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Come funziona Wikipedia, l’enciclopedia web

Recentemente abbiamo pubblicato un articolo che illustra le difficoltà di comunicazione tra persone che utilizzano la rete come principale strumento di informazione e quelle che utilizzano ancora il mainstream.

In tal senso abbiamo coniato un termine; digital subdivide e lo abbiamo proposto in Wikipedia, l’enciclopedia aperta del web.

E’ la prima volta che ci siamo avvicinato a Wikipedia, e lo abbiamo fatto in maniera propositiva inserendo il nuovo termine il 29/12/2005.

La metodologia

Ogni utente può partecipare attivamente ai contenuti modificando voci già presenti o proponendone delle nuove. Una volta inserita, la voce può essere modificata, oppure ne può venir richiesta la cancellazione da parte di un utente.

Se viene richiesta la cancellazione per motivi che potete leggere qui, si apre una votazione (a meno che non rientri in un caso di cancellazione immediata).

Discussione sulla cancellazione

Quando si propone una voce per la cancellazione, utenti di Wikipedia con almeno 50 post nel progetto hanno diritto di voto.

Il nostro termine è stato proposto per la cancellazione quasi immediatamente dall’utente Salvatore Ingala, amministratore Wikipedia.

I voti per la cancellazione

Quando si apre una discussione sulla cancellazione, gli utenti "anziani" possono votare a favore della cancellazione (postando un +1) o contro la cancellazione (postando un -1).

Qui potete vedere lo stato della votazione.

Il tempo di votazione è di 7 giorni, durante i quali almeno 10 utenti anziani devono votare, e 2/3 dei voti devono essere a favore della cancellazione affinchè questa abbia effetto.

Dopo la proposta di cancellazione il nostro termine ha ricevuto 3 voti favorevoli che sono stati però quasi subito annullati.

Votazione termine Digital Subdivide
Votazione termine Digital Subdivide

Correzioni per evitare la cancellazione

Nel caso in cui si sia aperta una votazione per la cancellazione, l’autore del post può modificare l’inserimento per renderlo più consono ai criteri di oggettività di Wikipedia e bloccare la proposta di cancellazione.

Il nostro termine è stato in ogni caso proposto per la cancellazione da Salvatore Ingala perchè "Neologismo inventato il 12/12/2005 (il nostro articolo – ndr), perciò ancora ricerca originale". Pertanto non sembra che la richiesta sia stata fatta per mancanza di oggettività.

Per maggior sicurezza abbiamo comunque provveduto a togliere dalla descrizione del termine ogni riferimento all’articolo nel quale il termine stesso è stato coniato e ogni riferimento al suo autore.

Al momento la votazione per la cancellazione è in corso e se siete utenti anziani di Wikipedia potete anche voi fare la vostra votazione.

Le impressioni

Il sistema ci sembra abbia una buona organizzazione ed un buon controllo dei termini proposti.

Ad ogni modo, la velocità con la quale è stata proposta la cancellazione del nostro termine (appena qualche minuto) ci lascia qualche dubbio sulla affidabilità dei giudizi umani e la loro influenza sull’efficacia del sistema.

In particolare, abbiamo letto attentamente il regolamento che regola la cancellazione delle discussioni, ed il nostro articolo con il termine proposto non ci risulta rientri in nessuna categoria.

Per quanto riguarda i riferimenti al nostro articolo ed all’autore il regolamento riporta "un articolo scritto in modo non neutrale può comunque contenere delle informazioni valide…" ed in ogni caso ogni riferimento non neutrale è stato da noi cancellato. In teria, la proposta di cancellazione dovrebbe essere bloccata.

Conclusioni

L’organizzazione funziona bene, le dinamiche umane un pò meno. Si nota sia nella velocità della proposta di cancellazione (non abbiamo trovato nel regolamento un motivo pertinente per tale proposta) sia nei commenti delle votazioni a favore della cancellazione una sorta di corporativismo elitario tipico delle community che vedono sfuggire lo scopo principale della rete di rimanere aperta gli input esterni e di annetterli come forza propria. Più che per le decisioni, per le modalità con cui queste vengono esercitate. In questo modo si allontanano utenti potenzialmente utili ed il progetto può perdere forza a lungo andare.

La cosa ci ha colpito un pò anche considerando l’attacco che Wikipedia sta subendo in questi giorni proprio nel periodo in cui sta rastrellando fondi per il budget di mantenimento del prossimo anno.

Il progetto comunque rimane notevole e ci ha colpito positivamente.

Vi teniamo aggiornati sugli sviluppi per una recensione completa e per farvi sapere come finisce il tentativo di registazione del nostro termine.

Precisazioni da Wikipedia su quanto scritto (innesto del 30/12/2005)

In data successiva alla pubblicazione dell’articolo due amministratori di wikipedia hanno postato due commenti a spiegazione di quanto riportato dall’articolo.

In particolare, esiste una regola generale tipica delle enciclopedie che vale anche per Wikipedia e cioè che le enciclopedie non riportano lavori originali (come parole inventate, a meno che non siano di uso comune), ed infatti in Wikipedia c’e` il divieto assoluto di inserire voci del genere.

Il nostro termine è ovviamente uno di questi, per cui (anche se la regola è di tipo generale e non risulta nel regolamento di cancellazione) non può essere accettato. Ma a che serve la votazione allora? Un amministratore Wikipedia ci ha spiegato anche questo attraverso un commento.

Potete leggere la sequenza di commenti qui che prosegue qui ed eventualmente contribuire

All’utente Archenzo che ha definito tramite il suo voto la nostra come una astutissima operazione di spam rispondiamo che, al contrario, riteniamo di aver dato alla luce un articolo che illustra alla perfezione le dinamiche ed i meccanismi di funzionamento di Wikipedia attraverso un caso realle illustrato in tempo altrettanto reale.

Attraverso la lettura di questo articolo un newbie che non conosce Wikipedia ne apprende il funzionamento in maniera ben più efficace e veloce di quanto non possa fare leggendo mille regolamenti, e questo va a tutto vantaggio di Wikipedia.

