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PPLive la TV gratis via internet

L’argomento della TV gratis via internet e dei software iptv è esploso dopo l’intervista di Beppe Grillo rilasciata a La Repubblica, nella quale il comico ha citato il sito coolstreaming come esempio di TV gratis su internet.

Photo credit: Jacopo Lorenzetti
Photo credit: Jacopo Lorenzetti

Software iptv e televisione via internet

Coolstreaming è un software IpTV per la televisione via internet che da accesso  a molte web tv italiane ed estere.

La internet web tv di CoolStreaming aggrega il segnale di molte televisioni che inviano il segnale in internet. Si potrebbe pensare che non sia nulla di innovativo se non fosse per il fatto il Mainstream (i media tradizionali) non si è mai occupato di software iptv e televisione via internet.

Di notizie sulla rete, su internet e sulle nuove tecnologie ne appaiono tutti i giorni, ma sulla iptv e la televisione via internet in generale, così interessanti per l’opinione pubblica nessuno mai si è preoccupato di dare qualche informazione in più. Ebbene, il motivo di queste strane amnesie potrebbe forse dipendere dal fatto che quello che in italia viene fatto pagare, è già disponibile in rete, e gratis.

PPlive v 1.0.9.4

Non a caso infatti uno dei software iptv per la televisione su internet è un software sviluppato in Cina chiamato PPLive al momento disponibile solo per Windows, di cui è stata rilasciata di recente la versione 1.6.28. Questo è il link alla sezione in inglese del sito.

Questo programma iptv viene fornito in 2 lingue, cinese ed inglese anche se alcuni testi rimangono in cinese anche utilizzando la lingua inglese, come i nomi di alcune web tv che non vengono tradotti. Molti degli eventi sportivi che in italia si pagano possono essere seguiti gratuitamente sulla televisione via internet di PPLive.

Queste web tv evidentemente hanno i diritti di trasmissione di tali eventi nelle loro giusrisdizioni geografiche, ma si sa che la iptv non conosce confini e geografia. Mandando il segnale in streaming nella rete quindi chiunque può seguire questi eventi tramite la web tv.

Come funziona

Il file di installazione di PPLive pesa 1.8 Mb, una volta installato l’icona del programma viene visualizzato sulla taskbar di Windows. Facendo un doppio click sull’icona appare la piccola interfaccia con il video della web tv e la lista di canali iptv a destra, molti dei quali dal nome indecifrabile.

Per aprire un canale basta fare un doppio click sul nome del canale, attendere che il PPLive si colleghi allo streaming, che esegua la fase di preloading ed il video parte.

Ne abbiamo provati un po ed onestamente siamo rimasti colpiti dalla qualità dell’immagine considerando che il segnale è uno streaming via internet sottolineando comunque che per avere una buona qualità di immagine sarebbe bene supportare uno streaming di almeno 300k, ed avere quindi una buona connessione supportata da un buon modem.

Canali ed eventi

Molti, moltissimi canali sono cinesi o dell’est asiatico ovviamente, ma alcuni di questi hanno i diritti di trasmettere eventi che da noi sono a pagamento, e l’elenco dei canali in ogni caso offre anche trasmissioni in molte altre lingue.

Da dove scaricare il programma

Su CoolStreaming è possibile scaricare la versione più diffusa di PPlive,  la nuova versione è scaricabile da qui; PPLIVE 1.6.28 Release ufficiale

Innesto del 9.6.2006

Informiamo i moltissimi cybernauti che stanno sperimentando malfunzionamenti di applicazioni P2P video come assenza degli streaming o canali invisibili che probabilmente questi sono dovuti ad un blocco IP dei canali esteri eseguiti a livello di rete (provider di accesso).

Non c’è alcuna certezza in merito ma a seguito dei fatti di coolstreaming.it e calciolibero.com voci in tal senso sono iniziate a circolare in maniera insistente ed evidentemente potrebbero essere state messe in opera.

