Ikaro entra in Google News

Vi comunichiamo con enorme soddisfazione che il nostro canale di notizie e quello di articoli sono da qualche giorno ufficialmente parte del sistema Google News. Tutte le informazioni consultabili in Ikaro e tramite tecnologia RSS saranno utilizzate da Google come risultati nelle ricerche delle news.

Per chi ancora non ci conoscesse, Ikaro.net è on line dal lontano (informaticamente parlando) 1995. Siamo sempre stati attenti e presenti alla nascita, all’evoluzione e qualche volta al fallimento delle numerose tecnologie che hanno attraversato questo decennio.

Siamo nati come progettisti web, sviluppando siti ad alta tecnologia e offrendo formazione e supporto sia ad enti istituzionali (come CGIL, Università di Roma La Sapienza) sia ad enti privati (Orga, Bcf).

Abbiamo collaborato a progetti ambiziosi (come il WPCW per la Fao) e messo a punto numerosi sistemi informativi di gestione contenuti per il web, nonchè tra i primissimi in italia ad optare per Linux come OS per il server di produzione e sviluppo già nel 1999.

Dopo una accurata osservazione del mercato e dopo aver preso atto del pericoloso disallineamento tra la qualità e le potenzialità dei sistemi informativi da noi sviluppati (cosi come quelli di altri nostri competitor) con la scarsa consapevolezza nell’utilizzo di tali sistemi da parte della maggior parte delle PMI clienti, abbiamo deciso di investire i nostri sforzi maggiormente su progetti indipendenti in ambito di gestione e diffusione dei contenuti utilizzando tecnologie aperte (Open Source) e creando servizi accesso libero e gratuito generando le risorse economiche per il mantenimento principalmente dal traffico, raggiungendo le 200.000 pagine visitate ogni mese (in costante crescita).

Abbiamo un occhio di riguardo verso la diffusione e la conoscenza di tecnologie Open Source e verso l’esplorazione e sperimentazione individuale di nuove forme di collaborazione on line e/o nuovi strumenti di comunicazione.

E’ possibile segnalare notizie ed informazioni rilevanti nel panorama dell’ICT, tecnologia in generale, web developement, web marketing e Open Source attraverso l’apposita form.

Lavoreremo ancora per creare nuovi servizi mantenedoli rigorosamente gratuiti.

Folli idee hitech per i regali di natale

Natale si avvicina, ed abbiamo selezionato per voi 4 regali trovati navigando in rete che hanno catturato la nostra attenzione per almeno una delle seguenti caratteristiche: inutilità, trasgressività, hitech estremo, semplicità.

Rilevatore di bugie

Prezzo: 19,90$

Se Natale è il festival dei regali inutili questo è il re dei regali di Natale. E’ una specie di guanto rigido che si infila nella mano e che sarebbe in grado di rilevare quando chi lo indossa dice una bugia, rilasciando una scarica elettrica per punizione.

  • Giudizio; inutile, di breve durata.
  • Vantaggi: potrebbe piacere a molti
  • Svantaggi: potrebbe creare imbarazzo tra amici in fase di… testing
  • http://www.stupid.com/stat/LIAR.html

HotSpot Finder

hot spot finder

Prezzo: 29.99$

Piccolo come un portachiavi ed economico questo è un piccolo gioiello che potrebbe risolvere molti problemi su regali da fare ad amici e parenti.
Il congegno non fa altro che rilevare eventuali connessioni wireless presenti (hotspot) in un raggio di 500 piedi mostrandone anche la potenza di segnale.

Chissà, magari a casa vostra esiste la connessione a banda larga senza fili del vostro vicino ma voi nonm lo sapete…

  • Giudizio: Utilissimo, cool, hitech.
  • Vantaggi: economico, leggero, utile
  • Svantaggi: non per tutti, troppo hitech
  • http://www.extremetech.com/

IBuzz

IBuzz

Prezzo: 29.99 sterline inglesi.

ad un prezzo decisamente interessante, l’IBuzz merita lo scettro di regalo più assurdo del natale 2005. E’ un accessorio che interfaccia l’IPod alle parti intime maschili o femminili. Si, avete capito bene. Collegate l’IBuzz al vostro Ipod, scegliete l’accessorio ed "interfacciatelo" con le vostre parti intime (anello in lattice per lui, mini vibratore per lei) e l’Ibuzz stimolerà il sesso dando piacere vibrando al ritmo della vostra musica preferita.