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Tanti auguri e previsioni per il prossimo futuro

Tra carte di regali appena scartati e bottiglie di spumante appena comprate per la fine dell’anno, faccio gli auguri a tutti ed alla mia maniera riservo un augurio particolare per alcuni.

Photo credit: Bob Smith
Photo credit: Bob Smith

Tanti auguri ai giornalisti

Una volta erano una casta privilegiata ed omogenea anche nelle molteplici correnti politiche. Ora il privilegio esclusivo di avere una voce amplificata è definitivamente perso. Chiunque può scrivere ed avere una utenza immediata e ad ampio raggio.

Tra i giornalisti c’è chi si è immerso completamente ed immediatamente in questo nuovo scenario, utilizzando queste innumerevoli nuove fonti per rivalutare la propria professione ed evidenziare, utilizzando il proprio spirito critico e la propria conoscenza, le voci nascoste nel coro al fine di individuare nuove storie e nuovi scenari degni di rilievo che altrimenti sarebbero rimasti per sempre sommersi nel grande tutto della rete.

Ma c’è anche chi preoccupato grida allo scandalo per questi "pseudo-giornalisti" bloggers che hanno l’ardire di far ciò che teoricamente è consentito solo a chi ne è stato istituzionalmente abilitato. Più volte in molti blog mi è capitato di leggere frasi tipo "Cosa credete di fare? Non siete giornalisti", o sentir gridare allo scandalo da più parti per la scelta di Google e Yahoo di unificare news personali a news di testate giornalistiche.

Questo è il destino che da quasi un secolo è stato riservato solo agli operai, vittime di una rivoluzione industriale velocissima ed insorabile che sostituisce sempre di più le mansioni umane con procedure automatizzate, e che proprio tra gli operai e le loro famiglie ha fatto le sue vittime sacrificali in nome del progresso, a parte pochi che hanno saputo o potuto riciclarsi (la mia famiglia è una di quelle che ha dovuto lottare in questo scenario).

I giornali stessi (e quindi i giornalisti) hanno da sempre interpretato con editoriali roboanti ed articoli dai toni profetici questa situazione come un sacrificio necessario al progresso dell’umanità. La vita è una ruota, e questo sacrificio ora tocca a voi. Vi auguro di interpretare questi nuove scenari non come situazioni penalizzanti, ma come una nuova opportunità che vi dia lo spunto per reinterpretare la vostra professione in una chiave di libertà ed indipendenza. Come avrebbe dovuto essere sino ad ora. Tanti auguri.

Auguri a Wikipedia

La celebre enciclopedia elettronica in rete è da molto tempo sotto attacco per la presunta inaffidabilità ed inesattezza delle informazioni inserite dagli utenti. Il sistema Wikipedia ripulisce in 3 ore le informazioni inesatte inserite, ma nonostante questo è partita una campagna violentissima per ridimensionare l’importanza che questo eccellente esempio di conoscenza condivisa ha assunto con il passar del tempo.

Questo non mi sorprende affatto ed è mia opinione che l’aumentare di informazioni inesatte inserite ultimamente non sia casuale, ma sia l’effetto di un piano ben congegnato per screditare questo mezzo di informazione.

Basta leggere in fondo qualcosa sulle campagne di persuasione di massa organizzate da Bernays ad inizio secolo, regole che vengono seguite ancora oggi da politici e multinazionali per rendersene conto e capire che quando qualcosa non piace a chi controlla le opinioni di massa viene immediatamente screditato con azioni deliberate e ben congeniate in tal senso.

Auguri a Wikipedia. Che ne possa uscire indenne.

Auguri a Microsoft

Non mi è particolarmente simpatica questa società, non condivido l’atteggiamento "succhia-sangue" che fa pagare tutto a caro prezzo (anche la mediocrità), sono favorevole all’Open Source, di cui non esito a far uso quando posso. Ma parlando onestamente e senza preconcetti, se oggi abbiamo orde di ventenni che deridono windows a favore di Linux, e che possono installare tutte le versioni possibili di sistemi e software open source in casa è perchè il computer in casa lo hanno trovato, e questo lo si deve a Microsoft.

L’unica colpa del colosso di Redmond è forse quella di non aver mai trovato in questi anni un competitor alla sua stessa altezza, e la mancanza di competitività ha determinato un predominio che ha fatto venir meno la necessità di innovazione che oggi Microsoft sta pagando a caro prezzo. Auguri a Microsoft, che possa correggere gli errori del passato e rivalutarsi con politiche meno succhia-sangue.

Auguri agli sconnessi

Chi sono? Leggi qui. Auguro a loro un futuro diverso, fatto un pò meno di Bruno Vespa ed un pò più di Google, un pò meno di Isole dei famosi ed un pò più di blogs, un pò meno di telegiornali delle 20.30 ed un pò più di feeds RSS.

Auguro a loro di divenire parte attiva del futuro che si va costruendo insieme.

Auguri al grande fratello

I sempre connessi sono considerati strani. Chi è sempre collegato viene visto ancora con una certa ambiguità, pensando "Chissà cosa fa sempre in internet…".

Come mai?

Il Mainstream organizza ad arte le informazioni per creare e manipolare una persuasione di massa per il controllo delle persone, creandone le opinioni ed i bisogni. I wireds (i sempre connessi) sfuggono a questo controllo perchè attingono informazioni liberamente in un canale non controllato né controllabile (internet).

Sarà per questo che ascoltando la TV o leggendo i giornali si fa confusione tra dissentire ed essere simpatizzante dei terroristi, chattare di notte ed essere pedofili, divulgare informazioni tagliate dal mainstream ed essere paranoici e psicopatici, utilizzare una webcam ed essere pervertiti?

E’ questo il discredito che vuoi dare a chi non è assogettato alle tecniche di persuasione? Noi dissentiamo ma non siamo terroristi, siamo sempre collegati ma non siamo pedofili, parliamo di cose che non compaiono su giornali e telegiornali ma non siamo affatto pazzi. Auguri grande fratello, ti auguro di perdere questa battaglia sempre ed inesorabilmente.