Invitiamo gli utenti a riflettere su simili fatti ed a capire che è nostra responsabilità e nostro diritto esercitare il potere più grande che abbiamo con la libertà di scelta nel momento in cui acquistiamo un determinato servizio, o nel momento in cui scegliamo questa o quella società fornitrice.

Quello è il momento in cui rispondere democraticamente a simili atteggiamenti, utilizzando la libertà di scelta sacrosanta in una società di libero mercato.

I segreti del Site Ranking

L’oggetto principale su cui si focalizzano attenzione ed energie per promuovere un sito con Google sono in genere le famose "keyword", o parole chiave del sito. Tuttavia concentrare il lavoro solo sulle keywords può non solo non dare i risultati sperati, ma addirittura penalizzare la promozione sino ad arrivare come estrema conseguenza alla scomparsa del sito dai risultati di ricerca.

La cosa più importante da considerare è invece un parametro molto particolare che viene calcolato da Google attraverso molteplici fattori di valutazione: il site ranking.

Cos’è il site ranking?

Possiamo definire questo parametro come l’importanza di un sito. Generalmente si crede che il ranking di un sito venga calcolato in base a quanto questo viene linkato da pagine esterne. E’ vero solo in parte. La quantità di link influisce solo in minima parte poiche l’importanza di un sito non viene determinata solo da parametri assoluti, ma da valori interpretati nel corso del tempo.

Primo fattore: l’età del nome di dominio

Molti nomi di dominio vengono aperti e mantenuti funzionanti solo per un periodo limitato, tempo necessario per mettere in opera azioni di spam massiccio utilizzando il dominio che viene poi chiuso ad operazione terminata. Per questa l’età di un dominio è un fattore molto importante per il ranking; maggiore è il tempo che un dominio rimane funzionante migliore è la probabilità che questo incrementi il ranking.

Secondo fattore: l’aggiornamento del sito

Non è importante solo aggiornare i contenuti, ma anche la modalità di tale aggiornamento. I cambiamenti di contenuto in sé non vengo considerati da Google indice di rinnovamento. Le modifiche infatti sono accuratamente registrate per un determinato periodo di tempo al fine di identificare; la quantità degli aggiornamenti e la frequenza.

Il motivo è semplice, modifiche massicce di contenuto operate in archi di tempo lunghi potrebbero semplicemente significare solo un rinnovamento grafico del sito stesso, ma piccole e frequenti modifiche al testo visibile sono considerate come probabile indice di manutenzione ed aggiornamento costante di informazioni.

Nel caso in cui questo venga rilevato sul vostro sito dopo un periodo di "valutazione" silenziosa, il ranking aumenta.

Terzo fattore: links esterni

In molti si danno da fare scambiando links reciproci al fine di tentare un incremento di ranking ma anche in questo caso Google osserva, registra e valuta con molta attenzione e per un periodo di tempo l’evolvere di questa situazione. Infatti la magica apparizione di decine o centinaia di link al vostro sito un un tempo relativamente breve non solo non aiuta, ma fa correre il serio pericolo di essere identificati come "web spammers".

Sono da evitare per quanto possibile i link reciproci perchè probabile segnale di un accordo preciso. Google considera favorevolmente i link esterni solo se quelli reciproci sono relativamente limitati, solo se aumentanto in maniera ragionevole nel corso del tempo in quanto indice di un aumento spontaneo dell’interesse che utenti dimostrano verso i vostri contenuti e sopratutto solo se l’argomento dei siti che vi linkano sono attinenti ai vostri contenuti.

Quarto, importantissimo fattore: correttezza grammaticale e semplicità di scrittura

Google registra, osserva e valuta. Ma com’è possibile che una applicazione software riesca a valutare e determinare gli argomenti rilevanti in un sito, oppure giudicare se le keywords di ricerca siano attinenti al suo contenuto?