  • Giudizio: Assurdo, cervellotico, e decisamente anticonformista.
  • Vantaggi: economico, trasgressivo.
  • Svantaggi: da non scartare di fronte a parenti e familiari, potrebbe piacere troppo a lei
  • http://www.ibuzz.co.uk/

The Toy

Prezzo: 295 euro

Se preferite invece contribuire attivamente al piacere sessuale della vostra lei quando siete lontani, con questo giocattolo sarete voi che inviando sms alla vostra ragazza trasmetterete direttamanete impulsi al suo vibratore collegato via bluetooth al suo cellulare. Il prezzo è alto ma Il Giocattolo (The Toy) è decisamente hitech e futuristico. Se poi volete saperne di più leggete la recensione di Regina, che l’ha provato (veramente) e recensito per Wired Magazine.

  • Giudizio: CyberCool!
  • Vantaggi: abbatte le distanze.
  • Svantaggi: è caro, potrebbe messaggiarla qualcun altro.
  • http://www.thetoy.co.uk/

Avete suggerimenti? Aggiungete voi stessi altre segnalazioni utilizando il modulo in basso.

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ICT e società, in Italia livelli da terzo mondo

Nello scorso Marzo 2005 il World Economic Forum ha stilato la classifica annuale dei paesi con il più elevato impatto di nuove tecnologie di comunicazione ed informazione nella vita sociale ed economica.

L’italia si è classificata al 47 posto su 104 nazioni preceduta addirittura da Cipro, Thailandia, Bahrein, Cina, Grecia e Giordania. E la cosa è ancor più grave se consideriamo che strumenti e connettività ormai sono dispobonibili a prezzi stracciati, quasi gratis.

Photo credit: Joăo Estęvăo A. de Freitas
Photo credit: Joăo Estęvăo A. de Freitas

Voglio riprendere questa notizia un pochino datata per riaprire il discorso sulle cause che hanno determinato questa situazione un pò imbarazzante dopo uno scambio di battute che ho avuto su ziobudda.net con altri utenti in merito alla notizia che alcune aziende stanno impedendo l’uso di Skype sulle intranet aziendali.

E’ proprio questo infatti a mio avviso l’ambito più influente nel crollo dell’italia in merito all’impatto dell’ICT nella vita sociale (lo scorso anno eravamo al 28 posto, ben 17 posizioni in più), in particolare l’utilizzo generale delle nuove tecnologie in ambito aziendale dei lavoratori.

Per esperienza personale negli ultimi 10 anni mi è capitato molto spesso di verificare che in quasi tutte le aziende con le quali sono venuto a contatto le intranet erano impostate in maniera tale da bloccare l’utilizzo di applicazioni e messengers vari con lo scopo di evitare tentazioni per i lavoratori che avrebbero determinato la perdita di ore lavoro. Purtroppo però questa drastica misura ha anche determinato una situazione di isolamento di alcuni processi produttivi da eventuali benefici che le nuove tecnologie avrebbero apportato.

Detto in parole povere, i nuovi strumenti di comunicazione e di informazione se integrati nei processi lavorativi giornalieri avrebbero apportato molti più benefici rispetto ai danni relativi alla perdita di qualche ora di chat.

Siamo sicuri che il divieto d’uso dei nuovi strumenti di comunicazione sia meno dannoso della perdita di qualche ora di lavoro? La mia opinione è: NO.

E’ inutile cercare di valutare perchè l’italia stia andando indietro da questo punto di vista se non si ha il coraggio di guardare diritto in faccia al problema. Stiamo arretrando dal punto di vista della competizione aziendale e dal punto di vista sociale: in ambito aziendale i lavoratori che vengono isolati dalle nuove tecnologie non possono ovviamente competere come base produttiva con realtà estere in cui i dipendenti hanno tempi di accesso e di gestione delle informazioni molto più rapidi grazie alle nuove tecnologie, ed anche in cui si è abituati ad integrare nella propria vita le innovazioni tecnologiche e non a considerarle come qualcosa da utilizzare solo fuori dal lavoro.