Se hai qualche augurio particolare anche tu, inseriscilo utilizzando il modulo in basso.

lg-you-are-dumb2

Cinque magliette per programmatori e cybernauti accaniti

Quinto posto

Prezzo: 14,99$
Tradizione: "Sei stupido" scritto in codice binario

Da regalare ad amici un pò frustrati, presi continuamente in giro, magari un po bruttini e bianchicci per il troppo tempo davanti al monitor. Regalategli qualche attimo di rivincita.

Svantaggi: occhio a non incontrare qualche motociclista grosso e bravo con il computer

Quarto posto

Prezzo: 14,99$
Significato: Molecola della caffeina

Programmatori e sviluppatori ne fanno un uso impressionante. E vedono il caffè come qualsiasi altra cosa; scomposta in blocchi elementare correlati tra loro. Per far vedere come vediamo il mondo.

Svantaggi: non indossarla troppo. Induce insonnia.

Terzo posto

Prezzo: 14,99$
Significato: Io sono ROOT!

Da regalare a persone con manie di protagonismo, eccessi di egocentrismo o veri e propri deliri di onnipotenza. Se non avete afferrato il senso meglio non acquistarla. La nonna non la capirebbe ma farebbe finta di essere molto contenta ugualmente per non deludervi. E poi una nonna-root non mi sembra una bella immagine.

Svantaggi: si presta a vari epiteti da parte di chi non sa cosa voglia dire ROOT .

Secondo posto

Prezzo: 14,99$
Traduzione: Esistono solo 10 categorie di persone: chi capisce il codice binario e chi non lo capisce.

L’analisi logica della frase è perfetta, peccato che lo si capisce solo se si ragiona in base 2!! Il "10" infatti non vuol dire "dieci" ma rappresenta tutti i numeri presenti in base 2, zero e uno (due in tutto) il numero "due" in base due (corretto dopo le "solerti" sollecitazioni degli utenti di zio budda :). I gruppi di persone quindi corrispondono.

Svantaggi: chi la indossa dovrà essere pronto a dare questa spiegazione a chiunque non capisca l’equivoco, quindi pressochè a tutti.

Inegualiabile, irrangiungibile primo posto

Prezzo: 14,99$
Traduzione: No! Non te lo sistemo il computer!

Per fratelli e sorelle che chiamano alle ore più improbabili! Per amici che sia avvicinano furtivi alle feste iniziando a prendere il discorso alla larga. Per chiunque inizi a parlare di rumorini che escono dalla stampante o email "che-si-perdono-nel-nulla".

Per tutti coloro che hanno già composto il tuo numero telefonico prima ancora di verificare se il computer non funziona perchè è staccato il cavo di alimentazione……questo è un regalo che dobbiamo farci da soli, e ribadire finalmente a tutti : "NO! Non te lo sistemo il computer!"

Svantaggi: potreste incontrare qualcuno che non capisce l’inglese.

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Programmare la gestione dei trackback sul proprio blog

Il trackback è un sistema introdotto da Movable Type per consentire il collegamento tra post di blog differenti. Questa tecnica di cross-posting ha messo in comunicazione tra loro tutti i blog che supportano tale funzionalità, contribuendo alla crescita esponenziale che questo strumento di self publishing ha avuto in questi anni.

Photo credit: Maurice Schadee
Photo credit: Maurice Schadee

Il meccanismo è semplice; tutti i blog che accettano "risposte" ai propri post anche da blog esterni, forniscono un identificativo unico per ogni post chiamato URL di trackback.

Quando un utente posta sul proprio in risposta o in riferimento ad una notizia letta da qualche altra parte, lo farà includendo nel post l’URL di trackback della notizia di riferimento. Sui due blog quindi gli interventi saranno linkati reciprocamente; su uno apparira l’url di trackback (qualcosa simile a "sto parlando dell’articolo letto qui") e sull’altro la notifica di risposta (simile a "hey, qualcuno mi ha risposto a questo indirizzo).

La procedura di trackback pertanto avviene in due step:

  • Un blog che "chiama" e notifica un commento. La chiamata si chiama "Ping".
  • Un blog che risponde alla chiamata comunicando se il commento è stato rilevata o meno.

Moltissime piattaforme hanno la gestione dei trackback integrata per default, ma in rete esistono molti sistemi informativi custom sviluppati ad hoc (come ikaro.net). Per questi sistemi pertanto la gestione dei trackback va sviluppata manulmente.

Sono due le funzionalità che si possono implementare su un sistema di self publishing custom. Si puà abilitare il sistema a:

  • accettare risposte su blog esterni (ricevere ping)
  • rispondere a blog esterni (inviare ping)

L’url di trackback

Occupiamoci per ora di mettere in ascolto il nostro blog per rilevare se da qualche parte in rete si fa riferimento a notizie o articoli apparsi nostro sito. Gestiamo pertanto le richieste di ping. Tecnicamente il ping è una chiamata ad uno script con metodo POST, con la quale si inviano variabili sia POST che GET. Questo script costituirà l’URL di trackback.

Il flusso dati dello script è il seguente:

  1. Ricezione del ping con i dati inviati tramite metodo POST
  2. Verifica dei dati, se non corretti invia responso negativo in formato XML ed esce
  3. Se corretti, elabora i dati. Se l’elaborazione non riesce invia responso negativo in formato XML ed esce
  4. Iniva responso positivo in formato XML.

Specifiche dei dati

Vediamo i nomi dei parametri inviati dai ping che il nostro script deve gestire;

  • MEDOTO GET
    1. ID univoco del nostro post, al quale il chiamante sta rispondendo – obbligatorio
  • METODO POST
    1. url | l’URL univoco che contiene la risposta al post – obbligatorio
    2. blog_name | il nome del blog esterno – facoltativo
    3. title | il titolo della risposta – facoltativo
    4. excerpt | il testo della risposta – facoltativo

Specifiche delle risposte

I responsi ai ping, sia positivi che negativi, devono essere inviati in formato XML. Lo script pertanto deve inviale l’header appropriato ("Content-Type: text/xml") prima di ogni eventuale output del sorgente.

Responso esito positivo:

<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<response>
<error>0</error>
</response>

Responso esito negativo

< ?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<response>
<error>1</error>
<message>Messaggio di errore</message>
</response>

Come abbiamo visto nelle specifiche dei parametri, le uniche due variabili obbligatorie sono l’ID inviato con il metodo GET e il campo "url" che identifica il post chiamante.

