Fuga di cervelli: cosa penso veramente degli Italiani che vanno all’estero

Fuga dei cervelli o fuga e basta,  in ogni caso si parla spesso di italiani più o meno giovani che decidono di ricominciare all’estero, magari abbandonando anni di studi per ritrovare una strada lontano da casa.

Spesso vengono considerati vigliacchi (o quasi), eppure ci sentiamo ancora oggi in diritto di sventolare l’onore dei nostri compaesani che fecero lo stesso quasi un secolo fa, portandoli come bandiera di un popolo. Come mai?

Non abbiamo il coraggio di ammettere che… Continue reading

Installare un server mail leggero e sicuro con Debian, Webmin e GMail

Con la nuova versione di Gastromama in arrivo ed un server che lavora più per gestire spam e tentativi di accesso non autorizzati che per macinare pagine ed app ho deciso di acquistare due server e separare la posta dalle web app.

In gran parte infatti i rischi di sicurezza sono legati al fatto che un server può inviare posta, e quindi la maggior parte dei tentativi di intrusione su server comuni sono causati più da spammers che vogliono usarli per inviare immondizia dappertutto piuttosto che dal furto di dati importanti (non presenti sulla maggior parte dei server) Continue reading

Programmatori Indiani low-cost: rischio o opportunità?

Qualsiasi startupper o imprenditore digitale  ci ha pensato almeno una volta, e visto che ci sto sbattendo la testa da mesi ed ho investito qualche migliaio di dollari ti sarà utile la mia esperienza, che condivido volentieri.

La doverosa premessa è che non sto parlando di agenzie di sviluppo in generale, ma di quelle aziende in genere pakistane o indiane che vendono cloni di applicazioni popolari o servizi di sviluppo e assistenza  a prezzi molto competitivi.

Come mio solito niente supercazzole,  vado diritto e sintetico ai punti essenziali. Continue reading

Se dessi retta a Facebook…

Sono sempre stato del parere che Internet ed i social media in realtà non hanno un ruolo così determinante nell’imbarbarimento della vita sociale e della comunicazione.

I social piuttosto riescono a concentrare in maniera generalizzata la levatura morale media e gli umori delle persone in un palmo di mano, e ti gettano addosso in una manciata di secondi quello che, prima di Internet, avresti potuto ascoltare/percepire/assorbire solo in termini di mesi.

Come dire: non è Facebook il cattivone,  ma è solo lo specchio che ci mostra senza via di scampo come siamo in realtà con buona pace di come ci piace percepirci.

Se dessi retta a Facebook:

  • Non dovrei mangiare la carne, che chi la mangia è un necrofilo deplorevole cannibale di cadaveri animali
  • Non dovrei essere vegetariano che “quel colorito un po’ sul verde che tristezza…
  • Non dovrei votare Berlusconi perché è un porco
  • Non dovrei votare Bersani perché è in bianco e nero
  • Non dovrei votare Renzi perché è populista
  • Non dovrei simpatizzare col M5S perché “sono un branco di imbecilli guidati da un ex-comico che si è arricchito coi soldi nostri manovrato da un cavaliere templare deviato
  • Non dovrei guardare Sanremo perché è truccato
  • Non dovrei seguire il calcio che è il mezzo per tenerci schiavi
  • Non dovrei postare foto di gatti che sembro un disadattato sociale
  • Non dovrei postare foto di figli che “ma che genitori incoscienti che ci sono oggi
  • Non dovrei postare foto di cibo che “ma una vita ce l’hai?
  • Non dovrei criticare l’Italia che “ma allora vattene all’estero
  • Non dovrei vivere all’estero che “tanto invece di pulire cessi in Italia li pulisci fuori
  • Non dovrei aprire una attività all’estero “che brutto porco, noi qui ci si ammazza e tu porti i milioni fuori
  • Non devo postare gli affari miei che poi non sembro professionale
  • Non devo postare roba di lavoro che “ma rilassate un attimo
  • Non devo postare la foto del posto fico dove sono stato in vacanza che “ma co sta crisi la gente coi figli che non mangiano e tu a fare lo sborone
  • Non devo postare foto del viaggio con zaino in spalla che “tutti bravi a fare la zecca, con i soldi di papà
  • Non posso postare durante un  viaggio di lavoro che “è arrivato  Briatore è arrivato…
  • Non posso sbagliare un accento scrivendo da una tastiera straniera “che !cribbio! state distruggendo l’italiano”
  • Non posso criticare il sistema startup “che tanto solo perché non ci riesci
  • Non posso dire che sono uno startupper che “eccone un altro che vuol fare Facebook“.
  • Non dovevo sposarmi in chiesa che “ma che noia che barba che antico…

Ma che ansia che me fate venì… vado a farmi un paio di uova al tartufo.

 

10 Cose che uno Startupper Deve Sapere

Poco più di un anno fa scrivevo Io non so cos’è una Startup.

Dopo qualche giorno, esattamente ad agosto del 2012, mi sono candidato al primo chapter romano del Founder Institute ed ho passato la selezione. Dopo i mesi durissimi del corso sono riuscito ad arrivare alla fine, sono stato incubato nel Founder Institute con la mia startup, Gastromama,  sono entrato in Microsoft Bizspark, sono co-founder dell’associazione Startup Turismo.

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7 atteggiamenti da evitare per non apparire insopportabile nei social network

Bei tempi quando bastava pubblicare un post e bastava attendere che arrivassero. Social news come OkNotizie poteva inviare da solo anche 3000 visite in un giorno per un link piazzato bene.

Ora la conversazione si è spostata nei social e pochi vanno ad approfondire gli argomenti leggendo gli articoli su blog e giornali online.

Bisogna intercettare i visitatori nei social come Facebook, Google+ ecc, ma attenzione: risparmiati qualche atteggiamento comune che ti farà inevitabilmente sembrare insopportabile.

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Le statistiche di Facebook Insights: ecco cosa puoi scoprire sui fan della tua pagina

Ad aprile 2012 Mashable ha dichiarato che il numero di utenti registrati su Facebook aveva raggiunto i 901 milioni. Non stupisce quindi che le società, grandi o piccole che siano, riconoscano il potenziale di marketing e di profitto insito nell’essere presenti sul social network più famoso del mondo.

Le società che utilizzano le piattaforme di social media per le relazioni con i clienti, per la notorietà del marchio ed il marketing online hanno bisogno di misurare il livello di successo della loro campagna.

Ecco perché fioriscono ovunque strumenti per le analisi statistiche dei social media.

Alcuni di questi forniscono enormi quantità di dati per centinaia, a volte migliaia, di euro al mese.  Ma una società è in grado di ottenere informazioni sufficientemente utili da Insights, il pacchetto di analisi statistiche di Facebook? Continue reading

Falsi followers di Grillo su Twitter: quello che tutti fanno finta di non sapere

Sto dando una sbirciata divertita dal Brasile alla zizzania scatenata da Marco Camisani Calzolari via La Repubblica contro Beppe Grillo, accusato di avere finti followers su Twitter (La Repubblica non la linko per adeguarmi alle loro stesse policy sui link).

In tutta questa storia mi meraviglio che nessuno si sia mai occupato di far notare un paio di particolari, secondo me abbastanza ovvi, che ridimensionano tutto il tormentone estivo digitale.

Lungi da me la voglia di cavalcare la coda lunga aggiungendo l’ennesimo post alla querelle, quindi piazzo volutamente in questo articolo un bel noindex nei meta e tolgo adsense.

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