In ambito sociale dov’è che le persone trascorrono la maggior parte del tempo? Al lavoro ovviamente, e se si viene isolati da nuovi sistemi di gestione delle informazioni la dove spendiamo la maggior parte della nostra vita, quand’è che dovremmo sopperire a questa mancanza? Di notte quando dovremmo dormire?

Non a caso in Italia le persone che utilizzano le nuove tecnologie tutti i giorni e ne fanno un uso complementare, quasi normale per la propria vita sono proprio coloro che non lavorano. Studenti, ragazzi in attesa di una occupazione, casalinghe (tra le più assidue frequentatrici delle chat). Un caso? No, una conseguenza.

In un paese quindi dove le persone non sono abituate ad integrare questi strumenti nella propria vita come processo evolutivo normale, come facciamo poi a stupirci se l’ICT non fa presa nelle pubbliche amministrazioni, nelle istituzioni ed in ogni altro ambito sociale?

Ci vuole coraggio per evolvere, ed una delle barriere che a mio avviso deve cadere è proprio l’antiquata ed anacronistica convinzione di considerare questi nuovi strumenti informativi come un ostacolo anzichè un supporto necessario e rinvigorente per i processi produttivi aziendali, senza aver paura di perdere qualche ora di lavoro per la chat, poichè si perderebbe comunque con altri pretesti.

"Ho grosse e fondate perplessità sui risultati ed in particolare sulla circostanza che in un anno solo l’Italia possa essere retrocessa dal 28° al 45° posto. È davvero difficile comprendere come ciò possa accadere…" affermò l’ex ministro Stanca. Penso l’esercito di professionisti e consulenti che ogni giorno entra in contatto dall’esterno con le situazioni qui descritte possano fugare tutte le sue perplessità in breve tempo.

"Non ti do la chat altrimenti non lavori" è purtroppo un atteggiamento tipico delle aziende italiane, e come conseguenza le aziende stesse ormai hanno perso competitività chiedendosi alienate e stralunate come mai.

Instant Video Everywhere, Sony fa concorrenza a Skype

La Sony ha lanciato un nuovo sistema gratuito VoIP con la possibilità di utilizzare una webcam. Il programma è "Instant Video Everywhere" ed è già disponibile per il download dal sito http://sony.glowpoint.com/, ma solo per windows. Sul sito Sony non sono state rese note eventuali future release compatibili con altri sistemi.

La concorrenza vera e propria con Skype avrà inizio con la distribuzione di IVE sul nuovo notebook Sony Vaio BX che verrà venduto con telecamera integrata.

Anche IVE infatti consente di effettuare chiamate voce/video gratuitamente con tutti coloro che avranno la stessa applicazione e telefonare su apparecchi convenzionali. Si potrà inoltre disporre di un vero e proprio numero telefonico per un prezzo di $9,95 al mese che ci consentirà di ricevere chiamate da telefoni normali direttamente sul nostro computer.

La novità più grande tuttavia consiste nella possibilità di effettuare vere e proprie videoconferenze grazie all’apporto nel progetto di GlowPoint, leader nel settore di videoconferenza via web. La notizia si sovrappone con quella annunciata da Skype in merito alla versione 1.5, di prossima uscita, che gestirà anche videoconferenze.

Virus sui CD musicali Sony, tutte le informazioni

Da qualche giorno la Sony-BMG è nell’occhio del ciclone perchè accusata dalla comunità di programmatori di aver volontariamente installato nei propri CD musicali un virus che consente l’accesso ai computer degli utenti che ne fanno uso.

In particolare, è stato rilevato che il software DRM – Digital Rights Management utilizzato dalla Sony per proteggere i diritti di copyright utilizza un rootkit, una tecnologia in genere utilizzata dagli hackers per entrare nei computers di ignari utenti.

Un rootkit è "una raccolta di tool che un intruso installa sulla macchina vittima dopo essersi guadagnato un accesso non autorizzato alla stessa. Lo scopo principale di un rootkit è identico a quello di un trojan, cioè quello di permettere all’intruso (o agli intrusi) di poter ritornare al sistema compromesso senza essere scoperti…" (definizione Wikipedia).

La notizia per quanto eclatante e sconcertante, è del tutto veritiera.