Scheletro di esempio

Mostriamo pertanto un valido schema di script ampliando un pò lo schema dello script;

  1. Controllo se il campo HTTP_GET_VARS['id'] e HTTP_POST_VARS['url'] siano validi
  2. Se non sono validi invio il responso negativo (vedi sopra) in formato XML
  3. Se sono validi, salvo la risposta contenuta nelle variabili POST blog_name, title, excerpt e la collego al post appropriato tramite HTTP_GET_VARS['id']
  4. Se il salvataggio non è andato a buon fine, invio esito negativo con formato XML
  5. Se il salvataggio è avvenuto, invio finalmente esito positivo con XML

Il punto 3 è strettamente dipendente da come il sistema informativo gestisce i dati. Se le indormazioni vengono memorizzate su una base dati dovranno essere inseriti nella tabella delle risposte indicando come chiave l’ID del post di riferimento inviato con il metodo GET.

Se le risposte vengono gestite invece su files XML o su file di testo ASCII, dovranno essere memorizzate con le specifiche del sistema informativo in uso.

URL di trackback

Una volta sviluppato e salvato da qualche parte lo script, questo servirà per fornire l’ULR di trackback relativo ad ogni post del vostro blog. Supponiamo che lo script abbia l’URL http://vostro.blog.it/cgi/trackback.cgi, l’URL di trackback da fornire ai vostri visitatori per l’articolo con id=452 sarà ad esempio: http://vostro.blog.it/cgi/trackback.cgi?id=452

Schema di sorgente da modificare

Segue lo shot di uno scheletro di sorgente php modificabile in base alle proprie esigenze.

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Diffondere i propri feeds RSS nella rete con FeedBurner

Ho provato, testato ed utilizzato Feedburner, un servizio gratuito per la diffusione dei contenuti tramite feed RSS (tra i più diffusi) e di altro tipo, come Podcast. Sono rimasto in verità piacevolmente impressionato dal livello di automazione che Feedburner offre in merito ad operazioni generalmente gestite a mano quali la segnalazione degli aggiornamenti ai vari servizi di pinging, i tool di sottoscrizione dei feeds con diversi tipi di aggregators tramite il sito web, il monitoraggio sulla circolazione del tuo feed e molto altro.

L’unica controindicazione (se così la si può chiamare) è il gran numero di opzioni e funzionalità che potrebbe far risultare il servizio un pò dispersivo per i meno esperti.

Evidenzio le caratteristiche più importanti nella maniera più chiara possibile premettendo che per utilizzare FeedBurner è necessario avere già i propri contenuti disponibili in un feed RSS.Questo è lo schema dell’integrazione di Feedburner con il tuo feed;

  1. inserite il tuo feed in Feedburner
  2. Feedburner utilizza il tuo feed come sorgente e ne genera un altro con un proprio indirizzo (http://www.feedburner/nome_del_feed)
  3. tutte le operazioni vengono eseguite sul feed generato, che sarà il tuo nuovo feed ufficiale (il tuo rimane come sorgente dati)

Dopo aver assimilato il tuo feed per generare il proprio, potete operare su di esso con i potenti strumenti a disposizione.

Feedburner automatizza le seguenti procedure;

  • iscrizioni al feed via web con diversi tipi di aggregators
  • segnalazione di aggiornamento contenuti a diversi servizi di pinging
  • compatibilità tecnica del feed con il più alto numero possibile di aggregators
  • monitoraggio dei controlli bot al feed (check dei motori per verificare eventuali aggiornamenti

Iscrizione

L’iscrizione al servizio è semplice ed immediata. Basta inserire il primo feed insieme a username, password ed email e sei già operativo. Nella schermata successiva vedrete l’interfaccia principale che racchiude tutte le funzionalità raggruppate in 5 etichette;

A. Analyze | monitoraggio sulla diffusione dei contenuti
B. Optimize | varie impostazioni tecniche del tuo feed
C. Publicize | automazione della diffusione del feed con diversi strumenti
D. Motetize | integrazione del feed con AdSense for Feed ed Amazon
E. Troubleshootize | supporto

Analizziamo i vari strumenti in ordine di utilizzo, ovvero dopo aver inserito il feed seguiamo questi step;

Optimize

Le voci ‘Your feed’ e ‘XML source’ servono per personalizzare il codice sorgente che genera la pagina del tuo feed su FeedBurner, che avrà l’URL http://www.feedburner/. Poi troviamo;

  1. BrowserFriendly imposta temi grafici della pagina e informazioni personalizzate come titolo e descrizione
  2. SmartCast genera automaticamente un feed podcast, compatibile con iTunes
  3. SmartFeed trasforma il tuo feed in un formato compatibile con la maggior parte degli aggregators disponibili
  4. FeedFlare integra in ogni post degli strumenti con cui gli utenti possono interagire come Technorati, del.icio.us ed altri
  5. Link Splicer se disponete di un servizio di social bookmarking, potete integrare i vostri link nel feed
  6. Photo Splicer stessa cosa per le foto
  7. Geotag Your Feed inseritelatitudine e longitudine ed avrete associato il feed ad un punto sul globo terrestre
  8. Feed Image Burner imposta una icona per i feed che viene visualizzata in molti RSS readers
  9. Convert Format Burner qui stabilisci il conten-type della pagina feed su feedburner. Per default è lo stesso del tuo feed originale
  10. Summary Burner potete anche personalizzare con link verso il tuo sito la vostra pagina su feedburner

Una volta impostate le opzioni più importanti si può passare alle impostazioni di diffusione automatizzata del feed con la tab Publicize

Publicize

  1. BuzzBoost genera un codice HTML che mostra gli ultimi post del feed e che può essere inserito in qualunque pagina web
  2. Headline Animator stesso scopo ma con un piccolo blocco grafico animato. Le headlines vengono mostrate a scorrimento
  3. PingShot impostazione notifiche automatiche verso aggregatori RSS web (technorati, myYahoo, ecc ecc) in merito a nuovi contenuti sul tuo feed
  4. Email Subscriptions genera un sistema di notifica via email di nuovi contenuti sul tuo sito per i visitatori del tuo sito
  5. FeedCount piccolo contatore grafico che mostra la diffusione del tuo feed nella rete
  6. Awareness API apre l’accesso ai dati di feedburner per applicazioni custom sul tuo sito
  7. Chicklet Chooser genera il codice necessario per far iscrivere al feed i visitatori direttamente sul tuo sito, e con molti aggregators
  8. Password Protector se avete bisogno di restringere l’accesso al feed
  9. Creative Commons include le licenze Creative Commons per il tuo feed

Dopo aver impostato i parametri di diffusione, potete includere nel sistema programmi di affiliazione.