I motori di ricerca fanno uso di particolari programmi che "valutano" in base al testo contenuto in un sito quale sia l’argomento principale. Normale per un uomo, un pò meno per un sistema informativo composto da freddi e rigidi algoritmi, ma tali programmi attraverso l’analisi logica e grammaticale di un testo riescono ad identificarne l’argomento in maniera quasi sempre affidabile. Una volta eseguita questa azione si innescano i meccanismi descritti precedentemente.

E’ naturale quindi che se non creiamo i nostri contenuti in maniera corretta e sufficientemente semplice, Google non perderà tempo a "tentare" di individuare l’oggetto dei nostri contenuti, ma ci ignorerà e non perderà neanche ulteriore tempo per controllare aggiornamenti, links ed altri fattori.

Domini .eu inizia la registrazione

Dopo una attesa di qualche anno finalmente L’European Registry of Internet Domain Names ha decretato la data ufficiale per l’avvio delle registrazioni per i Top Level Domain europei .eu

L’avvio ufficiale è stato fissato per il prossimo 7 Dicembre 2005 ed inizierà con un periodo di 4 mesi (da Dicembre 2005 ad Aprile 2006) chiamato Sunrise period. Durante questo tempo la registrazione non è aperta a tutti, ma solo a determinate entità che possono vantare diritti prioritari sui domini .eu da registrare.

Al momento sono moltissimi coloro che hanno pre-registrato i domini presso molti Registrar, ma la preregistrazione non è garanzia di acquisizione del nome in quanto più persone/società in europa possono aver preregistrato lo stesso nome a dominio. Di fatto si tratterà di una corsa a tempo.

Il Sunrise period di 4 mesi è così strutturato;

  1. 7 Dicembre – 7 Febbraio: potranno registrare solo le entità che potranno vantare diritti di copyright sul marchio o sul nome che intendono acquisire
  2. 7 Febbraio – 7 Aprile: potranno registrare solo le entità il cui nome è collegato in qualche modo al dominio da registrare, come nomi di società, marchi non registrati, nomi letterari od artistici ecc.

Dall’8 Aprile in poi la registrazione sarà aperta a tutte le persone o società residenti in europa o che vantino interessi nel nostro continente.

I Registrars che hanno raccolto le preregistrazioni tenteranno di richiedere per primi le registrazioni di cui si sono fatti carico secondo le modalità sfissate dal Sunrise period, ma solo una richiesta verrà evasa: quella formalmente corretta che arriverà prima.

Gli altri, pur avendo pagato la pre-registrazione, dovranno rinunciare.

Per maggiori dettagli consultare il sito ufficiale della European Registry of Internet Domain Names all’url: http://www.eurid.eu/

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Podcast. Il futuro del web è audio?

Photo credit: Matej Srepfler
Photo credit: Matej Srepfler

La diffusione degli MP3 Player portatili come l’Ipod o i suoi numerosissimi cloni hanno portato ad un aumento esponenziale della diffusione di musica in formato digitale attraverso moltissimi siti internet.

La condivisione di queste liste di canzoni avviene grazie alla tecnologia XML, ovvero attraverso feeds che invece di elencare notizie elencano files MP3.

Questa tecnica di condivisione files MP3 è chiamata Podcasting (unione dei termini Ipod e Broadcast).

Sebbene originariamente la tecnica veniva utilizzata per condividere musica, negli ultimi tempo stanno fioccando siti specializzati che al posto di musica utilizzano il podcasting per diffondere contenuti attraverso interviste o semplici discussioni registrate.

In particolare la nostra attenzione è stata catturata da alcuni siti gestiti da professionisti che hanno iniziato a registrare le loro discussioni e le loro normali chiacchierate di lavoro fatte attraverso Skype ed a diffonderle tramite la tecnica del Podcast.

L’idea di per sè potrebbe sembrare abbastanza banale e semplicistica, ma ci è bastato ascoltare alcuni passi delle "chiacchierate" per capire che ci troviamo di fronte ad un interessante sperimentazione che potrebbe cambiare radicalmente non solo lo strumento di diffusione delle informazioni (da testo a audio) ma anche l’essenza delle stesse (da nozioni attentamente studiate, sistemate e impacchettate a chiacchierate informali).