Ecco com’è andata

Mark Russinov, della Sysinternals si sorprese mentre, testando la ultima versione di RootkitRevealer che cerca spyware installati dentro un computer, scoprì un’applicazione nascosta in una directory invisibile nella quale venivano memorizzati dati privati. Attraverso un dumping di contenuto nella tabella dei servizi di windows utilizzando il software LikeKd scoprì chiamate esterne al Kernel di Windows appartenenti al driver Aries.sys nella cartella nascosta $sys$filesystem, tutto già evidenziato da RootKitRevealer.

Ovviamente Mark, incuriosito, entrò nella cartella nascosta utilizzando il DOS (il modo più semplice per accedere a cartelle nascoste in windows) e ne elaborò il contenuto con un disassembler per renderlo comprensibile.

Scoprì sconcertato che il driver Aries.sys aveva la funzione di nascondere alla vista del proprietario del computer tutte le cartelle il cui nome iniziava con $sys$. Fece una prova creando un semplice file di testo con il notepad e chiamandolo con un nome analogo, e dopo averlo salvato scomparve a riprova di quanto appena scoperto.

Al fine di risalire agli autori del driver sospetto cerco di interpretare la firma del driver stesso utilizzando un programma chiamato Signcheck, e scoprì che quel driver era stato creato da una società chiamata First 4 Internet. Dopo essersi collegato al sito internet della società in questione cercò informazioni in merito a questo driver senza successo, ma scoprì che la First 4 Internet era proprietaria di una tecnologia di protezione di copyright chiamata XCP, e che questa tecnologia veniva venduta a molte compagnie discografiche, compresa la Sony.

In particolare la tecnologia XCP era utilizzata da Sony per implementare sui suoi CD il software di protezione chiamato DRM.

Il nome DRM fece venire in mente a Mark che giorni prima acquistò un CD del gruppo Van Zant Brothers sulla cui custodia era presente una etichetta nera riportante la sigla DRM come sistema di protezione contro le copie illegali. Il cerchio si stava chiudendo; prese il CD e lo inseri nel lettore del computer tenendo sotto controllo il carico della CPU e l’elenco dei processi. Dopo aver accettato le condizioni di utilizzo cliccando su "si" (evidentemente un trucco per avviare il rootkit) notò che la CPU aveva un carico enorme ed era presente un processo chiamato "Plug and Play Device Manager" (ovviamente un nome per mascherare il virus in azione) che attivava il programma eseguibile una volta ogni 2 secondi in cerca di informazioni da salvare nella directory nascosta. Tolto il CD, tutto questo spariva completamente.

Mark inoltre tentò di verificare se era possibile disinstallare il software in questione ma non era presente alcuna procedura di disinstallazione. Tentò quindi di rimuovere manualmente la chiave del registro di configurazione DRMServer che avviava il virus, ma scoprì che a causa di un bug l’operazione poteva comportare la perdita del sistema.

Conclusione

La Sony utilizza un sistema di protezione di copyright per limitare il numero di copie dei propri CD chiamato DRM. DRM utilizza la tecnologia XCP di che installa un rootkit sul computer (un virus vero e proprio) che memorizza dati privati degli utenti in maniera nascosta e permette intrusioni non autorizzate nel computer.

Questa tecnologia è stata acquistata da Sony presso società First 4 Internet ed installata volontariamente su CD originali venduti agli utenti. Non è possibile rimuovere il software, se si tenta una rimozione manuale si può perdere il sistema.

La Sony, dopo la scoperta della malefatta, ha rilasciato un tool per disinstallare lo spyware, ma questo tool sembra aprire nuove falle sui computer infetti. Wired riporta che sarebbero più di mezzo milione i computer infetti dal virus Sony, compresi sistemi governativi e militari.

Tutto questo è stato accertato e verificato. La Sony-BMG sta ritirando le copie dei CD in questione dal mercato dopo la scoperta. Qui potete trovare un elenco di CD in cui è stata accetata sino ad ora la presenza del virus. La lista potrebbe incrementarsi ulteriormente nei prossimi giorni.

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Lavorare da casa, strumenti on line per un ufficio virtuale

Il progresso serve per migliorare la qualità della vita, la tecnologia per semplificare il lavoro ed ottimizzare i costi. Sono sempre di più le persone che stanno abbandonando posti di lavoro tradizionali per trasferire produttività e strumenti in rete al fine di lavorare in proprio da casa, aumentando così il reddito diminuendo costi ed entrate. In poche parole, migliorando la qualità della vita.