Monetize

E’ possibile includere nel tuo feed anche Amazon o Adsense. Per includere Amazon è sufficiente inserire il proprio codice affiliato, mentre per AdSense è disponibile un nuovissimo servizio in fase beta chiamato "Adsense for Feed". Se i lettori del tuo feed sono più di 100 potete iscrivervi come beta tester.

A questo il sistema va da solo, ed è sufficente di tanto in tanto consultare le statistiche per controllare la diffusione del feed ed eventualmente apèportare modifiche.

Analyze

  1. Feed Circulation mostra quanti utenti sono iscritti al tuo feed
  2. Readership monitoraggio sui web aggregators che hanno prelevato il tuo feed, iscrizioni utenti via webm, con quale aggregator, eventuali iscrizioni tramite browser, quali motori (bot) sono venuti a controllare gli aggiornamenti ecc.
  3. Item Stats statistiche del blog

Indirizzo di FeedBurner: http://www.feedburner.com

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L’adsl italiana cambia! Sicuro sia in meglio?

Anti Digital Divide esprime apprezzamento per alcune novità, ma teme che alcuni cambiamenti potrebbero invece produrre effetti deleteri per il mercato ADSL.

L’introduzione del cost plus come metodo di calcolo per il prezzo all’ingrosso, l’arrivo della tanto attesa offerta bitstream e le maggiori libertà assegnate ai provider sono sicuramente cose positive, più volte richieste da ADD, in quanto, se si seguiranno le corrette procedure, si avrà una sensibile diminuzione dei costi e una maggiore possibilità di scelta per gli utenti..

Gli operatori alternativi nell’introduzione del metodo cost plus vedevano la possibilità di poter investire anche nelle zone non ancora coperte, speriamo che a questo punto non abbiano memoria corta e, quando questo entrerà in vigore, investano per ridurre il digital divide, che purtroppo in Italia stenta a diminuire, a causa degli scarsi investimenti in copertura fatti dagli operatori.

Apprezzamento anche per l’accelerazione che subirà il cambio di operatore adsl, con il passaggio delle responsabilità di gestire le pratiche di disdetta dall’utente al nuovo operatore. La richiesta della nuova ADSL vale insomma anche come disdetta della precedente. Quello che manca e dovrebbe essere introdotto è l’obbligo per gli operatori del rispetto della trasparenza, specificando sempre che l’utente è comunque tenuto a pagare l’eventuale canone della vecchia ADSL fino a scadenza naturale del contratto. Per prevenire possibili abusi delle compagnie come attivazioni non richieste, si pensi ad esempio ai casi documentati dagli operatori alternativi in cui è stata attivata alice free senza che l’utente ne facesse richiesta, a nostro avviso dovrebbe essere accettata la procedura di cambio, solo quando sia presentata richiesta attraverso raccomandata RR, e nel caso in cui un operatore avvii la pratica di passaggio e poi non sia in grado di dimostrare l’effettiva richiesta da parte dell’utente, dovrà essere pesantemente multato e rimborsare l’utente per i disagi provocati.

Da cancellare invece la possibilità data all’operatore “mollato” di contattare l’utente per fargli cambiari idea, in questo caso ci sarebbe il rischio che l’operatore dominante infranga la normativa proponendo sconti e offerte fuori listino a chi vuole cambiare operatore, Telecom Italia è stata condannata più volte per questo motivo, si dovrebbero creare regole atte ad evitare queste infrazione e non a favorirle.

Punto dolente è la fine del controllo preventivo da parte dell’AGCOM sulle offerte Alice ADSL di Telecom Italia, in quanto riteniamo che l’analisi e l’aggiustamento a posteriori, siano più complessi e dispendiosi del controllo ex ante. L’AGCOM ha già dimostrato una scarsa capacità di agire nel breve termine, ad esempio nel caso Teleconomy Internet dove gli operatori alternativi aspettano da agosto che il garante imponga a Telecom un’offerta all’ingrosso che gli consenta di replicare la flat dell’incumbent. Altra prova della mancata efficacia, nel breve termine, dell’attività dell’autorità garante è rappresentata dal moltiplicarsi dei ricorsi alla giustizia ordinaria da parte degli operatori alternativi, per questioni di competenza AGCOM, sulle quali l’autorità, pur diverse volte interpellata tarda a pronunciarsi.

Questo è dovuto, come riconosciuto dalla stessa authority, dalla mancanza di fondi e risorse sufficienti, ma quello che pare strano a nostro avviso è il motivo per cui, essendo già a corto di fondi e personale si rinunci ad un più semplice controllo preventivo preferendo una più complessa e costosa indagine a posteriori.

La novità più grave consiste nell’avallare una vecchia richiesta di Telecom per l’introduzione del canone aggiuntivo sulle linee solo dati.

Anti Digital Divide in proposito ha scritto alle autorità garanti osservando che l’introduzione di tale canone porterebbe ad un forte danneggiamento del mercato dell’adsl su cavo dati e del voip che rappresentano nella maggior parte del territorio l’unica alternativa a TI. L’AGCOM attraverso un provvedimento aveva sancito l’indipendenza della linea dati da quella voce, dando così la possibilità di non avere una spesa eccessiva per una linea adsl, in quanto non si doveva pagare il canone telefonico. Inserendo un canone del tutto speculare a quello telefonico si va praticamente ad annullare quella distinzione, danneggiando gravemente consumatori e concorrenza.