Ascoltando infatti due professionisti che lavorano nel nostro stesso ambito chiacchierare normalmente, oltre al soggetto della discussione si carpiscono tra le righe (o meglio, tra le parole) una serie impressionante di nozioni, informazioni e "dritte" esattamente come se stessimo seduti su un autobus e li avessimo seduti davanti a noi a parlare.

Questo fenomeno in realtà non andrà a sostutuire l’informazione "ufficiale" ma cambierà semplicemente il modo con cui attingiamo alle informazioni stesse. Basterà consultare il nostro feed preferito, caricare il nostro lettore Mp3 ed ascoltare rilassati magari sul divano dopo il lavoro o passeggiando.

Blog, feeds, XML e RSS

Il blog come strumento di divulgazione è esploso e sta cambiando il modo di fare informazione. L’XML è divenuta la tecnologia sulla quale si pianificano i progetti più ambiziosi e termini come feed, RSS o RDF sono oramai su tutti i siti di informazione (grandi e piccoli). E’ evidente che il web ha intrapreso una strada ben definita, così come è evidente che nel prossimo futuro sarà pressochè impossibile investire in progetti web senza sapersi integrare in questo nuovo flusso informativo. Facciamo un pò di chiarezza e forniamo i concetti di base per non rimaner tagliati fuori con questa chiara ma sintetica guida per i neofiti.

Cosa è un Blog?

Dal punto di vista tecnico un Blog è una applicazione che consente di gestire e pubblicare articoli in maniera individuale ed autonoma. Tuttavia ad una più attenta analisi possiamo tranquillamente affermare che il successo di questa forma di comunicazione in realtà è dovuto al fatto che questi programmi mettono a disposizione i contenuti del blog di chiunque voglia includerli nel proprio sito web. Questo strumento è generalmente chiamato "feed" (ecco un nostro feed di esempio). Avere un blog quindi non vuol dire semplicemente "pubblicare" autonomamente, ma "mettere a disposizione" di chiunque i propri contenuti, che diventano di fatto una fonte di informazioni a libero accesso. Chiunque gestisca un blog quindi "corre il rischio" di vedere i propri articoli idealmente in qualsiasi sito esistente.

L’XML

Con XML intendiamo "Extensible Markup Language". E’ una specifica ben precisa simile al linguaggio HTML che gestisce l’interscambio di informazioni. Un file XML è un semplice file di testo ASCII contenente informazioni delimitate da TAG XML appunto.

Cosiderando l’XML come la lingua madre, esistono diverse sotto-specifiche che possiamo considerare dialetti; RSS, RDF ecc ecc. Queste specifiche hanno lo scopo di favorire l’interscambio di informazioni tra strumenti di varia natura. La specifica RSS (Really Simple Syndacation) è generalmente dedicata all’interscambio di informazioni nel web. I blogs presenti in rete, mettono a disposizione di altri siti web gli articoli postati dall’autore proprio con il formato RSS.

Esistono anche strumenti che richiamano le informazioni aggiornate attraverso opportuni software senza l’ausilio di un browser; gli Aggregator. Questi programmi sono una evoluzione dei newsreader, e raccolgono semplicemente le informazioni aggiornate dalle fonti inserite dall’utente senza necessariamente navigare nel web. Per creare contenuti utilizzabili dagli aggregator lo standard tecnico è l’RDF. Molti blog forniscono contenuti in entrambi i formati; RSS e RDF.

I nuovi flussi dell’informazione

Se fino a qualche tempo avere pagine web indicizzate dai motori era la priorità assoluta, ora con l’XML si sta facendo lentamente ma inesorabilente strada un altra priorità; non più avere la pagina web direttamente indicizzata ma diffondere i propri feeds in tutti i siti compatibili con il nostro argomento, oppure inserirli nei motori di ricerca di contenuti XML. In poche parole, non indicizzare più la pagina vera e proprio, ma diffondere attraverso web ed aggregators i collegamenti alle pagine attraverso i feeds RSS e RDF.