Photo credit: Elena Buetler
Photo credit: Elena Buetler

Le tecnologie disponibili a tutti in rete sono già in grado di soppiantare le infrastrutture minime per attività autonome, indispensabili per lavorare, e molte volte hanno un costo irrisorio a fronte di una praticità decisamente maggiore.

Gli strumenti minimi per lavorare sono infatti; telefono, fax, archiviazione e spostamenti per meeting ed incontri. Per ognuna di queste necessità esiste la controparte digitale che può soppiantare in tutto e per tutto strutture e abitudini tradizionali.

Il telefono

Telefonare e ricevere chiamate è la necessità basilare. A parte l’uso della email, è possibile continuare a comunicare con telefoni normali usando il computer. Il programma è Skype, che permette sia di telefonare verso un numero normale, sia di ricevere chiamate da un telefono normale.

  • Telefonare con il computer – è possibile scaricando ed installando Skype.
    L’applicazione è gratuita. Le chiamate verso altri computer equipaggiati con Skype sono gratuite, per telefonate verso numeri normali i prezzi sono irrisori. Il servizio è SkypeOut e funziona a ricarica.
  • Ricevere chiamate dal computer – Skype fornisce anche la possibilità di collegare un numero di telefono al proprio PC con il modulo SkypeIn. In questo modo sarete raggiungibili ovunque tramite il vostro portatile. I numeri forniti sono di tipo geografico, ma ancora non sono disponibili numerazioni italiane. Il prezzo per avere un nmero telefonico è di 10$ per 3 mesi oppure 30$ per un anno.
  • Segreteria telefonica – Skype integra gratuitamente con SkypeIn un servizio di segreteria telefonica e deviazione di chiamata utilissimi nel caso in cui abbiate il PC spento.

Skypho è una applicazione VoIP simile a Skype e dembra essere una valida alternativa, l’ultimo nato nel mercato Voip. il funzionamento è analogo a Skype ma consente già da ora di avere un numero telefonico italiano distrettuale gratuitamente, ricevere chiamate gratuitamente e chiamare con ricarica a prezzi interessanti, come interessante è la possibilità di effettuare la ricarica presso alcuni sportelli Bancomat.

Il fax

Inviare e ricevere documenti cartacei è ancora una necessità indispensabile, ma ora è possibile buttare la vecchia macchina fax e fare tutto on line.

  • eFax – è un ottimo servizio che consente di inviare e ricevere fax utilizzando la email. Alla email viene associato un numero telefonico distrettuale. In invio basta mandare una email. Il destinatario si vedrà recapitato il fax come se provenisse da un normale numero telefonico. In ricezione, chiunque potrà inviarvi un fax con un normale apparecchio, e voi lo riceverete nella vostra mailbox. Comodo e sicuro.

    I numeri disponibili che si possono associare alla email hanno il prefisso 06, 055, 02, 051, 011 (rispettivamente Roma, Firenze, Milano, Bologna e Torino).
    I numeri costano $12,95 al mese. La ricezione dei fax è gratuita, l’invio costa $0,20 per pagina in italia, mentre inviare un fax in usa costa $0,09 a pagina.

Archiviazione e condivisione documenti

Mantenere, archiviare e ricercare documenti e materiale è fondamentale. Comporta problematiche non indifferenti e rischi legati a furti e perdite. E’ possibile gestire il proprio archivio on line.

Xdrive – un servizio che consente di disporre di un hard disk virtuale di 5Gb. E’ possibile trascinare documenti e materiale dal proprio computer semplicemente trascinando i files e le icone come se fosse un hard disk del vostro computer, con la sola differenza che è in internet. Tutto il materiale archiviato può essere condiviso con altri. Questo elimina i pericoli di furti, smarrimenti e deterioramenti. E’ possibile archivare files, fotografie, MP3, applicazioni e quant’altro. Notevole l’utilità in caso di backup periodici. Il prezzo base è di $10 al mese con la possibilità di provare il servizio gratuitamente.