Mentre in Inghilterra nonostante British Telecom possegga delle quote di mercato molto inferiori a quelle di TI si è proceduto, su richiesta dell’autorità garante nelle comunicazioni inglese, OFCOM, alla scissione di BT in 2 società distinte e indipendenti, per garantire la parità di trattamento a tutti gli operatori, in Italia si è concesso a Telecom la riacquisizione di Tin, secondo operatore per numero di abbonamenti adsl, con cui Telecom ha superato quota 80% delle adsl al dettaglio. Se ciò non bastasse, è stata permessa la fusione con TIM, che non ha portato alcun vantaggio ad utenti e lavoratori, anzi ha fatto aumentare il debito di TI da 30 a 44 miliardi di euro, debito che verrà recuperato attraverso licenziamenti, riduzione della qualità dei servizi e stagnazione delle tariffe.

In questa situazione l’introduzione di un canone aggiuntivo per le linee solo dati sarebbe il colpo di grazia alla concorrenza, inoltre esiste una “stranezza” nel provvedimento: se l’ADSL è senza linea voce, costerà all’ingrosso secondo i vecchi principi del retail minus e non secondo i nuovi, cost plus.

La nostra associazione è quindi totalmente contraria all’introduzione del canone aggiuntivo e nel caso questo fosse introdotto, faremo tutto il possibile perchè venga rimosso, arrivando fino all’Ue, facendo notare anche in questa sede, le strane incongruenze presenti sul mercato Italiano.

Questo il link della notizia sul sito di ADD.

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Domini .eu partita la registrazione

A 5 giorni di distanza dall’avvio del primo sunrise period sono già migliaia le richieste di registrazione di domini .eu. La prima richiesta di registrazione è stata quella relativa la dominio "travel.eu" mentre quella pià richiesta è "sex.eu".

Al momento sono moltissimi coloro che hanno pre-registrato i domini presso molti Registrar, ma la preregistrazione non è garanzia di acquisizione del nome in quanto più persone/società in europa possono aver preregistrato lo stesso nome a dominio. Di fatto si tratterà di una corsa a tempo.

Il Sunrise period di 4 mesi è così strutturato;

  1. 7 Dicembre – 6 Febbraio: potranno registrare solo le entità che potranno vantare diritti di copyright sul marchio o sul nome che intendono acquisire
  2. 7 Febbraio – 6 Aprile: potranno registrare solo le entità il cui nome è collegato in qualche modo al dominio da registrare, come nomi di società, marchi non registrati, nomi letterari od artistici ecc.

Dal 7 Aprile in poi la registrazione sarà aperta a tutte le persone o società residenti in europa o che vantino interessi nel nostro continente.

I Registrars che hanno raccolto le preregistrazioni tenteranno di richiedere per primi le registrazioni di cui si sono fatti carico secondo le modalità sfissate dal Sunrise period, ma solo una richiesta verrà evasa: quella formalmente corretta che arriverà prima.

Gli altri, pur avendo pagato la pre-registrazione, dovranno rinunciare. Per maggiori dettagli consultare il sito ufficiale della European Registry of Internet Domain Names all’url: http://www.eurid.eu/

Digital subdivide, incomunicabilità tra connessi e sconnessi

Con digital divide in genere intendiamo la possibilità di accesso ai nuovi strumenti informativi non equamente distribuita tra la popolazione del pianeta. Se ne fa riferimento in genere ai popoli del terzo mondo che non possono utilizzare le nuove tecnologie informative (come internet ad esempio) per ovvi motivi di scarsita di mezzi, ma lascio questo tipo di approfondimenti ad altri.

Quello su cui vorrei focalizzare maggiormente anche prendendo spunto dall’interessante articolo del Prof. Pauletto sulla tecnologia che modifica le relazioni umane, è su una ulteriore suddivisione questa volta tra persone che hanno le stesse possibilità di accesso ai nuovi media, ma tra chi ne fa un uso complementare per la propria vita e chi ritiene i nuovi strumenti informativi ancora qualcosa di alieno e non ben fruibile.

Giocando con le parole potremmo coniare un nuovo termine: "digital subdivide", inteso come elemento di suddivisione tra persone appartenenti ad una stessa cultura con stesse possibilità di accesso ai new media (gli italiani, ad esempio).

Lo spunto mi è venuto osservando un aumento costante della difficoltà nei rapporti interpersonali di tutti i giorni tra due categorie di persone; chi ancora non utilizza i nuovi strumenti di informazione come internet o lo fa in maniera saltuaria, ed i cosidetti "wired" (letteralmente dall’inglese "connessi").

Per entrare meglio nel dettaglio un "wired" è una persona che "ha bisogno" di essere connesso, che opera in internet quasi per tutto; per informarsi, per la banca, per i viaggi, per lavoro, per tutto.

Anche per esperienza personale, in quanto chi scrive è "wired", mi è capitato di verificare l’esistenza di analogie ben precise nei rapporti interpersonali tra me, amici, collaboratori e persone normali (che chiameremo "sconnessi").

Gli sconnessi considerano i wired "strani", o meglio "non normali" non tanto per la maniacale voglia di essere connessi in rete anche senza un motivo ben preciso, quanto per un differente approccio mentale alle semplici questioni che possono essere oggetto di discussione con amici, parenti e famiglia.

Questa visione completamente diversa della vita e dei problemi comuni determinano una sostanziale incomunicabilità sempre più marcata.

Succede a me, succede ad amici come me ed a collaboratori. Troppo per essere solo una coincidenza. Generalmente si addebita questa differenza tra sconnessi e wired alla quantità di informazioni molto superiore immagazzinate ed elaborate dal wired nell’arco della giornata ma non è così.

Mente sconnessa e mente wired

Ho notato una sorprendente analogia infatti tra le modalità di elaborazione di una mente "sconnessa" ed una mente "wired" paragonabili alle differenze sostanziali tra un foglio di calcolo Excel ed una base dati relazionale.

