i dati sui supporti digitali per farli coincidere con quelli cartacei (anche se un nostro commentatore, anche lui coordinatore di plesso e che ringraziamo per averci comunicato alcune puntualizzazioni usate per correggere il presente articolo, afferma il contrario aumentando la confusione).

Esistono poi dubbi e inchieste sui criteri di selezione dei coordinatori che hanno una funzione tanto delicata, sugli appalti di natura tecnica che sono stati affidati senza un normale bando di gara ma con procedure di carattere privato e così via (ecco un resoconto abbastanza completo da Apogeo Online sulla questione in generale).

Ovviamente la critica sulla sicurezza e l’obiettività di questo sistema possono essere a loro volta opinabili, ma è un punto che mi lascia perplesso; in caso di contestazioni da qualsiasi parte politica si dovrà procedere al conteggio manuale ex-novo, che in ogni caso avrà la prevalenza giuridica su quello semi-elettronico.

In poche parole "non vi preoccupate se il sistema è insicuro, perchè se c’è qualche contestazione ricontiamo tutto daccapo"

Allora perchè è stato implementato?

Ancora una volta, liberi di credere che è tutto ok. Io sono libero di credere invece che non lo è affatto. E il mio spirito critico vale sia per il Governo che ha avuto questo colpo di genio, sia per l’opposizione, silente e indifferente. A maggior ragione non mi quadra, per il semplice fatto che è un sistema che permette troppo facilmente contestazioni sul voto da parte di tutte le parti in causa.

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Include, nasce la cooperativa per portare la banda larga a tutti

Venerdì 24 marzo nella sede torinese di Anti Digital Divide è stata costituita di fronte ad un notaio la cooperativa Include.

Erano presenti 24 soci fondatori, in rappresentanza dei Sindaci, dei Comuni, di Anti Digital Divide, delle comunità montane, dei provider e della società civile.

Anti Digital Divide - il logo dell'associazione
Anti Digital Divide – il logo dell’associazione

La neonata cooperativa funzionerà come un gruppo d’acquisto per quanto riguarda la banda larga e i servizi informatici a valore aggiunto, provvederà a gestire il roaming sulle reti dei provider aderenti (anche per permettere il voip gratuito tra gli utenti Include) e potrà partecipare alle gare e ai bandi che le regioni e le province stanno emanando per ridurre il divario digitale. Nel direttivo sono rappresentati tutti i soggetti fondatori, è stato designato quale presidente Maurizio Gotta, per Anti Digital Divide e quale vicepresidente Alessandro Pianta, della società Wave-Tech, in rappresentanza dei provider.

L’idea della Cooperativa, partorita da Anti Digital Divide, accomuna le esperienze maturate dai diversi soggetti, che si sono seduti ad un tavolo di confronto per trovare una soluzione che nascesse dai diversi punti di vista ed interessi in gioco.

La cooperativa non sarà un cerchio chiuso, nel prossimo futuro potranno aggiungersi partecipazioni di altri rappresentanti eticamente compatibili con lo scopo della stessa, per garantire ancora più “potere” mediatico e fisico, capillarità territoriale e nuove energie per portare avanti progetti innovativi, mirati ad annullare le discriminazioni che stringono in una morsa il futuro degli italiani, di TUTTI i cittadini italiani.

Proprio le persone saranno il centro del progetto Include, le stesse persone che hanno subito per anni il digital divide, che hanno dovuto fare i conti con ingiustizie e abusi delle compagnie. I principi su cui si basa la cooperativa mettono in primo piano la tutela degli utenti e la loro libertà di scelta tra i servizi, il rispetto dei principi di obiettività, trasparenza e non discriminazione. Si tratta di una cooperativa a mutualità prevalente il che vuol dire che i suoi clienti potranno essere sia soci che non soci, ma che il fatturato dovrà essere almeno per il 50 per cento costituito da prestazioni ai soci.

Più soci ci saranno più zone si potranno coprire e maggiori saranno le possibilità degli utenti digital divisi di essere raggiunti dalla banda larga. Quindi grande importanza per la riuscita del progetto, hanno gli utenti, sia attraverso l’azione di sottoscrizione delle quote sia attraverso quella di divulgazione di notizie sul progetto Include, in modo da coinvolgere il più ampio numero di cittadini. Se tutte le persone non raggiunte dall’adsl sottoscrivessero anche solo un’azione si riuscirebbe a ridurre in maniera considerevole il digital divide.

Dal 25 marzo 2006 è possibile sottoscrivere le pre-adesioni per diventare soci della cooperativa i dettagli su come aderire sono presenti sul sito dedicato al progetto Include.

http://progettoinclude.antidigitaldivide.org

Il taglio minimo delle quote azionarie sarà di 25 euro.

Essere soci comporta diversi vantaggi, oltre ad aumentare la possibilità che la vostra zona sia coperta dalla banda larga, ad esempio, vi è la possibilità di ricevere utili (secondo quanto stabilito dalla legge) sulle quote sottoscritte, inoltre quando la vostra zona sarà coperta potrete risparmiare sulla bolletta telefonica, non pagando più il canone Telecom (circa 200 euro/anno) e telefonando gratis con gli utenti Include attraverso il Voip. Quindi si può considerare la sottoscrizione delle azioni come un investimento che porterà diversi vantaggi.

Questa iniziativa nata dal basso è un esempio di come la volontà e le buone idee possano pagare ed essere portatrici di speranze troppo spesso lungi dall’esser scorte. Include ha trasformato la protesta in azione, un’importante iniezione di fiducia in un paese che crede poco al valore delle energie dei singoli cittadini. Cinque persone hanno fondato un’associazione per protestare e chiedere attenzione sul problema del digital divide, sono riuscite a coinvolgere migliaia di persone e ad ottenere diversi risultati, ora si passa dalla protesta alla soluzione del problema, attraverso il progetto Include. Il successo di Include dipenderà dalla volontà degli utenti, che fino ad ora sono stati penalizzati e dimenticati, di non fermarsi solo alle proteste e lamentele ma, di passare all’azione sostenendo questo progetto.

Questo giorno è motivo di orgoglio per chi ha partecipato e lavorato per arrivarvi, ma è anche un grande successo di tutta la comunità di utenti Internet, l’entità motivatrice di Anti Digital Divide.