Streamload – è simile a XDrive con la sola differenza che questo servizio è progettato per file multimediali (audio, video, immagini ecc). Inoltre è notevole la possibilità di registrarsi gratuitamente per il servizio base che fornisce ben 10 Gb gratuiti, con la sola limitazione di 10 Mb di dimensioni massime dei singoli files e 500Mb/mese di traffico. Le versioni a pagamento consentono di avere maggiori funzionalità.

Incontri e conferenze

GoToMeeting – è un applicativo di collaborazone a distanza. Con GoToMeeting è possibile fare vere e proprie riunioni on line ed eseguire presentazioni e dimostrazione di prodotti risparmiando notevolmente sulle spese logistiche.

L’applicativo viene rilasciato in licenza d’uso con canone mensile di 49$ oppure un canone annuale di 468$. E’ possibile provare gratuitamente l’applicazione per un mese.

Oltre a numerosi programmi di video-conferenza esiste un plugin gratuito per Skype rilasciato dalla Festoon Inc. che consente di utilizzare una webcam durante le chiamate con Skype. La soluzione è semplice, veloce ed economica e sostituisce egregiamente software complessi di videoconferenza nel caso in cui non si abbiano particolari necessità.

Aggiorneremo la lista quando troveremo nuovi strumenti degni di rilievo. Teneteci d’occhio.

Phishing come difendersi

Il phishing è una truffa atta ad indurre un utente alla fornitura volontaria di informazioni sensibili (carte di credito, account, coordinate bancarie ecc) attraverso richieste eseguite con false generalità.

Il metodo più comune per il phishing è l’invio di una email che invita l’utente ad aggiornare le proprie informazioni a causa di varie motivazioni, tutte false ovviamente. Il link che l’utente è invitato a cliccare sembra effettivamente quello della società o agenzia presso la quale si dispone di un servizio, ma in realtà la destinazione del link è un altro, e le informazioni eventualmente fornite vengono prelevate da ignoti per scopi fraudolenti.

I media proclamano molti allarmi ma non hanno mai fornito agli utenti quelle poche e semplici informazioni necessarie a difendersi da queste truffe. Difendersi dal phishing è semplicissimo.

Quando avviene la truffa

Il phishing non avviene quando l’utente clicca sul link indicato, ma solo quando l’utente inserisce i propri dati nella pagina di destinazione del link. Pertanto è sufficiente osservare con attenzione l’indirizzo della pagina per avere la certezza se si tratti di pishing oppure no (anche se per gli utenti meno esperti è sempre consigliabile non clicckare su link di incerta natura).

L’origine della pagina

Una volta sulla pagina contenente il modulo di inserimento dati osservate l’indirizzo per esteso della pagina stessa. In particolare osservate il dominio, che è la parte racchiusa tra "http://" e tutto quello che viene dopo il successivo "/". Nell’esempio il dominio è in blu;

http://cldp.co.kr/ws/redirected.to.paypal.com/cgi-bin/web-run/Paypal.dll

E’ quella piccola stringa che ci indica se la pagina è reale oppure no

Il dominio di secondo livello

Il dominio come evidente è composto da parole separate da punti. Bene le prime due parole del dominio a partire da destra identificano realmente l’origine della pagina (il cosidetto dominio di secondo livello). L’origine reale dell’indirizzo nel nostro esempio è evidenziato in rosso;

http://cldp.co.kr/ws/redirected.to.paypal.com/cgi-bin/web-run/Paypal.dll

Per quanto gli autori della pagina del nostro esempio, dal quale abbiamo preso l’indirizzo, si siano sforzati di sparpagliare la parola Paypal da altre parti dell’indirizzo, è chiaro in base a quanto spiegato che quella pagina, per quanto simile a quelle di Paypal, è falsa.

Phishing, i più abili

In merito al dominio (nel nostro esempio cldp.co.kr) la parte in rosso è quella identificativa, registrata presso un registrar, mentre quella in blu (tutto ciò che precede il dominio di secondo livello) può essere impostato a piacimento dagli autori del phishing.

Per cui è possibile che nel dominio appaia anche il nome della società a danno dei cui utenti si sta tentando di rubare i dati, ma può apparire solo nella parte blu del dominio.

Per cui, anche se l’indirizzo della nostra pagina di esempio fosse;

http://Paypal.co.kr/ws/redirected.to.paypal.com/cgi-bin/web-run/Paypal.dll

questo indirizzo NON sarebbe di Paypal perchè il dominio di secondo livello non è quello corretto.