Divertiamoci (azzardando) a riassumere alcune differenze fondamentali tra i due processi mentali:

  • Quatità delle informazioni assimilate nell’arco della giornata
    • Sconnesso: centinaia
    • Wired: migliaia
  • Tempo di validità delle informazioni assimilate
    • Sconnesso: 2/3 giorni
    • Wired: 10/20 minuti
  • Trattamento informazioni non rilevanti
    • Sconnesso: eliminate
    • Wired: archiviate

Per uno sconnesso, pertanto, un wired è un tipo strano perchè è sempre a cercare e archiviare informazioni apparentemente irrilevanti o inutili. Tali informazioni possono arrivare da una chat, da una webcam, da un giornale on line, da un sito professionale. Non è importante. Il suo atteggiamento mentale sembra non essere quello di discernere tra informazioni affidabili e non, scartando queste ultime, ma quello di catalogare informazioni senza un apparente arbitrio con voracità sempre maggiori. Bè, un po strano in effetti sembra, se non fosse che questa è proprio la dinamica di una base dati relazionale che costituisce un sistema di Business Intelligence.

Il valore dei dati

Per una persona normale il valore di una informazione è parte entrinseca dell’informazione stessa. Per un wired non è così.

Il valore dell’informazione è dato dalle sue possibili correlazioni con altre precedentemente archiviate, o con quelle ancora da archiviare. Ciò potrebbe spiegare perchè il wired ha un desiderio quasi maniacale di essere connesso ed assorbire informazioni.

Una informazione apparentemente banale ed inutile incamerata oggi potrebbe costituire il nodo di correlazione fondamentale tra centinaia di informazioni incamerate in passato e da tali correlazioni tra informazioni affidabili, meno affidabili o palesemente inesatte potrebbe vedere la luce una indubitabile verità.

L’importanza dei dati

Questo spiega anche perchè il wired non scarta a priori nulla, neanche informazioni banali o di poco conto. Semplicemente perchè una informazione insignificante potrebbe essere determinante se interpretata in base al tempo ed alle correlazioni.

Il wired non giudica neanche. Una informazione è una informazione e basta. In sè non è sconcia, non è corretta, non è scorretta, né immorale ecc. E’ un piccolo pezzo in attesa di essere correlato.

Questo meccanismo esiste anche in informatica ed è chiamato data-mining, un meccanismo di analisi operato su basi dati relazionali da sistemi di Business intelligence che aiutano le imprese nella decision marketing e nella conoscenza condivisa aziendale.

Digital subdivide

Pertanto l’entità dell’impatto individuale della tecnologia informativa è altrettanto importante del digital divide. Se proprio non divide la popolazione del pianeta, sta iniziando a dividere persone della stessa cultura per una sostanziale differenza delle dinamiche con cui la mente elabora e tratta le informazioni, differenza paragonabile a quella che separa un foglio di calcolo excel da una base dati relazionale, e che viene inevitabilemente fuori durante una normale discussione in famiglia o una tranquilla chiacchierata tra amici.

Baby Boomers: la nuova frontiera del marketing

Quest’anno circa metà dei Baby Boomers avrà 50 anni e più ("baby boomers" vengono comunemente definiti i nati tra il 1946 e il 1964, periodo in cui al boom economico seguì un aumento esponenziale delle nascite). Secondo previsioni questi "senior" spenderanno 2 mila miliardi di dollari all’anno in beni di consumo e servizi. Di questi sono stati, sin dalla nascita, il forte motore economico rimanendo uno dei più vasti ed importanti gruppi demografici d’America.

I Boomer hanno sempre ottenuto qualunque cosa volessero, senza però stabilire particolari standard o abitudini d’acquisto immutabili quando si parla di consumo. Anzi, sono sempre alla ricerca di prodotti migliori. Da sempre sperimentano prodotti e servizi e si divertono nel provare cose nuove.

Ma la vita adesso sta cambiando per loro che hanno raggiunto la soglia dei 50 anni ed oltre.

Fino ad oggi i marketer hanno seguito una di queste due strade:

  1. li hanno ignorati del tutto come interessante fascia di mercato, focalizzando l’attenzione solo sugli appartenenti alla fascia d’età 18-49 anni
  2. oppure li hanno targettizzati in modo improprio, ammassando tuttigli over 50 nel segmento del "mature market", pregno di pubblicità inerente "adulti attivi" dai capelli grigi che conducono "vite attive".

Oggi i tempi sono cambiati e nessuna delle su citate strategie funzionerebbe più. Non è più possibile ignorare i baby boomers. Solo negli Stati Uniti sono circa 78 milioni, mentre in Italia la cifra si aggira intorno ai 15 milioni). C’é semplicemente "troppo" denaro nelle loro mani per poter far finta di niente. Inoltre l’approccio a livello di marketing non può essere lo stesso adottato per le generazioni di over 50 che li hanno preceduti, in quanto i baby boomer pensano, agiscono e sentono in modo del tutto diverso.

La vita è diversa a 50 anni. Almeno lo è stata per le generazioni precedenti. Per i boomer, comunque, la vita rimane un qualcosa che deve continuare ad offrire molte esperienze, e va vissuta non solo bene, ma meglio! Le loro priorità quindi non sono necessariamente nuove, ma anche una rivisitazione di quelle esistenti rimesse a fuoco con l’esperienza di un 50enne.

Per i baby boomer il tempo è sicuramente trascorso, sono cresciuti, ma state tranquilli, loro non si comporteranno da "vecchi" nè tantomeno questo sarà il loro modo di percepire o vivere la vita. I Boomer mantengono ancora la stessa forma mentis che li ha contraddistinti sin dall’inizio: il sentirsi giovani.

Si vedono più giovani di 10-20 anni. Non pensano a loro come persone di una certa età che "pensano giovane", ma come persone giovani con qualche ruga e capello grigio. Cominceranno a vedersi vecchi quando avranno 70 anni.

Fino ad allora, la generazione ribattezzata dagli americani come "ME Generation" sarà indirizzata all’acquisto dal proprio modo di pensare e sentire, dopo tutto non c’e’ investimento migliore e più soddisfacente che quello fatto per sé stessi. Per i marketer, l’implicazione principale è rappresentata dal fatto che i baby boomers vogliono apparire e sentirsi giovani, in salute, vitali e sexy. L’unica loro meta è il vivere il più a lungo possibile, nel modo migliore possibile, provando con tenacia ed anzi raddoppiando gli sforzi nei confronti di tutti gli eventuali ostacoli. I boomer vogliono dimostrare che l’età non è sinonimo di debolezza e con il loro stile di vita elevato ci stanno riuscendo.