Google ha già implementato in funzione beta un motore di ricerca riservato esclusivamente ai blog, ed il famoso "Google News" non è altro che un motore che cerca nei feeds di molti quotidiani on line ed altre fonti di informazione.

Il nuovo modo di fare informazione

Queste nuove tecnologie di fatto hanno introdotto un nuovo ruolo nel panorama informativo. Non più soltanto fornire contenuti, oppure riportare contenuti ma "organizzare" i contenuti esistenti per integrarli eventualmente con i propri.

Alla luce di cìò possiamo tranquillamente affermare che un blog è una qualsiasi fonte di informazione, costantemente aggiornata, a cui è possibile attingere. Che siano news, che siano articoli oppure altro, se sono messi a disposizione tramite dei feeds possiamo parlare di blog.

La tecnica dell’URL Rewriting

Tutti i portali dinamici hanno il problema dell’indicizzazione delle pagine dinamiche nei motori di ricerca a causa dell’URL dalla struttura complessa.

Per fare un esempio, un indirizzo dinamico tipo;

page.php?cat=news&cod=5

viene indicizzato dai motori con una certa difficoltà rispetto ad uno statico come:

page.html

Non è una regola vera e propria ma più che altro si tratta di un certo disorientamente che gli spiders dei motori accusano quando trovano caratteri come ‘&’, ‘?’ oppure ‘=’ nell’indirizzo della pagina. Come conseguenza le pagine con un indirizzo normale vengono indicizzate maggiormente rispetto a quelle dinamiche, e più di frequente.

Per ovviare a questo inconveniente esiste una tecnica chiamata url rewriting, vale a dire fare in modo che il server "riscriva" in maniera "statica" indirizzi dinamici.

La messa in opera di questa tecnica varia in base alla tecnologia dei sistemi e non è di semplice attuazione ma richiede tempo, attenzione e molta esperienza, ed in caso di portali vasti può richiedere la pianificazione di un vero proprio progetto dedicato. Negli esempi ci occuperemo di tecnologia Apache/php.

Per avere modo di utilizzare questa strategia è necessario utilizzare il modulo "mod_rewrite" di apache che ci consente di "sostituire" gli indirizzi di pagina digitati dagli utenti con indirizzi di sostituzioni calcolati attraverso una sintassi basata sulle Regular Expression (Regex). Sorvoliamo ovviamente sulla sintassi regex in quanto è alquanto ostica, ma in caso vogliate approfondire vi rimandiamo alla pagina http://www.evolt.org/article/rating/20/22700/.

Mantenendoci su esempi semplici supponiamo di voler trasformare l’indirizzo;

http://www.ikaro.net/articoli/articolo.php?file_name=url_rewriting

in

http://www.ikaro.net/articoli/cnt/url_rewriting.html

Dovremmo utilizzare la seguente configurazione del mod_rewriting;

1) RewriteEngine on
2) RewriteRule /articoli/cnt/([^/]+).html /articoli/articolo.php?file_name=$1 [L]

La prima riga attiva il modulo di rewriting, la seconda fa in modo che l’indirizzo dinamico a destra venga sostituito con un indirizzo statico che utilizzarà il vaolre del parametro "filename" per dare un nome alla pagina, pagina che in realtà, non esiste.

Queste due righe possono essere inserite;

a) in un file .htacces nella directory in cui si vuole abilitare questa funzionalità
b) nel file di configurazione httpd.conf (ma richiede privilegi di superuser)

Da notare che la pagina con indirizzo statico in realta non esiste, è solo un alias che il server riconosce per fare in modo che i motori vedano una pagina "normale" al posto di una pagina dinamica, e far si che venga indicizzata normalmente.

Il vero url della pagina che stai leggendo non è quello che appare nella barra degli indirizzi, ma è:

http://www.ikaro.net/articoli/articolo.php?file_name=url_rewriting