SpagoBI la gestione di Business Intelligence è open source

Settori come il Business Process Reenginering o Business Intelligence sino ad ora sono stati dominio incontrastato di colossi informatici che dominano la scena con software proprietario come SAS o SPSS. Con SpagoBI l’open source irrompe in un settore completamente nuovo ed apre prospettive inaspettate per la gestione aziendale.

Cosa è la Business Intelligence

Questi sistemi informativi hanno lo scopo di sopperire ad una esigenza fondamentale per le società di oggi, costrette a competere in un mercato sempre più agguerrito e affollato; reperire in tempo reale informazioni utili per decisioni e strategie di business e marketing.

Entrando più in dettaglio, software di Business Intelligence hanno il compito di rendere accessibili tutte le informazioni dei vari settori di una azienda. Ogni reparto dell’azienda stessa infatti "immagazzina" le proprie informazioni (che possono essere di tipo contabile, produttivo, esecutivo ecc) in un unica base dati strutturata in maniera tale da correlare tra loro tutte le informazioni inserite, anche se di diversa natura.

Qualità dei dati

La chiave della Business Intelligence è proprio in queste correlazioni; la piattaforma di BI è in grado non solo di analizzare ed interpretare ogni dato e restituirlo in tempo reale al richiedente ma anche di estrarre "paradossalmente" più dati di quelli che sono stati inseriti attraverso operazioni di data mining.

Accesso ai dati

Un altro fondamentale aspetto delle applicazioni Business Intelligence è determinato dal fatto di essere "platform-independent", ovvero di essere accessibili da qualsiasi computer in azienda a prescindere dal sistema operativo in quanto l’applicazione vera e propria gira su un server a cui si collegano i client aziendali che richiedono le informazioni con protocolli multipiattaforma, generalmente gestiti da comuni browsers (MS Explorer in genere).

L’avvento dell’open source in questo campo è a nostro avviso un punto di svolta dell’impatto che l’open source stesso può avere nell’IT aziendale che sino ad ora era stato gestito solo ed esclusivamente da software proprietario.

SpagoBI

SpagoBI è la prima piattaforma open source di Business Intelligence, quindi del tutto gratuita ed a sorgente aperto. E’ stata rilasciata da Engineering Ingegneria Informatica ed ha una architettura modulare con i componenti principali programmati in Java. Si installa su qualsiasi sistema operativo che supporti java e l’accesso alla piattaforma da parte dei client avviene con un normale browser.

Ha una gestione integrata di utenti (amministratori/sviluppatori/utenti comuni) ed è compatibile con i seguenti DB: Oracle, MySQL e postgresql. E’ possibile creare autonomamente modalità di accesso ed estrazione dei dati nonché differenti tipi di reporting. Le procedure di elaborazione ed estrazione dei dati possono essere restrittive o strutturate in maniera tale da fornire all’utente la possibilità di personalizzare le query (e scegliere ovviamente il tipo di report per la presentazione).

Il sito ufficiale di SpagiBi è spagobi.objectweb.org da dove è possibile scaricare l’applicazione, il manuale e testare la piattaforma con modalità user, administrator e developer.

Google si aggiorna con Jagger

Viene definito Jagger, ed è l’ultimo aggiornamento in ordine di tempo degli algoritmi e dei criteri di ricerca del popolare motore di ricerca.

Esattamente come per gli uragani, gli americani amano dare un nome anche agli aggiornamenti dei criteri di ricerca che Google opera sul suo motore due o tre volte l’anno, e che determina improvvise impennate di alcuni siti e rovinose cadute di altri.

La comunità degli sviluppatori è in fermento poichè Google dovrebbe iniziare ad utilizzare i nuovi criteri di ricerca proprio questo fine settimana. Azzardiamo una previsione delle novità introdotte dai nuovi algoritmi in base alle informazioni che serpeggiano nel mondo del web marketing, e rivediamone alcuni già in opera.

TrustRank

Il famigerato "PageRank" sembra avere i giorni, o meglio, le ore contate. Sino a qualche tempo fa infatti Google assegnava un valore molto alto a siti che godevano di molti link esterni (Page Rank). Questo però ha scatenato la creazione di siti e portali artificiosi con il solo intento di ammassare link reciproci al fine di incrementare il rank in maniera artificiosa. Con Jagger, questi siti verranno "segnalati" in maniera automatica ad un operatore umano che comunicherà al motore il proprio giudizio.