La maggior parte dei Boomer possiede una casa di proprietà, ha estinto o sta per estinguere il mutuo relativo alla prima casa, di conseguenza hanno risorse sufficienti per ristrutturarla, ingrandirla o comprarne una nuova. Una previsione dell’American Demographics sottolinea come i baby boomer americani acquisteranno un milione di abitazioni ad uso di seconda casa entro il 2010. Questo significa che questa fascia socio-demografica rappresenterà una grossa fetta nel segmento dei big spender nel corso dei prossimi anni.

Inoltre da sempre i baby boomer hanno dedicato molto tempo a sé stessi (tanto da poter essere considerata come una loro peculiarità) e certo quest’abitudine è ben lontana dal cambiamento, tanto che sono alla continua ricerca di tutto ciò che è empiricamente sinonimo del godersi la vita e di riduzione dello stress, come cene in ristoranti di classe, viaggi costosi, tecnologia, automobili etc…

In fin dei conti hanno soldi da spendere e li vogliono spendere ragione in più per non ignorare questo target!

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Streamer One, la tv internet peer to peer

Se i blog hanno rotto il monopolio informativo e programmi come Coolstreaming e PPlive stanno infastidendo il business delle pay Tv, Streamer One entra nel campo del broadcast audio video. Ovvero, chiunque potrà fare la sua TV.

Questo è possibile grazie ad una interessantissima tecnologia utilizzata da Streamer One che applica il concetto del peer-to-peer alla TV internet. Il problema di inviare un flusso dati costanto sino ad ora era dovuto all’esoso costo della banda consumata che richiedeva costi esorbitanti. Streamer One è una applicazione infatti che risolve questa limitazione frammentando il flusso video verso un limitato numero di utenti, che a loro volta lo trasmettono ad altri attraverso un meccanismo a cascata.

Il progetto è ancora sperimentale in quanto ad oggi sono state rilasciate le prime due versioni alfa per Windows e la prima versione per Linux lo scorso 2 Dicembre, ed il programma è scaricabile ed installabile per test e speriamentazione, ma crediamo che Streamer One abbia concettualmente le premesse per diventare l’anello finale per la rottura definitiva del monopolio dell’informazione scritta, audio e video.

Riportiamo dal sito streamerone.it;

Che cosà è StreamerOne

StreamerOne è un sistema di web broadcasting in grado di distribuire streaming audio/video di qualità ad un numero teoricamente illimitato di utenti contemporanei. Fino a ieri effettuare broadcasting su internet di eventi dal vivo o di un canale televisivo in grado di coinvolgere decine di migliaia di utenti contemporaneamente era pura fantasia. Infatti la distribuzione del video tramite streaming convenzionale (unicast) su internet è condizionato fortemente da parametri tecnici che sono riconducibili a:

  • capacità di connessione digitale del provider al backbone internet
  • capacità di processing del server (o dei server) di streaming

Tutto ciò implica costi di erogazione del servizio di unicast direttamente proporzionali al numero di utenti che si intende raggiungere e alla qualità del video (numero di pixel di ogni frame, numero di frame per secondo) che si intende distribuire. StreamerOne è il primo sistema di streaming P2P ad utilizzare tecnologia completamente italiana mettendo a disposizione le esperienze svolte in ambito internazionale, know how ed infrastrutture per soddisfare ogni esigenza di professionisti, aziende ed organizzazioni.

La tecnologia

Numero illimitato di utenti e qualità superiore nelle immagini sono le caratteristiche principali di StreamerOne rese possibili grazie all’utilizzo della tecnologia Peer to Peer (P2P) applicata alla distribuzione del flusso video.

In pratica, la sorgente di streaming inizia a segmentare e fornire il flusso ad un numero limitato di utenti che a loro volta lo ridistribuiscono agli altri che intendono connettersi attraverso un meccanismo di condivisione a cascata. Sofisticati algoritmi gestiscono la connessione e la disconnessione di ciascun utente dallo streaming mentre tutte gli scambi dei dati tra la sorgente e i peerer avvengono in maniera sicura tramite utilizzo di chiave pubblica e privata.

La qualità del flusso originario può essere qualunque.

Tuttavia è bene considerare la tipologia di connessione alla rete internet degli utenti ai quali si pensa di rivolgersi. Ad esempio, per connessioni ADSL con velocità di upload nominale di 512 kbps è consigliabile un flusso di circa 280 kbps corrispondende ad una qualità video VHS con audio FM. Per visualizzare lo streaming, l’utente deve installare un player appositamente realizzato per attivare il P2P sia con flussi Windows Media Video (WMV) che Real Player (RM). L’utilizzo del player è gratuito.

Dopo l’attivazione del player, l’utente deve aspettare qualche istante affinchè il sistema lo accolga al suo interno ed inizi a ricevere fluidamente e senza interruzioni il segnale video. La caratteristica fondamentale che contraddistingue questa modalità di utilizzo del P2P rispetto ai sistemi di file sharing, spesso accusati di violazione del diritto di autore, consiste nella pubblica conoscenza della sorgente del flusso video che è unica, nota ed individuabile in maniera certa.

I Servizi

I servizi connessi all’utilizzo di StreameOne sono rivolti a quegli operatori che intendono distribuire contenuti video in maniera continuativa o anche semplicemente saltuaria attraverso Internet con elevata qualità e ad un numero illimitato di utenti:

  • Accesso al canale dall’elenco completo delle emittenti residenti nella piattaforma

  • Accesso al canale dall’interno di una pagina web personalizzata

  • Accesso al canale tramite eventuale username e password

  • Statistiche dettagliate di accesso al canale

  • Trasmissione multibitrate

Sul sito di Streamer One potete scaricare le versioni Alpha 0.2 per Windows e Linux, iscrivervi alla newsletter ed avere tutte le informazioni e le guide di installazione per i due sistemi.

Update del 9/4/2011: Il progetto Streamer one è stato chiuso nel 2009.