Il motore "apprenderà" in base al suggerimento umano come comportarsi in seguito negli stessi casi. Pertanto la creazione artificiosa di link reciproci sarà d’ora in poi molto rischiosa ed il Page Rank verrà pian piano sostituito dal Trust Rank (valore di affidabilità).

Locazione geografica dell’hosting

Alcuni osservatori hanno notato che viene dato più rilievo a siti che sono ospitati su server collocati in USA. Alcuni stanno addirittura spostando le macchine. Io ho qualche dubbio in merito… ma si vedrà.

Home pages penalizzate

Con una stessa ricerca, sembra che vengano privilegiate le pagine più interne del sito rispetto a quelle superiori, stravolgendo completamente uno dei concetti base validi negli ultimi anni; l’URL breve.

La spiegazione può sembrare logica, in quanto privilegiare pagine interne corrisponde a privilegiare una ricerca di tipo verticale all’interno dei siti, grazie alla quantità di informazioni in essi contenute.

Incremento improvviso del numero di pagine

Questa non è proprio una novità, ma alcuni utenti hanno notato l’antipatia di Google in merito all’apparizione improvvisa di molte pagine su uno stesso sito. Se dovete pertanto ripescare vecchie pagine, fatelo gradualmente.

Links alla stessa pagina

Attenzione ad avere molti links esterni che puntano ad una sola pagina del vostro sito. Questo può venir penalizzato in quanto probabile accordo e non interesse spontaneo degli utenti per i vostri contenuti.

Authority Sites

Ebbene, anche Google ha i suoi siti preferiti. Gli Authority sites sono siti che il motore considera come un riferimento da seguire per gli altri, e sono stati introdotti dall’aggiornamento Austin. Esistono diversi parametri per determinare un Authority Site. I principali sono i seguenti: un vasto contenuto informativo, molti links esterni diretti a molteplici pagine interne, link che puntano a pagine diverse dello stesso sito ma, sopratutto, link al sito provenienti da competitors. Questa ultima condizione sembra essere la più importante.

Contenuti duplicati

Si continuerà a penalizzare ovviamente la presenza di pagine duplicate su diversi siti. Non sembra esserci alcun problema invece per i contenuti tradotti. Le stesse informazioni in diverse lingue saranno considerate contenuti differenti.

Annunci Adsense ed eBay insieme, è possibile

I publishers che utilizzano AdSense per monetizzare il traffico dei propri siti possono affiancare nelle stesse pagine offerte provenienti dal programma di affiliazione eBay.

Ci è stato comunicato direttamente dal supporto di Google Adsense in seguito ad una nostra precisa richiesta dopo aver constatato in rete i dubbi e le incertezze dei publishers in merito alla questione.

In particolare, ci è stato chiarito nel dettaglio il concetto di Ads competitivi;

"Il regolamento vieta di mostrare gli annunci AdSense in pagine web che contengono ads provenienti da altri programmi di annunci contestuali. Più precisamente, il regolamento vieta la visualizzazione di ads AdSense in siti contenenti annunci che imitano o tentano di imitarne stile ed aspetto. Nel rispetto di queste regole, è consentita la visualizzazione di annunci eBay nelle stesse pagine che utilizzano AdSense….".

Altri programmi di affiliazione pertanto vengono considerati "antagonisti" solo se sono annunci contestuali simili per aspetto e funzionalità ad AdSense, ed in ogni caso se si tenta di imitarne lo stile. Consigliamo in ogni caso di differenziare il più possibile gli ads eBay da quelli AdSense per evitare di cadere in questo cavillo.

Inoltre ci è stato specificatamente chiarito che "non è consentito agli affiliati AdSense che utilizzano anche la ricerca di utilizzare nello stesso sito ricerche di altri programmi di affiliazione"

Pertanto, sebbene possibile inserire annunci eBay insieme ad AdSense, non viene consentita la possibilità di attivare la ricerca di prodotti su eBay. Lo stesso discorso può essere ovviamente esteso ad altri programmi come Amazon, anche se consigliamo di chiedere spiegazioni caso per caso.